{"id":52843,"date":"2023-03-14T18:11:52","date_gmt":"2023-03-14T17:11:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?p=52843"},"modified":"2023-03-17T12:38:14","modified_gmt":"2023-03-17T11:38:14","slug":"appalti-senza-mafie-e-corruzione-le-proposte-di-avviso-pubblico-associazioni-e-sindacati-per-una-riforma-del-codice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/appalti-senza-mafie-e-corruzione-le-proposte-di-avviso-pubblico-associazioni-e-sindacati-per-una-riforma-del-codice\/","title":{"rendered":"APPALTI SENZA MAFIE E CORRUZIONE: LE PROPOSTE DI AVVISO PUBBLICO, ASSOCIAZIONI E SINDACATI PER UNA RIFORMA DEL CODICE"},"content":{"rendered":"<h5><strong>\u201cGarantire legalit\u00e0, trasparenza, concorrenza, tutela effettiva della salute e della sicurezza in un quadro generale di semplificazione delle norme e delle procedure\u201d.<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>Dall\u2019obbligatoriet\u00e0 delle clausole sociali alle regole per un vero dibattito pubblico sulle opere da realizzare, a partire dal Piano nazionale di ripresa e resilienza: ecco le proposte di modifica al decreto legislativo del governo di riforma del Codice degli appalti.<\/strong><\/h5>\n<h5><strong>Reti, associazioni, fondazioni e cooperative aderiscono all\u2019appello lanciato da Libera, Cgil, Avviso pubblico e Legambiente<\/strong><\/h5>\n<p><strong>Legalit\u00e0, trasparenza, concorrenza, tutela effettiva della salute e della sicurezza di lavoratrici e lavoratori<\/strong>, obbligatoriet\u00e0 delle <strong>clausole sociali<\/strong>, partecipazione dei cittadini attraverso un vero dibattito pubblico: arriva da un <strong>ampio fronte di reti<\/strong>, associazioni, fondazioni e cooperative l\u2019appello al Parlamento e al governo perch\u00e9 il decreto legislativo di <strong>riforma del Codice degli appalti<\/strong> diventi, in un quadro di semplificazione delle norme e delle procedure, un vero argine ai rischi di infiltrazione mafiosa e di diffusione di fenomeni corruttivi.<\/p>\n<p>All\u2019appello lanciato da <strong>Libera, Cgil, Avviso pubblico e Legambiente<\/strong> hanno aderito il Forum Disuguaglianze Diversit\u00e0, Tempi Moderni, Spazio Solidale, Centro Studi ed Iniziative Culturali Pio La Torre, della Pro Civitate Christiana, Libera informazione, Link Coordinamento Universitario, Associazione\u00a0di Quartiere Collina della Pace, Cooperare con Libera Terra, SNOP &#8211; Societ\u00e0 Nazionale Operatori della Prevenzione ETS, ACSI &#8211;\u00a0Associazione di Cultura Sport e Tempo Libero, Lega anti vivisezione LAV, Altro Modo Flegreo-Laboratorio di Cittadinanza attiva Pozzuoli(NA), Fondazione Openpolis, Federazione Nazionale Pro Natura APS, Coop. Generazioni Future, Scuola Capitale sociale, Unione degli Universitari.<\/p>\n<p>\u201cA seguito dell\u2019approvazione da parte del Consiglio dei ministri della proposta di nuovo Codice degli appalti e dell\u2019esame del testo in Parlamento, le seguenti associazioni e organizzazioni sindacali \u2013 <strong>si legge nella nota<\/strong> &#8211; hanno avviato un confronto interno volto ad analizzare nel merito le proposte di modifica rispetto alla legislazione vigente.<\/p>\n<p>L\u2019origine di questa lettura sistemica da parte di realt\u00e0 che sono ciascuna portatrice di valori, contenuti e sensibilit\u00e0 proprie in materia di <strong>prevenzione e contrasto a mafie e corruzione<\/strong>, tutela dei diritti dei lavoratori, ambiente e sviluppo sostenibile, si fonda sull\u2019esperienza maturata durante il Covid, denominata \u201cGiusta Italia.<\/p>\n<p>In quei mesi terribili per il nostro Paese \u00e8 nato un <strong>patto per far uscire l\u2019Italia dalla cultura dell\u2019emergenza<\/strong>, fondato sull\u2019etica della responsabilit\u00e0 e finalizzato a far ripartire il Paese nella legalit\u00e0, mettendo al centro valori come la partecipazione dei cittadini, la trasparenza della pubblica amministrazione, la tutela dei diritti sociali e ambientali.<\/p>\n<p><strong>Un patto per andare oltre gli errori del passato<\/strong> e che guarda con preoccupazione a come mafie, corruzione, criminalit\u00e0 economica e ambientale sappiano sfruttare l\u2019allentarsi delle regole, conquistando consenso sociale e riciclando capitali accumulati illegalmente, a detrimento dell&#8217;economia legale, di un lavoro sicuro e giustamente retribuito, della qualit\u00e0 dell\u2019ambiente in cui viviamo.<\/p>\n<p>Sono preoccupazioni a cui \u00e8 fondamentale rispondere anche grazie ai\u00a0 principi che ispirano quello che diventer\u00e0 il nuovo Codice degli appalti, ovvero la <strong>massima tempestivit\u00e0<\/strong> e il <strong>miglior rapporto tra qualit\u00e0 e prezzo<\/strong>; l&#8217;importanza di <strong>garantire legalit\u00e0, trasparenza, concorrenza e tutela effettiva, non subordinata ai costi, della salute e della sicurezza di lavoratrici e lavoratori<\/strong>; la necessit\u00e0 di <strong>costruire fiducia nella pubblica amministrazione e negli operatori economici<\/strong> per gestire in maniera efficace le risorse pubbliche disponibili, a partire da quelle previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, <strong>in un quadro generale di semplificazione delle norme e delle procedure\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>\u201cOgni sforzo deve essere compiuto per migliorare il sistema nel suo complesso \u2013 prosegue l\u2019appello &#8211; . Perci\u00f2 \u00e8 necessario garantire le condizioni di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori, in particolare dei sub appalti, quelli pi\u00f9 &#8220;deboli &#8221; degli appalti di servizi e le imprese pi\u00f9 strutturate che pi\u00f9 hanno investito in questi anni in professionalit\u00e0, mezzi, innovazione e che rischiano ora di subire concorrenze sleali o dinamiche poco &#8220;trasparenti&#8221;. Per queste ragioni <strong>\u00e8 fondamentale inserire nei bandi di gara l&#8217;obbligatoriet\u00e0 delle clausole sociali<\/strong> per garantire la stabilit\u00e0 occupazionale del personale impiegato, nonch\u00e9 <strong>l&#8217;applicazione dei contratti collettivi nazionali e territoriali di settore.<\/strong><\/p>\n<p>La <strong>modernizzazione del sistema dei contratti pubblici<\/strong> \u00e8 un obiettivo da raggiungere attraverso un importante investimento su piattaforme, procedure e strumenti che migliorino la trasparenza, facilitino l\u2019accesso civico e rendano pi\u00f9 facile per stazioni appaltanti e imprese i processi di gestione.<\/p>\n<p>A partire da queste considerazioni e dalla disponibilit\u00e0 dichiarata dal Governo di utilizzare questa fase di ascolto e confronto per migliorare il testo del decreto legislativo nel rispetto dei principi sopra indicati, <strong>abbiamo raccolto alcune criticit\u00e0 puntuali<\/strong> nel testo attualmente all\u2019esame delle commissioni parlamentari competenti in materia, perch\u00e9 possano esprimere il loro parere.<\/p>\n<p>Abbiamo ritenuto opportuno evidenziarle, indicando anche ipotesi di emendamento in modo da accompagnare alla critica anche le proposte che, sulla base della nostra esperienza assolutamente trasversale, possono <strong>migliorare il nuovo Codice e renderlo maggiormente rispondente agli obiettivi per cui \u00e8 stato redatto<\/strong>. In linea generale le questioni maggiormente rilevanti sono le seguenti:<\/p>\n<p><strong>1.Conflitto di interessi<br \/>\n<\/strong>Questa modifica rischia, con l\u2019inversione dell\u2019onere della prova, di considerare i conflitti di interesse come un fatto che riguarda i privati e non l\u2019interesse generale. Bisogna intervenire in una logica di semplificazione, rispettosa della vigente normativa europea e che tuteli le stazioni appaltanti nell&#8217;individuare i reali contraenti ed eventuali rapporti con soggetti terzi.<\/p>\n<p><strong>2. Dibattito pubblico<br \/>\n<\/strong>L\u2019attuale versione dell\u2019art. 40 del Codice degli appalti di fatto finisce per azzerare l\u2019effettiva utilit\u00e0 del dibattito pubblico, regolato finora dal Dpcm 76\/2018, con la cancellazione della Commissione nazionale, il cui lavoro stava gi\u00e0 producendo risultati postivi, il dimezzamento dei tempi previsti, l\u2019esclusione di momenti di confronto con la cittadinanza interessata dalla realizzazione delle opere previste. Uno strumento concepito per sottoporre a un esame partecipato le ragioni e le caratteristiche dei cantieri da avviare, riducendo i contenziosi che spesso li accompagnano, viene svuotato di senso e ridotto a una mera elencazione di eventuali osservazioni e pareri.<\/p>\n<p><strong>3. Necessit\u00e0 di intervento sulle stazioni appaltanti in termini di qualificazioni e soglie<br \/>\n<\/strong>Una delle questioni irrisolte nel nostro Paese da decenni \u00e8 la moltiplicazione di stazioni appaltanti poco qualificate e non in grado di comprare sul mercato a condizioni vantaggiose per la pubblica amministrazione. Questo \u00e8 un elemento di debolezza che si paga in termini di velocit\u00e0 delle procedure ed efficienza nella spesa del denaro pubblico. Inoltre stazioni appaltanti poco qualificate e numerose sono meno controllabili, pi\u00f9 fragili e potenzialmente pi\u00f9 a rischio di fenomeni corruttivi e di infiltrazione mafiosa. La proposta non agisce in questa direzione e di fatto legittima il modello esistente, favorendo per altro una maggiore possibilit\u00e0 di affidare nuovi contratti pubblici.<\/p>\n<p><strong>4. Riduzione degli ambiti di affidamento diretto<br \/>\n<\/strong>Questa previsione, derivante dalla normativa emergenziale legata al Covid, rischia di porre in capo a dirigenti e responsabili delle stazioni appaltanti la scelta di come verificare la congruit\u00e0 sul mercato, favorendo peraltro relazioni con mondi criminali, mafiosi e con contesti e operatori locali in un\u2019Italia degli 8 mila comuni di cui la maggior parte sotto i 5 mila abitanti. Occorre intervenire per favorire comparazione e ricerche di mercato, rotazioni e strumenti che evitino di ridurre imparzialit\u00e0 e trasparenza nella gestione di risorse pubbliche.<\/p>\n<p><strong>5. Delimitazione dell\u2019appalto integrato a contratti con importo e complessit\u00e0 rilevanti<br \/>\n<\/strong>Non \u00e8 coerente con i principi del codice il ricorso a uno strumento che di fatto rischia, senza alcuna delimitazione, di consegnare la progettazione e realizzazione di opere a imprese, riducendo il ruolo della stazione appaltante a ente pagatore, con rischi di incremento di costi e possibili infiltrazioni mafiose.<\/p>\n<p><strong>6. Eliminazione subappalto a cascata<br \/>\n<\/strong>La riduzione dei documenti di gara e la semplificazione dell\u2019istruttoria, assolutamente condivisibile, non pu\u00f2 generare una condizione tale per cui si perde di fatto il controllo delle attivit\u00e0 in subappalto, con riflessi pericolosi per quanto attiene potenziali infiltrazioni mafiose.<\/p>\n<p><strong>7. Reintroduzione del registro in-house<br \/>\n<\/strong>Il registro delle in-house \u00e8 strumento a tutela degli enti che decidono di sottrarre al mercato l\u2019affidamento di opere, servizi e forniture, evitando possibili contenziosi successivi e potenziali inefficienze. La semplificazione del registro \u00e8 un obiettivo da raggiungere, salvaguardando il valore di un&#8217;attivit\u00e0 preventiva e di controllo di adeguatezza ed economicit\u00e0 del soggetto in house a cui si intende procedere con l\u2019affidamento di un contratto pubblico.<\/p>\n<p><strong>8. Programmazione di infrastrutture prioritarie<br \/>\n<\/strong>La semplificazione del procedimento di un numero definito di opere di interesse nazionale, previsto dall\u2019art. 39 dello schema di decreto legislativo \u00e8 condivisibile a due condizioni:<\/p>\n<ol>\n<li>il ripristino e la rapida attuazione di quanto previsto con il Codice degli appalti del 2016, che aveva definito agli artt. 200-203, una nuova disciplina per la programmazione e il finanziamento delle infrastrutture e degli insediamenti prioritari per lo sviluppo del Paese, basata sull\u2019adozione di due strumenti di pianificazione e programmazione rappresentati dal Piano Generale dei Trasporti e della Logistica (PGTL) e dal Documento Pluriennale di Pianificazione (DPP), entrambi mai adottati ed approvati;<\/li>\n<li>la garanzia di adeguate condizioni di trasparenza e tutela da infiltrazioni mafiose e criminali.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Per tutte queste opere \u00e8 fondamentale prevedere, come gi\u00e0 accennato, l\u2019effettivo svolgimento di procedure di dibattito pubblico con enti e istituzioni interessate e rappresentanze di associazioni e cittadini, quale strumento di concertazione e velocizzazione del procedimento\u201d.<\/p>\n<p>Negli allegati 1 e 2 il dettaglio delle proposte di modifica allo schema di decreto legislativo.<\/p>\n<h3><a href=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/allegato_1.pdf\">Allegato 1\u00a0<\/a><\/h3>\n<h3><a href=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/allegato_2-.pdf\">allegato 2<\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cGarantire legalit\u00e0, trasparenza, concorrenza, tutela effettiva della salute e della sicurezza in un quadro generale di semplificazione delle norme e delle procedure\u201d. 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