{"id":75198,"date":"2025-04-08T17:12:54","date_gmt":"2025-04-08T15:12:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?p=75198"},"modified":"2025-04-29T15:41:12","modified_gmt":"2025-04-29T13:41:12","slug":"giovani-ed-enti-locali-grande-partecipazione-al-webinar-promosso-da-avviso-pubblico-fisu-e-regione-veneto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/giovani-ed-enti-locali-grande-partecipazione-al-webinar-promosso-da-avviso-pubblico-fisu-e-regione-veneto\/","title":{"rendered":"Giovani ed enti locali. Grande partecipazione al webinar promosso da Avviso Pubblico, Fisu e Regione Veneto"},"content":{"rendered":"<p>Pi\u00f9 di un centinaio tra assessori, consiglieri, esponenti di enti e di associazioni del terzo settore, in rappresentanza di diverse zone d\u2019Italia, hanno partecipato <strong>luned\u00ec 7 aprile dalle ore 11 fino alle 13 al webinar \u201c<em>Giovani, disagio e criminalit\u00e0: quali politiche degli enti locali\u201d, <\/em><\/strong>organizzato da Avviso Pubblico nell\u2019ambito del progetto <strong>AP- profondimenti<\/strong> in collaborazione con il FISU e con la Regione del Veneto.<\/p>\n<p>Sin dall\u2019introduzione, il professor <strong>Roberto Cornelli<\/strong>, docente di criminologia dell\u2019Universit\u00e0 di Milano, coordinatore dell\u2019intero webinar, ha ribadito l\u2019intento dell\u2019incontro: \u201c<em>aprire un confronto sul tema del rapporto tra questione giovanile e politiche degli enti locali, scevro da pregiudizi e da allarmismi, teso ad affrontare la complessit\u00e0 del tema in maniera consapevole ed efficace.<\/em> \u201c<\/p>\n<p>Da qui la necessit\u00e0 di raccogliere pi\u00f9 spunti possibili tratti da analisi e studi, ma soprattutto dalle diverse progettualit\u00e0 attive o in costruzione in vari contesti, a partire da quelle coinvolte nel webinar odierno.<\/p>\n<p>Improntati alla massima concretezza di vedute e di prospettiva anche i saluti iniziali. <strong>Alessandra Camporota<\/strong>, <strong>vicepresidente del FISU, Assessora alla Sicurezza e Polizia Locale del Comune di Modena<\/strong> ha riportato quanto tratto dalla sua precedente esperienza come Prefetto e dall\u2019attuale come amministratrice, confermando la centralit\u00e0 della questione da seguire in un percorso che veda coinvolti tutti i diversi soggetti interessati a partire dai giovani.<\/p>\n<p>\u201c<em>Il metodo sar\u00e0 determinante per disegnare il futuro delle nostre comunit\u00e0, evitando modalit\u00e0 di attenzione proprie di un talk show nel quale le problematiche vengono strumentalizzate e trattate con superficialit\u00e0, limitandosi ad una visione securitaria. Si deve invece puntare ad un confronto tra le diverse esperienze agite in vari ambiti dall\u2019Universit\u00e0 ai singoli contesti territoriali per saldare nuove e proficue alleanze.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Di un approccio diverso alla questione giovanile in una rete nella quale gli enti locali abbiano una posizione centrale, ha parlato <strong>Roberto Mont\u00e0, Presidente di Avviso Pubblico.<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cLo sguardo delle amministrazioni \u00e8 fondamentale perch\u00e9 stretto tra la percezione e la pratica. Sul tema dei giovani c\u2019\u00e8 una narrazione che spesso schiaccia le scelte politiche anche degli enti locali verso un approccio securitario che guarda solo nell\u2019ottica dell\u2019emergenza, mentre serve costruire modelli pi\u00f9 articolati e complessi. C\u2019\u00e8 bisogno di elaborare strategie e strumenti, linguaggi e azioni che pongano al centro i giovani non in maniera giudicante, ma propositiva, in grado di restituire una reale condizione di sicurezza per tutti. Avviso Pubblico, mettendo in rete le diverse esperienze attive nei territori e fornendo, attraverso il lavoro del comitato scientifico con AP- profondimenti, analisi e studi sul tema, far\u00e0 la sua parte per supportare gli enti locali nel percorso di conoscenza, consapevolezza ed elaborazione politica.\u201d<\/em><\/p>\n<p><strong>Francesca Zottis, Presidente\u00a0Osservatorio regionale del\u00a0Veneto per il contrasto alla criminalit\u00e0 organizzata e mafiosa e la promozione della trasparenza<\/strong>, ha raccolto la suggestione e rilanciato ponendo l\u2019accento sull\u2019impegno concreto posto in tal senso dalla sua Regione. \u201c<em>Lavoriamo per creare spazi di libert\u00e0 per i giovani dove possano comprendere l\u2019importanza del rispetto di s\u00e9 stessi che si lega a quello per gli altri. Costruiamo relazioni tra istituzioni e societ\u00e0 per una lettura integrata che aiuti ad affermare l\u2019identit\u00e0 dei singoli nell\u2019identit\u00e0 di gruppo.\u201d<\/em><\/p>\n<p>A supportare visioni e intenzioni, sono arrivati i dati concreti della ricerca sul campo condotta dalla professoressa <strong>Stefania Crocitti del Dipartimento di Scienze Giuridiche Universit\u00e0 di Bologna<\/strong><em>. <\/em>Partendo dagli articoli di cronaca, passando alle rilevazioni sulle denunce a carico dei minorenni dell\u2019ISTAT e delle forze di polizia, del Centro per la giustizia minorile dell\u2019Emilia-Romagna e delle Marche fino alle interviste dirette a ragazze e ragazzi nelle citt\u00e0 di Modena, Reggio Emilia, Parma e Cento (ricerca ancora in corso) si \u00e8 giunti a risultati che sconfessano la lettura dominante circa la presenza di bande giovanili deviate che commettono illegalit\u00e0 nel territorio.<\/p>\n<p>La professoressa Crocitti ha sintetizzato quanto emerso incrociando dati ufficiali e testimonianze dirette, a dimostrazione di quanto sia fondamentale un lavoro integrato anche per conoscere i fenomeni che coinvolgono i giovani. Le conclusioni del suo intervento hanno costituito un ulteriore spunto per supportare le politiche delle amministrazioni locali.<\/p>\n<p><em>\u00c8 necessaria una rilettura della socialit\u00e0, della devianza e della violenza: non semplificata, non decontestualizzata rispetto alle dinamiche della societ\u00e0. Essa aiuta a leggere in maniera reale le questioni relative alla devianza giovanile che avviene all\u2019interno del gruppo, ma non \u00e8 di gruppo ed ha come causa scatenante una ricerca di visibilit\u00e0 e di attenzione. Se le istituzioni stanno vicine, aumenta la possibilit\u00e0 che queste realt\u00e0 diventino un punto di riferimento positivo per la crescita, ma se le istituzioni escludono e isolano, non si far\u00e0 altro che stimolare, sottolineare e rinforzare i comportamenti devianti. Per costruire una relazione che riporti ad una maggiore serenit\u00e0 e sicurezza bisogna rimuovere lo stigma di partenza che \u00e8 stato posto sui ragazzi in modo che non sia esso a definirli o a spingerli verso questa definizione.\u201d<\/em><\/p>\n<p>La ricostruzione di relazioni reali e alla pari nelle quali i giovani si sentano ascoltati nelle loro esigenze e supportati per realizzare i loro progetti di vita \u00e8 lo scopo che da anni perseguono coloro che hanno raccontato le esperienze concrete da condividere come buone prassi.<\/p>\n<p><strong>Elena De Filippo presidente della Cooperativa DEDALUS<\/strong> ha riassunto brevemente ma in maniera approfondita l\u2019attivit\u00e0 decennale della sua organizzazione, svolta nel contesto di Napoli, in particolare nell\u2019area della stazione centrale della citt\u00e0.<\/p>\n<p>\u201c<em>Qui i ragazzi nascono e crescono con minori opportunit\u00e0 rispetto ai loro coetanei nati e cresciuti altrove. Lavoro minorile, assenza di figure genitoriali di riferimento, abbandono scolastico, matrimoni e gravidanze precoci, forte capacit\u00e0 attrattiva da parte delle organizzazioni criminali. Problematiche antiche a cui se ne sono aggiunte di nuove provenienti da insediamenti stranieri recenti che non hanno portato a contrasti evidenti, ma posto altre questioni a cui dover rispondere. Noi abbiamo creato un centro che punta sulla bellezza gi\u00e0 dall\u2019aspetto con cui accoglie ragazzi, disabituati al bello: qui cerchiamo di supportare i loro bisogni ma anche di incentivare la loro creativit\u00e0. C\u2019\u00e8 bisogno di ripensare anche l\u2019urbanistica delle citt\u00e0 proprio per fornire spazi ai giovani dove potersi esprimere. \u00c8 un lavoro lungo, lo sappiamo bene: noi ci dedichiamo ad ogni ragazzo, guardando alla storia specifica sua e della sua famiglia. Ottenuta la fiducia, per\u00f2, si possono costruire prospettive durature e resistenti come il progetto di rigenerazione urbana al centro della Stazione nel quale siamo coinvolti insieme al Comune di Napoli e altri 38 enti.<\/em>\u201d<\/p>\n<p>Di progetti concreti per venire incontro alle fragilit\u00e0 e allo stesso tempo supportare le peculiarit\u00e0 dei ragazzi, ha parlato <strong>Simona Rotondi\u00b8 vicecoordinatrice delle attivit\u00e0 istituzionali di <em>Con i Bambini<\/em>, <\/strong>ente che dal 2016 si occupa della gestione del Fondo nazionale per il contrasto alla povert\u00e0 educativa. Partendo da dati che evidenziano il forte ritardo del nostro paese nel raggiungere gli standard di alfabetizzazione richiesti dal Consiglio europeo, analizzati in maniera in multifattoriale, Rotondi ha presentato alcune delle numerose progettualit\u00e0 portate avanti insieme agli enti locali, alle Fondazioni e alle Casse di Risparmio.<\/p>\n<p>\u201c<em>Sono 730 i progetti attivi, nei quali \u00e8 evidente la centralit\u00e0 degli enti locali soprattutto nella costruzione di una comunit\u00e0 educante fondamentale. Abbiamo in corso \u201cOrganizzare le speranze\u201d un progetto che coinvolge 15 comuni del nostro paese nello sviluppo di azioni rivolte a bambini, ragazzi e famiglie, mentre abbiamo appena presentato i 50 progetti legati al bando \u201cBen\u2019essere\u201d dedicati alla salute mentale: 20 al nord, 11 al centro, 20 al sud che verranno realizzati grazie alla sinergia con tutti i soggetti coinvolti nei territori<\/em>.\u201d<\/p>\n<p>Investimenti cospicui per progettualit\u00e0 necessarie di cui \u00e8 importante conoscere e condividere obiettivi e scopi raggiunti. La rete delle esperienze genera la possibilit\u00e0 di replicare buone prassi adattandole ai diversi contesti. Come quella sperimentata a Vimodrone, dall\u2019amministrazione locale insieme alla comunit\u00e0 Kairos. L\u2019ha raccontata <strong>Daniele Brattoli, mediatore esperto in programmi di giustizia riparativa.<\/strong><\/p>\n<p>\u201c<em>Abbiamo percepito il cambiamento del clima da parte della comunit\u00e0 del paese rispetto agli ospiti del nostro centro. Fino a pochi anni fa non c\u2019era la divisione tra i ragazzi che vivevano qui e i coetanei nati e cresciuti a Vimodrone, uscivano insieme, condividevano spazi e abitudini. Quando abbiamo cominciato ad accogliere un maggior numero di minori stranieri non accompagnati, provenienti da contesti ed esperienze di vita cos\u00ec differenti da quelle locali, si sono diffuse le prime manifestazioni di diffidenza e si \u00e8 creata la spaccatura che ha portato a definire i ragazzi della comunit\u00e0 con un\u2019accezione di pericolo per il resto della comunit\u00e0. Abbiamo deciso, in accordo con il comune, di ascoltare le opinioni, di confrontare pareri sulle possibili soluzioni e sono emersi due progetti di incontro e conoscenza reciproca. Con uno abbiamo coinvolto i ragazzi del centro nel lavoro degli orti cittadini insieme agli anziani del posto, con un altro li portiamo nelle scuole a raccontare nella loro lingua madre favole e storie ai bambini di Vimodrone. Il clima non potr\u00e0 tornare inevitabilmente lo stesso del passato, ma adattato alle nuove complessit\u00e0, pu\u00f2 essere sereno.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Dalla teoria alla pratica, il webinar ha cercato di fornire spunti e riflessioni a cui seguiranno altri momenti di incontro e confronto perch\u00e9 come ha concluso il professor Cornelli: <em>\u201c\u00e8 dalla conoscenza reciproca e dal dialogo che si possono capire i fenomeni e realizzare le azioni necessarie che con serenit\u00e0, senza inutili allarmismi, rispondano realmente alle esigenze di tutti ii soggetti coinvolti, a partire dai giovani.\u201d<\/em><\/p>\n<blockquote><p><strong><a href=\"https:\/\/u.pcloud.link\/publink\/show?code=XZ9k0Y5Z1aprdquE2jkhtlYlSb7NoYm6Gvm7\">Per rivedere il webinar clicca qui<\/a><\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p><em>*L&#8217;immagine digitale tratta dal sito web di Openpolis<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pi\u00f9 di un centinaio tra assessori, consiglieri, esponenti di enti e di associazioni del terzo settore, in rappresentanza di diverse zone d\u2019Italia, hanno partecipato luned\u00ec&nbsp;<span class=\"hellipsis\">[&hellip;]<\/span><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/giovani-ed-enti-locali-grande-partecipazione-al-webinar-promosso-da-avviso-pubblico-fisu-e-regione-veneto\/\">Leggi tutto <span class=\"screen-reader-text\">Giovani ed enti locali. 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