{"id":49045,"date":"2022-04-12T11:58:03","date_gmt":"2022-04-12T09:58:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?p=49045"},"modified":"2022-04-15T12:27:20","modified_gmt":"2022-04-15T10:27:20","slug":"comuni-sciolti-per-mafia-30-anni-di-applicazione-della-legge","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/comuni-sciolti-per-mafia-30-anni-di-applicazione-della-legge\/","title":{"rendered":"COMUNI SCIOLTI PER MAFIA: 30 ANNI DI APPLICAZIONE DELLA LEGGE"},"content":{"rendered":"<p><em>Continua con la sua 27esima puntata la rubrica \u201c<a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/tag\/politica%20resiliente?_gl=1*1bz1sgi*_ga*MTIzMjA4NzQ2MS4xNjM0ODEyMzIz\">Politica resiliente<\/a>\u201d curata da <\/em>Avviso Pubblico<em> per il quotidiano <\/em><a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/fatti\/comuni-sciolti-per-mafia-30-anni-legge-riforma-xhovucqg\">Domani<\/a><em>.<\/em><\/p>\n<p>Da Taurianova (Reggio Calabria) e Casandrino (Napoli) il 2 agosto del 1991 fino a Trinitapoli, in provincia di Barletta \u2013 Andria \u2013 Trani, il cui scioglimento per infiltrazioni mafiose \u00e8 stato decretato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 31 marzo. Nel mezzo sono stati coinvolti altri 273 Enti locali, fra Comuni e Aziende sanitarie ed ospedaliere, per un totale di <strong>276 in trent\u2019anni di applicazione della legge<\/strong>.<\/p>\n<h4>IL VENERD\u00cc NERO DI TAURIANOVA<\/h4>\n<p>Era il 31 maggio del 1991 quando il settimo ed ultimo governo Andreotti &#8211; con Giovanni Falcone a dirigere la sezione Affari penali del Ministero della Giustizia \u2013 eman\u00f2 il <strong>decreto legge n.164<\/strong> (\u201cMisure urgenti per lo scioglimento dei consigli comunali e provinciali e degli organi di altri enti locali, conseguente a fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso&#8221;).<\/p>\n<p><strong>Una misura di carattere straordinario<\/strong>, in quanto ha come diretti destinatari gli organi elettivi, incidendo direttamente sull\u2019autonomia degli Enti locali. Oggetto di numerose modifiche nel corso degli anni, \u00e8 ora compiutamente disciplinato negli articoli da 143 a 146 del Testo Unico degli Enti locali, di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000.<\/p>\n<p><strong>La legge nasce come risposta ad una strage<\/strong>: il 3 maggio 1991, per vendicare la morte del boss Rocco Zagari, l\u2019omonima \u2019ndrina organizza una mattanza coordinata che, nel giro di alcune ore, provoca almeno sette vittime fra Taurianova e dintorni, nella zona della piana di Gioia Tauro, terra in cui prospera il traffico di cocaina e dove, dal 1989, imperversa una sanguinosa guerra di mafia che ha prodotto decine di vittime. Quello che \u00e8 passato alla storia come il <strong>\u201cvenerd\u00ec nero di Taurianova\u201d<\/strong> fa emergere non solo lo sdegno della popolazione, ma anche i <strong>legami tra cosche e amministrazione locale<\/strong>, spingendo l\u2019allora esecutivo Andreotti ad emanare la succitata legge.<\/p>\n<p><strong>Da agosto 1991 al marzo 2022 gli scioglimenti per infiltrazioni mafiose in Italia sono stati 367<\/strong>: questo perch\u00e9 dei 276 Enti locali oggetto del provvedimento dissolutorio, <strong>ben 71 hanno subito pi\u00f9 di uno scioglimento<\/strong>, fino al caso estremo di Marano di Napoli, unico Comune ad essere stato sciolto per mafia ben quattro volte (1991, 2004, 2016 e 2021). \u00c8 questo uno dei <strong>punti pi\u00f9 critici della legge<\/strong>: <strong>l\u2019incapacit\u00e0 in taluni contesti di risanare l\u2019Ente locale<\/strong>, il che innesca un nuovo scioglimento \u2013 e una <strong>nuova sospensione della democrazia<\/strong> \u2013 dopo pochi anni.<\/p>\n<h4>LE MANI SULLA CITT\u00c0<\/h4>\n<p>Di questo e di altri temi si \u00e8 discusso lo scorso 29 marzo, durante la presentazione del <strong>Dossier \u201c<a href=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Comuni-sciolti_DOSSIER.pdf\">Le mani sulle citt\u00e0<\/a>\u201d\u00a0di Avviso Pubblico<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00abLo scioglimento dei Comuni va letto come un tassello della strategia pi\u00f9 ampia che lo Stato ha messo insieme negli ultimi decenni per contrastare le infiltrazioni mafiose \u2013 ha spiegato\u00a0<strong>Vittorio Mete, docente di sociologia all\u2019Universit\u00e0 di Torino<\/strong> \u2013 Il primo elemento di criticit\u00e0 \u00e8 senz\u2019altro che questa legge ha una natura preventiva molto bassa, perch\u00e9 alla lunga gli scioglimenti godono di un <strong>deficit di popolarit\u00e0 e di consenso<\/strong>. Quello della <strong>legittimit\u00e0 percepita<\/strong> \u00e8 un problema che dobbiamo porci, perch\u00e9 lo scioglimento del Comune non rimedia ad un meccanismo di raccolta del consenso che non \u00e8 sano e che non si ripara in pochi mesi\u00bb<\/p>\n<p>Nel Dossier \u00e8 presente parte di un\u2019analisi pi\u00f9 ampia realizzata da Avviso Pubblico sulle relazioni prefettizie che accompagnano i decreti di scioglimento emanati nel 2021. Il cuore di questi documenti \u00e8 costituito dall\u2019analisi dei settori della vita pubblica che sono inquinati dagli <strong>interessi della criminalit\u00e0 organizzata<\/strong>.<\/p>\n<p>Da una lettura complessiva emerge con chiarezza come lo scopo principale delle organizzazioni criminali, nel loro operare sul territorio, \u00e8 costituita dalla <strong>ricerca di occasioni di infiltrazione nell\u2019economia locale<\/strong>, attraverso l\u2019accaparramento di <strong>appalti e la gestione di servizi pubblici<\/strong>: queste operano mostrando spiccate attitudini imprenditoriali, utili anche per reinvestire i proventi illeciti delle loro attivit\u00e0, e capacit\u00e0 di tessere relazioni con uno spettro di amministratori locali, a partire dalle campagne elettorali.<\/p>\n<h4>IL COINVOLGIMENTO DELL\u2019APPARATO POLITICO E BUROCRATICO<\/h4>\n<p>Emblematico in questo senso \u00e8 che in diversi casi le relazioni fanno riferimento a vicende di <strong>inquinamento elettorale<\/strong>: ci\u00f2 \u00e8 avvenuto, oltre che con il sostegno elettorale diretto agli esponenti prescelti, anche con <strong>intimidazioni<\/strong> nei confronti di altri candidati o, specularmente, con <strong>appoggi bipartisan<\/strong>, a dimostrazione della pervasivit\u00e0 delle organizzazioni criminali. Gli accordi raggiunti in questa fase sono poi oggetto di puntuale attuazione una volta avvenuta l\u2019elezione.<\/p>\n<p>Le Relazioni dei Prefetti si concentrano anche sul ruolo svolto dagli Amministratori locali e dai dipendenti comunali, elencando elementi di <strong>collusione<\/strong>, <strong>scelte amministrative inquinate<\/strong> dalle organizzazioni criminali, <strong>parentele e frequentazioni<\/strong> con soggetti controindicati (appartenenti ai clan, a questi contigui o comunque vicini).<\/p>\n<p>Nella tabella sottostante si riporta il numero di Amministratori e personale dipendente coinvolti, a vario titolo, nei Comuni che nel 2021 hanno subito un decreto di scioglimento per infiltrazioni mafiose:<\/p>\n<p><strong>Comune\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Amministratori locali\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Apparato burocratico<\/strong><\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>Ostuni<\/td>\n<td>3<\/td>\n<td>&#8211;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Squinzano<\/td>\n<td>6<\/td>\n<td>&#8211;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Guardavalle<\/td>\n<td>1<\/td>\n<td>1<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Carovigno<\/td>\n<td>3<\/td>\n<td>2<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Barrafranca<\/td>\n<td>8<\/td>\n<td>13<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Marano di Napoli<\/td>\n<td>13<\/td>\n<td>21<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>San Giuseppe Jato<\/td>\n<td>13<\/td>\n<td>31<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Villaricca<\/td>\n<td>8<\/td>\n<td>8<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Foggia<\/td>\n<td>13<\/td>\n<td>5<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Noceria Terinese<\/td>\n<td>2<\/td>\n<td>3<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Simeri Crichi<\/td>\n<td>2<\/td>\n<td>&#8211;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Rosarno<\/td>\n<td>4<\/td>\n<td>&#8211;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Calatabiano<\/td>\n<td>2<\/td>\n<td>1<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Bolognetta<\/td>\n<td>14<\/td>\n<td>26<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h4>SETTORI DI INGERENZA MAFIOSA<\/h4>\n<p>I settori della vita amministrativa comunale che risultano oggetto delle attenzioni mafiose coprono in buona sostanza l\u2019intero spettro delle competenze comunali: questo mostra che le <strong>attitudini imprenditoriali mafiose<\/strong> sono in grado di coprire ambiti e settori che sono i pi\u00f9 diversi tra loro, a seconda delle occasioni di <strong>arricchimento e di riciclaggio del denaro<\/strong>.<\/p>\n<p>Nella tabella che segue si elencano i settori pi\u00f9 ricorrenti, indicando per ciascuno di essi i riscontri nelle relazioni prefettizie analizzate.<\/p>\n<p><strong>Settore\u00a0<\/strong>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<strong>N\u00b0 di riscontri nelle relazioni<\/strong><\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>Abusivismo edilizio<\/td>\n<td>5<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Beni confiscati<\/td>\n<td>8<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Edilizia residenziale pubblica<\/td>\n<td>4<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Rete idrica<\/td>\n<td>2<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Servizi cimiteriali<\/td>\n<td>3<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Settore edilizio\/Urbanistica<\/td>\n<td>10<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Tributi locali<\/td>\n<td>10<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Verde pubblico<\/td>\n<td>2<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Rifiuti solidi urbani<\/td>\n<td>5<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Oltre ad <strong>edilizia ed urbanistica<\/strong>, che accentrano com\u2019\u00e8 facile immaginare molti interessi della criminalit\u00e0 organizzata, sono particolarmente presenti anche gli illeciti relativi agli ambiti: della <strong>riscossione dei tributi locali<\/strong> (il disordine amministrativo che viene riscontrato nelle relazioni prefettizie sul tema si accompagna a situazioni debitorie che caratterizzano sia gli esponenti dei clan sia alcuni amministratori); della <strong>gestione dei beni confiscati<\/strong> (generalmente abbandonati); dell\u2019<strong>affidamento e gestione dei rifiuti solidi urbani<\/strong> (un settore che, come noto, attira da anni gli appetiti mafiosi); dell\u2019<strong>abusivismo edilizio<\/strong> (con una sostanziale inerzia amministrativa, specialmente nell\u2019ultima fase, decisiva, delle demolizioni).<\/p>\n<h4>LA RIFORMA: SE NON ORA QUANDO?<\/h4>\n<p>Al momento in Commissione Affari Costituzionali della Camera giacciono tre proposte di riforma della legge sullo scioglimento dei consigli comunali per infiltrazioni mafiose. Dopo un inizio promettente, con numerose audizioni svolte, l\u2019<strong>iter si \u00e8 arenato sul finire del 2020<\/strong>.<\/p>\n<p>Solo di recente, nella seduta del 17 marzo scorso, il relatore della legge ha fatto presente che \u00e8 in corso di svolgimento una interlocuzione con i gruppi e con i deputati che hanno presentato le proposte di legge in esame, al fine di raccogliere spunti utili in vista fine dell\u2019elaborazione di un testo unificato condiviso, finalizzato a migliorare la normativa relativa agli scioglimenti, in particolare per adeguarsi alle evoluzioni giurisprudenziali, senza modificare la ratio, di natura preventiva, della disciplina vigente.<\/p>\n<p>Diventa vieppi\u00f9<strong> necessario che<\/strong>, prima del finire dell\u2019attuale legislatura, <strong>il Parlamento si impegni ad approvare un Ddl di riforma<\/strong>. A maggior ragione se pensiamo che il Paese \u00e8 chiamato a ripartire grazie ai fondi del cosiddetto Pnrr e che quel fiume di denaro sar\u00e0 in buona parte gestito proprio dai Comuni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Continua con la sua 27esima puntata la rubrica \u201cPolitica resiliente\u201d curata da Avviso Pubblico per il quotidiano Domani. 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