{"id":75663,"date":"2025-05-12T14:01:36","date_gmt":"2025-05-12T12:01:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?p=75663"},"modified":"2025-05-26T14:11:45","modified_gmt":"2025-05-26T12:11:45","slug":"chiesa-e-lotta-alle-mafie-dal-silenzio-alla-scomunica-da-parte-di-papa-francesco-un-contributo-di-isaia-sales","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/chiesa-e-lotta-alle-mafie-dal-silenzio-alla-scomunica-da-parte-di-papa-francesco-un-contributo-di-isaia-sales\/","title":{"rendered":"Chiesa e lotta alle mafie: dal silenzio alla scomunica da parte di Papa Francesco. Un contributo di Isaia Sales"},"content":{"rendered":"<h4><em>Il rapporto dei mafiosi con la religione \u00e8 ostentato nella loro partecipazione a processioni e cerimonie. A fronte di comportamenti violenti e sanguinosi, in palese conflitto con i valori cristiani, la reazione dei vertici ecclesiastici si \u00e8 fatta attendere: il primo a parlare di mafie fu Papa Wojtyla nel 1993 e, l\u2019unico a scomunicare i mafiosi \u00e8 stato Papa Francesco nel 2014. Con il consenso dell\u2019autore si offre la disamina storica di un percorso tortuoso e contraddittorio, contenuta in un pezzo pubblicato venerd\u00ec 9 maggio sul Fatto Quotidiano.\u00a0<\/em><\/h4>\n<p>Sul tema della lotta alle mafie Papa Francesco ha fatto compiere alla Chiesa notevolissimi passi in avanti, ma neanche su questa questione le gerarchie vaticane lo hanno seguito fino in fondo. Nessun Papa prima di lui aveva usato mai la parola \u201cscomunica\u201d, come fece <a href=\"https:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/cronaca\/2025\/04\/21\/papa-in-calabria-nel-2014-la-scomunica-di-francesco-ai-mafiosi_e4eccc6f-4fdb-4659-ab71-c6f987f6c83b.html\">in Calabria nel 2014<\/a>, anche se fu <a href=\"https:\/\/www.vaticannews.va\/it\/chiesa\/news\/2018-05\/giovanni-paolo-ii-mafia-agrigento-convertitevi.html\">Giovanni Paolo II nel 1993 ad Agrigento<\/a> a prendere per primo una posizione pubblica sull\u2019argomento. Fino al 1993 nessun Papa (tutti italiani prima di Wojtyla) aveva mai parlato di mafie in un discorso, in un&#8217;omelia, in un libro.<\/p>\n<p>In effetti, <strong>il rapporto dei mafiosi con il credo cattolico<\/strong> (e degli uomini di Chiesa nei loro confronti) <strong>rappresenta una delle questioni pi\u00f9 complesse e spinose da affrontare<\/strong>. Se si esclude Matteo Messina Denaro, non si conoscono mafiosi atei. Sono stati (e sono) cattolici osservanti i peggiori assassini che l\u2019Italia abbia mai avuto nel corso della sua storia. I mafiosi credono in Dio, vanno a messa, si comunicano, fanno battezzare i loro figli, si sposano in chiesa, fanno da padrini di battesimo e di cresima, ricevono l\u2019estrema unzione e pretendono il funerale religioso, spesso <strong>sono tra i principali benefattori di molte parrocchie<\/strong> e portano sulle spalle le statue dei santi. <strong>Non li sfiora neanche lontanamente il sospetto di una incompatibilit\u00e0 tra l\u2019essere dei feroci assassini e dei ferventi cattolici<\/strong>.<\/p>\n<h4><em><strong>Il primo tentativo di scomunica<\/strong><\/em><\/h4>\n<p>Sta di fatto che il primo tentativo di colpire i mafiosi con un provvedimento pi\u00f9 efficace, cio\u00e8 appunto la scomunica, era andato clamorosamente a vuoto gi\u00e0 nel 1989. Alla vigilia dell\u2019assemblea della Cei di quell\u2019anno, il cardinale di Napoli, Michele Giordano, aveva annunciato che i vescovi stavano per decidere la scomunica di tutti coloro che fossero stati condannati come mafiosi da una sentenza di tribunale. Ma il <strong>cardinale Poletti<\/strong> nel discorso di chiusura corresse la posizione di Giordano con fastidio e imbarazzo: \u201c<strong>La scomunica della mafia non \u00e8 all\u2019ordine del giorno. Non \u00e8 prevista e non \u00e8 prevedibile nessuna sanzione di questo tipo<\/strong>. La condanna della violenza da parte della Chiesa \u00e8 sempre chiara e inequivocabile. Ma non \u00e8 compito della Chiesa varare provvedimenti particolari.\u201d<\/p>\n<p><strong>Che cos\u2019era successo tra i vescovi italiani per causare una cos\u00ec clamorosa marcia indietro da parte del segretario della Cei?<\/strong> \u00c8 indubbio che nel corso dell\u2019assemblea c\u2019era stato un duro scontro tra diversi settori dell\u2019episcopato italiano e Poletti aveva frenato qualsiasi atto pi\u00f9 coraggioso contro le mafie.<\/p>\n<p><strong>Nel 2014<\/strong> <strong>Papa Francesco in Calabria<\/strong> ha pronunciato, invece, parole nette: <strong>\u201cI mafiosi non sono in comunione con Dio, sono scomunicati.\u201d<\/strong><\/p>\n<h4><em><strong>Silenzio e negazione<\/strong><\/em><\/h4>\n<p><strong>Nel passato un lunghissimo silenzio dei cattolici, del clero, delle gerarchie locali e nazionali, aveva accompagnato l\u2019evolversi dei fenomeni mafiosi<\/strong> anche quando avevano assunto fama internazionale. Anzi, la storia della Chiesa nei territori coinvolti si svolgeva parallela a quella espansione e pi\u00f9 di una volta con essa si intrecciava, soprattutto in Sicilia. Un esponente emblematico di quella lunga fase era stato il cardinale di Palermo, Ernesto Ruffini, che al silenzio accompagnava, quando necessario, la negazione dell\u2019esistenza della mafia.<\/p>\n<p>Egli, infatti, respinse fermamente il primo tentativo di un Papa di condannare pubblicamente Cosa nostra. Dopo la <a href=\"https:\/\/www.wikimafia.it\/wiki\/Strage_di_Ciaculli\">strage di Ciaculli, nel 1963<\/a>, in cui persero la vita sette uomini delle forze dell\u2019ordine, <a href=\"https:\/\/www.sanfrancescopatronoditalia.it\/notizie\/religione\/%E2%80%9Ci-papi-e-la-mafia%E2%80%9D-quando-paolo-vi-scrisse-contro-la-mafia--43846\">Paolo VI<\/a> (tramite il cardinale Dell\u2019Acqua) gli chiese di prendere una posizione pubblica \u00abper separare la Chiesa cattolica da commistioni con la mafia\u00bb, ma <a href=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/il-cardinale-ernesto-ruffini-e-la-mafia-siciliana-una-questione-aperta\/\">Ruffini<\/a> rispose piccato che non c\u2019era nessun rischio del genere. Era una falsit\u00e0 dei comunisti per colpire la Dc. <strong>\u201cIn tanti anni di sacro ministero non ho mai potuto rilevare la pi\u00f9 piccola relazione del clero con i delinquenti\u201d<\/strong> ebbe l\u2019ardire di rispondere al Papa. Per una gran parte della Chiesa dell\u2019epoca <strong>i mafiosi erano considerati un \u201cmale minore\u201d<\/strong> <strong>rispetto al pericolo comunista<\/strong>.<\/p>\n<h4><em><strong>Dalle parole ai pochi fatti<\/strong><\/em><\/h4>\n<p>Le cose sono cambiate nella seconda met\u00e0 degli anni Settanta del Novecento. Sono state le <a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/fatti\/blog-mafie-carlo-alberto-dalla-chiesa-c7gws269\">omelie del cardinale Pappalardo nel 1982,<\/a> in occasione di alcuni delitti eccellenti, a squarciare il silenzio. Prima in Campania lo aveva fatto <a href=\"https:\/\/www.rainews.it\/articoli\/2022\/12\/monsignor-antonio-riboldi-b1de804a-f353-4e6b-8ee5-177a1cf5f156.html\">don Riboldi vescovo di Acerra<\/a>, poi appunto il Papa Giovanni Paolo II ad Agrigento nel 1993. In seguito, gli omicidi di <strong>don Pino Puglisi<\/strong> a Palermo e di <strong>don Giuseppe Diana<\/strong> a Casal di Principe, gli <strong>attentati alle basiliche di S. Giovanni in Laterano e del Velabro a Roma<\/strong>, avevano spinto la Chiesa a pi\u00f9 coraggiose prese di distanza dalle mafie, fino al <a href=\"http:\/\/repertoriogiuridico.chiesacattolica.it\/decreto-di-privazione-delle-esequie-ecclesiastiche-per-chi-e-stato-condannato-per-reati-di-mafia\/\">documento della Conferenza episcopale italiana nel 2010<\/a> in cui apertamente viene scritto che \u201cle mafie sono la configurazione pi\u00f9 drammatica del<em> male<\/em>, e del <em>peccato\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Alcuni vescovi avevano gi\u00e0 dato <strong>disposizioni contro i funerali ai mafiosi<\/strong> e contro la scelta di essi come compari di battesimo o di cresima. E <a href=\"https:\/\/padrepinopuglisi.chiesadipalermo.it\/it\/la-beatificazione-di-don-puglisi-una-definitiva-presa-di-distanza\/\">Padre Puglisi era stato beatificato nel 2013<\/a>: per la prima volta un uomo di Chiesa veniva proclamato beato per aver avversato la mafia. Infine, la scomunica nel 2014.<\/p>\n<p>Ma <strong>si pu\u00f2 affermare che il Papa con quelle parole ha fatto della lotta alla mafia un valore cardine della Chiesa cattolica italiana e universale?<\/strong> A questa domanda si pu\u00f2 serenamente rispondere solo in questo modo: <strong>il Papa s\u00ec, ma le gerarchie vaticane non ancora<\/strong>, e non \u00e8 detto affatto che in futuro seguiranno queste indicazioni.<\/p>\n<p><strong>Le parole del Papa non sono state tramutate in atti formali, la scomunica non \u00e8 entrata nel diritto canonico<\/strong> (dove sono contemplate altre fattispecie, compreso l\u2019aborto), n\u00e9 \u00e8 stata accompagnata da indicazioni precise per i parroci, nonostante la nomina nel 2017 di una apposita commissione con l\u2019incarico di approfondire le modalit\u00e0 della scomunica per mafia e anche per corruzione.<\/p>\n<p><strong>Ed \u00e8 proprio a motivo di questa ambiguit\u00e0 che ancora oggi si svolgono esequie religiose di mafiosi, erogazione dei sacramenti a persone notoriamente appartenenti alle cosche, inchini delle statue dei Santi in numerose processioni religiose<\/strong>. Il caso pi\u00f9 clamoroso \u00e8 stato sicuramente <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2015\/08\/20\/vittorio-casamonica-cavalli-e-rolls-royce-per-il-boss-re-di-roma\/1971020\/\">il funerale del boss Casamonica nel 2015 <\/a>a Roma nella chiesa di S. Giovanni Bosco. Il parroco ha sostenuto di non essersi accorto che stava celebrando i funerali di un notissimo mafioso.<\/p>\n<p>Eppure, erano stati affissi enormi manifesti davanti alla Chiesa inneggianti al boss (con la scritta <strong>\u201cHai conquistato Roma ora conquisterai il Paradiso\u201d<\/strong>) mentre un elicottero sorvolava la zona gettando fiori sui presenti, una banda intonava la musica de <em>Il Padrino<\/em>. Eppure, nella stessa chiesa era stata vietata la cerimonia religiosa per Piergiorgio Welby, afflitto da sclerosi multipla e militante del Partito Radicale, deceduto grazie all\u2019assistenza di sanitari che diedero seguito alla sua volont\u00e0 di porre fine alla lunga agonia.<\/p>\n<p>Ad un giornalista che aveva chiesto al cardinale Camillo Ruini, all\u2019epoca vicario per la diocesi di Roma, se fosse pentito di aver negato il funerale a Welby, il porporato aveva risposto: \u201cNegare a Welby il funerale religioso \u00e8 stata una decisione sofferta, ma non ho cambiato parere\u201d. Il caso era stato affrontato direttamente dalla curia romana e non affidata alle decisioni del parroco del posto. <strong>Al boss Casamonica il funerale religioso, al mite Welby no?<\/strong> <strong>Papa Francesco ha provato a sciogliere questa cocente contraddizione, ma non lo hanno voluto seguire.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><em>*<strong>storico, scrittore, componente del comitato scientifico di Avviso Pubblico<\/strong><\/em><\/h4>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il rapporto dei mafiosi con la religione \u00e8 ostentato nella loro partecipazione a processioni e cerimonie. 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