{"id":49995,"date":"2022-06-09T10:49:12","date_gmt":"2022-06-09T08:49:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?p=49995"},"modified":"2022-06-16T10:19:57","modified_gmt":"2022-06-16T08:19:57","slug":"citta-al-voto-tra-mafia-e-antimafia-il-contributo-di-vittorio-mete","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/citta-al-voto-tra-mafia-e-antimafia-il-contributo-di-vittorio-mete\/","title":{"rendered":"CITT\u00c0 AL VOTO. TRA MAFIA E ANTIMAFIA. IL CONTRIBUTO DI VITTORIO METE"},"content":{"rendered":"<h5>Il 12 giugno circa 1.000 comuni andranno al voto. Se consideriamo il numero medio di enti locali sciolti per infiltrazioni mafiose negli ultimi 30 anni, a una decina di questi potrebbe toccare la stessa sorte. Spesso gli accordi tra mafiosi e futuri amministratori si fanno prima del voto e sono legati al consenso elettorale: questa \u00e8 la fase in cui lo sguardo dello Stato e dei cittadini dovrebbe essere pi\u00f9 attento. \u00e8 davvero cos\u00ec?<\/h5>\n<h6>di vittorio mete*<\/h6>\n<p>Questa tornata elettorale riguarda anche alcuni comuni appena usciti dal commissariamento. Anche di questo non si parla tanto. Eppure, non si tratta di sperduti paesini arretrati, seppelliti sull\u2019Aspromonte, ma di piccole citt\u00e0, come Amantea e Pizzo in Calabria, in cui scorre la vita di decine di migliaia di nostri connazionali. Cosa sia successo in questi comuni durante il commissariamento \u00e8 relegato nelle pagine dei giornali locali oltrech\u00e9, con prosa burocratica, nelle relazioni ministeriali. <strong>Cosa sta succedendo alla vigilia del voto in quei territori non \u00e8 oggetto di discussione pubblica.<\/strong> I personaggi (e i gruppi di potere che rappresentano) ritenuti responsabili dello scioglimento sono ancora in circolazione? Si ricandidano o candidano persone a loro notoriamente vicine? Non si tratta solo di una curiosit\u00e0, ma di avere elementi per valutare quanto efficace sia questa politica pubblica antimafia.<\/p>\n<p>Un possibile motivo per cui di tutto ci\u00f2 si parla poco \u00e8 che le risposte a queste domande potrebbero essere scabrose, per l\u2019antimafia e per la democrazia. <strong>Potremmo infatti trovare che,<\/strong> <strong>dopo il commissariamento, non molto \u00e8 cambiato nella politica locale<\/strong>. Potremmo altres\u00ec dover constatare che le stesse cordate politico-imprenditoriali non sono state scalfite dai 18 (o anche 30) mesi di amministrazione straordinaria. Anzi, potremmo perfino trovare sulla scheda elettorale gli stessi nomi contenuti nel decreto di scioglimento e scoprire, a spoglio ultimato, che a dispetto di ci\u00f2 gli elettori li hanno nuovamente scelti come loro guida politica e amministrativa. A guardar bene, negli ultimi 30 anni queste cose non sono successe raramente.<\/p>\n<h4><b>Le responsabilit\u00e0 ai cittadini<\/b><\/h4>\n<p>Che si eleggano amministratori che saranno poi mandati a casa per rischio di infiltrazioni mafiose o che si rieleggano personaggi sui quali si era gi\u00e0 appuntata l\u2019attenzione della magistratura e della prefettura, la croce sar\u00e0 comunque gettata sulle spalle dei cittadini-elettori (oltre che dei mafiosi e dei politici affaristi, ovviamente). Ci troviamo cos\u00ec in una tipica situazione \u2013 ben descritta da Keith Dowding nel suo recente volume <a href=\"https:\/\/bristoluniversitypress.co.uk\/its-the-government-stupid\"><span style=\"color: #1155cc;\"><i><u>It\u2019s the government, stupid: how governments blame citizens for their own policies<\/u><\/i><\/span><\/a> \u2013 per la quale le istituzioni incolpano i cittadini, trattati come \u201cminorenni\u201d, per i fallimenti delle proprie politiche pubbliche. Prendiamo l\u2019esempio dell\u2019obesit\u00e0 infantile.<\/p>\n<p><strong>La colpa \u00e8 scaricata sui bambini, che consumano merendine in eccesso, e sui genitori, per il mancato controllo sull\u2019alimentazione dei loro figli.<\/strong> Non si considera, invece, che lo Stato fallisce nell\u2019intervenire sulla regolamentazione dei prodotti per l\u2019infanzia, sulla costruzione di parchi pubblici in cui fare sport, sulla realizzazione di piste ciclabili e percorsi pedonali per andare a scuola a piedi, sull\u2019educazione alimentare, sul divieto di pubblicizzare i cibi spazzatura durante i programmi televisivi dedicati ai bambini e su molto altro ancora. Lo stesso per la ludopatia, la violenza di genere, gli \u201cincidenti\u201d sul lavoro o con le armi da fuoco ecc.<\/p>\n<p>Anzich\u00e9 far finta di niente, salvo poi gridare allo scandalo quando un comune viene sciolto, le istituzioni dovrebbero invece chiedersi perch\u00e9, a 30 anni di distanza dalla sua introduzione, questo <a href=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/scioglimento-enti-locali-scheda.pdf\"><span style=\"color: #1155cc;\"><u>strumento di contrasto alle mafie <\/u><\/span><\/a>sia afflitto da un evidente deficit di credibilit\u00e0 e di consenso popolare. Perch\u00e9 i cittadini, a volte, rieleggono le stesse persone (o gli esponenti degli stessi gruppi di potere)? Sono sempre tutti amici dei mafiosi oppure prevale un senso di rivalsa (perfino di ripicca) da parte di una popolazione che non capisce la ratio del provvedimento e si sente offesa, ritenendo lo scioglimento uno sfregio per la reputazione della citt\u00e0 (e, indirettamente, della propria)?<\/p>\n<p>Quel che non viene preso sul serio a proposito di questa politica antimafia \u00e8 la sistematica sfiducia nei confronti dello Stato che, con qualche rara eccezione, il commissariamento lascia dietro di s\u00e9. Non si coglie (o se la si coglie non la si affronta)<a href=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/votipuliti-lappello-di-avviso-pubblico-per-le-candidate-e-i-candidati-alle-elezioni-amministrative-2022\/\"><span style=\"color: #1155cc;\"><u> la tensione democratica che lo scioglimento comporta, con le istituzioni che intervengono per salvare i cittadini dal governo degli amici dei mafiosi e i cittadini che, per tutta risposta, si incaponiscono e scelgono ancora persone \u201ccontroindicate\u201d.<\/u><\/span><\/a><\/p>\n<h4><b>Aprire un confronto pubblico<\/b><\/h4>\n<p><strong>Lo scioglimento dei comuni \u00e8 solo un aspetto, forse il pi\u00f9 visibile, del deficit di popolarit\u00e0 che si osserva in ampie parti del paese su come viene condotta la lotta alle mafie.<\/strong> Un problema che chi progetta e mette in opera una politica pubblica \u2013 qualsiasi politica pubblica \u2013 farebbe bene a non ignorare. La scarsa legittimit\u00e0 degli interventi rischia infatti di generare effetti non previsti e non voluti, con la rielezione di personaggi chiacchierati. \u00c8 allora necessario trovare il modo per <strong>allentare la tensione democratica<\/strong> che si crea intorno allo scioglimento dei comuni e provare ad aumentarne la legittimit\u00e0 percepita dai cittadini.<\/p>\n<p>Un modo per farlo \u00e8 <strong>favorire il confronto pubblico nei mesi che precedono lo scioglimento di un comune<\/strong>, quando gi\u00e0 la commissione d\u2019accesso \u00e8 al lavoro e in citt\u00e0 \u00e8 tutto un accavallarsi di indiscrezioni. Finora, l\u2019amministrazione comunale che finisce nel mirino della prefettura non ha nessuna possibilit\u00e0 di far udire la propria voce e fornire spiegazioni sui \u201cfatti\u201d che le vengono contestati. <strong>Il provvedimento cala da Roma direttamente sulla testa dei cittadini<\/strong>, come una mannaia. Non esser interessati alle ragioni degli amministratori locali (che a volte troveranno poi ascolto nei TAR) significa non esser interessati alle ragioni dei cittadini.<\/p>\n<p>Sarebbe allora utile \u2013 come da pi\u00f9 parti \u00e8 stato proposto \u2013 che l\u2019iter dello scioglimento prevedesse una sorta di contraddittorio tra \u201cl\u2019accusa\u201d (la prefettura, il Ministero dell\u2019Interno) e la \u201cdifesa\u201d (l\u2019amministrazione comunale). Ci\u00f2 avrebbe il merito di trasformare il malmostoso chiacchiericcio di paese in un\u2019occasione di dibattito pubblico, nella quale i cittadini potrebbero confrontarsi, alla luce del sole, con i rappresentanti nei quali avevano riposto fiducia. \u00c8 vero che ci\u00f2 non basta a risolvere il problema del rapporto tra mafia e politica. Sarebbe per\u00f2 <strong>un modo per sottrarre il tema al monopolio dei tribunali e delle prefetture<\/strong>. Un monopolio <strong>che svilisce i cittadini e li relega a semplici figuranti<\/strong> che, a quel punto, \u00e8 facile e comodo incolpare.<\/p>\n<p>* <em><strong>Vittorio Mete<\/strong><\/em> <em>\u00e8 professore associato in Sociologia dei fenomeni politici al dipartimento di Scienze politiche e sociali dell&#8217;Universit\u00e0 di Firenze dove insegna Sociologia della leadership, Societ\u00e0 e democrazia e Reti criminali. Tra le sue pubblicazioni<\/em>, <strong>Fuori dal Comune. Lo scioglimento delle amministrazioni locali per infiltrazioni mafiose <\/strong>(Bonanno, 2009) <em>e<\/em> <a href=\"https:\/\/www.mulino.it\/isbn\/9788815295644\"><span style=\"color: #1155cc;\"><u>Antipolitica. Protagonisti e forme di un\u2019ostilit\u00e0 diffusa<\/u><\/span><\/a> (il Mulino, 2022).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 12 giugno circa 1.000 comuni andranno al voto. Se consideriamo il numero medio di enti locali sciolti per infiltrazioni mafiose negli ultimi 30 anni,&nbsp;<span class=\"hellipsis\">[&hellip;]<\/span><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/citta-al-voto-tra-mafia-e-antimafia-il-contributo-di-vittorio-mete\/\">Leggi tutto <span class=\"screen-reader-text\">CITT\u00c0 AL VOTO. TRA MAFIA E ANTIMAFIA. 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