{"id":71494,"date":"2024-07-19T10:02:22","date_gmt":"2024-07-19T08:02:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?p=71494"},"modified":"2024-07-22T12:08:15","modified_gmt":"2024-07-22T10:08:15","slug":"32-anniversario-della-strage-di-via-damelio-un-ricordo-necessario-per-la-crescita-della-nostra-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/32-anniversario-della-strage-di-via-damelio-un-ricordo-necessario-per-la-crescita-della-nostra-democrazia\/","title":{"rendered":"32\u00b0 anniversario della Strage di Via D\u2019Amelio: un ricordo necessario per la crescita della nostra democrazia"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il 19 luglio 1992<\/strong>, una terribile esplosione squarci\u00f2 il silenzio di una domenica pomeriggio a Palermo, in <strong>Via D&#8217;Amelio<\/strong>. La mafia siciliana aveva colpito ancora, uccidendo il giudice <strong>Paolo Borsellino<\/strong> e cinque agenti della sua scorta: <strong>Agostino Catalano, Emanuela Loi<\/strong> \u2013 la prima agente donna assegnata al servizio scorte \u2013 e poi ancora <strong>Vincenzo<\/strong> <strong>Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina<\/strong>. Quella bomba dilani\u00f2 i loro corpi e contemporaneamente sparpagli\u00f2 in aria pezzi fondamentali di verit\u00e0. <strong>Frammenti di una storia che ancora fatica a venire a galla.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ricordare quel giorno e le sue vittime<\/strong> non \u00e8 solo un atto di rispetto verso chi ha sacrificato la propria vita per la giustizia, ma <strong>\u00e8 soprattutto un dovere civico e morale<\/strong>. Ricordare significa continuare a indagare per <strong>rimettere insieme i pezzi di quella verit\u00e0 che da molti anni \u00e8 rimasta sparpagliata e instradata verso narrazioni di comodo<\/strong>. Indagini manipolate, prove false e testimonianze distorte hanno impedito per anni di arrivare alla verit\u00e0, causando un ulteriore dolore ai familiari delle vittime, mettendo a rischio la credibilit\u00e0 delle istituzioni.<\/p>\n<p><strong>I tentativi di depistaggio<\/strong> non riguardano solo un passato che appare ormai remoto; rappresentano, invece, un <strong>pericolo attuale per la nostra democrazia<\/strong>. Quando lo Stato non riesce a garantire verit\u00e0 e giustizia, la fiducia dei cittadini nelle istituzioni viene meno. La mancanza di trasparenza e la manipolazione delle indagini alimentano il <strong>senso di impunit\u00e0<\/strong> e indeboliscono il tessuto democratico. \u00c8 fondamentale, quindi, continuare a chiedere <strong>verit\u00e0 e giustizia<\/strong> <strong>per la strage di Via D&#8217;Amelio<\/strong>, affinch\u00e9 episodi simili non si ripetano e la democrazia possa consolidarsi su basi solide e trasparenti.<\/p>\n<p><strong>Le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella<\/strong>, in un messaggio nel 32\u00b0 anniversario della Strage di Via D&#8217;Amelio, ribadiscono l\u2019importanza della memoria e dell\u2019unit\u00e0 nella lotta contro tutte le forme di criminalit\u00e0 organizzata. \u00abLa tremenda strage di via D\u2019Amelio, 57 giorni dopo l\u2019attentato di Capaci, ha costituito l\u2019apice della strategia terroristica condotta dalla mafia. Con atti spietati di guerra, si voleva piegare lo Stato e sottomettere la societ\u00e0. Le Istituzioni e i cittadini lo hanno impedito. Gli assassini a capo dell\u2019organizzazione criminale sono stati assicurati alla giustizia, il sacrificio di chi ha difeso la legalit\u00e0 e la libert\u00e0 \u00e8 divenuto simbolo di probit\u00e0 e di riscatto. <strong>Ora il testimone \u00e8 nelle mani di ciascuno di noi<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<div class=\"asubtitle\">\u00abQuesta ricerca \u00e8 stata ostacolata da depistaggi. Il cammino della giustizia ha subito tempi lunghi e questo rappresenta una ferita per la comunit\u00e0. Il bisogno di verit\u00e0 \u00e8 insopprimibile in una democrazia e dare ad esso una risposta positiva resta un dovere irrinunciabile &#8211; aggiunge il Presidente Mattarella -. Paolo Borsellino, e con lui Giovanni Falcone, hanno inferto con il loro lavoro colpi decisivi alla mafia. Ne hanno disvelato trame e dimostrato debolezze, lasciando un&#8217;eredit\u00e0 preziosa, non soltanto per indagini e processi. Hanno insegnato che la mafia si batte anche nella scuola, nella cultura, nella coerenza dei comportamenti, nel rigore delle Istituzioni, nella vita sociale. <strong>Questi insegnamenti continuano a segnare il dovere della Repubblica<\/strong>\u00bb<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<blockquote><p><strong>La memoria come strumento di educazione<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Ricordare Borsellino e gli agenti della sua scorta significa ribadire i <strong>valori della legalit\u00e0 e della giustizia<\/strong>, opponendosi a ogni forma di sopraffazione e violenza. La memoria assume cos\u00ec un valore educativo fondamentale. \u00c8 un\u2019occasione per le nuove generazioni di conoscere la storia della lotta alle mafie e di comprendere il sacrificio di chi ha combattuto per un&#8217;Italia libera dalla criminalit\u00e0 organizzata. <strong>Le scuole, le istituzioni e la societ\u00e0 civile<\/strong> hanno il compito di mantenere viva la memoria di queste vittime, attraverso incontri, testimonianze e progetti didattici.<\/p>\n<p>Per questo, raccontare quella storia \u2013 costruita anche attraverso la partecipazione di cittadini, studenti e rappresentanti delle istituzioni \u2013 vuol dire trasmettere un <strong>messaggio di speranza e di impegno<\/strong>. La figura di Paolo Borsellino rappresenta un modello di integrit\u00e0 e dedizione che pu\u00f2 ispirare chiunque si impegni per il <strong>bene comune<\/strong>. \u00c8 fondamentale, quindi, continuare a chiedere verit\u00e0 e giustizia per la strage di Via D&#8217;Amelio, affinch\u00e9 episodi simili non si ripetano e la democrazia possa consolidarsi su basi solide e trasparenti.<\/p>\n<blockquote><p><strong>Partecipare vuol dire combattere le logiche mafiose<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Subito dopo le stragi di Capaci \u2013 con l\u2019eccidio di <strong>Giovanni Falcone, Francesca Morvillo<\/strong> e gli agenti della scorta <strong>Vito Schifani, Rocco Dicillo\u00a0e\u00a0Antonio Montinaro<\/strong> \u2013 e Via D\u2019Amelio, <strong>la lotta alle mafie ha assunto un nuovo impulso.<\/strong> Cittadini e istituzioni sembravano aver ritrovato dopo molto tempo quella fiducia reciproca necessaria. <strong>A trentadue anni da allora dobbiamo fare tesoro dell\u2019indignazione e della rabbia di allora, declinandola nell\u2019oggi e offrendo nuove opportunit\u00e0 di partecipazione.<\/strong><\/p>\n<p>Questa dev&#8217;essere l&#8217;occasione per rinnovare un impegno a lottare ogni giorno per la <strong>giustizia, la verit\u00e0 <\/strong>e<strong> la legalit\u00e0<\/strong>, <strong>contrastando le mafie e difendendo i valori democratici.<\/strong> \u00c8 una battaglia che deve continuare con determinazione, coinvolgendo tutte le forze sane della societ\u00e0. Da un lato le istituzioni in prima linea, garantendo <strong>trasparenza, responsabilit\u00e0 e determinazione<\/strong>. Dall&#8217;altro la societ\u00e0 civile e la responsabilit\u00e0 individuale.\u00a0 Solo cos\u00ec potremo onorare davvero la memoria delle vittime e\u00a0costruire una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta e solidale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 19 luglio 1992, una terribile esplosione squarci\u00f2 il silenzio di una domenica pomeriggio a Palermo, in Via D&#8217;Amelio. 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