{"id":75247,"date":"2025-04-15T09:58:19","date_gmt":"2025-04-15T07:58:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?p=75247"},"modified":"2025-04-29T15:40:18","modified_gmt":"2025-04-29T13:40:18","slug":"mafie-e-politica-le-istituzioni-siano-una-barriera-consapevole-e-unita-il-contributo-di-piergiorgio-morosini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/mafie-e-politica-le-istituzioni-siano-una-barriera-consapevole-e-unita-il-contributo-di-piergiorgio-morosini\/","title":{"rendered":"Mafie e politica: le istituzioni siano una barriera consapevole e unita. Il contributo di Piergiorgio Morosini"},"content":{"rendered":"<h4><em><strong>Piergiorgio Morosini, presidente del Tribunale di Palermo ha partecipato lo scorso 27 febbraio al webinar \u201c<\/strong><a href=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/le-strategie-di-prevenzione-e-contrasto-alle-infiltrazioni-mafiose-negli-enti-locali-limportanza-di-fare-rete-il-27-febbraio-il-webinar-di-avviso-pubblico-e-anci-sicilia\/\"><strong>Le strategie di prevenzione e contrasto alle infiltrazioni mafiose negli enti locali: l\u2019importanza di fare rete\u201d<\/strong><\/a><strong>, organizzato da ANCI Sicilia e Avviso Pubblico. Nel suo intervento, che riproponiamo, ha tracciato un\u2019analisi puntuale sulla genesi dei rapporti tra esponenti dei clan e rappresentanti delle istituzioni e lanciato un\u2019esortazione a lavorare insieme, nel rispetto dei ruoli di ognuno, a difesa della democrazia.<\/strong><\/em><\/h4>\n<h5>Piergiorgio Morosini<\/h5>\n<p>\u00c8 importante creare un cordone sanitario intorno alle istituzioni per difenderle da appetiti e assalti mafiosi. <strong><a href=\"https:\/\/www.palermotoday.it\/cronaca\/mafia\/arresti-boss-11-febbraio-2025.html\">Le iniziative giudiziarie delle ultime settimane, svolte a Palermo<\/a><\/strong> e a <strong><a href=\"https:\/\/www.cataniatoday.it\/cronaca\/mafia\/politica-santapaola-arresto-deputato-giuseppe-castiglione.html\">Catania<\/a><\/strong> dimostrano infatti, quanto siano ancora vitali i gruppi criminali in queste aree. E, soprattutto l\u2019indagine di Catania mette in luce la <strong>programmatica reciprocit\u00e0 di favori<\/strong> tra infedeli uomini delle istituzioni e segmenti delle organizzazioni mafiose.<\/p>\n<p>Nell\u2019inchiesta di Catania si sottolinea l\u2019esistenza di uno <strong>scambio tra il sostegno elettorale<\/strong> e il successivo interessamento per l\u2019affidamento di <strong>lavori pubblici e la gestione di servizi<\/strong>, in particolare quelli cimiteriali. Non ci deve colpire l\u2019entit\u00e0 tutto sommato contenuta di alcuni vantaggi perch\u00e9 sappiamo. In certe terre, connotate da una cultura mafiosa, ci\u00f2 che conta per i <em>clan <\/em>\u00e8 mantenere la possibilit\u00e0 di elargire, grazie ad accordi con <strong>segmenti deviati delle istituzioni locali<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019intatta capacit\u00e0 dei gruppi mafiosi di elargire favori a soggetti interessati a svolgere una certa attivit\u00e0, \u00e8 un dato da non sottovalutare. Laddove ci sono ancora pesanti difficolt\u00e0 nel trovare un lavoro o per portare avanti iniziative imprenditoriali, ci sono ambienti che guardano a quanto pu\u00f2 mettere in campo lo Stato e allo stesso tempo sono attenti al favore che pu\u00f2 fornire l\u2019esponente di un gruppo criminale per colmare delle lacune: per cui <strong>basta la concessione di una piccola licenza per svolgere un\u2019attivit\u00e0 e si crea lo scambio<\/strong>.<\/p>\n<h4><em><strong>La genesi dei rapporti<\/strong><\/em><\/h4>\n<p>Il tema per noi, e anche per chi opera negli uffici territoriali, \u00e8 <strong>capire come nascano certe forme di collegamento<\/strong>. Se facciamo riferimento al materiale giudiziario abbiamo una variet\u00e0 di circostanze che sanciscono la genesi di certi rapporti. Certamente le elezioni locali costituiscono, in diversi casi, l\u2019occasione per instaurare rapporti connotati da una certa reciprocit\u00e0 di favori.<\/p>\n<p><strong>I <em>clan <\/em>votano e fanno votare<\/strong>. Soprattutto nei centri di limitate dimensioni, in una stagione di crisi dei partiti e quindi di confronto tra liste civiche espressione sovente di cordate di piccoli e medi interessi, la mobilitazione mafiosa pu\u00f2 fare la differenza. Al punto che, in occasione delle elezioni locali, <strong>i <em>clan <\/em>talvolta decidono di internalizzare le rappresentanze<\/strong>, candidando esponenti dello stesso gruppo criminale, inseriti in cordate espressione di interessi di varia natura.<\/p>\n<p><strong>Altre volte i gruppi mafiosi decidono di agevolare candidati a livello locale<\/strong> che, pur mantenendosi autonomi, promettono favori in svariati settori e per scopi anche di piccola entit\u00e0 come la concessione di licenze commerciali o autorizzazioni. E poi, ci sono situazioni nelle quali, all\u2019insaputa del diretto interessato, si conferisce un sostegno al candidato al fine di accreditarsi nei suoi confronti in vista di un futuro rapporto di collaborazione in caso di elezione.<\/p>\n<p>Va detto che in diverse indagini, anche in quelle riguardanti le presenze mafiose nel nord d\u2019Italia, si \u00e8 riscontrata la situazione nella quale il politico che rappresenta l\u2019istituzione locale viene agganciato nell\u2019ambito di <strong>relazioni volte a costruire delle alleanze<\/strong> che mettono in comune risorse politico istituzionali, economiche e professionali con vantaggi di varia natura per ognuno dei protagonisti.<\/p>\n<p>Si crea il cosiddetto <strong>\u201ccomitato d\u2019affari\u201d<\/strong> che \u00e8 costituito da varie componenti, come si \u00e8 verificato ad esempio <strong><a href=\"https:\/\/www.radioradicale.it\/scheda\/163786\/le-infiltrazioni-mafiose-nel-territorio-di-agrigento\">nell\u2019agrigentino tra il 2004 e il 2005. <\/a><\/strong>In quel caso, un assessore regionale era diventato il punto di riferimento principale di un ampio progetto di spartizione occulta di lavori pubblici che teneva dentro oltre ad un gruppo <strong>imprenditori e amministratori locali anche liberi professionisti e funzionari amministrativi<\/strong>, in vista del condizionamento delle procedure ad evidenza pubblica.<\/p>\n<p>I rappresentanti dei clan nei centri pi\u00f9 piccoli cercano una dimensione simbiotica con alcune figure istituzionali o imprenditoriali del territorio, mirando ad un rapporto che possa diventare strutturale e duraturo nella <strong>reciprocit\u00e0 dei favori scambiati<\/strong>.<\/p>\n<p>Naturalmente nella genesi di queste forme di collegamento, sia<strong> Avviso Pubblico<\/strong>, sia l\u2019<strong>ANCI<\/strong> hanno messo in evidenza in diversi studi e dossier approfonditi, come ci siano numerosi casi nei quali il rapporto non si crea su base volontaria, ma attraverso <strong>forme di minaccia e intimidazione<\/strong> anche violenta nei confronti dei rappresentanti delle istituzioni da parte di esponenti delle organizzazioni criminali.<\/p>\n<p>Certo, quella che in origine appare per l\u2019imprenditore una forma di <strong>\u201ccollaborazione necessitata\u201d<\/strong> coi <em>clan <\/em>pu\u00f2 evolvere in forme di collaborazione pi\u00f9 spontanea, come emerso negli ultimi venti anni da una serie di approfondimenti giudiziari. In ogni caso, non \u00e8 da sottovalutare il fatto che l\u2019imprenditore, talvolta, \u00e8 costretto ad avvalersi della collaborazione del gruppo mafioso in quanto penalizzato, o messo pesantemente in difficolt\u00e0, dalla condotta della pubblica amministrazione.<\/p>\n<p>Ad esempio, quando vanta crediti nei confronti di una amministrazione pubblica che ritarda irragionevolmente i suoi adempimenti, creando le condizioni per lo stato di decozione dell\u2019impresa creditrice. In questi casi, l\u2019imprenditore chiede il <strong>\u201csostegno mafioso\u201d<\/strong> sulla base della percezione di un collegamento tra i <em>clan <\/em>e l\u2019istituzione pubblica.<\/p>\n<h4><em><strong>Gli ostacoli alla prevenzione e al contrasto<\/strong><\/em><\/h4>\n<p>In questo quadro generale, bisogna fare i conti con <strong>le condizioni nelle quali opera la magistratura in Italia<\/strong> a partire dalla percezione che si ha del nostro ruolo e del nostro lavoro. Negli ultimi anni assistiamo a campagne di denigrazione sistematica nei nostri confronti che hanno reso molto difficile operare serenamente.<\/p>\n<p>Come magistrati abbiamo raccolto positivamente la dichiarazione di intenti di diversi rappresentanti del governo rispetto alla priorit\u00e0 della loro attivit\u00e0 politica nel <strong>contrasto a qualsiasi forma di mafiosit\u00e0<\/strong>, proprio per questo pare incomprensibile che poi ci si esprima con diffidenza nei confronti di coloro che sono anche i terminali di molte denunce di imprenditori, funzionari e sindaci che sono isolati.<\/p>\n<p>Sappiamo bene poi che per fronteggiare le richieste, le intimidazioni, le infiltrazioni mafiose nel circuito della politica non bastano le denunce alla magistratura e alle forze di polizia, ma <strong>si deve lavorare molto sulla prevenzione<\/strong>. A tal proposito, non possono non manifestarsi alcune perplessit\u00e0 su alcune iniziative legislative della maggioranza di governo. Una delle leggi bersaglio della campagna riformatrice degli ultimi anni \u00e8 stata la <strong><a href=\"https:\/\/it.wikiversity.org\/wiki\/La_Legge_Severino_(legge_190\/2012)\">Legge 190\/2012, conosciuta come legge Severino<\/a>. <\/strong><\/p>\n<p>La norma contiene indicazioni molto importanti relative alla <strong>prevenzione di certe forme di collaborazione tra gruppi criminali e rappresentanti delle istituzioni a livello locale<\/strong>. Mi riferisco in particolare ai suggerimenti, contenuti in essa, rispetto alla selezione dei pubblici funzionari che debbano ricoprire posizioni sensibili rispetto a possibili richieste mafiose, ad esempio negli uffici preposti alle pratiche edilizie o al rilascio delle licenze.<\/p>\n<p><strong>Nella Legge sono previste misure per la prevenzione di condotte illecite<\/strong>, quali la formazione e il controllo dei funzionari, cos\u00ec come l\u2019obbligo di rotazione per chi ricopre gli incarichi prima citati. A volte non \u00e8 facile per i comuni rendere attuabili queste norme, ma mi chiedo se sia solo un problema di risorse o non piuttosto di volont\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019altro versante su cui operano da tempo Avviso Pubblico e ANCI \u00e8 la <strong>sensibilizzazione della comunit\u00e0 di riferimento<\/strong> su alcuni problemi che, in maniera pi\u00f9 o meno evidente, costituiscono il segnale delle presenze criminali. Per riaccendere l\u2019attenzione e condividere informazioni e strategie, in diversi comuni italiani sono stati istituiti organismi come gli Osservatori o predisposti tavoli di confronto sulla sicurezza ai quali partecipano gli amministratori insieme a rappresentanti delle forze di polizia, delle categorie professionali e produttive, del sindacato.<\/p>\n<p>Sono iniziative che richiedono un approccio di fondo: consentire una strategia di prevenzione e di contenimento sulla base di alleanze istituzionali preziose. In questo momento certi anticorpi vanno potenziati mentre ci troviamo nelle condizioni evidenziate dal presidente dell\u2019ANAC, <strong><a href=\"https:\/\/www.anticorruzione.it\/-\/dieci-anni-della-legge-severino-che-ha-istituito-l-autorit%C3%A0-anticorruzione-busia-la-corruzione-in-italia-vale-come-una-manovra-finanziaria-\">Giuseppe Busia che, in occasione del decimo anniversario dalla creazione dell\u2019autorit\u00e0 anticorruzione<\/a><\/strong> ha ribadito come le normative recenti possano rappresentare nuove opportunit\u00e0 per comitati di affari volti ad aumentare il malaffare nella pubblica amministrazione.<\/p>\n<p>Secondo il presidente dell\u2019ANAC <strong>le pubbliche amministrazioni sarebbero pi\u00f9 vulnerabili rispetto a manovre corruttive<\/strong>, riferendosi in particolare: alle norme relative ai <strong>piani di finanziamenti per le aziende in crisi post pandemia<\/strong> dove i controlli per accedere e ottenere sono ridotti all\u2019osso; e alle nuove regole per l\u2019<strong>affidamento diretto degli appalti<\/strong> <strong>e dei subappalti<\/strong> in assenza di leggi che regolamentino le lobby. In altri termini, ha parlato di novit\u00e0 che finiscono per sovraesporre la posizione di certi amministratori.<\/p>\n<p>In un disegno di intervento congiunto a presidio della correttezza delle procedure nella pubblica amministrazione, bisogna anche sottolineare i rischi derivanti dalle riforme del sistema penale in riferimento all\u2019<strong>abolizione del reato di abuso di ufficio<\/strong> e alla rivisitazione della figura del <strong>traffico di influenze<\/strong>. Inoltre, siamo alla vigilia dell\u2019approvazione di una norma processuale <strong>(<\/strong><a href=\"https:\/\/www.senato.it\/leg\/19\/BGT\/Schede\/Ddliter\/57688.htm\"><strong>disegno di legge n. S. 932 Zanettin<\/strong><\/a><strong>)<\/strong> che contiene per l\u2019autorit\u00e0 giudiziaria la possibilit\u00e0 di intercettare in caso di reato nella pubblica amministrazione non oltre il termine dei 45 giorni.<\/p>\n<p>Si parla, sia sul piano penale, sia sostanziale, di strumenti indispensabili per il <strong>contenimento del malaffare<\/strong>. L\u2019obiettivo dichiarato dal legislatore di limitare il potere del giudice penale sulle scelte discrezionali operate nelle pubbliche amministrazioni, pu\u00f2 essere condivisibile, perch\u00e9 ci sono stati in passato anche degli eccessi della magistratura. Ma su quel versante gi\u00e0 <strong><a href=\"https:\/\/www.sistemapenale.it\/pdf_contenuti\/1605866554_nisco-2020a-abuso-ufficio-riforma.pdf\">una riforma del 2020 sull\u2019abuso d\u2019ufficio<\/a><\/strong> aveva alzato gli argini rispetto ad <strong>\u201ceccessi di attenzione\u201d<\/strong> della magistratura sull\u2019operato dei pubblici amministratori.<\/p>\n<p>In concreto dobbiamo interrogarci sulla disponibilit\u00e0 in tutto il territorio nazionale di un\u2019offerta di polizia giudiziaria e di magistratura in grado di analizzare con competenze e specializzazione determinati fenomeni. Spiego meglio: se si decide che in alcune zone non debbano esserci persone specializzate ad indagare sui reati di pubblica amministrazione, si determina una sorta di <strong>\u201czona franca\u201d<\/strong> anche a livello giudiziario, dove gli amministratori pubblici avranno mano libera e <strong>i mafiosi \u201cbusseranno alla porta\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>Lo stesso vale per la magistratura che non ha una distribuzione omogenea in Italia delle specializzazioni in materia di <strong>criminalit\u00e0 nella pubblica amministrazione<\/strong>: questo comporta la difficolt\u00e0, se non proprio l\u2019impossibilit\u00e0 per alcuni territori di prevenire e contrastare fenomeni criminali che coinvolgano le istituzioni locali anche per trasferire informazioni o segnalazioni ad organismi nazionali.<\/p>\n<p>Per quello che riguarda l\u2019attenzione sul fenomeno <strong>\u00e8 importante anche<\/strong> <strong>l\u2019attivit\u00e0 della stampa<\/strong> che purtroppo in molti casi ultimamente ha seguito la <strong>campagna di denigrazione<\/strong> <strong>verso le indagini della magistratura<\/strong>, ritenute eccessive. Abbiamo bisogno di un <strong>racconto della realt\u00e0 equo<\/strong>, in grado di riportare quanto accade con costanza e senza eccedere nel giudizio, sia verso i potenziali responsabili di reati, sia verso chi controlla e verifica su tali ipotesi.<\/p>\n<p>Solo una <strong>collaborazione rispettosa tra istituzioni e societ\u00e0 civile<\/strong> pu\u00f2 immunizzare le nostre comunit\u00e0 dal dilagare del malaffare e della prepotenza mafiosa. <strong>In fondo<\/strong> <strong>la vera posta in gioco \u00e8 la qualit\u00e0 della nostra democrazia<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><em>*Presidente del Tribunale di Palermo<\/em><\/h4>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Piergiorgio Morosini, presidente del Tribunale di Palermo ha partecipato lo scorso 27 febbraio al webinar \u201cLe strategie di prevenzione e contrasto alle infiltrazioni mafiose negli&nbsp;<span class=\"hellipsis\">[&hellip;]<\/span><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/mafie-e-politica-le-istituzioni-siano-una-barriera-consapevole-e-unita-il-contributo-di-piergiorgio-morosini\/\">Leggi tutto <span class=\"screen-reader-text\">Mafie e politica: le istituzioni siano una barriera consapevole e unita. 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