{"id":71851,"date":"2024-09-06T16:02:51","date_gmt":"2024-09-06T14:02:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?p=71851"},"modified":"2024-09-13T10:10:50","modified_gmt":"2024-09-13T08:10:50","slug":"il-patto-criminale-tra-cosa-nostra-e-la-ndrangheta-un-contributo-di-enzo-ciconte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/il-patto-criminale-tra-cosa-nostra-e-la-ndrangheta-un-contributo-di-enzo-ciconte\/","title":{"rendered":"Il patto criminale tra Cosa nostra e la &#8216;ndrangheta. Un contributo di Enzo Ciconte"},"content":{"rendered":"<h6><em>Cosa Nostra dipendente dalla \u2018Ndrangheta. Il professor Enzo Ciconte, nell\u2019articolo scritto per Il Domani (ringraziamo il quotidiano per aver concesso la pubblicazione anche nella nostra pagina), riprende la discussione storica sui ruoli e modalit\u00e0 di azione differenti delle due organizzazioni criminali, analizzando le attuali ipotesi investigative che riconoscono un predominio tale alla \u2018Ndrangheta da avere rappresentanti di Cosa Nostra come gregari nelle proprie fila.<\/em><\/h6>\n<p>Il procuratore della Repubblica di Palermo, Maurizio de Lucia, ha affermato di recente che <strong>\u00abil principale problema di Cosa nostra \u00e8 quello di tornare a essere ricca<\/strong>. L&#8217;organizzazione va dunque verso una serie di rapporti, seppure da socio minoritario, ma da socio, con la \u2018Ndrangheta\u00bb. Una mutazione di Cosa nostra proiettata nella ricerca delle modalit\u00e0 pi\u00f9 adatte per tornare a essere ricca. <strong>La mafia ancora non \u00e8 domata<\/strong>, e perci\u00f2 bisogna continuare a contrastarla se non vogliamo che si riprenda, anche perch\u00e9, ed \u00e8 questa la vera novit\u00e0 del discorso, <strong>Cosa nostra \u00e8 diventata &#8220;socio minoritario&#8221; della \u2018Ndrangheta<\/strong>.<\/p>\n<p>Quest&#8217;affermazione mi ha fatto ricordare quanto successe quando Giovanni Falcone nell&#8217;agosto del 1989 chiese a Gianni De Gennaro, all&#8217;epoca dirigente del nucleo centrale anticrimine, un rapporto informativo sui <strong>rapporti tra Cosa nostra e la \u2018Ndrangheta<\/strong>. De Gennaro rispose alla richiesta di Falcone con un documento di estremo interesse. Scriveva che <strong>i rapporti andavano ben al di l\u00e0 di una mera alleanza tra organizzazioni diverse<\/strong>, e che i capi pi\u00f9 prestigiosi erano affiliati a Cosa nostra.<\/p>\n<p>Qualcuno disse che ci\u00f2 confermava la subalternit\u00e0 ai mafiosi siciliani, e Buscetta addirittura sostenne che nella \u2018Ndrangheta non c&#8217;erano &#8220;veri uomini d&#8217;onore&#8221;. Sbagliava Buscetta; e sbagliava di grosso, perch\u00e9 la \u2018Ndrangheta era una mafia ottocentesca, radicata, ed era una mafia a tutti gli effetti tanto \u00e8 vero che i capi potevano affiliarsi a Cosa nostra perch\u00e9 erano affiliati alla \u2018Ndrangheta. Doppia affiliazione dava forza e prestigio a entrambi i contraenti.<br \/>\n<strong>Da ieri a oggi la situazione dei rapporti tra mafiosi siciliani e calabresi \u00e8 mutata a tutto vantaggio degli &#8216;ndranghetisti<\/strong>.<\/p>\n<p>Torniamo a quanto avvenne quando Falcone chiese lumi a De Gennaro. Nel giro di un triennio ci fu il finimondo. <strong>Le stragi di Capaci e di via d\u2019Amelio del 1992 cambiarono per sempre il panorama mafioso e il rapporto tra mafia e Stato<\/strong>. Ancora oggi ci chiediamo perch\u00e9 Riina decise quella doppia strage nel giro di poche settimane.<\/p>\n<p>E ci si domanda se quello che \u00e8 accaduto \u00e8 frutto solo dei viddani, come Buscetta chiamava i corleonesi, oppure se dietro a loro ci siano stati altri soggetti che avevano interesse a uccidere in quel modo barbaro Falcone e Borsellino, e avevano rassicurato i mafiosi che non ci sarebbe stata una reazione adeguata dello Stato. <strong>Si capisce poco delle ragioni di quanto avvenne se le due stragi si valutano separatamente<\/strong> e si cercano i motivi in singoli atti o indagini non fatte in modo adeguato.<\/p>\n<p>Inoltre, <strong>la presenza in Sicilia di Paolo Bellini di sicuro tra Capaci e via d\u2019Amelio<\/strong>, e forse anche prima di Capaci, getta una luce fosca su tutta la vicenda. <strong>Bellini \u00e8 uomo dell&#8217;eversione nera<\/strong> condannato in appello per la strage fascista di Bologna, forse uomo dei servizi, di sicuro in collaborazione con Cosa nostra e la \u2018Ndrangheta.<\/p>\n<p><strong>Bisogna ricordarsi cos&#8217;era l&#8217;Italia del 1992<\/strong>: Mani pulite travolgeva i maggiori responsabili della cosiddetta Prima Repubblica; la Lega Nord che raggiunse un successo travolgente in Lombardia e in gran parte del Nord; Cosa nostra che poteva uccidere impunemente Salvo Lima, l&#8217;uomo di Andreotti che stava lavorando per esser eletto presidente della Repubblica, e poteva permettersi di assassinare Falcone nel bel mezzo dell&#8217;elezione del presidente della Repubblica. Questo era lo scenario.<\/p>\n<p>Si arriv\u00f2 a tanto per la scelta stragista dei corleonesi, mentre gli &#8216;ndranghetisti, che pure furono sollecitati a farlo, non aderirono al progetto, tranne una frangia, come \u00e8 emerso dall&#8217;indagine \u2018Ndrangheta stragista. Questa scelta ha messo al riparo la \u2018Ndrangheta e ha travolto gli uomini di Cosa nostra.<strong> \u00c8 in quegli anni che cominciarono a ribaltarsi i rapporti di forza<\/strong>. <strong>Cosa nostra era nel mirino dello Stato, la \u2018Ndrangheta lo era molto di meno<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Ci si accorse della potenza dei mafiosi calabresi con la strage di Duisburg<\/strong>, che fece scoprire le sue ramificazioni nel cuore dell&#8217;Europa, in Germania. Ma eravamo gi\u00e0 nel 2007: <strong>la \u2018Ndrangheta nel frattempo aveva intensificato il rapporto con la massoneria<\/strong> e aveva preso in mano il traffico degli stupefacenti.<\/p>\n<p>Certo, <strong>Cosa nostra come socio minoritario \u00e8 realt\u00e0 forte<\/strong>, inimmaginabile fino a poco tempo fa, che pu\u00f2 turbare qualcuno. Stupisce che ci\u00f2 sia accaduto? Forse pu\u00f2 stupire qualcuno, ma, per dirla con un grande siciliano, Luigi Pirandello: cos\u00ec \u00e8 se vi pare.<\/p>\n<h5>* <em>Storico, docente di storia delle mafie al Collegio Santa Caterina di Pavia, <\/em><em>membro del comitato scientifico di Avviso Pubblico<\/em><\/h5>\n<p>** L&#8217;immagine di copertina non rappresenta situazioni o persone reali ma \u00e8 realizzata con l&#8217;intelligenza artificiale<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa Nostra dipendente dalla \u2018Ndrangheta. 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