{"id":53150,"date":"2023-04-05T23:50:34","date_gmt":"2023-04-05T21:50:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?p=53150"},"modified":"2023-04-26T10:50:45","modified_gmt":"2023-04-26T08:50:45","slug":"le-mafie-ieri-oggi-e-domani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/le-mafie-ieri-oggi-e-domani\/","title":{"rendered":"LE MAFIE IERI, OGGI E DOMANI"},"content":{"rendered":"<h5>DALLA RICOSTRUZIONE DEL CONCETTO STORICO DI BORGHESIA MAFIOSA ALL\u2019ANALISI DELLE ATTUALI CONNIVENZE CHE CONSENTONO ALLE MAFIE DI DIFFONDERSI E PROLIFERARE FINO AL RICONOSCIMENTO DELLA NECESSIT\u00c0 DI UN RICOMPATTARSI DEL FRONTE DELL\u2019ATTENZIONE E DEL CONTRASTO CIVILE AL FENOMENO: UMBERTO SANTINO, STORICO, SAGGISTA, DIRETTORE DEL <a href=\"https:\/\/www.centroimpastato.com\/\">CENTRO SICILIANO DI DOCUMENTAZIONE \u201cGIUSEPPE IMPASTATO\u201d<\/a>, HA RILASCIATO PER IL BLOG UN\u2019INTERVISTA CHE SPAZIA, FORNENDO DIVERSI, PREZIOSI SPUNTI DI APPROFONDIMENTO.<\/h5>\n<h6>A colloquio con Umberto Santino *<\/h6>\n<h4><strong><em>In 50 anni di studi, riprendendo analisi e documenti elaborati in periodi storici antecedenti il \u2018900,\u00a0 ha trattato il tema della borghesia mafiosa che \u00e8 al centro anche del suo ultimo libro ristampato dall\u2019editore Di Girolamo <\/em><\/strong><a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/borghesia-mafiosa-relazioni-di-cosa-libro-umberto-santino\/e\/9788897050933\"><strong><em>\u201cLa borghesia mafiosa. Le relazioni di Cosa Nostra.\u201d<\/em><\/strong><\/a><strong><em> Come spiega il fatto che il concetto sia stato presentato come una scoperta, emersa dall\u2019arresto di Matteo Messina Denaro.<\/em><\/strong><\/h4>\n<p>In un convegno organizzato dal Centro Impastato e dal Dipartimento \u201cCulture e societ\u00e0\u201d dell\u2019Universit\u00e0 di Palermo nel 2017, i cui atti sono stati pubblicati nel libro <a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/mafie-a-che-punto-siamo-libro-vari\/e\/9788897050971\"><em>Mafie: a che punto siamo? Le ricerche e le politiche antimafia<\/em><\/a>, il magistrato <strong>Michele Prestipino<\/strong> sottolineava che il mio concetto di borghesia mafiosa era stato utilizzato dai suoi colleghi, e anche dalla Cassazione, con molti anni di ritardo (la prima edizione del libro <a href=\"https:\/\/www.centroimpastato.com\/la-borghesia-mafiosa\/#:~:text=Sono%20raccolti%20in%20questo%20quaderno,va%20dal%201972%20al%201992.\"><em>La borghesia mafiosa<\/em><\/a><a href=\"https:\/\/www.centroimpastato.com\/la-borghesia-mafiosa\/#:~:text=Sono%20raccolti%20in%20questo%20quaderno,va%20dal%201972%20al%201992.\"> \u00e8 del 1994<\/a>, ma gli scritti contenuti in quel volume rimontano agli anni \u201970) e si chiedeva se non si stesse replicando il ritardo nell\u2019analisi delle \u201cnuove mafie\u201d.<\/p>\n<p>Penso che la <strong>\u201cscoperta\u201d della borghesia mafiosa<\/strong>, dopo l\u2019arresto di Messina Denaro, ignorando tutto quello che si era scritto prima, sia dovuta alla scarsa attenzione per studi e ricerche che sono fuori dal seminato accademico e dal circuito massmediale.<\/p>\n<h4><strong><em>Di cosa si parla concretamente, quindi, al netto dei titoli attuali della stampa, storicamente quando si fa riferimento alla borghesia mafiosa.<\/em><\/strong><\/h4>\n<p>Il problema della borghesia mafiosa si pone a due livelli: soggetti delle classi medio-alte che sono affiliati all\u2019organizzazione mafiosa o fanno parte del sistema relazionale. La mia analisi non parte da zero. Ha come antenato <a href=\"https:\/\/www.donzelli.it\/libro\/9788860365668\">l\u2019inchiesta privata di Leopoldo Franchetti e Sidney Sonnino del 1876. <\/a>Franchetti parlava dei <strong>\u201cfacinorosi della classe media\u201d<\/strong> che esercitano \u201cl\u2019industria della violenza\u201d.<\/p>\n<p>In Sicilia \u201cla classe dei facinorosi si trova in una condizione speciale, che non ha nulla a che fare con quella di malfattori in altri paesi [&#8230;] e si pu\u00f2 quasi dire di essa che \u00e8 addirittura un\u2019istituzione sociale. Giacch\u00e9, oltre ad essere uno <strong>strumento al servizio di forze sociali<\/strong> esistenti <em>ab antiquo<\/em>, essa \u00e8 diventata [\u00a0 ] una classe con industria ed interessi suoi propri, una forza sociale di per s\u00e9 stante\u201d.<\/p>\n<p>Cio\u00e8: i facinorosi, <strong>professionisti della violenza<\/strong>, sono passati dalla subalternit\u00e0 (guardiani e amministratori delle propriet\u00e0 dei grandi agrari aristocratici) all\u2019autonomia e supremazia. Si potrebbe dire: una Rivoluzione francese alla siciliana, con <strong>un Terzo Stato formato in buona parte da delinquenti<\/strong>. E qui si pone il problema della mafia. Franchetti, come tutti in quel periodo, ritiene che ci siano <strong>associazioni di malfattori<\/strong> (il reato era stato introdotto dal codice napoleonico nel 1810 e sar\u00e0 letteralmente riprodotto dal codice sardo, poi diventato codice del Regno) ma non c\u2019\u00e8 la mafia come organizzazione unitaria dei vari gruppi.<\/p>\n<p>Bisogner\u00e0 attendere il <strong>questore Sangiorgi<\/strong> che, alla fine dell\u2019Ottocento, dar\u00e0 un quadro simile a quello attuale: una vasta associazione di malfattori, organizzati in sezioni, divisi in gruppi, con il loro capo e al vertice un capo supremo<em>.<\/em> Per\u00f2 la parola \u201cmafia\u201d gi\u00e0 circolava (ufficialmente dal 1865, con due effe) e, a dire di Franchetti, \u201cha trovato pronta una classe di violenti e di facinorosi che non aspettava altro che un sostantivo che l\u2019indicasse&#8221;. <strong>A capo delle associazioni di malfattori, riconducibili alla mafia, erano soggetti borghesi arricchiti:<\/strong> \u201cTutti i cosiddetti <em>capi mafia<\/em> sono persone di condizione agiata\u201d, che possono commettere omicidi in prima persona, ma normalmente si servono dei \u201cfacinorosi della classe infima\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il capomafia ha \u201cla parte del capitalista, dell\u2019impresario e del direttore\u201d<\/strong>. Siamo ai primordi della mafia imprenditoriale. Gi\u00e0 prima di Franchetti ci sono documenti che mostrano l\u2019ascesa sociale di soggetti che possono essere definiti mafiosi. Ne parlo nel libro <a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/mafia-dimenticata-criminalita-organizzata-in-libro-umberto-santino\/e\/9788898231591\"><em>La mafia dimenticata<\/em><\/a> che ricostruisce i primi 40 anni dello Stato unitario. Per esempio, nelle relazioni di un parlamentare della Destra storica, <strong>Diomede Pantaleoni<\/strong>, inviate al ministro dell\u2019Interno Bettino Ricasoli &#8211; siamo nel 1861 \u2013 si parla di persone di malaffare che vengono nominati a posti governativi.<\/p>\n<p>Non si parla di borghesia mafiosa ma \u00e8 in atto <strong>un processo d\u2019imborghesimento di personaggi del mondo criminale<\/strong>, pi\u00f9 o meno organizzato. E l\u2019ex procuratore e poi deputato Diego Tajani, in un discorso alla Camera nel giugno del 1875, sosteneva: \u201cla mafia che esiste in Sicilia non \u00e8 pericolosa, non \u00e8 invincibile di per s\u00e9, ma perch\u00e9 \u00e8 strumento di governo locale\u201d. Il problema \u00e8 proprio questo: <strong>la mafia, la borghesia mafiosa, come componenti del potere<\/strong>, con un ruolo e una funzione che si spiegano all\u2019interno di un discorso pi\u00f9 generale sulla morfologia del potere, a livello locale e nazionale.<\/p>\n<h4><strong><em>Non si attacca un\u2019intera classe sociale, ma si evidenzia come alcuni componenti di questa abbiano intessuto relazioni proficue di scambio con rappresentanti delle organizzazioni criminali. \u00c8 un processo lungo e articolato. Come poteva essere intercettato, perch\u00e9 si \u00e8 permesso che si allargassero cos\u00ec tanto le maglie?<\/em><\/strong><\/h4>\n<p>La mia analisi \u00e8 stata considerata come una criminalizzazione generalizzata ma, sia per quanto riguarda la mafia che il sistema relazionale, individua soggetti che, in sede giudiziaria o comunque su una base documentale affidabile, possono definirsi \u201cborghesia mafiosa\u201d. <strong>L\u2019incontro avviene su terreni come gli appalti, l\u2019accesso a fondi pubblici, il riciclaggio del capitale illegale<\/strong>, l\u2019individuazione di nuove occasioni di accumulazione e di investimento. Il ritardo c\u2019\u00e8 stato per la mafia come per il sistema relazionale.<\/p>\n<p><strong>Per il diritto la mafia non esisteva<\/strong>; solo dopo l\u2019assassinio del generale-prefetto Dalla Chiesa, nel settembre del 1982, \u00e8 stata approvata <a href=\"https:\/\/www.normattiva.it\/uri-res\/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1982-09-13;646#nav\">la legge che definisce l\u2019associazione di tipo mafioso.<\/a> Come si vede, si agisce con una <strong>logica emergenziale<\/strong>, in reazione all\u2019<strong>escalation della violenza<\/strong> mafiosa, con la guerra di mafia dei primi anni \u201980. E solo negli ultimi decenni per i soggetti legati alla mafia si \u00e8 applicato il concorso esterno in associazione mafiosa.<\/p>\n<p><strong>Come si spiega questo ritardo? La risposta va cercata sul terreno politico.<\/strong> Il rapporto della mafia con le istituzioni \u00e8 stato fondato sull\u2019interazione e sulla convivenza e si \u00e8 interrotto solo quando la violenza ha colpito rappresentanti delle istituzioni o ha toccato vertici che non potevano non suscitare reazioni. <strong>La mafia per un lungo periodo storico \u00e8 stato il baluardo armato contro il social-comunismo<\/strong> e contro ogni forma di rinnovamento che mettesse in pericolo l\u2019assetto di potere. Questo contesto \u00e8 stato archiviato con la fine della \u201cminaccia\u201d comunista.<\/p>\n<h4><strong><em>Cambiano gli interessi, si sostituiscono gli uomini, si affinano le modalit\u00e0 di azione: si pu\u00f2 dire che mafie e borghesia mafiosa subiscano le stesse trasformazioni? Se s\u00ec, a che punto ci troviamo per entrambe.<\/em><\/strong><\/h4>\n<p>\u00c8 la domanda che ci poniamo nel libro in cui sociologi e magistrati si interrogano sullo stato delle ricerche e delle politiche antimafia. Gli studi pi\u00f9 recenti hanno posto al centro una visione della mafia come <strong>\u201cindustria della protezione privata\u201d<\/strong>; per il sistema di relazioni si \u00e8 parlato di<strong> \u201ccapitale sociale\u201d<\/strong>, di <strong>\u201carea grigia\u201d<\/strong>, concetti che trovo generici per cui continuo a preferire il concetto di <strong>\u201cblocco sociale\u201d<\/strong> con una struttura transclassista: professionisti, imprenditori, amministratori, rappresentanti della politica e delle istituzioni, cio\u00e8 la borghesia mafiosa, ai piani alti; a quelli bassi, soggetti degli strati popolari: <strong>esecutori, spacciatori di droga, delinquenti comuni, manovalanza e bracciantato del crimine<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Dopo le stragi del \u201992 e del \u201893<\/strong> <strong>e la reazione istituzionale con il carcere duro e l\u2019ergastolo ostativo<\/strong>, la mafia non ha sparato pi\u00f9 e si \u00e8 detto che ha rinunciato alla violenza e preferisce il ricorso alla corruzione. La mafia attuale sarebbe mercatista, orientata soltanto o principalmente alla sua collocazione nel mercato nazionale e internazionale, illegale e legale, come produttrice di beni e prestatrice di servizi economicamente rilevanti. La corruzione non \u00e8 una novit\u00e0 e la violenza pu\u00f2 avere effetti intimidatori anche se non \u00e8 agita, ma \u00e8 eventuale e potenziale. Le trasformazioni ci sono ma mi riesce<strong> difficile pensare che ci sia stata e ci sia una mutazione radicale<\/strong>, antropologica: da associazione criminale a lobby o a loggia, dati i rapporti con le logge massoniche.<\/p>\n<p>Espressioni come la<strong> \u201cCosa nuova\u201d o \u201cSupercosa\u201d<\/strong>, con riferimento a una mafia elitaria, distinta da quella tradizionale, mi lasciano perplesso. La distinzione c\u2019\u00e8 o pu\u00f2 esserci, ma non sono mondi separati, senza comunicazione tra loro<em>.<\/em><strong> Che il crimine sia, da tempo, transnazionale non ci sono dubbi<\/strong>, ma ipotizzare la formazione di un sistema criminale planetario, formato dalle organizzazioni pi\u00f9 importanti, rischia di evocare un immaginario che sta tra la Piovra e la Spectre. In un mio saggio del 1986 parlavo di <a href=\"https:\/\/www.unilibro.it\/libro\/santino-umberto\/la-mafia-finanziaria\/9788894984118\">\u201cmafia finanziaria<\/a>\u201d, ma avvertivo che le innovazioni convivevano con aspetti tradizionali, come l\u2019estorsione, documentata a Palermo fin dal XVI secolo, che continua ad essere praticata come espressione e riconoscimento della signoria territoriale, e non pu\u00f2 essere riservata a una mafia marginale.<\/p>\n<h4><strong><em>Dal Centro Impastato, fondato insieme ad Anna Puglisi, che dirige da diversi anni e in uno dei suoi testi fondamentali sull\u2019argomento \u201c<\/em><\/strong><a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/storia-del-movimento-antimafia-dalla-libro-umberto-santino\/e\/9788835948445\"><strong><em>Storia del movimento antimafia\u201d<\/em><\/strong><\/a><strong><em>, lei ha coltivato una memoria viva di cosa sia stato il contrasto civile alle mafie nel nostro paese. Cosa pensa della situazione attuale da questo punto di vista.<\/em><\/strong><\/h4>\n<p>Nel mio libro ho dato molto spazio alle lotte contadine che hanno gi\u00e0 i caratteri della <strong>mobilitazione antimafia,<\/strong> a cominciare dai <strong>Fasci siciliani dei lavoratori di fine Ottocento<\/strong>, un fenomeno che ha le contraddizioni di una fase aurorale, che alcuni studiosi hanno sottolineato in polemica con la mia valutazione. <strong>Le lotte contadine<\/strong> proseguono prima e dopo la Prima guerra mondiale, e hanno il massimo sviluppo negli anni del secondo dopoguerra.<\/p>\n<p>Queste lotte si inserivano in una <strong>strategia di mutamento<\/strong>, che aveva come soggetti portanti organizzazioni partitiche e sindacali. Per reprimerle e arrestarle si \u00e8 ricorso al <strong>connubio tra violenza istituzionale e violenza banditesca e mafiosa<\/strong>, all\u2019interno di un progetto con implicazioni geopolitiche, in un mondo diviso in due: una parte sotto l\u2019influenza sovietica e l\u2019altra sotto quella americana. <strong>La strage di Portella della Ginestra, del primo maggio 1947<\/strong>, viene dieci giorni dopo la vittoria delle sinistre alle elezioni regionali, con il Partito socialista e il Partito comunista nella coalizione antifascista al governo dal 1944.<\/p>\n<p><strong>Nello stesso mese di maggio del \u201947 crolla la coalizione<\/strong> e le sinistre vengono escluse dal governo. Si temeva che vincessero alle elezioni politiche del \u201948 e, con l\u2019Italia schierata con gli Stati Uniti, i partiti di sinistra, per i loro legami con l\u2019Unione Sovietica, non potevano avere accesso alle stanze del potere. Nasce la \u201cdemocrazia bloccata\u201d e durer\u00e0 per quasi mezzo secolo.<\/p>\n<p>E quando ci saranno le condizioni per rinnovare il quadro politico mafia e terrorismi useranno la violenza per impedirlo. Dopo le profonde mutazioni del <strong>contesto geopolitico<\/strong>, l\u2019azione antimafia ha visto come protagonista la societ\u00e0 civile, con le manifestazioni dopo <strong>i grandi delitti e le stragi<\/strong> e con le attivit\u00e0 continuative: le iniziative nelle scuole, la formazione di associazioni antiracket, l\u2019uso sociale dei beni confiscati.<\/p>\n<p>Ho studiato questa nuova stagione alla luce delle riflessioni sull\u2019azione sociale nella societ\u00e0 contemporanea. Una volta archiviate le grandi \u201cnarrazioni\u201d, ci si muove con forme spesso precarie e obiettivi limitati e monotematici. <strong>Quello che si pu\u00f2 dire per le varie forme di azione sociale vale anche per l\u2019antimafia attuale<\/strong>, che svolge un compito importante nel recupero della memoria, organizza e gestisce le attivit\u00e0 continuative, ma condivide i limiti segnati dal contesto<strong>.<\/strong><\/p>\n<h4><strong><em>Abbiamo iniziato l\u2019intervista parlando di concetti storici legati alle mafie balzati alle cronache come novit\u00e0 da titolo in grassetto, come pensa sia cambiata anche la lettura del fenomeno mafioso e la sua trasposizione mediatica?<\/em><\/strong><\/h4>\n<p>La mafia figura con un ruolo di primo piano sul palcoscenico multimediale: alla stampa, al cinema, alla televisione si sono aggiunti i social, i format seriali, i videogiochi, il pi\u00f9 delle volte con prodotti che hanno come <strong>fine primario la vendibilit\u00e0 in base a criteri di marketing<\/strong>. Ma non ci sono solo Netflix di una multinazionale americana e la News Corporation di Murdoch, ci sono pure i cantanti neomelodici che inneggiano al boss locale \u201cperseguitato dalla giustizia\u201d.<\/p>\n<p>Abbiamo alle spalle i grandi successi del <em>Padrino<\/em> e della <em>Piovra<\/em>: il primo ha un\u2019esplicita <strong>funzione apologetica della mafia<\/strong> intesa come <em>Tradition <\/em>inalterata in un mondo senza valori e punti di riferimento; nella seconda \u00e8 un <strong>mostro onnipresente e onnipotente<\/strong> contro cui si leva il protagonismo di un eroe destinato alla sconfitta. Sceneggiati come <em>Il capo dei capi<\/em> hanno avuto effetti performativi, riscontrati anche in scuole con una tradizione di attivit\u00e0 antimafia.<\/p>\n<p>Alcuni docenti, con cui ho avuto un rapporto frequente, mi riferivano che i ragazzi nei loro giochi volevano fare tutti il capo, <strong>Tot\u00f2 Riina,<\/strong> e nessuno il poliziotto, lo sbirro che \u00e8 perdente e isolato. <strong>La mafia, la violenza sono rappresentate come uno spettacolo<\/strong>, la cui validit\u00e0 \u00e8 ratificata dall\u2019indice di gradimento e spesso la finzione modifica la realt\u00e0. I ragazzi napoletani scimmiottano i protagonisti del teleschermo: ne imitano i gesti, vestono allo stesso modo. I gadget con il faccione di Marlon Brando &#8211; don Corleone tappezzano le strade di Palermo, accanto alle immagini di santa Rosalia. <strong>Personificazioni di un culto identitario<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Nelle citt\u00e0 spagnole si va a pranzo o a cena con i grandi Padrini.<\/strong> Nella catena di ristoranti \u201cLa mafia se sienta a la mesa\u201d i volti dei mafiosi pi\u00f9 noti non sono tappezzeria ma presenza familiare, frequentazione quotidiana. Ma c\u2019\u00e8 Il cinema civile, con pionieri registi come Rosi e Ferrara, spesso dedicati a personaggi dell\u2019antimafia, pi\u00f9 o meno noti. Una gamma che va dall\u2019eroico alla banalizzazione.<\/p>\n<p>Per fare qualche esempio pi\u00f9 vicino alla storia personale, <strong><em>I cento passi<\/em> mostrano un Peppino che percorre i passi che separano casa sua da quella di Badalamenti<\/strong>, mentre la mafia l\u2019aveva in casa (la storia di vita della madre che abbiamo raccolto \u00e8 intitolata <a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/mafia-in-casa-mia-libro-vari\/e\/9788897050858\"><em>La mafia in casa mia<\/em><\/a><a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/mafia-in-casa-mia-libro-vari\/e\/9788897050858\">)<\/a>; Felicia, la madre di Peppino, che non usciva quasi mai di casa, nello sceneggiato televisivo \u00e8 una sorta di eroina, che percorre le strade di Cinisi come un campo di battaglia. Se debbo esprimere le mie preferenze, <strong>ritengo che sia pi\u00f9 efficace il cinema satirico: ridere della mafia<\/strong>, come faceva Peppino Impastato con la sua Radio Aut, \u00e8 una forma di smitizzazione che sgretola il prestigio del capomafia e del sedicente \u201duomo d\u2019onore\u201d.<\/p>\n<h4><strong>\u00a0<\/strong><strong><em>Il suo libro \u00e8 uscito casualmente a ridosso dell\u2019arresto di Matteo Messina Denaro, lei ci ha tenuto a precisare che non si tratti di un instant book, ci spiega perch\u00e9 \u00e8 importante, non solo per una questione metodologica legata agli studi, ma anche e soprattutto per coltivare un impegno di prevenzione e contrasto duraturo, mantenere un\u2019attenzione costante e approfondita sul tema<\/em><\/strong><\/h4>\n<p>L\u2019attenzione per il fenomeno mafioso \u00e8 legata a eventi eclatanti: i grandi delitti, le stragi, l\u2019arresto di un boss. Sempre con l\u2019ottica dell\u2019evento, dell\u2019emergenza. Per prevenire e contrastare bisogna innanzitutto conoscere. <strong>Le Universit\u00e0 hanno scoperto la mafia in ritardo<\/strong> ma hanno cercato di colmarlo con progetti di ricerca che mirano a creare una nuova leva di studiosi e di operatori.<\/p>\n<p>Con le relazioni delle Commissioni antimafia, della Dia e di altri soggetti istituzionali, <strong>le attivit\u00e0 informative e formative di Libera, di Avviso pubblico<\/strong> e di altre organizzazioni della societ\u00e0 civile, abbiamo un patrimonio di conoscenza rilevante, anche se spesso istituzioni e associazioni sono mondi che non comunicano. Ma il problema di fondo \u00e8 agire sulle cause. Se la mafia, le mafie, nonostante inchieste, processi e condanne, si riproducono \u00e8 perch\u00e9 c\u2019\u00e8 una societ\u00e0 mafiogena che ho cercato di analizzare.<\/p>\n<p><strong>Sinteticamente il quadro pu\u00f2 cos\u00ec delinearsi: un\u2019economia legale debole e quella illegale che offre privilegi e convenienze<\/strong>;<strong> un tessuto sociale fragile<\/strong>, una scarsa partecipazione alla vita comunitaria e una politica ridotta a <em>governance<\/em> e occupazione del potere; una povert\u00e0 culturale diffusa, una competitivit\u00e0 con tutti i mezzi, anche i pi\u00f9 scorretti e illegali; <strong>una globalizzazione all\u2019insegna della finanziarizzazione<\/strong>, che concentra le ricchezze e rende difficile la distinzione tra capitali illegali e legali, e del neoliberismo, che aggrava squilibri territoriali e divari sociali.<\/p>\n<p>Siamo otto miliardi e qualche migliaio di persone possiede pi\u00f9 della met\u00e0 della popolazione mondiale. Cos\u00ec le mafie e l\u2019illegalit\u00e0 proliferano nelle periferie, sempre pi\u00f9 estese, e nei centri, sempre pi\u00f9 ristretti. <strong>Sono insieme risorsa di sopravvivenza e moltiplicatore di rendite e profitti.<\/strong> Le associazioni antimafia devono dare il loro contributo a un progetto di mutamento, a partire dai luoghi in cui operano. <strong>Il Centro Impastato<\/strong> e il <a href=\"https:\/\/www.nomafiamemorial.org\/\">No mafia Memorial <\/a>cercano di fare la loro parte.<\/p>\n<p><em>*Umberto Santino \u00e8 fondatore, assieme ad Anna Puglisi, e direttore del Centro siciliano di documentazione \u201cGiuseppe Impastato\u201d di Palermo, il primo centro studi sulla mafia e altre forme di criminalit\u00e0 organizzata sorto in Italia (1977), autore di numerosi saggi sul tema. <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DALLA RICOSTRUZIONE DEL CONCETTO STORICO DI BORGHESIA MAFIOSA ALL\u2019ANALISI DELLE ATTUALI CONNIVENZE CHE CONSENTONO ALLE MAFIE DI DIFFONDERSI E PROLIFERARE FINO AL RICONOSCIMENTO DELLA NECESSIT\u00c0&nbsp;<span class=\"hellipsis\">[&hellip;]<\/span><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/le-mafie-ieri-oggi-e-domani\/\">Leggi tutto <span class=\"screen-reader-text\">LE MAFIE IERI, OGGI E DOMANI<\/span> <span class=\"meta-nav\" aria-hidden=\"true\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":53153,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_exactmetrics_skip_tracking":false,"wp_social_preview_title":"","wp_social_preview_description":"","wp_social_preview_image":0,"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[732,25],"tags":[],"class_list":["post-53150","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ap-profondimenti","category-notizie"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/53150","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=53150"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/53150\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":53156,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/53150\/revisions\/53156"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/media\/53153"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=53150"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=53150"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=53150"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}