{"id":75735,"date":"2025-05-15T13:01:12","date_gmt":"2025-05-15T11:01:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?p=75735"},"modified":"2025-05-26T14:10:48","modified_gmt":"2025-05-26T12:10:48","slug":"il-sud-e-la-zavorra-dellecomafia-un-contributo-di-enrico-fontana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/il-sud-e-la-zavorra-dellecomafia-un-contributo-di-enrico-fontana\/","title":{"rendered":"Il Sud e la zavorra dell\u2019ecomafia. Un contributo di Enrico Fontana"},"content":{"rendered":"<h4><em>Sono 358.454 i reati contro l\u2019ambiente accertati dal 1997 al 2023, perpetrati nelle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia), pari al 45,7% del totale nazionale. Dal ciclo illegale dei rifiuti all\u2019abusivismo edilizio agli incendi dolosi: l\u2019ecomafia \u00e8 un fenomeno che aggredisce il territorio a livello nazionale, ma si concentra ancora maggiormente nella parte meridionale del paese. \u00c8 necessario mantenere alta l\u2019attenzione, come fa Legambiente con il <a href=\"https:\/\/www.legambiente.it\/comunicati-stampa\/ecomafia-2024-storie-numeri-della-criminalita-ambientale-in-italia\/\">rapporto Ecomafia<\/a> che quest\u2019anno si legher\u00e0 ad una conferenza nazionale sul tema.<\/em><\/h4>\n<p>Quando coniammo come Legambiente nel 1994 il termine <strong>\u201cecomafia\u201d<\/strong>, entrato dal 1999 nel vocabolario Zanichelli della lingua italiana, avevamo negli occhi le immagini delle <strong>devastazioni ambientali causate dal clan dei casalesi in provincia di Caserta<\/strong>, lungo il litorale Domitio flegreo: cave abusive di sabbia, trasformate in laghetti, perch\u00e9 erano a ridosso del mare, con la falda idrica superficiale, in cui venivano seppellite migliaia di tonnellate di rifiuti, anche pericolosi, provenienti soprattutto dalle regioni del Nord. Trent\u2019anni dopo, come dimostrano i dati pubblicati ogni anno nel Rapporto Ecomafia, il Mezzogiorno continua ad essere l\u2019epicentro dei fenomeni di criminalit\u00e0 ambientale nel nostro Paese.<\/p>\n<p>I numeri parlano chiaro: dal 1997 (primo anno in cui sono diventati disponibili i dati su base regionale) al 2023 nelle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia) <strong>sono stati accertati 358.454 reati contro l\u2019ambiente, pari al 45,7% del totale<\/strong> <strong>nazionale<\/strong>. In testa alla classifica figura, da sempre, la <strong>Campania<\/strong>, che ha accumulato <strong>117.919 reati<\/strong>, seguita dalla <strong>Calabria (84.472)<\/strong>, dalla <strong>Sicilia (82.290)<\/strong> e dalla <strong>Puglia, con 73.773<\/strong> illeciti penali.<\/p>\n<p>La percentuale dei fenomeni criminali contro l\u2019ambiente scende di poco per quanto riguarda il <strong>ciclo illegale cemento<\/strong> (dalle cave fuorilegge alle case abusive), attestandosi al 45,2% del totale nazionale e nel ciclo illegale dei rifiuti, con il 42,5% di tutti i reati, dalle discariche abusive ai traffici illeciti.<\/p>\n<p><strong>Le conseguenze di questa aggressione<\/strong>, legata quasi sempre ad attivit\u00e0 economiche e molto spesso agli interessi diretti delle mafie (378 i clan censiti da Legambiente dal 1995), <strong>sono devastanti,<\/strong> <strong>per l\u2019ambiente e la salute delle persone.<\/strong>\u00a0 Basta pensare a quello che \u00e8 avvenuto con gli smaltimenti illegali di rifiuti nella <strong>\u201cTerra dei fuochi\u201d<\/strong>, tra le province di Napoli e Caserta, oggetto nel gennaio di quest\u2019anno persino di una sentenza di condanna dello Stato italiano da parte della Corte europea dei diritti umani, per non aver garantito adeguatamente il diritto alla vita di chi ci abita.<\/p>\n<p>Non \u00e8 meno grave l\u2019impatto anche sull\u2019economia legale di un\u2019attivit\u00e0, <strong>l\u2019abusivismo edilizio<\/strong>, che continua a consumare illegalmente suolo soprattutto nel Mezzogiorno e moltiplicare i fenomeni di <strong>dissesto idrogeologico<\/strong>. Secondo gli ultimi dati pubblicati dall\u2019Istat nel<a href=\"https:\/\/www.istat.it\/produzione-editoriale\/rapporto-bes-2023-il-benessere-equo-e-sostenibile-in-italia\/\"> rapporto sul Bes (Benessere equo e sostenibile) <\/a>del 2023, in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia vengono costruite ogni anno, in media, 46,8 case abusive ogni 100 realizzate rispettando le regole, contro un valore nazionale di 15,1.<\/p>\n<p>Imbarazzanti i numeri sulle ordinanze di demolizione in queste quattro regioni, raccolti grazie al monitoraggio civico realizzato da Legambiente con la campagna <a href=\"https:\/\/noecomafia.legambiente.it\/abbatti-labuso\/\">\u201cAbbatti l\u2019abuso\u201d<\/a>, a cui hanno risposto 387 Comuni: dal 2004 al 2022 ne sono state emesse complessivamente 52.661 e ne sono state eseguite appena 7.791, pari al 14,8%.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo \u201cfotogramma\u201d della pressione ecocriminale in Sicilia, Puglia, Calabria e Campania \u00e8 quello relativo agli <strong>incendi boschivi e di vegetazione<\/strong>, relativi al 2023: il 51,5% dei reati si concentra in queste quattro regioni che da sole rappresentano il 91,7% della superficie andata a fuoco, pari 106.860 ettari. In questa \u201cfiliera\u201d a guidare la classifica \u00e8, drammaticamente, <strong>la Sicilia in testa con 74.420 ettari inceneriti nel 2023, pari al 69,6%<\/strong>.<\/p>\n<p>Quelli denunciati ogni anno nel Rapporto Ecomafia, grazie alla collaborazione con tutte le forze dell\u2019ordine e le Capitanerie di porto, non sono, ovviamente, <strong>tutti reati riconducibili alle organizzazioni mafiose,<\/strong> anche se figurano quasi sempre, soprattutto per la <strong>gestione illecita dei rifiuti e l\u2019abusivismo edilizio<\/strong>, nei decreti di scioglimento delle amministrazioni comunali. Ma la loro concentrazione in questi territori non \u00e8 una coincidenza o solo il frutto del maggior numero di controlli che vengono eseguiti.<\/p>\n<p>La presenza dei clan moltiplica lo sfruttamento illegale dell\u2019ambiente e del territorio, si alimenta di cattiva amministrazione, ne approfitta per stringere rapporti con quell\u2019imprenditoria, sempre pi\u00f9 interessata a farci affari per accumulare profitti: <strong>solo nel 2023 il fatturato illegale dell\u2019ecomafia \u00e8 stato stimato da Legambiente in 8,8 miliardi di euro<\/strong>, arrivando cos\u00ec ad accumulare, dal 1995, <strong>ben 259,8 miliardi<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>In questi anni, fortunatamente, sono cresciuti anche gli antidoti<\/strong>, a cominciare dai delitti contro l\u2019ambiente inseriti nel Codice penale dieci anni fa, grazie alla <a href=\"https:\/\/www.normattiva.it\/uri-res\/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2015;68\">legge 68 del 2015<\/a>, a cui aggiungere, prima possibile, le riforme che ancora mancano: dal recepimento della <a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/ALL\/?uri=CELEX:32024L1203\">direttiva comunitaria del 2024 sulla tutela penale dell\u2019ambiente <\/a>alle <strong>maggiori risorse economiche da destinare a Comuni<\/strong>, Prefetture e magistratura per demolire gli immobili abusivi, fino all\u2019inserimento, nel Codice penale, dei <strong>delitti contro le agromafie<\/strong>.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come <strong>si stanno diffondendo le buone pratiche<\/strong> legate alla transizione ecologica, dalla <strong>raccolta differenziata<\/strong> agli impianti dell\u2019<strong>economia circolare<\/strong>, che vanno decisamente moltiplicate proprio nel nostro Mezzogiorno. Con coraggio, determinazione e consapevolezza da parte di tutti: cittadine e cittadini, associazioni, imprese e amministratori locali.<\/p>\n<p><strong>Per mantenere alta l\u2019attenzione e ampliare le conoscenze sui veleni dell&#8217;ecomafia e gli antidoti, se ne discuter\u00e0 come tema centrale nella conferenza nazionale ControEcomafie (<a href=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/controECOmafie-locandina.pdf\">vedi locandina<\/a>) organizzata da Legambiente e Libera per il prossimo 16 e 17 maggio a Roma<\/strong>.<\/p>\n<p>*<em>responsabile dell\u2019Osservatorio nazionale Ambiente e legalit\u00e0 di Legambiente<\/em><\/p>\n<blockquote><p><strong><a href=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/controECOmafie-locandina-1.pdf\">Scarica il programma di ControEcoMafie<\/a><\/strong><\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono 358.454 i reati contro l\u2019ambiente accertati dal 1997 al 2023, perpetrati nelle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia), pari&nbsp;<span class=\"hellipsis\">[&hellip;]<\/span><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/il-sud-e-la-zavorra-dellecomafia-un-contributo-di-enrico-fontana\/\">Leggi tutto <span class=\"screen-reader-text\">Il Sud e la zavorra dell\u2019ecomafia. 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