{"id":74418,"date":"2025-02-25T16:05:38","date_gmt":"2025-02-25T15:05:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?p=74418"},"modified":"2026-01-26T14:40:18","modified_gmt":"2026-01-26T13:40:18","slug":"modello-caivano-per-un-import-export-di-sicurezza-partecipata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/modello-caivano-per-un-import-export-di-sicurezza-partecipata\/","title":{"rendered":"\u201cModello Caivano\u201d. Per un import-export di sicurezza partecipata"},"content":{"rendered":"<h4><em><strong>Cosa rappresentano le periferie delle citt\u00e0? Sono luoghi da presidiare dall\u2019alto, in una logica emergenziale, o spazi nei quali elaborare progetti strutturali volti a coniugare le esigenze concrete di chi li vive con le potenzialit\u00e0, senza ledere la libert\u00e0 dei singoli. Stefania Ferraro e Anna D\u2019Ascenzio forniscono un\u2019analisi e una prospettiva dalla ricerca sul campo che stanno svolgendo a Caivano.<\/strong><\/em><\/h4>\n<h5>Un contributo di Stefania Ferraro* e Anna D\u2019Ascenzio**<\/h5>\n<p><strong>Per chi funziona il \u201cmodello Caivano\u201d?<\/strong> Quali conseguenze ha sulla popolazione? Limitare e misurare sono i due aspetti inscindibili dell\u2019attivit\u00e0 del giurista come del geometra; cos\u00ec spiega Alain Supiot, il quale \u2013 nel teorizzare le criticit\u00e0 della contemporanea logica di <a href=\"https:\/\/www.pandorarivista.it\/articoli\/alain-supiot-gouvernance-par-les-nombres\/\"><em>Gouvernance par les nombres<\/em><\/a> \u2013 mostra le pericolosit\u00e0 di un <em>New Public Management<\/em> oramai fortemente curvato sull\u2019efficace realizzazione di obiettivi misurabili.<\/p>\n<p>Da tali logiche origina anche la prassi di governare territori e popolazioni vulnerabili attraverso specifici modelli caratterizzati da interventi straordinari, in deroga allo stato \u201cnormale\u201d delle cose; interventi veloci \u2013 dunque \u2013 e immediatamente visibili e stimabili. \u00c8 cos\u00ec, per esempio, che misure urgenti per il contrasto al disagio giovanile possono essere prontamente rappresentate dal nuovo Centro Sportivo \u201cPino Daniele\u201d, che in soli 5 mesi sostituisce i resti della precedente struttura; <a href=\"https:\/\/www.sportesalute.eu\/illuminacaivano.html\"><em>illumina Caivano<\/em><\/a>, insomma, per citare il nome del progetto di riqualificazione che ha reso possibile tale opera.<\/p>\n<h4><em><strong>Soluzioni veloci e non interventi strutturali<\/strong><\/em><\/h4>\n<p>\u00c8 da queste logiche dell\u2019immediatamente visibile, edificabile e misurabile che genera, complessivamente, il cosiddetto \u201cmodello Caivano\u201d, quale \u201cperfetta\u201d sintesi della contemporanea modalit\u00e0 di gestione delle aree di margine in materia di ripristino della sicurezza. Si tratta di un prototipo di intervento che per la prima volta, nello scenario giuridico italiano, \u00e8 stato designato attraverso uno specifico dispositivo: il <a href=\"https:\/\/www.normattiva.it\/uri-res\/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2023-09-15;123\">D.L. 15 settembre 2023, n. 123, <\/a><a href=\"https:\/\/www.normattiva.it\/uri-res\/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2023-09-15;123\"><em>Misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla povert\u00e0 educativa e alla criminalit\u00e0 minorile, nonch\u00e9 per la sicurezza dei minori in ambito digitale<\/em><\/a><a href=\"https:\/\/www.normattiva.it\/uri-res\/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2023-09-15;123\">;<\/a> in breve, il Decreto interviene in contrasto a molte questioni, troppe forse, con una visone olistica: di tutto, di pi\u00f9, ivi incluso un Commissario straordinario, con il compito di predisporre e attuare un piano straordinario di interventi infrastrutturali e di riqualificazione del territorio, ex Art. 1 del suddetto Decreto.<\/p>\n<p>Peraltro, operare attraverso <strong>interventi straordinari e misurabili<\/strong> \u00e8 un agire in asse con le logiche punitive, poich\u00e9 in entrambi i casi si perseguono soluzioni veloci e senza alcuna implicazione in termini di interventi strutturali, che \u2013 invece \u2013 richiederebbero accurate riflessioni rispetto alla definizione delle priorit\u00e0 politiche nel contrasto alla marginalit\u00e0, con conseguenti investimenti economici e di programmazione a lungo termine.\u00a0 Non a caso il suddetto Decreto pure interviene in materia di <strong>irrigidimento delle misure penali contro la criminalit\u00e0 minorile<\/strong>; per inciso, alle cronache questo dispositivo giuridico \u00e8 pi\u00f9 noto come \u201cDecreto Caivano\u201d, con una dicitura certo non priva di venature etnocentriche.<\/p>\n<h4><em><strong>Sicurezza poco partecipata<\/strong><\/em><\/h4>\n<p>Anche il successo e l\u2019esportabilit\u00e0 del \u201cmodello Caivano\u201d sono stati sanciti da un dispositivo giuridico: il <a href=\"https:\/\/temi.camera.it\/leg19\/provvedimento\/decreto-emergenze.html\">D.L. 31 dicembre 2024, n. 208, <\/a><a href=\"https:\/\/temi.camera.it\/leg19\/provvedimento\/decreto-emergenze.html\"><em>Misure organizzative urgenti per fronteggiare situazioni di particolare emergenza, nonch\u00e9 per l\u2019attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza<\/em><\/a><a href=\"https:\/\/temi.camera.it\/leg19\/provvedimento\/decreto-emergenze.html\">;<\/a> tale Decreto avalla la decisione politica di operare attraverso interventi infrastrutturali e progetti di riqualificazione sociale \u201cstraordinari\u201d in otto aree ad alta vulnerabilit\u00e0 del Paese.<\/p>\n<p>L\u2019azione straordinaria \u00e8 rappresentata, nel dibattito pubblico, come un vero e proprio <strong><em>restyling<\/em> dell\u2019assetto sociale della comunit\u00e0 caivanese<\/strong>, in nome della sicurezza partecipata. Nel concreto, per\u00f2, si sta procedendo speditamente alla moltiplicazione di impianti di videosorveglianza e al rifacimento di edifici pubblici.<\/p>\n<p>Premesse le non poche criticit\u00e0 teoriche del concetto di <strong>sicurezza partecipata<\/strong>, si sa che la sua implementazione prevede l\u2019integrazione di una pluralit\u00e0 di livelli (<em>multi-level<\/em>)<em>\u00a0<\/em>e di<em>\u00a0<\/em>agenzie, sia pubbliche sia private, presenti sul territorio (<em>multi-agency<\/em>).<\/p>\n<p>Ci\u00f2 detto, diviene necessario interrogarsi su quale sia, per\u00f2, la possibile integrazione tra le logiche degli interventi straordinari, che agiscono in deroga a molti fattori al fine di assicurare la velocit\u00e0 dell\u2019azione, e il <strong>criterio di partecipazione<\/strong> che, invece, per tenere insieme multi-level e multi-agency richiede inevitabilmente un lungo tempo di elaborazione e condivisione degli obiettivi.<\/p>\n<p>In altri termini, spostando l\u2019attenzione dall\u2019efficienza delle azioni straordinarie di intervento infrastrutturale (certamente, in assoluto, \u00e8 efficiente costruire un centro sportivo in 5 mesi), bisognerebbe <strong>riflettere sul potenziale di sicurezza partecipata<\/strong> che tali azioni presumono di determinare. <a href=\"https:\/\/www.mimesisedizioni.it\/catalogo\/autore\/7010\/robert-castel\">Robert Castel <\/a>ci ha spiegato che la sicurezza e l\u2019insicurezza sono rapporti relativi ai tipi di protezioni che una societ\u00e0 assicura o non assicura in maniera adeguata, in relazione agli specifici bisogni di una popolazione.<\/p>\n<h4><em><strong>Ripartire dalla conoscenza del contesto: Parco Verde<\/strong><\/em><\/h4>\n<p>Poich\u00e9 nella vicenda di Caivano la narrazione degli eventi \u2013 a partire dai <strong>tragici stupri<\/strong> di due adolescenti nell\u2019agosto del 2023 \u2013 e il susseguirsi degli interventi sembrano rispondere alla logica della \u201cparte per il tutto\u201d, proviamo a declinare<strong> i bisogni degli abitanti<\/strong> del troppo noto Parco Verde, uno dei quartieri di case popolari costruite per gli sfollati delle aree economicamente pi\u00f9 fragili di Napoli, a seguito del terremoto del 1980.<\/p>\n<p>Si tratta di una zona fisicamente separata dal resto della cittadina, segnata da stradoni perpendicolari tra i quali \u00e8 complesso orientarsi perch\u00e9 sono talmente anonimi che l\u2019unico orientamento che si pu\u00f2 avere sono i panni stesi ad asciugare; presenta circa 6000 abitanti, <strong>percentuali altissime di disoccupazione<\/strong> e la certezza che nulla \u00e8 pi\u00f9 permanente di un alloggio temporaneo affidato dopo il terremoto del 1980.<\/p>\n<h4><em><strong>Per supportare i reali bisogni delle persone non serve l\u2019esercito<\/strong><\/em><\/h4>\n<p>Un quartiere difficile? Difficilissimo, soprattutto per chi lo abita; il contesto ideale per la produzione di devianza, insomma. I bisogni di queste porzioni di popolazione?<\/p>\n<p>Dalla ricerca di campo che stiamo svolgendo emergono chiaramente: un lavoro, case dignitose (senza amianto, senza topi, senza acqua che gronda ovunque), infrastrutture che possano favorire la mobilit\u00e0. Ci\u00f2 detto, in merito all\u2019aggettivo \u201cpartecipata\u201d, che accompagna il progetto di sicurezza previsto dal \u201cmodello Caivano\u201d, ci pare di poter dire che esso non trovi particolare riscontro in quanto finora posto in essere, perch\u00e9 nulla va nella direzione di allontanare dalla popolazione pi\u00f9 fragile quel tipo di insicurezza sociale permanente che deriva dalla <strong>vulnerabilit\u00e0 delle condizioni di vita e condanna a vivere \u201calla giornata\u201d<\/strong>, alla merc\u00e9 del minimo incidente di percorso.<\/p>\n<p>Il nuovo teatro in costruzione, pure edificato sulle macerie di quello preesistente, il centro sportivo \u201cPino Daniele\u201d non sfamano; inoltre, a danno di ogni principio di partecipazione, la gestione di quest\u2019ultimo \u00e8 stata affidata alle \u201cFiamme Oro\u201d, con la declinazione di una politica di definizione dei <strong>costi delle iscrizioni alle attivit\u00e0 sportive non propriamente inclusiva<\/strong> e una <strong>esclusione dell\u2019associazionismo sportivo locale<\/strong> dalla gestione della struttura stessa; del resto, anche altri membri delle realt\u00e0 di Terzo Settore presenti sul territorio ci hanno consegnato, durante le interviste, il loro <strong>senso estraneit\u00e0 al \u201cmodello\u201d<\/strong>: \u00ab<em>Non abbiamo bisogno dei militari, anche perch\u00e9 non \u00e8 cos\u00ec che si combatte il crimine, la droga, la camorra. Queste sono attivit\u00e0 che si spostano altrove, non si fermano con i militari; \u00e8 gi\u00e0 successo per Scampia, lo sappiamo. L\u2019unico esercito di cui abbiamo bisogno \u00e8 quello di psicologi, sociologi, assistenti sociali, maestri di strada e risorse per il lavoro. Lo abbiamo detto al primo e unico incontro con i Commissari, ma forse non ci hanno sentito e comunque non ci hanno pi\u00f9 chiamato\u00bb. <\/em><\/p>\n<p>Intanto, tra <a href=\"https:\/\/www.romatoday.it\/politica\/quarticciolo-modello-caivano-interventi-governo.html\">le aree designate all\u2019esportazione del \u201cmodello Caivano<\/a>\u201d, il Quarticciolo, a Roma, scende in piazza contro una logica di intervento definita dai manifestanti un\u2019azione di <em>\u00abmilitarizzazione [\u2026], l\u2019edificazione di un deserto di esperienze di resistenza e vera ricostruzione\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Indipendentemente dal credito che si voglia dare al controcanto del \u201cmodello Caivano\u201d, stando all\u2019oggi la sua applicazione <strong>non pare offrire prova di un nesso positivo tra interventi straordinari, sicurezza e partecipazione<\/strong>. Del resto, tornando a Supiot, l\u2019assenza di tale nesso sociale \u00e8 intrinseca al modello stesso poich\u00e9, quando libert\u00e0 e sicurezza sono agite in deroga a leggi applicabili equamente a tutti e ovunque, la dimensione partecipativa \u00e8 posta inevitabilmente in parentesi rispetto alla replicabilit\u00e0 di obiettivi di governo strettamente misurabili e velocemente perseguibile, nel tempo di un mandato elettorale e una candidatura da replicare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><em>*Professoressa associata di Sociologia politica presso il Dipartimento di Scienze formative, psicologiche e della comunicazione dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi Suor Orsola Benincasa, Napoli.<\/em><\/h5>\n<h5><em>** Ricercatrice presso IRCrES-CNR, Torino.<\/em><\/h5>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa rappresentano le periferie delle citt\u00e0? 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