{"id":52512,"date":"2023-02-21T15:00:42","date_gmt":"2023-02-21T14:00:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?p=52512"},"modified":"2024-07-08T10:54:07","modified_gmt":"2024-07-08T08:54:07","slug":"il-patto-della-legalita-contro-le-infiltrazioni-mafiose-in-emilia-romagna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/il-patto-della-legalita-contro-le-infiltrazioni-mafiose-in-emilia-romagna\/","title":{"rendered":"IL PATTO DELLA LEGALIT\u00c0 CONTRO LE INFILTRAZIONI MAFIOSE IN EMILIA-ROMAGNA"},"content":{"rendered":"<p><em>Continua con la sua 32esima puntata la rubrica \u201c<a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/tag\/politica%20resiliente?_gl=1*1bz1sgi*_ga*MTIzMjA4NzQ2MS4xNjM0ODEyMzIz\">Politica resiliente<\/a>\u201d curata da Avviso Pubblico per il quotidiano Domani.\u00a0<\/em><\/p>\n<h5>Istituzioni, universit\u00e0, enti locali, associazioni sindacali e sociali, provano a presidiare gli oltre tremila e settecento chilometri quadrati di territorio attraverso la promozione della cultura della legalit\u00e0 e della cittadinanza attiva. Nasce il patto della legalit\u00e0 contro le mafie<\/h5>\n<p>Sono state invisibili per molti anni ma le inchieste giudiziarie hanno dimostrato che sono penetrate a fondo nel tessuto economico di una regione che tutti ipotizzavano fosse sostanzialmente sano. <strong>I clan non hanno alcun confine<\/strong>, se non quelli costruiti con pazienza dalla societ\u00e0 civile e dalla politica.<\/p>\n<p>E mentre nei prossimi anni <strong>Bologna vedr\u00e0 arrivare oltre tre miliardi e mezzo di euro tra Pnrr e fondi strutturali<\/strong>, contemporaneamente <strong>aumentano del 120 per cento<\/strong> (in controtendenza col resto dell\u2019Italia) le <strong>interdittive antimafia nella regione<\/strong>, i sindaci della citt\u00e0 metropolitana firmano un <strong>Patto per la legalit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Angela Di Pilato, assessora alla Scuola del comune di Valsamoggia e coordinatrice di Avviso Pubblico per l\u2019area metropolitana di Bologna<\/strong>, spiega al Domani la strategia per prevenire le infiltrazioni mafiose. La pioggia di quattrini che si abbatter\u00e0 da qui a poco dovr\u00e0 ridisegnare il territorio, mettendolo\u00a0al riparo dai clan: \u00ab\u00c8 cresciuta la <strong>consapevolezza del pericolo mafioso<\/strong> e lo dimostra il fatto che si costituiscano dei tavoli permanenti per la legalit\u00e0 come il protocollo che abbiamo da poco firmato: <strong>un patto tra soggetti istituzionali<\/strong> orientato a costruire progettualit\u00e0 che vanno dal <strong>riutilizzo dei beni confiscati alle cosche<\/strong>, fino alla <strong>formazione per il personale<\/strong> e quindi un lavoro sul cambiamento culturale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Sorvegliati speciali del patto sono i fondi del\u00a0<\/strong><a href=\"http:\/\/www.editorialedomani.it\/tag\/Pnrr\"><strong>Pnrr<\/strong><\/a>. Conteso tra spinte di <strong>semplificazione procedurale<\/strong>, sospettate di fare da apripista a interessi opachi quando si parla di assegnazioni rapide e dirette. E <strong>procedure pi\u00f9 stringenti<\/strong> che invece agitano gli animi pi\u00f9 riottosi ad una burocrazia letargica. Sta di fatto che i timori di un\u2019aggressione dei gruppi criminali sono pi\u00f9 che fondati.<\/p>\n<p><strong>La mafia degli affari fa registrare un\u2019impennata preoccupante di interdittive<\/strong>. Segno che i clan sono profondamente radicati nell\u2019economia locale. E anche che quell\u2019area grigia fatta di colletti bianchi al servizio dei capibastone cresce e occupa molte societ\u00e0 operanti nel territorio.<\/p>\n<p>\u00abLe risultanze processuali mi consentono di ritenere che il distretto Emilia-Romagna \u00e8 madre adottiva delle mafie\u00bb, <strong>chiarisce in apertura dell\u2019anno giudiziario il procuratore generale a Bologna Lucia Musti.<\/strong> Matrigna perfida come Grimilde, il tormento di Biancaneve, con lo specchio taroccato a riflettere una realt\u00e0 alterata.<\/p>\n<p>Secondo l\u2019<strong>ex procuratore antimafia Franco Roberti<\/strong> la regione ha sofferto per molto tempo della <strong>sindrome di Grimilde<\/strong>, al limite del negazionismo quando si trattava di ammettere che i clan avevano occupato aziende e amministrazioni pubbliche. Da l\u00ec il nome al processo Grimilde contro la \u2018ndrangheta a Brescello (unico comune dell\u2019Emilia-Romagna sciolto per mafia), dove <strong>Avviso Pubblico si \u00e8 costituita parte civile<\/strong>, vedendosi riconosciuta parte lesa.<\/p>\n<h4>L\u2019INCHIESTA AEMILIA<\/h4>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 <strong>un prima e un dopo nella coscienza antimafia della regione<\/strong>. \u00c8 lo <strong>scoppio dell\u2019inchiesta Aemilia<\/strong>. Nella notte fra il\u00a028 e il 29 gennaio 2015\u00a0scatta l\u2019operazione che porta all\u2019arresto di 240 persone fra Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto, Calabria e Sicilia.<\/p>\n<p>\u00c8 probabilmente <strong>il pi\u00f9 grande processo alla \u2018ndrangheta del nord Italia<\/strong>. A cascata si aprono altre inchieste e altri processi: Aemilia bis, Aemilia \u201992, Reticolo, White List, Octopus, Grimilde, Billions, Perseverance. Ma le radici delle mafie nel territorio sono pi\u00f9 antiche. Risalgono agli anni \u201960 quando la legge sul soggiorno obbligato porta nuovi residenti. Sono uomini comuni, soldati semplici, affiliati e anche boss: nascono i clan replicanti, cloni delle articolazioni originarie.<\/p>\n<h4>IL PATTO<\/h4>\n<p><strong>Oggi nessuno pu\u00f2 pi\u00f9 dire di non sapere.<\/strong> Le amministrazioni locali hanno gli occhi bene aperti e sono consce del pericolo che si nasconde nel rapporto inconfessabile tra politica e imprenditoria mafiosa. Il protocollo appena firmato lo conferma. A firmarlo sono la <strong>citt\u00e0 metropolitana di Bologna, il comune di Bologna, la prefettura di Bologna, l\u2019universit\u00e0 di Bologna e poi la Camera del lavoro metropolitana Cgil di Bologna, la\u00a0Camera del lavoro territoriale Cgil di Imola,\u00a0Cisl Area metropolitana Bolognese,\u00a0Uil Emilia Romagna, Libera Bologna e la rete dei comuni di Avviso Pubblico che gravitano intorno all\u2019area metropolitana<\/strong>.<\/p>\n<p>Un\u2019articolazione di <strong>istituzioni, universit\u00e0, enti locali, associazioni sindacali e sociali<\/strong>, che insieme provano a presidiare gli oltre tremila e settecento chilometri quadrati di territorio tra i pi\u00f9 economicamente vivaci d\u2019Italia. Attraverso la promozione della cultura della legalit\u00e0 e della cittadinanza attiva.<\/p>\n<p>\u00abMa anche lo <strong>scambio di buone pratiche amministrative e lo sviluppo di progettualit\u00e0 comuni<\/strong> tra gli enti dell\u2019area metropolitana. Il documento \u2013 <strong>dice\u00a0l\u2019assessora Angela Di Pilato<\/strong> \u2013\u00a0testimonia l\u2019esistenza di fatto di una rete che inizia ad essere sempre pi\u00f9 solida e che punta a crescere ancora. \u00c8 uno strumento forte di condivisione, ma \u00e8 anche un modo per non far sentire soli gli amministratori in determinate situazioni\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ma come funziona nel concreto?<\/strong> \u00abSe ad esempio un piccolo comune dell\u2019area metropolitana non ha la forza di realizzare un progetto importante sul riutilizzo di un bene confiscato \u2013 <strong>spiega Angela Di Pilato<\/strong> \u2013, allora si attiva la rete per il supporto necessario. Pu\u00f2 capitare ad esempio un problema di caporalato. In quel caso ci sono i sindacati o la Prefettura. Ma anche la stessa Universit\u00e0 per lo sviluppo di progettualit\u00e0 di contrasto allo sfruttamento del lavoro. Insomma, <strong>l\u2019attivazione della rete rende pi\u00f9 agevoli compiti che a volte sono una sfida impegnativa soprattutto per i comuni pi\u00f9 piccoli.<\/strong> E ancora la condivisione delle informazioni per la costruzione dei piani triennali anticorruzione: confrontarsi a vicenda pu\u00f2 essere utile\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Un modello che arriva da lontano<\/strong>: il primo protocollo \u00e8 del 2019 in materia di appalti, forniture e servizi; poi quello del 2021 che coinvolge la Regione, resi possibili dalla legge regionale 18 del 2016 per la prevenzione del crimine organizzato e mafioso. E ora che vuole <strong>colmare una distanza pi\u00f9 mentale che fisica<\/strong>, tra realt\u00e0 che di fatto condividono lo stesso lembo di terra.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9. Angela Di Pilato \u00e8 convinta che <strong>questa esperienza sia destinata alla replicabilit\u00e0<\/strong>, con le dovute declinazioni territoriali. \u00abUna Citt\u00e0 metropolitana \u00e8 un insieme di comuni a volte anche molto piccoli. Non \u00e8 difficile immaginare che questa esperienza possa essere ripetuta in altri contesti in giro per la stessa regione o anche per il resto del territorio nazionale. <strong>Se si vuole mettere un argine alle mafie, dire loro \u201cdi qui non passi\u201d, bisogna mettersi insieme<\/strong>\u00bb e creare quella legalit\u00e0 organizzata necessaria a non restare soli.<\/p>\n<p>Qui il testo del <strong><a href=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Protocollo-dintesa-sulla-legalita.pdf\">Protocollo d&#8217;intesa sulla legalit\u00e0<\/a><\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Continua con la sua 32esima puntata la rubrica \u201cPolitica resiliente\u201d curata da Avviso Pubblico per il quotidiano Domani.\u00a0 Istituzioni, universit\u00e0, enti locali, associazioni sindacali e&nbsp;<span class=\"hellipsis\">[&hellip;]<\/span><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/il-patto-della-legalita-contro-le-infiltrazioni-mafiose-in-emilia-romagna\/\">Leggi tutto <span class=\"screen-reader-text\">IL PATTO DELLA LEGALIT\u00c0 CONTRO LE INFILTRAZIONI MAFIOSE IN EMILIA-ROMAGNA<\/span> <span class=\"meta-nav\" aria-hidden=\"true\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":39995,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_exactmetrics_skip_tracking":false,"wp_social_preview_title":"","wp_social_preview_description":"","wp_social_preview_image":0,"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[177,25,729],"tags":[],"class_list":["post-52512","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-app","category-notizie","category-politica-resiliente"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52512","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=52512"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52512\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":71359,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/52512\/revisions\/71359"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39995"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=52512"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=52512"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=52512"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}