{"id":53928,"date":"2023-06-01T10:23:47","date_gmt":"2023-06-01T08:23:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?p=53928"},"modified":"2023-06-13T07:00:11","modified_gmt":"2023-06-13T05:00:11","slug":"sicurezza-nelle-citta-non-e-solo-questione-di-polizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/sicurezza-nelle-citta-non-e-solo-questione-di-polizia\/","title":{"rendered":"SICUREZZA NELLE CITT\u00c0. NON \u00c8 SOLO QUESTIONE DI POLIZIA"},"content":{"rendered":"<h5>IL <a href=\"https:\/\/www.rainews.it\/articoli\/2023\/05\/milano-agenti-picchiano-con-manganelli-transessuale-il-video-scuote-opinione-pubblica-7112544d-24b0-4f86-b0ef-ad170435e9ab.html\">24 MAGGIO A MILANO AGENTI DELLA POLIZIA LOCALE HANNO FERMATO UNA PERSONA IN STATO CONFUSIONALE<\/a>. LA VIOLENZA ECCESSIVA UTILIZZATA NEL COMPIERE QUELLA CHE DOVEVA ESSERE UNA NORMALE OPERAZIONE DI CONTROLLO E DI FERMO DI UN SOGGETTO POTENZIALMENTE PERICOLOSO, \u00c8 FISSATA NELLE IMMAGINI, RIPRESE DA UN CITTADINO, CHE SI SONO DIFFUSE NEI MEDIA NAZIONALI. IL CASO HA RIPORTATO ALL\u2019ATTENZIONE IL TEMA DELLE RESPONSABILIT\u00c0 RISPETTO A QUANTO GI\u00c0 ACCADUTO IN MERITO ALLA PREVENZIONE E AL CONTROLLO DELLE SICUREZZA NELLE CITT\u00c0. QUALE \u00c8 L\u2019IDEA DI ORDINE SOCIALE A CUI SI FA RIFERIMENTO? COME DEVE AGIRE IN ESSO LA POLIZIA LOCALE? PERCH\u00c9 SERVE RIMODULARE I PERCORSI DI FORMAZIONE? QUANTO \u00c8 NECESSARIO CHE ALL\u2019INTERNO DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE SI APRA UN CONFRONTO SU QUESTI TEMI?<\/h5>\n<h6>il contributo di Roberto Cornelli*<\/h6>\n<p><strong>Milano citt\u00e0 inclusiva<\/strong>. Non passa giorno in cui qualcosa non faccia traballare l\u2019immagine di una citt\u00e0 che, riprendendo lo storico motivo del\u00a0<em>coer in man<\/em>, ha puntato tutto sul connubio tra attrattivit\u00e0 di capitali e turismo, da un lato, solidariet\u00e0 e apertura alle diversit\u00e0, dall\u2019altra. \u00c8 ci\u00f2 che viene definito <strong>\u201cmodello Milano\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>Le immagini tratte da video condivisi sui social di ci\u00f2 che sembra essere a tutti gli effetti un\u2019<strong>operazione di fermo di una donna trans <\/strong>accompagnata da un uso del tutto sproporzionato della forza da parte di uno o pi\u00f9 agenti di polizia locale <strong>appare scollegato con la crisi del cd. modello Milano<\/strong>. In realt\u00e0 ne \u00e8 una delle ricadute pi\u00f9 drammatiche. Perch\u00e9 <strong>\u00e8 pi\u00f9 facile essere inclusivi con chi porta soldi<\/strong>, <strong>pi\u00f9 difficile \u00e8 esserlo con chi porta sofferenze<\/strong>, difficolt\u00e0 o fastidio.<\/p>\n<p>Da tempo gli studi di sociologia e criminologia urbana rilevano come di pari passo con la creazione di citt\u00e0 globali che si misurano e competono sull\u2019<strong>attrattivit\u00e0 dei capitali<\/strong> (e delle persone che spendono) si sia affermata la necessit\u00e0 di <strong>\u201cripulire\u201d la citt\u00e0<\/strong> (o le sue zone migliori) dai problemi che ne limitano le potenzialit\u00e0. <strong>La lotta al degrado e alle incivilt\u00e0 \u00e8 diventata cos\u00ec un pilastro delle politiche urbane<\/strong> fondato sulla <strong>\u201ccriminalizzazione del fastidio\u201d<\/strong>: non \u00e8 pi\u00f9 solo il codice penale a fissare ci\u00f2 che va represso e portato in un altrove lontano dalla vista; nuove leggi, regolamenti, ordinanze, ordini di allontanamento e daspo hanno sancito la legittimit\u00e0 di togliere di mezzo chi \u00e8 percepito come fastidioso e non funzionale al bene della citt\u00e0.<\/p>\n<h4><strong>La prima domanda alle amministrazioni<\/strong><\/h4>\n<p>Di questa <strong>nuova tensione al disciplinamento urbano<\/strong> si fanno interpreti anzitutto (ma non solo) gli agenti della polizia locale, da cui ci si aspetta, pi\u00f9 ancora che dalle polizie nazionali, di intervenire in tutte quelle situazioni che creano disagio, disturbo o fastidio. Cos\u00ec, quando si richiede che qualcuno urgentemente intervenga perch\u00e9 una persona \u00e8 in uno stato di alterazione, \u00e8 anzitutto alla polizia locale che ci si rivolge ed \u00e8 la polizia locale che interviene. Come?<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la domanda che dovrebbe lacerare le coscienze dei politici e degli amministratori pubblici. <strong>Che tipo di polizia locale (o anche di polizia in generale) stiamo edificando attraverso i nostri discorsi e le nostre decisioni?<\/strong> A quale idea di ordine sociale stiamo agganciando il lavoro delle polizie?<\/p>\n<p>Per mesi si \u00e8 parlato di un allarme sicurezza che infine persino il <a href=\"https:\/\/www.milanotoday.it\/politica\/piantedosi-milano-no-problema-sicurezza.html#:~:text=%22A%20Milano%20non%20esiste%20un,in%20calo%20rispetto%20al%202019.\">Ministro dell\u2019Interno Piantedosi ha dovuto ammettere non giustificato dai dati<\/a> (noi criminologi lo diciamo da tempo). Ma intanto \u00e8 un allarme che ha generato tensioni tra le persone e nelle istituzioni, ha giustificato richieste di aumento degli organici di polizia, <strong>ha rinvigorito il dibattito sugli equipaggiamenti e le armi in dotazione<\/strong> <strong>e ha generato<\/strong> <strong>proposte di legge quali l\u2019abrogazione del reato di tortura<\/strong>, sul presupposto che gli agenti vanno lasciati liberi di agire se si vuole che siano efficaci nel garantire l\u2019ordine e la sicurezza pubblica.<\/p>\n<p>Sulle polizie ricadono queste tendenze, questi discorsi e queste aspettative. <strong>A loro si d\u00e0 mandato di ripulire la citt\u00e0 in modo efficace<\/strong>. La legittimazione del loro operato, pi\u00f9 che sul rispetto delle regole o delle persone, si fonda sull\u2019efficacia nel raggiungere l\u2019obiettivo. Di questo dovrebbero parlare i sindacati di polizia e i politici: della <strong>tensione che ricade sugli operatori di polizia<\/strong>, delle aspettative impossibili di cui sono destinatari, della necessit\u00e0 di riportare il lavoro di polizia dentro l\u2019alveo suo proprio, senza chiedere loro di <strong>sconfinare continuamente nell\u2019occuparsi di problemi sociali<\/strong> di ogni tipo perch\u00e9 mancano altre agenzie istituzionali che possano occuparsene adeguatamente.<\/p>\n<p>Se si ha a cuore la salute degli agenti, bisogna chiedere di avere <strong>pi\u00f9 centri psichiatrici territoriali, pi\u00f9 assistenti sociali, pi\u00f9 agenzie educative<\/strong> in modo che gli operatori di polizia possano appoggiarsi su di loro quando serve, evitando la sindrome del supereroe che affronta con un unico potere la complessit\u00e0 della vita sociale. E poi, bisogna chiedere <strong>pi\u00f9 formazione, non solo tecnica, ma culturale e morale<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>L\u2019uso della forza di polizia \u00e8 sempre problematico in una societ\u00e0 democratica<\/strong>, anche quando risulta legittimo: possibile che il poligono di tiro e l\u2019addestramento tecnico non possano essere accompagnate da altre materie di approfondimento? Possibile che la formazione sia gestita in modo cos\u00ec autoreferenziale da non consentire spazi di dialogo con la societ\u00e0 esterna?<\/p>\n<h4><strong>Come pu\u00f2 e deve intervenire la politica<\/strong><\/h4>\n<p>Con queste riflessioni in testa, forse possiamo meglio comprendere quanto \u00e8 successo a Milano il 24 maggio. <strong>Comprendere non per giustificare, semmai per individuare i nodi problematici su cui la politica pu\u00f2 intervenire<\/strong>.<\/p>\n<p>Il punto di partenza \u00e8 <strong>come gli agenti di polizia locale si relazionano a persone che sembrano essere in stato di alterazione<\/strong>. Gi\u00e0 la sentenza sul caso Aldrovandi aveva indicato come gli operatori di polizia (in quel caso erano della Polizia di stato) debbano adottare un approccio dialogico e non repressivo, per evitare che una situazione di disagio possa sfociare in un evento critico.<\/p>\n<p>Inoltre, una persona pu\u00f2 essere in stato di alterazione per diversi motivi. Potrebbe per esempio avere un disagio psichico, aver bevuto troppo o assunto sostanze stupefacenti, oppure essere stata vittima di un atto di discriminazione o di violenza. <strong>Chi interviene deve comprendere la situazione per capire come intervenire<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Occorre per\u00f2 una disponibilit\u00e0 culturale a non vedere quella persona come un fastidio da eliminare<\/strong>, ma qualcuno da ascoltare e semmai da proteggere. La violenza si esercita pi\u00f9 facilmente nei confronti di persone appartenenti a categorie che sono considerate pericolose, indegne o ai margini della societ\u00e0. Se si vuole ridurre l\u2019uso improprio della forza di polizia, bisogna partire dagli stereotipi sociali che, quando agiscono nelle pratiche delle istituzioni del controllo, si fanno ancora pi\u00f9 pericolosi.<\/p>\n<p><strong>Occorre, poi, pi\u00f9 formazione alle tecniche di ascolto, di mediazione e di de-escalation<\/strong>. Le polizie sono un potere, non una forza: gli agenti devono essere messi nelle condizioni di articolare i loro interventi in modo da evitare il pi\u00f9 possibile tecniche violente, che, come previsto dalla normativa sovranazionale, vanno considerate\u00a0<em>extrema ratio<\/em>\u00a0da usare in caso di assoluta necessit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Occorre, infine, rinforzare il sistema di welfare<\/strong>, in modo che gli stessi agenti, comprendendo i propri limiti, possano <strong>appoggiarsi su altre agenzie, su altri saperi, facendo un passo indietro laddove risulti pi\u00f9 utile a ridurre la criticit\u00e0 della situazione<\/strong>. Non \u00e8 semplice pensare che a volte per affrontare alcune situazioni critiche \u00e8 preferibile per le polizie non intervenire e chiamare altre professionalit\u00e0.<\/p>\n<p>Non \u00e8 semplice perch\u00e9 queste professionalit\u00e0 spesso non sono cos\u00ec diffuse e pronte come lo sono le polizie. Non \u00e8 semplice perch\u00e9 le <strong>aspettative sociali e politiche riposte sulle polizie<\/strong> vanno in direzione opposta: <strong>il mandato alle polizie di ripulire la citt\u00e0 le legittima a intervenire con atteggiamenti muscolari<\/strong> anche laddove non ce ne siano i presupposti giuridici. E questo al netto di violenze evidentemente sproporzionate, come la manganellate a una persona in quel momento inoffensiva.<\/p>\n<p>In conclusione, un\u2019avvertenza. <strong>Parlare e confrontarsi su ci\u00f2 che fanno le polizie \u00e8 essenziale<\/strong>: sono istituzioni che si trovano nel punto di incontro tra autorit\u00e0 e libert\u00e0 e <strong>da come agiscono in concreto dipende la qualit\u00e0 della nostra democrazia<\/strong>. Per questo motivo, occorre andare a fondo nell\u2019analisi delle situazioni e delle tendenze, evitando derive (tanto giustificazioniste\/negazioniste quanto generalizzanti) che polarizzano i discorsi senza aprire percorsi di riforma urgenti e necessari.<\/p>\n<p><em>*docente di criminologia all\u2019Universit\u00e0 degli Studi Milano-Bicocca, membro del comitato scientifico di Avviso Pubblico<\/em><\/p>\n<p><em>Articolo gi\u00e0 pubblicato su <a href=\"http:\/\/www.casadellacultura.it\">www.casadellacultura.it<\/a>\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL 24 MAGGIO A MILANO AGENTI DELLA POLIZIA LOCALE HANNO FERMATO UNA PERSONA IN STATO CONFUSIONALE. 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