{"id":55319,"date":"2023-10-12T09:57:55","date_gmt":"2023-10-12T07:57:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?p=55319"},"modified":"2023-10-20T09:55:21","modified_gmt":"2023-10-20T07:55:21","slug":"educare-non-punire-il-rapporto-tra-giovani-e-legalita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/educare-non-punire-il-rapporto-tra-giovani-e-legalita\/","title":{"rendered":"Educare, non punire. Il rapporto tra giovani e legalit\u00e0"},"content":{"rendered":"<h5>L\u2019estate appena trascorsa e l\u2019autunno da poco iniziato verranno ricordati come le stagioni in cui \u00e8 emersa la fragilit\u00e0 pericolosa della giovent\u00f9 e dell\u2019infanzia del nostro paese. Tanti, troppi i casi di violenza che li hanno visti protagonisti e vittime. La risposta istituzionale ha puntato principalmente su politiche centrate sulla repressione e sul potenziamento degli strumenti di controllo e di punizione. Non si nega la necessit\u00e0 soprattutto nelle periferie, dove principalmente sono emerse le criticit\u00e0 di una maggiore presenza dello Stato, ma se ne chiede anche altre modalit\u00e0, attraverso la cura dei diritti all\u2019educazione, all\u2019istruzione e alla cultura previsti nella Costituzione. Dal presente al futuro \u00e8 lo sguardo che apre il professor Alberto Conci, coinvolto in numerosi progetti di cittadinanza attiva rivolti alle nuove generazioni.<\/h5>\n<h4>Il contributo di Alberto Conci*<\/h4>\n<p><strong>Gesualdo Bufalino<\/strong> era un uomo di immensa cultura. Amico di Leonardo Sciascia, aveva passato la sua vita a Comiso, in Sicilia, dove faceva l\u2019insegnante. Mor\u00ec a 76 anni, nel 1996, in un incidente stradale. Bufalino, che era uno <strong>studioso schivo e profondissimo<\/strong>, divenne improvvisamente famoso quando nel 1981 venne pubblicato un suo romanzo, <em>Diceria dell\u2019untore<\/em>, che aveva iniziato a scrivere trent\u2019anni prima e che gli valse il premio Campiello.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che lo contraddistingueva non era solo la sconfinata cultura, ma anche l\u2019impressionante lucidit\u00e0 dello sguardo: fra le mille cose che ci ha lasciato vorrei ricordare poche sue parole, ormai famosissime: <strong>\u00abLa mafia sar\u00e0 vinta da un esercito di maestre elementari\u00bb<\/strong>. C\u2019\u00e8 in queste parole, pronunciate da un uomo che insegnava in un istituto magistrale, un\u2019intuizione fulminante: una delle forme di violenza e di illegalit\u00e0 pi\u00f9 devastanti per la convivenza civile non \u00e8 una fatalit\u00e0, ma \u00e8, come diceva <strong>Falcone<\/strong>, un <em>fatto umano<\/em> che avr\u00e0 un termine e potr\u00e0 essere vinto con la pi\u00f9 efficace delle armi: l\u2019educazione da parte di un esercito di maestre elementari.<\/p>\n<p>Un\u2019immagine che richiama le parole di <strong>Paolo Borsellino<\/strong>, il quale riteneva che la mafia sarebbe stata vinta nel momento in cui i giovani le avessero tolto il consenso: <strong>\u00abSe la giovent\u00f9 le negher\u00e0 il consenso \u2013 sosteneva \u2013\u00a0anche l&#8217;onnipotente e misteriosa mafia svanir\u00e0 come un incubo\u00bb<\/strong>. Come dire che anche la violenza che appare pi\u00f9 invincibile e pi\u00f9 onnipotente si sfalda come la nebbia attraversata dal sole se insegniamo e facciamo sperimentare ai bambini e ai giovani il valore di una convivenza fondata sulla legalit\u00e0 costituzionale e sul rispetto dell\u2019altro.<\/p>\n<h3><strong>La tentazione della violenza<\/strong><\/h3>\n<p>Perch\u00e9 prendo spunto da <strong>queste riflessioni<\/strong>, che magari qualcuno potrebbe sentire come lontane da noi nel tempo e nello spazio? Perch\u00e9 esse, che sono nate in una terra insanguinata che conosceva bene i disastri della violenza, <strong>sono la risposta pi\u00f9 efficace<\/strong> a coloro &#8211; e sono tanti &#8211; che nel nostro Paese pensano che l\u2019unico modo per sradicare la violenza sia la sottocultura della repressione. Rovesciando le parole di un manifesto di molti anni fa, lo slogan politico e sociale che oggi sembra avere pi\u00f9 fortuna potrebbe essere questo: <strong>\u201cpunire, non educare\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>A me, che in mezzo a ragazzi e ragazze ho passato tutta la vita, questa <strong>prospettiva appare assurda semplicemente perch\u00e9 \u00e8 inefficace<\/strong>, non colpendo la radice del problema e illudendosi di estirparlo togliendo di mezzo chi quel male ha commesso. \u00c8 una tentazione molto diffusa quella di menar le mani, o di promettere di menarle, per risolvere i problemi.<\/p>\n<p>Ma quando si parla dei pi\u00f9 giovani, e non solo di loro, dobbiamo essere chiari su un punto: se l\u2019unica risposta che siamo in grado di mettere in campo di fronte alla devianza \u00e8 la <strong>violenza repressiva, abbiamo fallito<\/strong>. Anche se magari ci sembra che la nostra violenza sia una risposta legittima.<\/p>\n<p>So benissimo che esiste una quota di violenza che anche le societ\u00e0 democratiche consentono per proteggere i cittadini, affidandone il monopolio alle forze dell\u2019ordine, e la Costituzione stabilisce anche per il carcere l\u2019obiettivo della rieducazione. Come ha scritto su La Stampa la giudice <strong>Paola Di Nicola Travaglini<\/strong>, per\u00f2, <strong>di fronte alla violenza \u00ababbiamo bisogno di strumenti principalmente culturali\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<h3><strong>La risposta nell\u2019istruzione<\/strong><\/h3>\n<p>In questa prospettiva \u00e8 necessario mettersi nell\u2019ordine di idee che investire nell\u2019<strong>educazione e nell\u2019istruzione<\/strong> non sono soldi buttati, ma \u00e8 l\u2019<strong>unica garanzia per formare la coscienza civile<\/strong> dei cittadini. E questo investimento educativo non \u00e8 un affare dei privati o di qualche associazione, ma \u00e8 il compito pi\u00f9 lungimirante per uno Stato, perch\u00e9 cos\u00ec si costruisce la trama di quello che sar\u00e0 il tessuto di una societ\u00e0.<\/p>\n<p>Paradossalmente a volte sembra che <strong>di questa semplice verit\u00e0 siano consapevoli pi\u00f9 i<\/strong> <strong>regimi dittatoriali<\/strong> (che sull\u2019educazione dei giovani e sulla propaganda hanno investito sempre senza risparmio di risorse!) <strong>e le<\/strong> <strong>organizzazioni criminali<\/strong> (per le quali i giovani sono manovalanza a basso costo) che non uno Stato che poggia su una costituzione democratica. Certo, la repressione fa sempre effetto, rispetto all\u2019educazione, perch\u00e9 interviene bloccando con la forza ci\u00f2 che \u00e8 inaccettabile per la convivenza. E lo fa in modo vistoso.<\/p>\n<p>Ma quando tiriamo un sospiro di sollievo per un problema \u201crisolto\u201d con il ricorso alla forza, un minuto dopo dovremmo cominciare a lavorare sul piano educativo perch\u00e9 non si ripeta. Perch\u00e9, vale la pena di sottolinearlo ancora una volta, <strong>la struttura di un Paese \u00e8 data dalla cultura che plasma la convivenza<\/strong> e soprattutto dal valore che si attribuisce all\u2019educazione alla convivenza.<\/p>\n<p><strong>E valore vuol dire anche investimenti, perch\u00e9 si investe su ci\u00f2 in cui si crede<\/strong>. Quanto ne siamo consapevoli in questo Paese? Non lo so. \u00c8 come se non riuscissimo a liberarci dall\u2019idea che l\u2019educazione serva a poco e che la repressione sia l\u2019unica arma efficace contro la violenza: vale per la violenza contro le donne, che \u00e8 una piaga terribile di cui vediamo solo la punta dell\u2019iceberg, vale per le babygang.<\/p>\n<h3><strong>Il coraggio di guardar lontano<\/strong><\/h3>\n<p>Il problema \u00e8 che alla potenza trasformatrice dell\u2019esercito di maestre elementari e al rifiuto del consenso da parte dei giovani di cui ci hanno parlato rispettivamente Bufalino e Borsellino forse la maggior parte degli italiani non crede proprio. Perch\u00e9 <strong>crederci significa avere il coraggio di guardare lontano<\/strong>.<\/p>\n<p>Ci fu un breve momento, durante il maxiprocesso di Palermo, in cui <strong>Giovanni Falcone confess\u00f2 felice: \u00abLa gente \u00e8 con noi\u00bb<\/strong>. Ma poi dovette fare i conti con le proteste della cittadina infastidita dalle sirene della scorta e con l\u2019opposizione di chi avrebbe dovuto sostenere il suo lavoro dentro la magistratura e dentro le istituzioni politiche.<\/p>\n<p>Ogni tanto mi chiedo se la contrapposizione fra quel \u00abla gente \u00e8 con noi\u00bb e la solitudine in cui si trovava quando cinquecento chili di tritolo lo uccisero a Capaci assieme a <strong>Francesca Morvillo, Rocco Dicillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro<\/strong>, non sia esattamente l\u2019immagine del nostro Paese.\u00a0 <span style=\"font-size: 1rem;\">Che non sa credere mai fino in fondo nella possibilit\u00e0 di <strong>contrastare la violenza con gli strumenti dell\u2019educazione e della legalit\u00e0 costituzionale<\/strong> sui quali poggiano l\u2019etica pubblica, il senso di comunit\u00e0, il riconoscimento del valore delle relazioni e del bene comune.<\/span><\/p>\n<p><strong>Non credo tuttavia che ci resti solo lo spazio della rassegnazione<\/strong> di fronte alla dilagante demagogia della repressione come soluzione di ogni problema. Mi sembra piuttosto che si debba ostinatamente continuare a far leva sulla <strong>razionalit\u00e0 giuridica della costituzione<\/strong>, sull&#8217;<strong>educazione al bene comune<\/strong>, sul <strong>rispetto della persona<\/strong> come fondamento della convivenza. Magari, direbbe don Milani, non riusciremo a salvare tutti. Ma almeno avremo salvato qualcuno e ci saremo salvati l\u2019anima. Che non \u00e8 poco.<\/p>\n<p><em>* insegnante impegnato da anni nella formazione alla cittadinanza attiva e responsabile, curatore del libro \u201cSe la giovent\u00f9 le negher\u00e0 il consenso\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>* * (articolo tratto da Cooperazione tra Consumatori, Mensile della cooperazione di consumo trentina, ottobre 2023).<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019estate appena trascorsa e l\u2019autunno da poco iniziato verranno ricordati come le stagioni in cui \u00e8 emersa la fragilit\u00e0 pericolosa della giovent\u00f9 e dell\u2019infanzia del&nbsp;<span class=\"hellipsis\">[&hellip;]<\/span><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/educare-non-punire-il-rapporto-tra-giovani-e-legalita\/\">Leggi tutto <span class=\"screen-reader-text\">Educare, non punire. 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