{"id":54401,"date":"2023-07-13T06:32:21","date_gmt":"2023-07-13T04:32:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?p=54401"},"modified":"2023-07-20T13:03:05","modified_gmt":"2023-07-20T11:03:05","slug":"interessi-mafiosi-anche-nei-tranquilli-territori-montani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/interessi-mafiosi-anche-nei-tranquilli-territori-montani\/","title":{"rendered":"INTERESSI MAFIOSI ANCHE NEI TRANQUILLI TERRITORI MONTANI"},"content":{"rendered":"<h5>I FATTI: UNA CASA DI RIPOSO NELLE MANI DI UOMINI VICINI ALLA \u2018NDRANGHETA, TERRENI UTILIZZATI DALLA MAFIA DEI PASCOLI, DELOCALIZZAZIONI E CANTIERI FERMI DA DECENNI, IMPRESE DI COSTRUZIONI CON REQUISITI NON PERFETTI. ACCADE IN ALCUNI COMUNI DELL\u2019APPENNINO BOLOGNESE. LO HANNO DOCUMENTATO UN GRUPPO DI GIOVANI GIORNALISTI NELLA VIDEOINCHIESTA <a href=\"https:\/\/www.premiorobertomorrione.it\/inchieste\/ipossia_montana\/\">IPOSSIA MONTANA<\/a>, FINALISTA ALLA XI EDIZIONE DEL <a href=\"https:\/\/www.premiorobertomorrione.it\/\">PREMIO ROBERTO MORRIONE<\/a>.<\/h5>\n<h5>CECILIA FASCIANI, ANDREA GIAGNORIO, SOFIA NARDACCHIONE, SEGUITI DAI TUTOR CATALDO CICCOLELLA E GIULIO VALESINI HANNO RIPERCORSO EPISODI CHE MOSTRANO COME MAFIE E CRIMINALIT\u00c0 COMUNE, SFRUTTANDO SILENZIO, INDIFFERENZA, IMPREPARAZIONE E UN TESSUTO SOCIALE ED ECONOMICO SEMPRE PI\u00d9 DISTRATTO E \u201cFRAGILE\u201d, S&#8217;INFILTRANO CON GRANDE FACILIT\u00c0.<\/h5>\n<h5>MASSIMO CALZOLARI HA INTERVISTATO sofia NARDACCHIONE PER APPROFONDIRE COME SIA SEMPRE PI\u00d9 NECESSARIO CONOSCERE E FAR CONOSCERE PER PREVENIRE E CONTRASTARE GLI INTERESSI CRIMINALI.<\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6><strong>Massimo Calzolari a colloquio con Sofia Nardacchione*<\/strong><\/h6>\n<p><strong>La video inchiesta \u201cIpossia Montana\u201d parte dall\u2019Appennino bolognese<\/strong>, un territorio fragile. Racconta delle mafie e del possibile impatto dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza in arrivo sul territorio. Si muove da un territorio specifico, ma il tema posto ne riguarda anche altri: i soldi del Pnrr arriveranno anche su altri appennini, in altre aree interne del Paese, in piccoli comuni che non hanno il personale n\u00e9 le competenze per gestirli. <strong>Milioni e miliardi di euro da spendere in poco tempo, entro il 2026, e che rischiano di finire in mani mafiose<\/strong>.<\/p>\n<h4><strong><em>Con riferimento all&#8217;analisi corrente sulle mafie al Nord, in questa parte dell&#8217;Appennino Bolognese c&#8217;\u00e8 stata infiltrazione mafiosa, o si pu\u00f2 gi\u00e0 parlare di qualcosa in pi\u00f9: di consolidamento?<\/em><\/strong><\/h4>\n<p>I casi che emergono sull\u2019Appennino bolognese sono <strong>casi di infiltrazione<\/strong>, perch\u00e9, almeno per quanto emerso finora, sono slegati a un radicamento costante nel tempo e nello spazio. C\u2019\u00e8 per\u00f2 un consolidamento: quello delle <strong>modalit\u00e0 mafiose e criminali<\/strong>.<\/p>\n<p>Sull\u2019Appennino abbiamo trovato infatti principalmente <strong>reati economici<\/strong>, portati avanti da persone vicine ad associazioni mafiose, con un impatto ben preciso sul territorio e che non lasciano da parte la violenza: <strong>l\u2019impatto \u00e8 esplicito ed \u00e8 sui lavoratori e le lavoratrici finite all\u2019interno del progetto criminale<\/strong>, <strong>sulle comunit\u00e0<\/strong> che si trovano senza spazi che garantirebbe servizi essenziali, <strong>sui professionisti<\/strong> a cui vengono privati fondi.<\/p>\n<p><strong>Sono le stesse modalit\u00e0 che troviamo nel<\/strong> <strong>radicamento delle mafie in tutto il Nord Italia<\/strong>: gli stessi reati emergono sempre pi\u00f9 nei processi di mafia in regione e non solo, cos\u00ec come emerge lo stesso legame tra reati economici e violenza. Nonostante questo, trattandosi su questo territorio ancora di casi isolati, non c\u2019\u00e8 allarme sociale e, quindi, non c\u2019\u00e8 neanche una risposta della comunit\u00e0 alla presenza mafiosa.<\/p>\n<h4><strong><em>Per quali ragioni i mafiosi scelgono questi territori cos\u00ec marginali e &#8220;periferici&#8221;?<\/em><\/strong><\/h4>\n<p>La tesi che portiamo nell\u2019inchiesta \u00e8 che <strong>dove le reti sociali, culturali ed economiche si sgretolano o indeboliscono, \u00e8 pi\u00f9 facile che arrivino le mafie<\/strong>. Nel caso specifico, l\u2019Appennino bolognese \u00e8 un territorio dove gli indici di fragilit\u00e0 sono sempre pi\u00f9 alti, la popolazione ha radici sempre meno profonde e i posti di lavoro continuano a diminuire.<\/p>\n<p>Un territorio dove si dice ancora che, proprio perch\u00e9 \u00e8 un territorio piccolo, c\u2019\u00e8 un monitoraggio pi\u00f9 alto: i tre casi raccontati dimostrano il contrario. Ecco allora che <strong>i territori marginali possono diventare i luoghi ideali per le mafie<\/strong>: dove le possibilit\u00e0 di lavoro scarseggiano, <strong>\u00e8 pi\u00f9 facile fare leva sullo stato di bisogno<\/strong> e far accettare condizioni che possono arrivare al vero e proprio sfruttamento lavorativo senza che ci sia denuncia, perch\u00e9 di quel lavoro c\u2019\u00e8 bisogno, a qualsiasi condizione.<\/p>\n<p>In questi luoghi, ci sono poi terreni abbandonati, facilmente utilizzabili per le <strong>truffe su carta<\/strong>. E, ancora, nelle zone marginali le strutture amministrative sono ridotte spesso all\u2019osso e diventa quindi pi\u00f9 difficile un monitoraggio dall\u2019alto che potrebbe ridurre i rischi che le mafie guadagnino.<\/p>\n<h4><strong><em>Come emergono i fatti? quali sono le prime evidenze?<\/em><\/strong><\/h4>\n<p>I casi che emergono in un lavoro d\u2019inchiesta fatta su <strong>un\u2019area specifica dell\u2019Appennino bolognese, quella delle Valli del Setta e del Reno, riguardano le tre principali mafie italiane<\/strong>: la \u2018ndrangheta a Porretta Terme, la Camorra a Grizzana Morandi e Cosa Nostra a Marzabotto. \u2018Ndrangheta, Camorra e Cosa Nostra in tre comuni appenninici a pochi chilometri di distanza, con casi molto diversi ma che raccontano bene le modalit\u00e0 di infiltrazione.<\/p>\n<p><strong>A Porretta Terme c\u2019\u00e8 una casa di riposo, la Sassocardo, che \u00e8 finita nelle mani di uomini vicini alla \u2018ndrangheta<\/strong>, con minacce e ricatti alle lavoratrici, costrette a dimissioni volontarie e ad accettare nuovi contratti creati ad hoc e, dall\u2019altra, un presunto sistema di riciclaggio da migliaia e migliaia di euro che ha portato la struttura al fallimento.<\/p>\n<p><strong>A Marzabotto<\/strong>, <strong>terreni utilizzati dalla mafia dei pascoli e truffe<\/strong> del valore di centinaia di migliaia di euro sui luoghi dell\u2019eccidio nazifascista, nel Parco Storico di Montesole: si tratta di <strong>truffe venute alla luce grazie al maxiprocesso Nebrodi<\/strong> e fatte su terreni di propriet\u00e0 di una privata cittadina e di un\u2019istituzione pubblica, l\u2019Ente Parchi dell\u2019Emilia Orientale. Cos\u00ec, i soldi a fondo perduto dell\u2019Unione Europea che dovevano andare ad allevatori e agricoltori sono finiti nelle mani delle mafie e di professionisti compiacenti.<\/p>\n<p>E ancora, <strong>a Grizzana Morandi alla costruzione di un polo scolastico<\/strong> &#8211; che dopo pi\u00f9 di vent\u2019anni dall\u2019inizio \u00e8 tuttora allo stato grezzo e quindi chiusa &#8211; <strong>ha lavorato all\u2019inizio degli anni Duemila un\u2019impresa di Modena che poi \u00e8 stata chiusa<\/strong>: un\u2019altra impresa, per\u00f2, appartenente agli stessi soci \u00e8 stata poi colpita da una <strong>interdittiva antimafia<\/strong> per gli stretti rapporti con un imprenditore legato al clan camorristico degli Zagaria e condannato a dieci anni proprio per concorso esterno in associazione mafiosa. I soci della societ\u00e0 poco prima avevano denunciato di essere <strong>vittime di estorsione da parte del clan dei casalesi<\/strong>, <strong>lo stesso a cui sarebbero invece legati<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Storie che raccontano un territorio in cui mafie e criminalit\u00e0 si infiltrano<\/strong> e dove quindi c\u2019\u00e8 un rischio concreto: che i 100 milioni di euro che arriveranno sull\u2019Appennino bolognese grazie al Pnrr finiscano in mani mafiose.<\/p>\n<h4><strong><em>L&#8217;infiltrazione in queste tre realt\u00e0 \u00e8 avvenuta, questo \u00e8 un fatto. Perch\u00e9? Consapevolezza. Inconsapevolezza. Sottovalutazione?<\/em><\/strong><\/h4>\n<p><strong>Inconsapevolezza nella lettura dei segnali che riguardano la presenza di mafie e criminalit\u00e0<\/strong> e, poi, sottovalutazione. Dei tre casi, due dei quali non erano mai emersi, non se ne parla sul territorio: si continua a parlare di \u201cisole felici\u201d, di comunit\u00e0 attente e coese, senza prendere consapevolezza che i casi ci sono gi\u00e0 stati e il rischio \u00e8 concreto.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi un\u2019altra chiave di lettura: <strong>in Emilia-Romagna il processo Aemilia ha creato un punto di non ritorno nella consapevolezza del radicamento mafioso<\/strong>, nessuna persona dice di non sapere che le mafie ci sono in regione, ma finch\u00e9 non c\u2019\u00e8 un\u2019operazione grande, un processo di cui si parla, numeri di imputati e reati che creano notizia, la consapevolezza rimane generale e non viene portata su territori non colpiti dai grandi processi di mafia. Cos\u00ec, i territori pi\u00f9 piccoli e pi\u00f9 lontani dall\u2019epicentro del maxiprocesso di \u2018ndrangheta sembrano ancora considerarsi immuni dal fenomeno.<\/p>\n<h4><strong><em>Quali reazioni si sono generate nelle realt\u00e0 locali, amministrazione, comunit\u00e0, associazioni economiche, sindacati?<\/em><\/strong><\/h4>\n<p><strong>La prima reazione degli amministratori locali \u00e8 stata di attacco<\/strong>, soprattutto sull\u2019ultimo tema dell\u2019inchiesta, cio\u00e8 quella che riguarda il rischio che i soldi del Pnrr vengano spesi male o finiscano in mani mafiose. Oltre ai casi di mafie e criminalit\u00e0, infatti, quello che viene portato alla luce in \u201cIpossia montana\u201d \u00e8 il fatto che <strong>il Piano nazionale non preveda strumenti di monitoraggio <\/strong>e che piccoli comuni con piccole strutture amministrative e tecniche dovranno gestire milioni di euro.<\/p>\n<p>Un tema che viene portato alla luce prima che quei soldi vengano spesi proprio per cercare di fare in modo che i rischi si abbassino grazie a una maggiore attenzione e consapevolezza e all\u2019attuazione di nuovi strumenti. <strong>Un rischio che sembra per\u00f2 essere stato recepito.<\/strong><\/p>\n<p>Sul caso delle truffe sui terreni del Parco Storico di Montesole, invece, la situazione \u00e8 stata ancora diversa: l\u2019Ente Parchi a cui appartengono una serie di terreni utilizzati per la truffa non si sarebbe mossa in alcun modo per portare alla luce quanto \u00e8 successo n\u00e9 per approfondirlo. <strong>La percezione \u00e8 che portare alla luce casi legati alle mafie sui propri territori vada a rovinare l\u2019immagine<\/strong> che si ha di essi pi\u00f9 che proteggerli da nuovi possibili tentativi di infiltrazione. Una reazione preoccupante, che per fortuna non \u00e8 l\u2019unica: c\u2019\u00e8 chi ha organizzato proiezioni e dibattiti e si \u00e8 attivato.<\/p>\n<h4><strong><em>Ci sono indagini e provvedimenti in corso. Qual \u00e8 lo stato delle cose?<\/em><\/strong><\/h4>\n<p>Nel caso di Porretta Terme le indagini sono sfociate in un processo iniziato a Bologna a fine aprile scorso: su diciassette imputati, a dieci viene contestata l\u2019aggravante del metodo mafioso. \u00c8 il <strong>primo processo dopo anni in cui vengono contestati reati del genere<\/strong> in una citt\u00e0 dove i legami e le infiltrazioni scoperchiate dai grandi processi di mafia, a partire da Aemilia, non erano ancora emersi.<\/p>\n<p>Non solo, uno degli imputati, <strong>un imprenditore con diverse attivit\u00e0 nel capoluogo emiliano accusato di tentata estorsione pluriaggravata dal metodo mafioso<\/strong>, \u00e8 finito al centro di una nuova videoinchiesta, realizzata da Libera Bologna: nelle carte delle indagini, infatti, emerge il legame &#8211; grazie a una serie di intercettazioni &#8211; con Luigi Muto, persona di primo piano della \u2018ndrangheta emiliana condannata a 12 anni per associazione mafiosa.<\/p>\n<p>Le telefonate intercorse tra i due riguardavano <strong>un regolamento di conti in cui erano stati coinvolti dai due principali imputati del processo<\/strong>. A dimostrazione che le vicende si intrecciano, i nomi tornano e raccontano mondi e modalit\u00e0 criminali che troppo spesso rimangono sottotraccia e che \u00e8 necessario raccontare.<\/p>\n<p><em>*Sofia Nardacchione giornalista per\u00a0Q Code\u00a0Magazine\u00a0dal 2020 coordina il \u201cSentiti Libera\u201d insieme a Libera Bologna pensato per raccontare mafie e criminalit\u00e0 a un pubblico giovane. Per Libera Bologna e Libera Emilia-Romagna ha curato, tra il 2016 e il 2022, diversi dossier sulle mafie in citt\u00e0 e in regione e pubblicato, nel 2021, tre video inchieste.<\/em><\/p>\n<p><em>*Massimo Calzolari, architetto, gi\u00e0 assessore e sindaco del comune di Savignano sul Panaro, membro del comitato scientifico di Avviso Pubblico.<\/em><\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-54410\" src=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/ipossia-montana-540x360.jpeg\" alt=\"\" width=\"540\" height=\"360\" srcset=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/ipossia-montana-540x360.jpeg 540w, https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/ipossia-montana-960x641.jpeg 960w, https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/ipossia-montana-200x134.jpeg 200w, https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/ipossia-montana-1536x1025.jpeg 1536w, https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/ipossia-montana-2048x1367.jpeg 2048w, https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/ipossia-montana-430x287.jpeg 430w, https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/ipossia-montana-1280x854.jpeg 1280w, https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/ipossia-montana-624x417.jpeg 624w, https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/ipossia-montana-870x581.jpeg 870w, https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/ipossia-montana-405x270.jpeg 405w\" sizes=\"(max-width: 540px) 100vw, 540px\" \/><\/p>\n<p><em>Andrea Giagnorio, Sofia Nardacchione e Cecilia Fasciani: gli autori della video-inchiesta &#8220;Ipossia montana&#8221;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I FATTI: UNA CASA DI RIPOSO NELLE MANI DI UOMINI VICINI ALLA \u2018NDRANGHETA, TERRENI UTILIZZATI DALLA MAFIA DEI PASCOLI, DELOCALIZZAZIONI E CANTIERI FERMI DA DECENNI,&nbsp;<span class=\"hellipsis\">[&hellip;]<\/span><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/interessi-mafiosi-anche-nei-tranquilli-territori-montani\/\">Leggi tutto <span class=\"screen-reader-text\">INTERESSI MAFIOSI ANCHE NEI TRANQUILLI TERRITORI MONTANI<\/span> <span class=\"meta-nav\" aria-hidden=\"true\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":54403,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_exactmetrics_skip_tracking":false,"wp_social_preview_title":"","wp_social_preview_description":"","wp_social_preview_image":0,"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[732,25],"tags":[],"class_list":["post-54401","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ap-profondimenti","category-notizie"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54401","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=54401"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54401\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":54417,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54401\/revisions\/54417"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/media\/54403"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=54401"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=54401"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=54401"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}