{"id":76324,"date":"2025-06-10T10:19:16","date_gmt":"2025-06-10T08:19:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?p=76324"},"modified":"2025-06-17T10:56:39","modified_gmt":"2025-06-17T08:56:39","slug":"regione-calabria-e-beni-confiscati-un-nuovo-modello-di-riutilizzo-sociale-lintervista-al-vicepresidente-filippo-pietropaolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/regione-calabria-e-beni-confiscati-un-nuovo-modello-di-riutilizzo-sociale-lintervista-al-vicepresidente-filippo-pietropaolo\/","title":{"rendered":"Regione Calabria e beni confiscati: un nuovo modello di riutilizzo sociale. L&#8217;intervista al Vicepresidente Filippo Pietropaolo"},"content":{"rendered":"<p><strong>La Regione Calabria<\/strong> ha immaginato una nuova <strong>strategia per valorizzare i beni confiscati alla \u2019ndrangheta<\/strong>, facendone una <strong>leva di sviluppo e riscatto per le comunit\u00e0 locali<\/strong>. \u00c8 la prima regione italiana a siglare un <strong>protocollo d\u2019intesa<\/strong> <strong>con l\u2019Agenzia nazionale per l\u2019amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalit\u00e0 organizzata<\/strong> (Anbsc). Si tratta di un&#8217;iniziativa fortemente simbolica ma con ricadute concrete sul territorio, che testimonia l&#8217;impegno della Regione nel campo dell\u2019antimafia sociale e del contrasto alla \u2019ndrangheta.<\/p>\n<p>\u00abL\u2019obiettivo \u00e8 trasformare il patrimonio confiscato improduttivo per gli enti locali, in risorse da reinserire nel tessuto economico e sociale. In quest\u2019ottica, l\u2019Amministrazione regionale ha previsto un meccanismo di affiancamento ai Comuni calabresi \u2013 spesso disorientati nel gestire i beni \u2013 offrendo loro risorse, strumenti e competenze\u00bb, spiega <strong>Filippo Pietropaolo<\/strong>, vicepresidente della Regione Calabria, con delega alla legalit\u00e0, sicurezza e valorizzazione dei beni confiscati e promotore dell\u2019iniziativa.<\/p>\n<p><iframe title=\"Regione Calabria e beni confiscati, l'intervista al Vicepresidente Filippo Pietropaolo\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/3k3ih-LPqU8\" width=\"432\" height=\"768\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<h4><em><strong>Il protocollo con il Ministero dell\u2019Interno e l\u2019Agenzia Nazionale<\/strong><\/em><\/h4>\n<p>Firmato dal <strong>Presidente della Regione Calabria<\/strong>, dal <strong>Direttore dell\u2019Agenzia<\/strong> e dal <strong>Ministro dell\u2019Interno,<\/strong> la funzione del protocollo \u00e8 duplice: da un lato supportare concretamente i comuni nel dare nuova vita a questi beni, dall\u2019altro evitare che tornino nelle mani della criminalit\u00e0 organizzata attraverso meccanismi indiretti.<\/p>\n<p>I beni oggetto del protocollo sono, nella quasi totalit\u00e0, immobili (case, fabbricati, strutture dismesse) e, in misura minore, terreni agricoli. I comuni possono valorizzarli secondo diverse finalit\u00e0 previste dal protocollo:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Valorizzazione a fini sociali<\/strong>, tramite l\u2019assegnazione ad associazioni e iniziative del terzo settore;<\/li>\n<li><strong>Utilizzo istituzionale e sicurezza<\/strong>, per esempio come sedi di uffici comunali o sportelli di servizio, caserme o alloggi per le forze dell\u2019ordine;<\/li>\n<li><strong>Demolizione<\/strong>, laddove l\u2019immobile non sia recuperabile e costituisca un elemento di degrado paesaggistico, ambientale o urbanistico.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Anche la demolizione \u00e8 accompagnata da un contributo economico regionale, come gi\u00e0 avvenuto in almeno un caso documentato e con altri due gi\u00e0 programmati.<\/p>\n<h4><em><strong>La novit\u00e0 della coprogettazione: un modello partecipato e sostenibile<\/strong><\/em><\/h4>\n<p>Un altro elemento distintivo del protocollo della Regione Calabria \u00e8 l\u2019introduzione dell\u2019indirizzo di <strong>coprogettazione<\/strong> per la valorizzazione dei beni confiscati, in particolare per quelli destinati a scopi sociali. Questo approccio si fonda sulla partecipazione sinergica di diversi attori:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Le Prefetture<\/strong>, con il compito di monitorare che i beni non tornino sotto il controllo di ambienti criminali.<\/li>\n<li><strong>Il Forum del Terzo Settore<\/strong>, che contribuisce alla selezione delle realt\u00e0 associative pi\u00f9 adatte a gestire ciascun bene.<\/li>\n<li><strong>Le Associazioni di Volontariato<\/strong>, coinvolte nella progettazione e futura gestione delle attivit\u00e0 sociali.<\/li>\n<li><strong>I Comuni destinatari dei beni<\/strong>, che insieme alla Regione co-progettano il riuso degli immobili.<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00abL\u2019obiettivo della coprogettazione non \u00e8 solo la riqualificazione dell\u2019immobile \u2013 <strong>dice ancora il vicepresidente Pietropaolo<\/strong> \u2013 ma anche la sostenibilit\u00e0 a lungo termine delle attivit\u00e0 che vi si svolgeranno. Per questo la Regione ha stanziato fondi sia per la ristrutturazione che per il sostegno economico alla gestione per tre anni. Dopo questo periodo, le attivit\u00e0 dovranno essere in grado di proseguire autonomamente\u00bb.<\/p>\n<h4><em><strong>La ricognizione dei beni: 140 comuni coinvolti, met\u00e0 hanno risposto<\/strong><\/em><\/h4>\n<p>La Regione, prima ancora della pubblicazione di un bando vero e proprio, ha avviato una <strong>ricognizione strutturata<\/strong> presso i comuni calabresi per identificare i beni confiscati potenzialmente riutilizzabili. \u00abIl campione di riferimento \u00e8 costituito da circa <strong>140 comuni<\/strong> su un totale di <strong>404 presenti nel territorio regionale<\/strong>, individuati sulla base dei dati dell\u2019Agenzia Nazionale\u00bb, sottolinea <strong>Antonella Sette<\/strong>, dirigente del settore Legalit\u00e0, Sicurezza e Beni confiscati della Regione Calabria.<\/p>\n<p>\u00abQuesta attivit\u00e0 \u00e8 stata resa possibile anche grazie allo <strong>scambio diretto di dati<\/strong> con l\u2019Agenzia, che ha permesso di superare le lacune informative del vecchio portale nazionale. Lo scambio ha consentito di avere un quadro pi\u00f9 chiaro e aggiornato della situazione, evitando errori di programmazione dei fondi. Alla richiesta di informazioni ha risposto circa <strong>la met\u00e0 dei comuni interpellati<\/strong>, un dato significativo che evidenzia un interesse crescente, ma anche la necessit\u00e0 di ulteriore accompagnamento e supporto per aumentare la partecipazione\u00bb, <strong>dice ancora l\u2019ingegnere Sette<\/strong>.<\/p>\n<h4><em><strong>La valorizzazione dei beni confiscati: strumenti finanziari, criteri di selezione e impatto atteso<\/strong><\/em><\/h4>\n<p>Il punto di partenza \u00e8 la distinzione tra le due principali fonti di finanziamento utilizzate dalla Regione Calabria: il <strong>PR 2021\u20132027 (Programma Regionale del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e del Fondo Sociale Europeo Plus) \u2013 <\/strong>orientato al <strong>rafforzamento del welfare sociale<\/strong> \u2013 e il <strong>FSC 2021\u20132027, ovvero il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione.<\/strong> In questo ambito, il <strong>Terzo Settore<\/strong> gioca un ruolo strategico, poich\u00e9 contribuisce a definire e a realizzare progetti che mirano alla coesione sociale e alla costruzione di comunit\u00e0 pi\u00f9 resilienti e partecipative. Il coinvolgimento delle organizzazioni non profit garantisce che gli interventi siano aderenti ai bisogni reali del territorio e sostenibili nel tempo: in chiave di rigenerazione sociale, economica e ambientale.<\/p>\n<p>Un aspetto cruciale \u00e8 quello della <strong>prevenzione del rischio di riappropriazione dei beni da parte dei clan mafiosi<\/strong>. Per contrastare questo rischio, \u00e8 stato costruito un <strong>sistema multilivello di governance<\/strong>, che coinvolge <strong>Regione, Comuni, Prefetture, Enti del Terzo Settore e Commissione interistituzionale di valutazione. Una filiera istituzionale che dovrebbe garantire un controllo trasparente e condiviso sui progetti e sui soggetti coinvolti. <\/strong><\/p>\n<h4><em><strong>Il rischio dell\u2019isolamento dei Comuni<\/strong><\/em><\/h4>\n<p>\u00abIn questo processo \u00e8 importante <strong>non lasciare soli i sindaci<\/strong> dei comuni in cui si trovano i beni confiscati. La creazione di <strong>reti tra regioni del Mezzogiorno<\/strong> e il dialogo costante con gli amministratori locali sono essenziali per evitare che i territori restino scoperti dal punto di vista istituzionale e sociale. Iniziative come i <strong>momenti di ascolto pubblico nella cittadella regionale<\/strong> sono un esempio concreto di questa volont\u00e0 di dialogo e partecipazione\u00bb, sottolinea ancora l\u2019assessore Pietropaolo.<\/p>\n<h4><em><strong>L\u2019impatto sociale e produttivo: tra simbolo e sostenibilit\u00e0<\/strong><\/em><\/h4>\n<p>La restituzione rappresenta innanzitutto <strong>una vittoria simbolica<\/strong> per le comunit\u00e0: un bene sottratto illegalmente viene riportato nella disponibilit\u00e0 pubblica. Questo gesto ha un <strong>forte valore etico e culturale<\/strong>, in particolare in territori dove la criminalit\u00e0 organizzata ha inciso profondamente sulla coesione sociale. Ma le ricadute economiche in termini di occupazione e formazione di reddito non possono essere trascurate.<\/p>\n<p>In tal senso la Regione prevede di far partire uno studio per valutare quale potr\u00e0 essere la spinta economica sulle comunit\u00e0. \u00abAttualmente, non esistono ancora <strong>indicatori quantitativi certi<\/strong> per misurare l\u2019impatto delle iniziative messe in campo. Tuttavia, \u00e8 in corso una collaborazione con <strong>l\u2019Universit\u00e0 di Reggio Calabria<\/strong> per la <strong>schedatura dei beni<\/strong> e la definizione di <strong>metodologie di valutazione dell\u2019impatto sociale<\/strong>. Questo lavoro potr\u00e0, in futuro, fornire strumenti pi\u00f9 precisi per capire quanto questi progetti riescano davvero a <strong>trasformare i territori<\/strong> e a generare <strong>valore condiviso<\/strong>\u00bb, spiega il Vicepresidente Pietropaolo.<\/p>\n<p>\u00abIn molti casi, l\u2019obiettivo \u00e8 <strong>mettere a reddito<\/strong> i beni, non solo in senso economico ma anche e soprattutto <strong>in termini di reddito sociale<\/strong>: la presenza di un presidio educativo, assistenziale o culturale in un bene confiscato pu\u00f2 contribuire a <strong>generare coesione, partecipazione e senso di appartenenza<\/strong>. In altri casi, soprattutto per i <strong>terreni di ampie dimensioni<\/strong>, \u00e8 possibile attivare <strong>attivit\u00e0 agricole o imprenditoriali vere e proprie<\/strong>, capaci di <strong>creare occupazione<\/strong> e <strong>reddito economico<\/strong> stabile, come gi\u00e0 avvenuto in altre regioni come la Campania\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Regione Calabria ha immaginato una nuova strategia per valorizzare i beni confiscati alla \u2019ndrangheta, facendone una leva di sviluppo e riscatto per le comunit\u00e0&nbsp;<span class=\"hellipsis\">[&hellip;]<\/span><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/regione-calabria-e-beni-confiscati-un-nuovo-modello-di-riutilizzo-sociale-lintervista-al-vicepresidente-filippo-pietropaolo\/\">Leggi tutto <span class=\"screen-reader-text\">Regione Calabria e beni confiscati: un nuovo modello di riutilizzo sociale. 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