{"id":52523,"date":"2023-02-23T09:12:52","date_gmt":"2023-02-23T08:12:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?p=52523"},"modified":"2023-03-03T18:22:31","modified_gmt":"2023-03-03T17:22:31","slug":"conoscere-le-mafie-serve-una-cassetta-di-attrezzi-diversi-per-analizzare-prevenire-e-contrastare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/conoscere-le-mafie-serve-una-cassetta-di-attrezzi-diversi-per-analizzare-prevenire-e-contrastare\/","title":{"rendered":"CONOSCERE LE MAFIE. SERVE UNA CASSETTA DI ATTREZZI DIVERSI PER ANALIZZARE, PREVENIRE E CONTRASTARE"},"content":{"rendered":"<h6>COME SI PU\u00d2 STUDIARE UN FENOMENO SEGRETO, OSCURO, ILLEGALE, PERICOLOSO? QUALI SONO GLI STRUMENTI A DISPOSIZIONE PER RACCONTARE LE MAFIE? QUANTO \u00c8 IMPORTANTE ANDARE OLTRE LE IMMAGINI DI SENSO COMUNE, RISULTATO DI RAPPRESENTAZIONI SOCIALI DIFFUSE, PROFONDAMENTE LEGATE ALLA PROSPETTIVA ISTITUZIONALE? PER RISPONDERE A QUESTE DOMANDE, DIVERSI RICERCATORI HANNO UNITO LE PROPRIE DIFFERENTI CHIAVI DI LETTURA IN \u201c<a href=\"https:\/\/www.donzelli.it\/libro\/9788855224185\">COME SI STUDIANO LE MAFIE? LA RICERCA QUALITATIVA, LE FONTI, I PERCORSI<\/a>\u201d, TESTO CURATO DA MONICA MASSARI E OMBRETTA INGRASC\u00cc PER DONZELLI EDITORE. MONICA MASSARI SPIEGA PERCH\u00c9, SIA LA DOMANDA, SIA LE RISPOSTE OFFERTE POSSANO RISULTARE FONDAMENTALI PER SUGGERIRE ALLE ISTITUZIONI ANALISI DEL CONTESTO CHE CONSENTANO DI ATTUARE STRATEGIE UTILI A PREVENIRE E CONTRASTARE IL FENOMENO.<\/h6>\n<h5>Il contributo di Monica Massari*<\/h5>\n<p>Da oltre 20 anni, insieme a diverse colleghe e colleghi provenienti da vari ambiti disciplinari \u2013 dalla sociologia al diritto, dagli studi storici a quelli geografici fino a quelli pi\u00f9 strettamente criminologici &#8211; ci confrontiamo rispetto alle nostre esperienze di studio sulle mafie. Approcci, sensibilit\u00e0, sguardi differenti uniti dalla <strong>volont\u00e0 comune di interrogarsi criticamente sul fenomeno mafioso<\/strong> e sulle rappresentazioni e immagini talvolta stereotipate che circolano nel dibattito pubblico, attraverso la<strong> ricerca sul campo<\/strong>.<\/p>\n<p>Lo stimolo per sistematizzare le nostre prospettive \u00e8 arrivato da un convegno online che io e Ombretta Ingrasc\u00ec abbiamo organizzato nel 2021, durante il lock down. Erano presenti tutti coloro che poi hanno scritto i saggi contenuti nel volume, invitati a partecipare a un\u2019<strong>occasione di autoriflessione sulle forme e pratiche della ricerca sul campo<\/strong> rispetto al fenomeno mafioso.<\/p>\n<p>Se gi\u00e0 dagli anni Ottanta possiamo, infatti, contare su tanti studi sistematici sull\u2019argomento, in realt\u00e0 fino ad ora <strong>nessuno si \u00e8 veramente interrogato su questioni metodologiche<\/strong> importanti che sono un po\u2019 le domande al cuore del volume, curato assieme a Ombretta Ingrasc\u00ec con l\u2019introduzione di Rocco Sciarrone: <strong>come si pu\u00f2 studiare ci\u00f2 che non si presta ad essere osservato direttamente?<\/strong> <strong>Quali sono le fonti a cui attingere?<\/strong> Quali utilizzare per costruire un\u2019<strong>analisi il pi\u00f9 possibile priva di stereotipi<\/strong> e volta ad una lettura critica del contesto in cui attecchisce e matura il potere delle mafie?<\/p>\n<p>Per rispondere, siamo andati anche oltre la riflessione prettamente metodologica che ci aveva visti dibattere assieme durante il convegno, costruendo un <strong>percorso scientifico comune<\/strong> frutto del dialogo avviato, nel corso di circa un anno, con ogni singolo autore del libro.<\/p>\n<h4>Oltre le fonti riconosciute<\/h4>\n<p>Uno dei temi centrali ha riguardato le fonti disponibili per conoscere le mafie. Quelle principali per trattare il fenomeno, ribadendo la particolare segretezza e i codici oscuri che lo caratterizzano, sono le <strong>fonti giudiziarie e quelle prodotte dalle forze di polizia.<\/strong> Entrambe, per\u00f2, dovrebbero essere maneggiate con estrema cautela.<\/p>\n<p>Si tratta infatti di materiale che \u00e8 gi\u00e0 il frutto di una selezione da parte di chi conduce le indagini, spesso corredate di <strong>intercettazioni ambientali o telefoniche<\/strong> volte soprattutto a provare appartenenze e figure di reato specifiche. Talvolta vengono acquisite, da una parte della stampa, senza essere contestualizzate. Le ritroviamo infatti cos\u00ec come sono nei giornali, ma anche in alcuni studi. Questo pu\u00f2 provocare delle <strong>distorsioni nella comprensione del fenomeno<\/strong>.<\/p>\n<p>Siamo partiti quindi da una riflessione che cercasse di assumere una <strong>prospettiva critica<\/strong> volta a decostruire il postulato di assoluta verit\u00e0 o neutralit\u00e0 di queste fonti istituzionali agli occhi di osservatori non esperti.<\/p>\n<p>\u00c8 stata una riflessione che ci ha portato a mettere in evidenza, in maniera analitica e condivisa, la <strong>sostanziale parzialit\u00e0<\/strong> di quanto queste fonti riportano, perch\u00e9 costituiscono il <strong>risultato di una selezione da parte degli organi di polizia e giudiziari<\/strong> che le predispongono e le sintetizzano per l\u2019obiettivo prefissato di provare quanto \u00e8 necessario alle loro indagini. Sono quindi gi\u00e0 il<strong> frutto di un processo di interpretazione<\/strong>: bisogna tenerne conto quando si utilizzano per studiare il fenomeno nella sua complessit\u00e0 o in un ambito diverso da quello per cui sono state prodotte.<\/p>\n<h4><strong>I limiti del racconto<\/strong><\/h4>\n<p>Abbiamo poi preso in esame le narrazioni sulle mafie che risentono di un senso comune abbastanza condiviso nella rappresentazione che nutre anche il dibattito pubblico su di esse. Un esempio eclatante lo possiamo dedurre, in queste settimane, dalle modalit\u00e0 con cui \u00e8 stato riportato l\u2019<strong>arresto di Matteo Messina Denaro<\/strong>, comprese le informazioni sulla latitanza che ne sono scaturite.<\/p>\n<p>Una gran parte della stampa, ma anche alcuni rappresentanti delle istituzioni, hanno utilizzato un <strong>registro retorico trionfalista<\/strong> <strong>che celebrava la vittoria dello Stato sulla mafia<\/strong> come se fossimo appunto in presenza di una lotta tra Stato e Antistato che, come ben sappiamo, \u00e8 una deduzione priva di fondatezza.<\/p>\n<p>Oggi \u00e8 particolarmente diffusa la considerazione per cui ci siano voluti 30 anni per arrestare il latitante a causa della presenza di <strong>collegamenti da parte di Messina Denaro proprio con ambienti istituzionali<\/strong> che ne hanno protetto la latitanza, ma questa \u00e8 una costante nella storia della mafia. <strong>La mafia \u00e8 sempre stata un fenomeno (anche) politico<\/strong>, non mi sembra vi sia nulla di eccezionale \u2013 sotto questo profilo \u2013 da registrare.<\/p>\n<p>Altra nota insolita nel racconto della vicenda Messina Denaro riguarda l\u2019enfasi con cui si \u00e8 trattato il tema della cosiddetta <strong><em>borghesia mafiosa<\/em><\/strong>, ribadito sia dalla stampa, sia dalla magistratura che ha portato avanti le indagini. Non \u00e8 il concetto a stonare, ma che sia stata presentata come se fosse una novit\u00e0 una categoria concettuale gi\u00e0 proposta da tempo da vari studiosi \u2013 penso soprattutto a <a href=\"https:\/\/www.centroimpastato.com\/borghesia-mafiosa\/\">Umberto Santino <\/a>&#8211; e utilizzata sin dagli anni \u201970 come una delle chiavi attraverso cui leggere il fenomeno mafioso.<\/p>\n<p>Per cercare di comprendere il potere delle mafie \u00e8 necessario <strong>spostare lo sguardo dalla violenza agita dalle organizzazioni criminali<\/strong> e da particolari categorie di persone, per osservare come esso vada oltre, sia <strong>trasversale rispetto ad ambienti sociali e contesti<\/strong> e coinvolga un po\u2019 tutte le classi sociali. Il sistema di potere della borghesia mafiosa \u00e8 immanente alle mafie tanto da consentire loro l\u2019acquisizione crescente di potere.<\/p>\n<p><strong>I mafiosi sono attenti da sempre alla cura delle relazioni di potere<\/strong>, ma soprattutto anche delle relazioni di mercato inserite nel sistema capitalista. Non \u00e8 una novit\u00e0, come \u00e8 evidente gi\u00e0 dalle ricerche degli anni \u201980 portate avanti da <a href=\"http:\/\/www.pinoarlacchi.it\/it\/pubblicazioni\/libri\/32-la-mafia-imprenditrice\">Pino Arlacchi <\/a>o <a href=\"https:\/\/www.rivistailmulino.it\/isni\/1256\">Raimondo Catanzaro<\/a> che hanno evidenziato quanto <strong>le mafie costituiscano una particolare articolazione del sistema capitalista<\/strong> in gran parte del nostro paese, non solo al sud.<\/p>\n<p>Chi fa ricerca in questo campo sa bene che il concetto di borghesia mafiosa fa riferimento ad un <strong>sistema di relazioni ben radicato nella societ\u00e0<\/strong>, che ha consentito ad una molteplicit\u00e0 di individui di intraprendere percorsi di ascesa sociale.<\/p>\n<h4><strong>Non retorica ma analisi critica<\/strong><\/h4>\n<p>Per comprendere un fenomeno cos\u00ec complesso <strong>\u00e8 importante decostruire le immagini di senso comune<\/strong> sul piano delle rappresentazioni sociali che spesso vengono acquisite in maniera acritica, data anche la fonte autorevole da cui provengono. \u00c8 dovere dei ricercatori mantenere fede al proprio impegno scientifico, mettendo sistematicamente in discussione la realt\u00e0 che vanno ad osservare.<\/p>\n<p>Ma questo dovrebbe valere anche per gli organi informativi e per le istituzioni: considerare la neutralit\u00e0 talvolta molto parziale delle fonti da cui provengono le informazioni eviterebbe di diffondere <strong>immagini retoriche, enfatiche<\/strong> che si prestano ad un utilizzo politico, poco funzionale alla realizzazione di politiche di prevenzione autentica o di intervento efficace sul fenomeno.<\/p>\n<p>Come dicevo prima, sia il discorso della lotta tra Stato e Antistato, sia l\u2019enfasi sul concetto di borghesia mafiosa, rientrano in <strong>narrazioni delle mafie<\/strong> che possono apparire particolarmente avvincenti, quasi copioni di opere cinematografiche che vanno ad intercettare il registro del mistero, ma in realt\u00e0 si tratta di elementi ricorrenti di una storia pressoch\u00e9 secolare.<\/p>\n<p>Richiamandone la centralit\u00e0 nelle analisi contemporanee si rischia tra l\u2019altro di commettere l\u2019errore di relegare l\u2019<strong>universo mafioso<\/strong> <strong>all\u2019interno di spazi sociali ben definiti<\/strong>, abitati solo da presunte <strong><em>classi pericolose<\/em><\/strong>, come se fosse possibile confinare <strong><em>il male<\/em> <\/strong>in <strong>compartimenti stagni della societ\u00e0<\/strong>. Si utilizza un concetto che pu\u00f2 essere allettante, mediaticamente e politicamente, ma <strong>poco funzionale ad una presa di coscienza utile sul fenomeno<\/strong>. La consapevolezza dell\u2019esistenza storica e sociale della borghesia mafiosa dovrebbe portare a <strong>interpellare tutto quel mondo che non rientra tra le classi pericolose<\/strong>, ma che di fatto ha permesso e consente tuttora alle mafie di continuare ad esistere.<\/p>\n<p>Nelle scorse settimane abbiamo assistito a programmi televisivi in cui si dava letteralmente <strong>la<\/strong> <strong>caccia a semplici cittadini di Campobello di Mazara<\/strong> interpellati sulla loro consapevolezza o meno della presenza di un mafioso di quella levatura nella loro cittadina, ma difficilmente quegli stessi cittadini sono stati sollecitati a esprimersi sulle attivit\u00e0 oscure e ambigue di tanti imprenditori che operano in quella zona, professionisti, amministratori pubblici.<\/p>\n<h4><strong>Occhiali di lettura diversi per vedere meglio<\/strong><\/h4>\n<p><a href=\"https:\/\/www.donzelli.it\/libro\/9788855224185\">Il nostro libro <\/a>cerca di sollecitare una discussione pi\u00f9 ampia sulla necessit\u00e0 di <strong>recuperare degli occhiali di lettura pi\u00f9 adeguati<\/strong> per confrontarsi con tutto ci\u00f2. Abbiamo bisogno di <strong>arricchire il pi\u00f9 possibile la cassetta degli attrezzi<\/strong> di cui disponiamo e, per farlo, occorre esercitare un\u2019attenta consapevolezza critica, ripartendo proprio dalle fonti e da un nuovo impulso alla ricerca sul campo.<\/p>\n<p>Nel testo ci sono vari esempi di ricerche realizzate in diversi territori che ci aiutano a decostruire criticamente rappresentazioni stereotipate. Penso ad esempio alla ricerca di <a href=\"https:\/\/www.unior.it\/ateneo\/13072\/1\/gabriella-gribaudi.html\">Gabriella Gribaudi<\/a> sugli spazi fisici e sociali in cui i clan di camorra si sono radicati, soprattutto nella citt\u00e0 di Napoli.<\/p>\n<p>Si tratta di <strong>luoghi rappresentati dai media con immagini cupe e terrificanti<\/strong> che alludono a un dominio incontrastato dei gruppi criminali. <strong>In realt\u00e0 dalla ricerca emerge un\u2019immagine molto pi\u00f9 complessa<\/strong>, grazie al fatto che l\u2019autrice \u00e8 stata in grado di incrociare tra loro fonti orali, osservazione sul campo e documentazione giudiziaria. E che le ha consentito di approfondire l\u2019analisi e fare luce sulla complessit\u00e0 della composizione sociale, sull\u2019<strong>intricato rapporto fra vicini e camorristi<\/strong> e sulla stratificazione storica della geografia e delle memorie che caratterizzano un territorio.<\/p>\n<p>Vivere in un certo territorio spesso viene considerato alla stregua di una colpa. Nel capitolo di <a href=\"http:\/\/www.unina.it\/documents\/11958\/13831146\/MARTONE_Vittorio.pdf\">Vittorio Martone,<\/a> ad esempio, si ritorna su questi temi, sottolineando come gli <strong>strumenti antimafia<\/strong>, talvolta, diventino, in alcune citt\u00e0 come Roma o Napoli, <strong>leva di governo dell\u2019ordine pubblico<\/strong>, con risultati ambivalenti, perch\u00e9 se possono essere efficaci nel contenere l\u2019ala pi\u00f9 propriamente militare dei clan, dall\u2019altro innescano dinamiche di <strong>etichettamento, soprattutto di alcuni quartieri,<\/strong> che poi diventano egemoni nel dibattito pubblico.<\/p>\n<p>In queste periferie, dove troviamo spesso una concentrazione di disagio abitativo, deprivazione economica, insufficienza dei servizi pubblici locali, disoccupazione, dispersione scolastica e svantaggio educativo, condizioni di marginalit\u00e0 e segregazione che poi alimentano forme di riproduzione della devianza, <strong>siamo soprattutto di fronte a forme di fragilit\u00e0 sociale, economica ed esistenziale che non di presenza mafiosa<\/strong>.<\/p>\n<p>Sono <strong>forme di stigmatizzazione<\/strong> a cui spesso si oppongono ragazze e ragazzi che non accettano pi\u00f9 di essere considerati in maniera automatica sulla base del luogo di provenienza o che, peggio, interpretano questi discorsi in maniera reattiva: \u201cSe siamo visti tutti come spacciatori, allora lo facciamo veramente.\u201d La riduzione della complessit\u00e0 <strong>pu\u00f2 portare a innescare, dunque, conseguenze ben pi\u00f9 gravi<\/strong>.<\/p>\n<p>Sono tanti i contributi in cui il lettore attento trover\u00e0 stimoli e sollecitazioni. <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Silvio_Ciappi\">Silvio Ciappi<\/a>, ad esempio, in uno dei capitoli finali del volume ci ricorda come occorra sempre pi\u00f9 un\u2019<strong><em>etica dell\u2019umilt\u00e0 <\/em><\/strong>in questo mestiere, che significa cercare di non immiserire la nostra professionalit\u00e0, come studiosi e studiose di questi fenomeni, con teorie precostituite, ma, piuttosto, di a<strong>ndarsi a sporcare le mani con la materia viva<\/strong> di cui sono fatti i fenomeni sociali.<\/p>\n<p>L\u2019invito che il nostro libro fa proprio e rilancia \u00e8 di <strong>non temere di accogliere l\u2019ignoto<\/strong>, l\u2019inusuale, lo spaesante, ci\u00f2 che \u00e8 forse meno rassicurante, ma indubbiamente \u00e8 in grado di attivare processi, analisi, valutazioni in grado di ispirare politiche pi\u00f9 utili, attente ai fenomeni, ai contesti e agli individui coinvolti.<\/p>\n<p>Speriamo, quindi, che questo volume possa umilmente offrire, soprattutto a chi si avvicina per la prima volta allo studio di questi fenomeni, ma anche ai lettori attenti o semplici cittadini e amministratori che desiderano <strong>arricchire la propria cassetta degli attrezzi<\/strong>, uno strumento utile ed efficace.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><sup>*<\/sup> Professoressa associata di Sociologia presso il Dipartimento di Studi Internazionali, Giuridici e Storico-Politici dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Milano<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COME SI PU\u00d2 STUDIARE UN FENOMENO SEGRETO, OSCURO, ILLEGALE, PERICOLOSO? 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