{"id":54924,"date":"2023-09-08T11:33:02","date_gmt":"2023-09-08T09:33:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?p=54924"},"modified":"2023-10-09T10:48:45","modified_gmt":"2023-10-09T08:48:45","slug":"la-democrazia-italiana-e-fondata-sul-lavoro-e-non-sullo-sfruttamento-il-monografico-di-avviso-pubblico-come-strumento-per-difenderla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/la-democrazia-italiana-e-fondata-sul-lavoro-e-non-sullo-sfruttamento-il-monografico-di-avviso-pubblico-come-strumento-per-difenderla\/","title":{"rendered":"La democrazia italiana \u00e8 fondata sul lavoro e non sullo sfruttamento. Il monografico di Avviso Pubblico come strumento per difenderla"},"content":{"rendered":"<h5>RIFLETTERE SULLE VARIE E ARTICOLATE FORME DI SFRUTTAMENTO E CAPORALATO IN ITALIA, SIGNIFICA INDAGARE IL FUNZIONAMENTO NON SOLO DEL MERCATO DEL LAVORO, NELLE SUE ESPRESSIONI FORMALI E INFORMALI, MA DELLA NOSTRA STESSA DEMOCRAZIA E CON ESSA IL PATTO SOCIALE CHE LA ISPIRA. PER QUESTA RAGIONE, IL MONOGRAFICO VOLUTO DA AVVISO PUBBLICO E PUBBLICATO DA RUBBETTINO DAL TITOLO \u201c<a href=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/enti-locali-in-campo-contro-sfruttamento-e-caporalato-da-oggi-in-tutte-le-librerie-il-secondo-monografico-di-avviso-pubblico\/\"><em>SFRUTTAMENTO E CAPORALATO IN ITALIA. IL RUOLO DEGLI ENTI LOCALI NELLA PREVENZIONE E NEL CONTRASTO<\/em><\/a><a href=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/enti-locali-in-campo-contro-sfruttamento-e-caporalato-da-oggi-in-tutte-le-librerie-il-secondo-monografico-di-avviso-pubblico\/\">\u201d<\/a>, \u00c8 NECESSARIO PER RICHIAMARE L\u2019ATTENZIONE SUL FENOMENO E STIMOLARE POLITICHE ATTIVE.<\/h5>\n<p>di Marco Omizzolo*<\/p>\n<p>Il monografico, a partire dai contributi d\u2019apertura di due importanti esponenti della magistratura italiana come<strong> il giudice Gian Carlo Caselli\u00a0 e il magistrato di Cassazione Bruno Giordano<\/strong>, riesce ad esprimere alcune tra le riflessioni pi\u00f9 avanzate relativamente a diversi settori lavorativi in cui sfruttamento e caporalato risultano pi\u00f9 organizzati e strutturati, integrando metodologie e ricerche accademiche ed esperienze sindacali (si vedano i saggi di Bilongo e di Benatti) dentro una comune <strong>cornice analitica che intercetta le condizioni di vita di migranti e italiani<\/strong>, lavoratrici e lavoratori e di alcune imprese agricole impegnate a contrastare sfruttamento e caporalato (<em>Agri.Bi. Verona,<\/em> <em>Co.val.p.a. nel Fucino e il progetto Di.Agr.A.M.M.I.<\/em> <em>centro-sud, cooperativa Pietra di Scarto in Puglia<\/em>).<\/p>\n<p>Nel contempo <strong>il monografico indica agli Enti locali alcune proposte politiche e nuove governance da attuare<\/strong> nella propria quotidiana attivit\u00e0 amministrativa per prevenire e contrastare forme spesso sofisticate di sfruttamento e caporalato, dando piena attuazione al dettato costituzionale. Si tratta di un aspetto innovativo, che prova a legare le responsabilit\u00e0 pubbliche con le competenze e le esperienze di chi sul fenomeno indaga e si interroga da anni, cercando di inserirsi, in modo critico e analitico, nelle profonde trasformazioni del modello politico-economico e del mercato del lavoro.<\/p>\n<p>Si tratta di trasformazioni che hanno come obiettivo, tra gli altri, quello di <strong>rispondere all&#8217;intensificazione produttiva<\/strong> <strong>derivante dall&#8217;espansione del sistema capitalistico<\/strong>, dalla fluttuazione della domanda di beni e servizi, dalla deregolamentazione dei commerci internazionali <a href=\"https:\/\/www.routledge.com\/Migration-and-Agriculture-Mobility-and-change-in-the-Mediterranean-area\/Corrado-Castro-Perrotta\/p\/book\/9780367200121,%20Migration%20and%20agriculture:%20Mobility%20and%20change%20in%20the%20Mediterranean%20area.%20New%20York,%20Routledge,%202017.\">(<strong>Corrado, De Castro e Perrotta 2017<\/strong><\/a>) e dalla conseguente compressione dei diritti del lavoro, sociali e umani (<strong><a href=\"https:\/\/www.peoplepub.it\/pagina-prodotto\/per-motivi-di-giustizia\">Omizzolo 2022<\/a><\/strong>).<\/p>\n<h4><strong>Fenomeno trasversale<\/strong><\/h4>\n<p>Nel caso del settore primario, per esempio, ci\u00f2 \u00e8 evidente relativamente all\u2019<strong>organizzazione dell\u2019agro-business<\/strong> e alla sua riformulazione globale in chiave neoliberista <a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/globalizzazione-delle-campagne-migranti-societa-libro-vari\/e\/9788820405793\">(<strong>Colloca e Corrado 2013, <\/strong><\/a><strong>O<a href=\"https:\/\/fondazionefeltrinelli.it\/schede\/sotto-padrone-uomini-donne-e-caporali-nellagromafia-italiana\/\">mizzolo 2019, 2022<\/a><\/strong>). All\u2019interno di questo processo, lo sfruttamento del lavoro \u00e8 stato riprogrammato in un modello sistemico, diffuso e organizzato che solo mediante una nuova collaborazione tra ricerca, enti locali, sindacato e le migliori esperienze di impresa \u00e8 possibile disarticolare e superare definitivamente.<\/p>\n<p>Anche per questo, come afferma l\u2019<a href=\"https:\/\/www.flai.it\/osservatoriopr\/osservatorio-placido-rizzotto\/\"><strong>Osservatorio Placido Rizzotto<\/strong><\/a>, siamo arrivati a circa <strong>230mila persone<\/strong> che ogni anno nel solo settore primario sono <strong>esposte a caporalato<\/strong>, <strong>sfruttamento<\/strong>, <strong>emarginazioni e violenze varie<\/strong>.<\/p>\n<p>La forza lavoro degli immigrati viene spesso attivata secondo le discrezionalit\u00e0 e interessi esclusivi del mercato del lavoro e della relativa produzione, soprattutto in settori caratterizzati da alta intensit\u00e0 lavorativa, scarsa sicurezza sociale e ambientale (<strong><a href=\"https:\/\/www.legambiente.it\/comunicati-stampa\/ecomafia-2022-presentati-i-dati-sui-reati-ambientali-in-italia\/\">Legambiente 2022, 2023<\/a><\/strong>), in cui il <strong>ricorso all&#8217;irregolarit\u00e0 formale e informale<\/strong> e a varie forme di sfruttamento, anche contrattualizzato, costituiscono una strategia volta a ridurre il costo del lavoro e a generare forme di dipendenza, subordinazione ed emarginazione strutturali e di lungo periodo (<strong><a href=\"https:\/\/www.francoangeli.it\/riviste\/Scheda_rivista.aspx?IDArticolo=71442\">Abbatecola, Filippi, Omizzolo 2022<\/a><\/strong>). Condizioni sulle quali nessun governo italiano degli ultimi trent\u2019anni \u00e8 intervenuto con autorevolezza e determinazione a tutela dei diritti del lavoro e dei relativi diritti fondamentali<\/p>\n<p><strong>Lo sfruttamento e il caporalato non sono, dunque, circoscrivibili<\/strong> <strong>solo ad alcune specifici settori produttivi<\/strong>, come quello agricolo, edile, del facchinaggio o dei servizi alla persona, o ad alcune aree geografiche. Sono noti, ad esempio, solo per citarne alcuni, i casi di che hanno riguardato il Trentino con riferimento al lavoro nelle cave di porfido, in edilizia o in agricoltura, la citt\u00e0 di Milano relativamente al commercio al minuto e all\u2019ingrosso di prodotti agricoli, al facchinaggio, all\u2019impiego dei ciclofattorini (ryder) e del relativo caporalato digitale, indagato nel monografico da un <strong>eccellente saggio di Maria Barberio<\/strong>, all\u2019edilizia e alla sicurezza privata, di Imola con il caporalato individuato in una cooperativa che forniva prestazioni a un\u2019azienda semipubblica, di Prato con casi accertati di sfruttamento e segregazione nel pronto moda o, pi\u00f9 in generale, in Toscana, Emilia Romagna, come anche in Franciacorta nel bresciano e nell\u2019Oltrep\u00f2 pavese o in Veneto con riferimento all\u2019industria tipografica e ancora al settore agricolo, edile e del facchinaggio.<\/p>\n<p>Lo stesso vale per i casi rilevati nella logistica, nella cantieristica navale e nella Grande Distribuzione, nei servizi alla persona e alla cura della disabilit\u00e0 in tutto il territorio nazionale.<strong> Meritano, infine, attenzione specifica le false cooperative diffuse in tutto il territorio nazionale<\/strong>, dove i dipendenti figurano come soci lavoratori, salvo lavorare come schiavi alle dipendenze del socio-padrone.<\/p>\n<p>Evidenze che squalificano tutti coloro che continuano a pensare che lo sfruttamento e il caporalato siano espressione di arretratezza civile e imprenditoriale da relegare solo nelle aree pi\u00f9 periferiche, marginali o meno economicamente sviluppate del Paese, o a fenomeno solo mafioso e sempre meridionale.<\/p>\n<p>D\u2019altronde, una lavoratrice italiana o immigrata che nelle campagne foggiane, pontine o vittoriane subisce sfruttamento lavorativo e sessuale da parte di caporali e imprenditori criminali, come indaga in quest\u2019ultimo caso il <strong>saggio di Federica Cabras e Monica Massari<\/strong>, non pu\u00f2 non interrogare il funzionamento della democrazia, delle istituzioni, degli organi investigativi, degli Enti locali, sindacali, datoriali, del Terzo Settore e dei servizi sociali e i relativi limiti strutturali.<\/p>\n<h4><strong>I dati di un&#8217;emergenza democratica<\/strong><\/h4>\n<p>\u00c8 all\u2019interno di questa dinamica che si inserisce il <strong>volume di Avviso Pubblico<\/strong> che, nella sua elaborazione, accessibile e nel contempo articolata, permette di dipanare la complessit\u00e0 senza perderne il significato, fornendo dati, tesi, informazioni e soprattutto strade da percorrere perch\u00e9 si possano riscrivere le regole reali del mercato del lavoro a partire dal rigoroso rispetto della dignit\u00e0 dei lavoratori e delle lavoratrici e del relativo contratto di lavoro, come sottolinea <strong>nelle conclusioni<\/strong> <strong>Andrea Bosi, vicepresidente di Avviso Pubblico<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Un sistema criminale che fattura<\/strong>, secondo <strong><a href=\"https:\/\/eurispes.eu\/ricerca-rapporto\/agromafie-5-rapporto-sui-crimini-agroalimentari-in-italia-2017\/\">Eurispes<\/a><\/strong>, solo nel settore agricolo, circa 24,5 miliardi di euro l\u2019anno. Denaro che foraggia un\u2019ampia rete di soggetti, a partire da numerosi liberi professionisti che contribuiscono a rendere sofisticato e in continua evoluzione il fenomeno.<\/p>\n<p><strong>Sfruttamento, accelerazione della produzione<\/strong> evitando la messa in sicurezza, assenza di controlli, significano anche far precipitare migliaia di persone e famiglia nella tragedia del lutto. Gli incidenti, spesso mortali, come nel recente<strong> <a href=\"https:\/\/www.open.online\/2023\/09\/05\/brandizzo-strage-allarme-treno\/\">caso della stazione ferroviaria di Brandizzo<\/a><\/strong>, che avvengono sul posto di lavoro sono dovuti al processo di delegittimazione del lavoro e dei diritti, a cui ha fatto seguito la loro relativa subordinazione al regime del profitto ad ogni costo, che riempie cimiteri e svuota le famiglie.<\/p>\n<p>Nel 2022, ad esempio, sono state <strong>1.090 le vittime sul lavoro in Italia<\/strong>. Significa oltre tre vittime al giorno. Donne e uomini di ogni nazionalit\u00e0 che escono di casa per lavorare e finiscono in una bara sepolta in un cimitero. <strong>Nel 2023 siamo a gi\u00e0 450<\/strong>. Sono numeri e soprattutto persone, storie, famiglie, progetti di vita, affetti, amori che finiscono per sempre.<\/p>\n<p>A livello ancor pi\u00f9 sistemico si citano i dati del <strong><a href=\"https:\/\/www.dossierimmigrazione.it\/prodotto\/dossier-statistico-immigrazione-2022\/\">Dossier Statistico Immigrazione 2022<\/a><\/strong>, che confermano forme organizzate di segregazione occupazionale dei migranti secondo una sorta di condanna alla fatica e allo sfruttamento. <strong>Pi\u00f9 di sei lavoratori di origine immigrata su dieci<\/strong>, ad esempio, in Italia sono impiegati in professioni non qualificate o operaie, come manovali, braccianti, camerieri, facchini, trasportatori, addetti alle pulizie, e solo uno su tredici svolge un lavoro qualificato, peraltro spesso assunto dopo molti anni trascorsi in attivit\u00e0 non qualificate e a grande rischio di sfruttamento e caporalato.<\/p>\n<p><strong>Il 32% dei laureati immigrati<\/strong> lavora in una professione a bassa specializzazione o operaia, mentre il 19,6% di loro svolge un lavoro part-time involontario, ovvero per mancanza di occasioni di impiego a tempo pieno, a fronte del 10,4% degli italiani. Inoltre, il 34,3% degli immigrati \u00e8 occupato a termine o in part-time involontario, rispetto al 20,3% degli italiani.<\/p>\n<p>Anche sotto il profilo socio-demografico \u00e8 evidente la rilevanza del <strong>rapporto tra organizzazione della democrazia e sistemi di discriminazione<\/strong>, segregazione e sfruttamento per italiani e immigrati, dovuto in primis all\u2019accesso limitato e discriminatorio al welfare e alla partecipazione ridotta e non paritaria alla vita sociale e al mercato del lavoro italiano. Si consideri che, nel solo 2021, ultimo dato a disposizione, gli immigrati costituivano il 29% di tutti i poveri assoluti del Paese (Ricci 2023).<\/p>\n<p>Tuttavia, <strong>solo il 12% dei beneficiari dell\u2019ormai ex reddito di cittadinanza erano di origine straniera<\/strong>, sconfessando quanti sostenevano che quel provvedimento rappresentava un\u2019emorragia economica in favore degli immigrati e non degli italiani residenti, secondo la razzista tesi del \u201cprima gli italiani\u201d.<\/p>\n<p>Questa <strong>discriminazione<\/strong>, ancora una volta, deriva dall\u2019organizzazione dello specifico provvedimento di welfare e dalla <strong>volont\u00e0 politica<\/strong> che lo ispira, confermata dall\u2019attuale governo in carica, evidente nell\u2019obbligo di possesso da parte dei migranti di un permesso di lungo soggiorno e di una residenza legale ininterrotta di ben 10 anni, <strong>requisiti sostanzialmente proibitivi<\/strong> per la maggioranza di loro.<\/p>\n<p>Questo dato mette in luce lo stato di marginalit\u00e0 e fragilit\u00e0 a cui sono condannati in Italia migliaia di persone, cos\u00ec indotte a vivere condizioni sociali ed economiche precarie, espressione di una <strong>ricattabilit\u00e0 e fragilit\u00e0 di sistema imposta per volont\u00e0 politica<\/strong> mediante una serie di norme e procedure a questo scopo orientate.<\/p>\n<p>Queste forme di <strong>\u201cdiscriminazione istituzionale\u201d<\/strong> (<strong><a href=\"http:\/\/www.studiodirittielavoro.it\/le-nostre-pubblicazioni\/pubblicazioni-avv-alberto-guariso\/\">Guariso 2022<\/a>)<\/strong> vengono peraltro sistematicamente bocciate dalle normative comunitarie, dalla Corte costituzionale italiana e dai numerosi tribunali ma continuano a essere perpetrate nel nostro Paese con una noncuranza assai preoccupante.<\/p>\n<p>Si aggiungano <strong>altre forme di discriminazione di natura amministrativa<\/strong>, sulle quali possono intervenire <strong>amministratori locali e sindaci consapevoli<\/strong>, come il diniego di apertura di un conto corrente o i ritardi nell\u2019ottenere la residenza, precludendo ai migranti non solo l\u2019assistenza sociale, ma anche l\u2019assistenza sanitaria non emergenziale. Anche queste sono condizioni propedeutiche alla costituzione dello stato di povert\u00e0, fragilit\u00e0 e ricattabilit\u00e0 che costituiscono le fonti principali di sviluppo del sistema di sfruttamento e caporalato.<\/p>\n<h4><strong>Prendere coscienza per condividere strategie<\/strong><\/h4>\n<p>In definitiva, come il volume di Avviso Pubblico mette in luce, a fronte di una profonda <strong>deregolamentazione e precarizzazione del mercato del lavoro<\/strong> tout court, lo sfruttamento e il caporalato si presentano come uno dei livelli gerarchici attraverso cui si organizza, di fatto, il mercato del lavoro (<strong><a href=\"https:\/\/www.csmedi.com\/e-uscito-il-fascicolo-2-2022-di-mondi-migranti\/\">Abbatecola, Filippi, Omizzolo 2022) <\/a><\/strong>e nel contempo si rielabora il patto sociale tra le persone, che determina una delle pi\u00f9 dirette e gravi ipoteche per lo sviluppo della democrazia e dello stato di diritto del Paese.<\/p>\n<p>Prenderne coscienza, a partire dalla difesa e completa applicazione della l<a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/2016\/11\/3\/16G00213\/sg\">egge 199\/2016,<\/a> che \u00e8 strumento normativo tra i pi\u00f9 importanti contro lo sfruttamento, \u00e8 fondamentale, anche alla luce dei contributi citati nel volume di due straordinari protagonisti delle battaglie per i diritti umani e del lavoro in Italia, quale quello su <strong><a href=\"https:\/\/www.santegidio.org\/pageID\/30764\/langID\/it\/JERRY-ESSAN-MASSLO.html\">Jerry Essan Masslo<\/a> (scritto da Bilongo) e il mio su <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/opinione\/christian-raimo\/2018\/11\/25\/alessandro-leogrande-libri-articoli\">Alessandro Leogrande<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p>Entrambi questi autori costituiscono il punto di riferimento per comprendere l\u2019evoluzione delle condizioni di chi vive la marginalit\u00e0 e lo sfruttamento ma cerca di <strong>lottare contro questa condizione<\/strong>, permettendo alla democrazia di allargarsi e governare territori e interessi sinora lasciati drammaticamente in mano a poteri criminali, mafiosi e padronali.<\/p>\n<p><strong>Il sacrificio di Masslo<\/strong> e lo <strong>straordinario lavoro di inchiesta sociale di Leogrande<\/strong> dimostrano che esiste una lotta ancora possibile per affermare lo stato di diritto e la democrazia che \u00e8, per intenderci, la pi\u00f9 importante opera pubblica di cui l\u2019Italia e ha urgente bisogno.<\/p>\n<p><strong>Integrare e articolare analisi, proposte e politiche trasversali<\/strong> a partire dalla conoscenza approfondita di questi processi \u00e8 dunque fondamentale e con questa pubblicazione Avviso Pubblico dimostra che si pu\u00f2 aprire e percorrere insieme una strada fatta di politiche attive, qualificate, coraggiose e necessarie perch\u00e9 davvero la democrazia italiana sia fondata sul lavoro e non sullo sfruttamento.<\/p>\n<p><em>*Marco Omizzolo sociologo, professore universitario curatore del monografico<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RIFLETTERE SULLE VARIE E ARTICOLATE FORME DI SFRUTTAMENTO E CAPORALATO IN ITALIA, SIGNIFICA INDAGARE IL FUNZIONAMENTO NON SOLO DEL MERCATO DEL LAVORO, NELLE SUE ESPRESSIONI&nbsp;<span class=\"hellipsis\">[&hellip;]<\/span><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/la-democrazia-italiana-e-fondata-sul-lavoro-e-non-sullo-sfruttamento-il-monografico-di-avviso-pubblico-come-strumento-per-difenderla\/\">Leggi tutto <span class=\"screen-reader-text\">La democrazia italiana \u00e8 fondata sul lavoro e non sullo sfruttamento. 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