{"id":49781,"date":"2022-05-19T11:20:47","date_gmt":"2022-05-19T09:20:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?p=49781"},"modified":"2022-05-25T16:21:09","modified_gmt":"2022-05-25T14:21:09","slug":"urbanistica-e-mafie-un-aspetto-del-fenomeno-che-va-approfondito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/urbanistica-e-mafie-un-aspetto-del-fenomeno-che-va-approfondito\/","title":{"rendered":"URBANISTICA E MAFIE. UN ASPETTO DEL FENOMENO CHE VA APPROFONDITO. IL CONTRIBUTO DI MASSIMO CALZOLARI"},"content":{"rendered":"<h5>Dove si sente l\u2019odore di affari, senza troppo controllo, le mafie si infiltrano. Non manca nel loro elenco, l\u2019attenzione ai progetti e alle risorse previste per la pianificazione urbanistica. In tutto il territorio nazionale cercano varchi di illegalit\u00e0 all\u2019interno delle amministrazioni, per partecipare. Il modo per resistere c\u2019\u00e8, a cominciare dalla consapevolezza del fenomeno.<\/h5>\n<p align=\"JUSTIFY\">C\u2019\u00e8 un tema finora poco studiato e sottovalutato, ma pregnante: <strong>il rapporto tra la pianificazione urbanistica e le mafie<\/strong>. Le ragioni per approfondire ci sono. Ce le mostrano i territori che ne hanno subito le conseguenze: la <strong>Palermo liberty<\/strong>, vittima dello scempio urbanistico di Salvo Lima e Vito Ciancimino; il centro storico napoletano, preda della speculazione edilizia che consolid\u00f2 il potere della camorra quando era sindaco Achille Lauro; Agrigento con la denuncia profetica, di Pio La Torre sul modo in cui il Consiglio Comunale, esonerati i tecnici incaricati, redigeva di proprio pugno il Piano Regolatore sulle terre dei mafiosi e sulla frana; Milano della <strong>\u201cDuomo Connection\u201d<\/strong> fino a quei comuni che spesso hanno alla base dello scioglimento aspetti attinenti l\u2019urbanistica (Brescello, Lein\u00ec, Bardonecchia).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>La pianificazione territoriale e urbanistica esercitata dai comuni \u00e8 senza dubbio il pi\u00f9 efficace contrasto al fenomeno mafioso<\/strong>, ma al tempo stesso \u201cmette in mostra\u201d gli investimenti e attira le attenzioni dei poteri criminali. Laddove non \u00e8 gestita, troviamo, diffusamente distribuiti, tessuti urbani abusivi, deregolati, informali, spesso sotto il controllo delle organizzazioni criminali. Non mancano anche dove la pianificazione urbanistica si pratica abitualmente \u201cgiochi sporchi\u201d, sia nella fase di formazione dei piani &#8211; le scelte localizzative &#8211; sia nelle decisioni che attengono le destinazioni d\u2019uso del suolo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Accade pure in alcuni territori del nord del paese, dove i clan non controllano ancora il territorio: sono comunque forti le attenzioni delle organizzazioni sui programmi di trasformazione. Si manifestano in pi\u00f9 modi: tentando di condizionare le scelte, introducendosi nel <strong>\u201cciclo del cemento\u201d<\/strong> per crescere di peso e costruire relazioni con soggetti influenti, ambendo gradualmente alla pi\u00f9 proficua gestione dell\u2019immobiliare (controllo della rendita fondiaria). <strong>Le strategie di infiltrazione si adattano ai vari casi<\/strong>. In ogni modo, virtuoso esercizio della pianificazione o meno, le mafie \u201cmettono le mani sulla citt\u00e0\u201d, adattandosi alle condizioni che si pongono di fronte con tutta la tenacia che le circostanze impongono.<\/p>\n<h4 align=\"JUSTIFY\">La ricerca della collusione con le istituzioni locali<\/h4>\n<p align=\"JUSTIFY\">Le mafie cercano nelle istituzioni locali <strong>\u201cvarchi di illegalit\u00e0\u201d<\/strong>, che permettano loro di costruire relazioni, scambi, vincoli di fiducia, obblighi e favori reciproci, non solo nei territori di \u201ctradizionale insediamento\u201d, ma anche nel Centro-Nord. Nei primi, la disaffezione degli enti all\u2019attivit\u00e0 di pianificazione, la presenza di <strong>amministratori collusi in posti chiave<\/strong>, le minacce ai tecnici che si oppongono alle illegalit\u00e0 &#8211; a tal proposito si veda la vicenda dell\u2019urbanista Marina Marino, consulente a Campobello di Mazara, poi sciolto per infiltrazioni &#8211;<strong> lasciano<\/strong> <strong>campo libero all\u2019abusivismo e all\u2019attivit\u00e0 criminale<\/strong>, generando effetti facilmente percepibili, sia nella morfologia urbana, sia nel <strong>tessuto sociale insediato controllato dai clan<\/strong>; nei secondi, invece, \u00e8 la <strong>corruzione<\/strong> che apre le porte agli <strong>interessi mafiosi<\/strong>: qui gli effetti sulla citt\u00e0 non si disvelano facilmente, perch\u00e9 si confondono molto bene con le altre speculazioni edilizie del mercato legale, o con gli effetti di pianificazioni approssimative disattente all\u2019interesse comune e servili alla rendita fondiaria.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">I risultati sono molto simili: <strong>le imprese mafiose fanno affari<\/strong>, si consolidano inquinando il tessuto sociale. Le recenti indagini ci dicono che un tempo era la mafia che cercava amministratori e politici per fare affari, non possedendo quella disponibilit\u00e0 di consulenti consenzienti e quella capacit\u00e0 imprenditoriale che adesso pu\u00f2 vantare; ora pu\u00f2 condizionare il voto, promettere soldi e potere ad amministratori corruttibili. <strong>I mafiosi ora sono ricercati dai politici locali<\/strong> \u2013 Lombardia, Piemonte, Liguria &#8211; per svolgere attivit\u00e0 d\u2019intermediazione rispetto a clientele, gruppi di elettori, o pi\u00f9 in generale, proponendosi come referenti di presunti bacini di consenso del territorio.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>L\u2019affare \u00e8 raggiungibile in tutti i procedimenti degli interventi<\/strong>: nasce dalla programmazione generale, si definisce con l\u2019attuazione dei piani attuativi e settoriali, si conforma con i titoli edilizi, si realizza con l\u2019edificazione. Tutti questi passaggi indistintamente, sono vulnerabili, quando<strong> il concetto di legalit\u00e0 \u00e8 debole<\/strong>. <strong>Entrano in scena risorse finanziarie e consulenti;<\/strong> <strong>i professionisti della \u201czona grigia\u201d<\/strong>, che possono agire, rispettando perfettamente le regole vigenti, redigendo progetti completi, sottoscrivendo accordi pubblico\/privati e convenzioni urbanistiche formalmente corrette, ottenendo titoli abilitativi a costruire, senza mai svelare il celato malaffare. Le risorse economiche non sono un problema, disponendo di <strong>denaro da riciclare<\/strong>.<\/p>\n<h4 align=\"JUSTIFY\">Regolazione e Deregolazione, comunque le mafie possono inserirsi<\/h4>\n<p align=\"JUSTIFY\">Le mafie non disdegnano i settori \u201cregolati\u201d, particolarmente in quei contesti territoriali in cui percepiscono che gli interessi personali prevalgono sui pubblici: condizione ottimale questa, per inserirvisi con probabilit\u00e0 di successo.<strong> Secondo gli studi sociologici, nelle regioni di \u201cnon tradizionale insediamento\u201d, l\u2019infiltrazione \u00e8 agevolata negli ambiti economici a limitata concorrenza che generano rendite<\/strong>: ecco che allora le trasformazioni territoriali sono oggetto delle loro attenzioni, soprattutto in quelle aree contraddistinte da concetti labili di legalit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Contesti \u201csregolati\u201d,<\/strong> mancanza di controlli e di trasparenza, assenza di partecipazione attiva dei cittadini alle decisioni, presenza di <strong>\u201czone grigie\u201d<\/strong>, comportamenti che si pongono sul confine <strong>\u201clecito\/illecito\u201d<\/strong>, sottovalutazione della capacit\u00e0 dei mafiosi di cogliere le occasioni che richiedono impiego di capitali, facili <strong>\u201cconsumi di suolo\u201d<\/strong> dettati dalla mera logica del profitto: questi sono indicatori pericolosi che attraggono l\u2019interesse mafioso e favoriscono l\u2019infiltrazione. Non sono pochi gli imprenditori, tentati dalle vie facili, che aprono le porte delle proprie aziende a mafiosi, che accettano capitali e nuovi soci con caratteristiche incerte, particolarmente nei momenti di crisi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>L\u2019urbanistica non \u00e8 una scienza esatta: tecnica e politica sono interdipendenti.<\/strong> I Piani si conformano quando gli obiettivi politici trovano posto in spazi che li strutturano, purch\u00e9 nell\u2019esclusivo interesse generale e nel pieno rispetto della legalit\u00e0. \u00c8 una disciplina dal contenuto discrezionale, non precisamente inscrivibile in un ambito predefinito che stabilisca il \u201cvero o il falso\u201d, per\u00f2 dispone di solide basi teoriche, segue metodologie sperimentate, si muove entro i limiti specificamente definiti da leggi e giurisprudenza. <strong>\u00c8 una disciplina dal contenuto discrezionale, ma non arbitrario<\/strong>: la discrezionalit\u00e0 non pu\u00f2 costituire un alibi al concedere tutto.<\/p>\n<h4 align=\"JUSTIFY\">Che fare?<\/h4>\n<p align=\"JUSTIFY\">Tante le domande: potrebbe essere utile un definire parametri per monitorare l\u2019attivit\u00e0 urbanistica dei comuni? <strong>Istituire osservatori e banche dati in grado di prefigurare risultati come quelli ottenuti in materia di appalti pubblici?<\/strong> \u00c8 possibile rendere pi\u00f9 \u201cresistenti\u201d i Piani dall\u2019aggressione del malaffare? Quali accorgimenti introdurre alla pianificazione salvaguardandone la natura e, al contempo, assicurando il necessario spazio alle scelte degli eletti? Pu\u00f2 essere utile costruire \u201creti di solidariet\u00e0 e sostegno\u201d a quegli urbanisti in prima linea che non riescono a operare con la \u201cnecessaria serenit\u00e0\u201d su materie cos\u00ec complesse?<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>La Regione Emilia Romagna dispone di strumenti preventivi<\/strong>, da ultimo ha introdotto un articolo <a href=\"https:\/\/territorio.regione.emilia-romagna.it\/codice-territorio\/pianif-territoriale\/legge-regionale-21-dicembre-2017-n-24\/legge-regionale-21-dicembre-2017-n-24\">nella nuova legge urbanistica<\/a> con cui impegna i soggetti della pianificazione di primo livello ad una serie di obblighi in primis a conformarsi alle <strong>Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell&#8217;illegalit\u00e0 nella pubblica amministrazione<\/strong>. Inoltre, chi presenta un Accordo Operativo (da intendersi Piano Particolareggiato) con il Comune per l\u2019attuazione di una trasformazione urbanistica deve dimostrare con un Piano Finanziario allegato agli elaborati tecnici, l\u2019effettiva fattibilit\u00e0 degli interventi. Vedremo con l\u2019applicazione se queste innovazioni saranno efficaci. <strong>Sull\u2019argomento si pu\u00f2 immaginare un forte impegno di Avviso Pubblico<\/strong>, in linea con quanto gi\u00e0 sta facendo con comuni soci, universit\u00e0, ricercatori, studiosi, giornalisti, magistrati su altre questioni.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><em>*Architetto, esperto in pianificazione territoriale e urbanistica, progettazione architettonica, restauro dei monumenti. Ha insegnato presso la Facolt\u00e0 di Ingegneria dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna quale responsabile del laboratorio di progettazione di Architettura tecnica. E\u2019 stato assessore e sindaco del comune di Savignano sul Panaro. <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dove si sente l\u2019odore di affari, senza troppo controllo, le mafie si infiltrano. Non manca nel loro elenco, l\u2019attenzione ai progetti e alle risorse previste&nbsp;<span class=\"hellipsis\">[&hellip;]<\/span><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/urbanistica-e-mafie-un-aspetto-del-fenomeno-che-va-approfondito\/\">Leggi tutto <span class=\"screen-reader-text\">URBANISTICA E MAFIE. UN ASPETTO DEL FENOMENO CHE VA APPROFONDITO. 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