{"id":50648,"date":"2022-08-10T10:57:37","date_gmt":"2022-08-10T08:57:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?p=50648"},"modified":"2022-08-31T17:08:03","modified_gmt":"2022-08-31T15:08:03","slug":"la-narrazione-disintossicata-sui-beni-confiscati-che-libera-menti-e-spazi-pubblici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/la-narrazione-disintossicata-sui-beni-confiscati-che-libera-menti-e-spazi-pubblici\/","title":{"rendered":"LA NARRAZIONE DISINTOSSICATA SUI BENI CONFISCATI CHE LIBERA MENTI E SPAZI PUBBLICI"},"content":{"rendered":"<p><em>Continua con la sua 29esima puntata la rubrica \u201c<a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/tag\/politica%20resiliente?_gl=1*1bz1sgi*_ga*MTIzMjA4NzQ2MS4xNjM0ODEyMzIz\">Politica resiliente<\/a>\u201d curata da Avviso Pubblico per il quotidiano Domani.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Centotrentotto beni, tra ville, appartamenti, palazzi, campi e giardini.<\/strong> \u00c8 la mappatura dei beni confiscati alla camorra realizzata dal <strong>Centro servizi per il volontariato Asso.Vo.Ce di Caserta<\/strong> in collaborazione col <strong>comune di Casal di Principe<\/strong>, che racconta le esperienze di riuso sociale nella provincia, che stanno ridisegnando il paesaggio del territorio.<\/p>\n<p>Soprattutto l\u00ec, nella citt\u00e0 di <strong>don Peppe Diana<\/strong>, <strong>il prete ucciso nel 1994 per essersi opposto alla camorra<\/strong>, dove sono stati sviluppati i maggiori progetti di riutilizzo e restituzione alla cittadinanza. \u00c8 un\u2019operazione\u00a0allo stesso tempo sociale, urbanistica, a volte ecologica \u2013 nel caso di spazi e campi ripuliti dalle discariche abusive \u2013 e infine culturale. \u00c8 infatti il cambio di mentalit\u00e0 la chiave attraverso cui si accede ad una percezione mutata nel tempo, che accompagna l&#8217;impatto di questi progetti sui cittadini.<\/p>\n<h4>IL CASO DI CASAL DI PRINCIPE<\/h4>\n<p>\u00abAnni fa, la gente era un po pi\u00f9 perplessa, un po pi\u00f9 distante per tutta una serie di motivi. I camorristi, che sono molto bravi a far crescere orientamenti culturali, avevano contribuito a sviluppare un atteggiamento di sospetto nei confronti delle cooperative che utilizzavano i beni confiscati, come a far capire che venivano utilizzati per uno scopo di arricchimento personale o familiare degli operatori del terzo settore\u00bb, <strong>spiega Renato Natale, sindaco di Casal di Principe e Vicepresidente di Avviso Pubblico<\/strong>. \u00abEra sufficiente una battuta del tutto interessata al bancone di un bar, per far sorgere il sospetto: \u201ctolgono i beni alla camorra per darli a un&#8217;altra forma di camorra\u201d\u00bb. Un chiaro esempio di manipolazione sottile che fa leva sulle relazioni sociali del quotidiano.<\/p>\n<p><strong>La collaborazione tra il comune e il Csv casertano ha prodotto un vero e proprio \u201cCatalogo delle buone pratiche di riuso dei beni comuni e dei confiscati\u201d<\/strong>, tradotto in una mappatura precisa e puntuale di questi spazi, per dar conto ai cittadini dell\u2019enorme patrimonio \u2013 oltre 50 beni gi\u00e0 messi a frutto con progetti sociali di diversa natura \u2013 sottratto alle mani avide dei clan e messo a disposizione di tutti. \u00abSu 58 beni confiscati riportati nell\u2019elenco del comune di Casal di Principe, al 31 maggio 2020 erano 24 i beni confiscati risultati utilizzati. Su 10 beni sono in corso o in progettazione avanzata interventi grazie ai quali si auspica nel breve-medio periodo una restituzione alla collettivit\u00e0 degli immobili confiscati\u00bb, si legge nel report di Asso.Vo.Ce.<\/p>\n<p>Casal di Principe \u00e8 uno dei pochi comuni ad aver reso pubblico l\u2019elenco esaustivo dei beni confiscati. Ed \u00e8 proprio questa <strong>operazione di trasparenza<\/strong> <strong>a dare la chiave per una narrazione disintossicata del riuso dei beni liberati dai clan<\/strong>. Mentre la camorra si sforza di addebitare all&#8217;amministrazione comunale un utilizzo opaco, il comune risponde con la massima chiarezza e con\u00a0 progetti concreti.<\/p>\n<p>La scuola media Dante Alighieri, la Scuola Montessori, l\u2019Universit\u00e0 per la legalit\u00e0 e lo sviluppo, la Casa don Diana, il Teatro della Legalit\u00e0, il Centro di agricoltura sociale A. Di Bona dislocato in due luoghi differenti, il Comando della polizia municipale. Sono solo alcuni dei <strong>ventiquattro progetti che marciano a pieno regime e macinano relazioni<\/strong>.<\/p>\n<p>E poi c\u2019\u00e8 \u00abl\u2019associazione \u201cLa forza del silenzio\u201d che si interessa di autismo, che ha avviato all&#8217;interno di questo bene confiscato una produzione di cibi senza glutine \u2013 <strong>spiega ancora Natale<\/strong>, specificando che spesso chi \u00e8 affetto di autismo va incontro all&#8217;intolleranza al glutine \u2013 per\u00f2 contemporaneamente fa attivit\u00e0 di supporto e di assistenza. Ovviamente ha un grande riscontro nella societ\u00e0 civile dove il tema \u00e8 sentito\u00bb, per via della gestione complessa che nella maggioranza dei casi \u00e8 totalmente a carico delle famiglie. L\u2019immobile che ora ospita il centro d\u2019ascolto e formazione era stato di propriet\u00e0 di Francesco Schiavone, \u201cSandokan\u201d, lo storico boss del clan dei Casalesi, condannato all\u2019ergastolo.<\/p>\n<h4>IL RIUSO DEI BENI<\/h4>\n<p>Nelle prime fasi dell\u2019emergenza sanitaria l\u00ec si producevano persino mascherine contro il\u00a0<a href=\"http:\/\/www.editorialedomani.it\/tag\/Covid\">covid<\/a>, che venivano distribuite gratuitamente. \u00ab<strong>Entrare dentro quella che era la casa del boss trasformata ora in centro di recupero, ha insomma di per s\u00e9 un effetto positivo<\/strong> \u2013 insiste il sindaco Renato Natale -. Ma pensiamo che abbiamo realizzato dei <strong>parchi cittadini<\/strong> con i <strong>giochi per i bambini<\/strong>, in alcuni di questi beni confiscati, che ora vengono utilizzati quotidianamente dalle famiglie che l\u00ec portano i figli, ben sapendo che quello spazio e quel luogo una volta era giardino del capo mafia o era una discarica utilizzato dalla mafia, dalla camorra\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abIl Catalogo delle buone pratiche di riuso sociale dei beni comuni e dei beni confiscati si candida ad essere una buona pratica da replicare anche in ambito nazionale\u00bb, <strong>spiega Elena Pera, la Presidente del Csv\u00a0Asso.Vo.Ce.<\/strong>, che recentemente ha sottoscritto un protocollo con il <strong>Presidente di Avviso Pubblico, Roberto Mont\u00e0,<\/strong> per potenziare la creazione e la diffusione della mappa delle buone pratiche territoriali di riuso sociale.<\/p>\n<p>\u00abCome Centro di servizio per il volontariato della provincia di Caserta e insieme ai volontari\u00a0 della provincia di Caserta \u2013 <strong>spiega ancora Elena Pera<\/strong> \u2013 ci mettiamo al servizio anche di altre realt\u00e0 territoriali che vogliono impegnarsi per il riuso dei beni confiscati e dei beni comuni\u00bb. Queste esperienze vedono gi\u00e0 coinvolte 102 organizzazioni di cui 48 organizzazioni di volontariato, 24 compagini associative diverse dalle Odv\u00a0(come ad esempio Aps, comitati, associazioni culturali), 23 cooperative sociali, 7 altri enti.<\/p>\n<p><strong>L\u2019idea \u00e8 quella di estendere la buona pratica ad altri enti locali<\/strong> per fare massa critica e sviluppare una rete di conoscenze e pratiche antimafia concrete. <strong>\u00c8 sempre Renato Natale a chiarire il tema<\/strong>: \u00abIn molti territori si ha quasi la sensazione che non sia possibile realizzare queste esperienze, che ci siano troppe difficolt\u00e0, tra cui una burocrazia pesante, o che ci vogliano troppi soldi o che i beni siano troppo vandalizzati. Insomma,<strong> c\u2019\u00e8 una sorta di rassegnazione nei confronti del tema<\/strong>. Per cui ci sono comuni in cui i beni confiscati continuano ad essere in una situazione di abbandono. Rappresentare, invece, i risultati ottenuti in una realt\u00e0 di per s\u00e9 considerata pi\u00f9 complicata \u00e8 pi\u00f9 difficile degli altri, questo d\u00e0 forza e coraggio per la possibile <strong>replicabilit\u00e0 in altre realt\u00e0<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 il caso di Aversa<\/strong>. Nel 2021 i due sindaci si erano incontrati in occasione della presentazione del \u201cCatalogo buone prassi\u201d a Casa don Diana a Casal di Principe. Da quell\u2019incontro \u00e8 scaturita l\u2019adesione di Aversa al circuito dei beni comuni, con l\u2019avvio di una partnership che sta iniziando a produrre risultati. Un\u2019esperienza simile \u00e8 quella di Sessa Aurunca, dove un\u2019<strong>azienda agricola confiscata d\u00e0 lavoro a soggetti svantaggiati attraverso una fabbrica di trasformazione della frutta<\/strong>. E poi ci sono le cantine sociali col recupero di alcuni prodotti tipici. Insomma, un\u2019esperienza che nella provincia di Caserta si sta espandendo a macchia d\u2019olio. \u00abLa speranza \u00e8 che attraverso iniziative come il Catalogo \u2013 conclude il sindaco Natale \u2013 si riesca a creare una rete sempre pi\u00f9 estesa e forte\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Continua con la sua 29esima puntata la rubrica \u201cPolitica resiliente\u201d curata da Avviso Pubblico per il quotidiano Domani.\u00a0 Centotrentotto beni, tra ville, appartamenti, palazzi, campi&nbsp;<span class=\"hellipsis\">[&hellip;]<\/span><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/la-narrazione-disintossicata-sui-beni-confiscati-che-libera-menti-e-spazi-pubblici\/\">Leggi tutto <span class=\"screen-reader-text\">LA NARRAZIONE DISINTOSSICATA SUI BENI CONFISCATI CHE LIBERA MENTI E SPAZI PUBBLICI<\/span> <span class=\"meta-nav\" aria-hidden=\"true\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":39995,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_exactmetrics_skip_tracking":false,"wp_social_preview_title":"","wp_social_preview_description":"","wp_social_preview_image":0,"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[177,25,729],"tags":[],"class_list":["post-50648","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-app","category-notizie","category-politica-resiliente"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/50648","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=50648"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/50648\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":50649,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/50648\/revisions\/50649"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39995"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=50648"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=50648"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=50648"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}