{"id":70613,"date":"2024-05-23T10:58:00","date_gmt":"2024-05-23T08:58:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?p=70613"},"modified":"2024-05-27T11:06:42","modified_gmt":"2024-05-27T09:06:42","slug":"trentadue-anni-dalla-strage-di-capaci-memoria-e-prospettive-al-servizio-della-legalita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/trentadue-anni-dalla-strage-di-capaci-memoria-e-prospettive-al-servizio-della-legalita\/","title":{"rendered":"Trentadue anni dalla Strage di Capaci: memoria e prospettive al servizio della legalit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><strong>Alle 17.57 del 23 maggio 1992, Cosa nostra dichiar\u00f2 guerra allo Stato<\/strong>. Una violenta esplosione sull&#8217;autostrada A29 presso Capaci, in Sicilia, uccise il magistrato <strong>Giovanni Falcone<\/strong>, la moglie <strong>Francesca Morvillo<\/strong> e tre agenti della scorta: <strong>Vito Schifani, Rocco Dicillo <\/strong>e<strong> Antonio Montinaro<\/strong>. Una mattanza che segn\u00f2 un punto di svolta nella lotta contro la mafia, incidendo profondamente nella coscienza collettiva italiana.<\/p>\n<p>Trentadue anni dopo, il ricordo di quel tragico evento \u00e8 ancora vivo, alimentato dalla continua attivit\u00e0 del movimento antimafia e dalle riflessioni sullo stato attuale delle organizzazioni mafiose. <strong>Il forziere delle coscienze e delle esperienze si \u00e8 allargato in questi anni<\/strong>. <strong>E oggi va protetto pi\u00f9 che mai <\/strong>dalle continue aggressioni, spesso invisibili ma non meno devastanti, delle mafie che sono attive e dilagano nell\u2019economia e nella societ\u00e0.<\/p>\n<h4><strong><em>La Commemorazione e l\u2019impegno del Movimento Antimafia<\/em><\/strong><\/h4>\n<p>Da allora, ogni 23 maggio, si celebra la <em>Giornata della Legalit\u00e0<\/em> in onore delle vittime delle stragi di Capaci e di quelle di via D&#8217;Amelio. Cinquantatr\u00e9 giorni dopo, infatti, un\u2019altra bomba dilani\u00f2 il corpo del magistrato <strong>Paolo Borsellino<\/strong> e gli agenti di scorta <strong>Agostino Catalano,\u00a0<\/strong>Emanuela Loi\u00a0(prima donna a far parte di una scorta e anche prima donna della\u00a0Polizia di Stato\u00a0a cadere in servizio),\u00a0<strong>Vincenzo Li Muli,\u00a0Walter Eddie Cosina\u00a0<\/strong>e<strong>\u00a0<\/strong><strong>Claudio Traina<\/strong>. Unico sopravvissuto all\u2019esplosione fu l&#8217;agente Antonino Vullo.<\/p>\n<p>Quest&#8217;anno, la commemorazione ha visto una <strong>partecipazione massiccia di cittadini, studenti e rappresentanti delle istituzioni<\/strong>, riuniti per rendere omaggio a coloro che hanno sacrificato la vita per la giustizia.<\/p>\n<p><strong>Le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella<\/strong>, in un messaggio nel 32\u00b0 anniversario della Strage di Capaci ribadiscono l&#8217;importanza della memoria e dell&#8217;unit\u00e0 nella lotta contro tutte le forme di criminalit\u00e0 organizzata. \u00abCome sostenevano Falcone e Borsellino, la Repubblica ha dimostrato che la mafia pu\u00f2 essere sconfitta e che \u00e8 destinata a finire. L\u2019impegno nel combatterla non viene mai meno. <strong>I tentativi di inquinamento della societ\u00e0 civile<\/strong>, le <strong>intimidazioni<\/strong> nei confronti degli operatori economici, sono sempre in agguato\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abLa Giornata della legalit\u00e0 che si celebra vuole essere il <strong>segno di una responsabilit\u00e0 comune<\/strong>. \u00c8 necessario tenere alta la vigilanza. Gli <strong>anticorpi istituzionali<\/strong>, la <strong>mobilitazione sociale<\/strong> per impedire che le organizzazioni mafiose trovino <strong>sponde in aree grigie e compiacenti<\/strong>, non possono essere indeboliti. \u00a0<strong>L\u2019eredit\u00e0 di Falcone e Borsellino \u00e8 un patrimonio vivo che appartiene all\u2019intera comunit\u00e0 nazionale<\/strong>. Portare avanti la loro opera vuol dire lavorare per una societ\u00e0 migliore\u00bb, ha concluso il Presidente Mattarella.<\/p>\n<p><strong>Il movimento antimafia, che ha visto la luce dopo gli attentati degli anni &#8217;90<\/strong>, ha compiuto notevoli passi in avanti sulla costruzione di anticorpi culturali contro il sistema mafioso. Ma c\u2019\u00e8 ancora molto da fare sul fronte della <strong>lotta alla corruzione<\/strong>, forse uno degli aspetti pi\u00f9 sottovalutati e che per\u00f2 \u00e8 quello pi\u00f9 silente e ambiguo con cui le mafie portano avanti i loro affari.<\/p>\n<p>Associazioni come <strong>Libera<\/strong>, fondata da don Luigi Ciotti, <strong>Avviso Pubblico<\/strong> e molte altre<strong> reti sociali<\/strong>, continuano a lavorare instancabilmente per <strong>sottrarre il controllo del territorio alle organizzazioni criminali<\/strong>, promuovendo iniziative di recupero dei beni confiscati e progetti di educazione alla legalit\u00e0.<\/p>\n<h4><strong><em>L&#8217;evoluzione delle mafie negli ultimi trent\u2019anni<\/em><\/strong><\/h4>\n<p><strong>Negli ultimi trent&#8217;anni, le mafie italiane hanno subito profonde trasformazioni<\/strong>, adattandosi ai cambiamenti economici e sociali del Paese. Se negli anni &#8217;90 Cosa Nostra era conosciuta per il suo uso brutale della violenza, oggi le sue attivit\u00e0 si sono fatte pi\u00f9 sottili e diversificate. Cos\u00ec come quelle di \u2018Ndrangheta, di Camorra e delle mafie pugliesi<strong>. Le organizzazioni mafiose hanno espanso il loro raggio d&#8217;azione<\/strong>, non solo mantenendo il controllo sul traffico di droga e le estorsioni, ma anche infiltrandosi nel tessuto economico e istituzionale, inquinandolo e mettendo a rischio la tenuta democratica del nostro Paese.<\/p>\n<p><strong>Le mafie sono sempre pi\u00f9 imprenditoriali. Sparano meno<\/strong>. E questo significa meno allarme sociale e condizioni migliori per mandare avanti gli affari loschi, nascosti sotto lenzuola di attivit\u00e0 legali: infiltrazioni nei principali settori economici, nell\u2019edilizia, nella sanit\u00e0, nell\u2019agricoltura, nel gioco d\u2019azzardo, nella ristorazione, nel commercio e persino nei servizi di sicurezza privati. Le cosche fanno affari su tutto.<\/p>\n<h4><strong><em>La risposta dello Stato e della societ\u00e0<\/em><\/strong><\/h4>\n<p>La risposta dello Stato alla sfida posta dalle mafie si \u00e8 evoluta nel tempo, diventando pi\u00f9 articolata e sofisticata. <strong>Oltre all&#8217;azione repressiva<\/strong>, che ha portato all&#8217;arresto di molti boss e al sequestro di ingenti patrimoni, si \u00e8 puntato molto sulla <strong>prevenzione e sulla collaborazione internazionale<\/strong>. L&#8217;introduzione di <strong>normative pi\u00f9 severe<\/strong> come il codice antimafia, che va difeso, e le misure di protezione per i collaboratori di giustizia, hanno rafforzato l&#8217;efficacia delle operazioni contro le organizzazioni criminali.<\/p>\n<p><strong>La societ\u00e0 civile gioca un ruolo cruciale in questa lotta<\/strong>. La <strong>sensibilizzazione e l&#8217;educazione alla legalit\u00e0<\/strong> sono strumenti fondamentali per creare una <strong>cultura antimafia<\/strong> radicata e consapevole. Il coinvolgimento delle <strong>scuole, delle universit\u00e0 e delle organizzazioni non governative<\/strong> ha portato a una maggiore consapevolezza e partecipazione nella lotta contro la mafia.<\/p>\n<p>Tutto questo deve servire a ribadire che la commemorazione dei trentadue anni dalla strage di Capaci <strong>non debba essere solo un momento di ricordo<\/strong>, ma anche un&#8217;occasione per riflettere sui progressi compiuti e sulle sfide ancora da affrontare. <strong>La lotta contro la mafia richiede un impegno costante e collettivo<\/strong>, che coinvolga tutte le componenti della societ\u00e0. Solo attraverso la memoria, l&#8217;educazione e la determinazione si potr\u00e0 sperare di sconfiggere definitivamente le mafie e costruire un futuro di legalit\u00e0 e giustizia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alle 17.57 del 23 maggio 1992, Cosa nostra dichiar\u00f2 guerra allo Stato. 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