{"id":47838,"date":"2022-02-15T20:28:35","date_gmt":"2022-02-15T19:28:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?p=47838"},"modified":"2022-02-25T14:41:17","modified_gmt":"2022-02-25T13:41:17","slug":"la-fortezza-tecnologica-anticrimine-della-regione-lazio-per-affrontare-il-pnrr","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/la-fortezza-tecnologica-anticrimine-della-regione-lazio-per-affrontare-il-pnrr\/","title":{"rendered":"LA FORTEZZA TECNOLOGICA ANTICRIMINE DELLA REGIONE LAZIO PER AFFRONTARE IL PNRR"},"content":{"rendered":"<p><em>Continua con la sua 25esima puntata la rubrica \u201c<a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/tag\/politica%20resiliente?_gl=1*1bz1sgi*_ga*MTIzMjA4NzQ2MS4xNjM0ODEyMzIz\">Politica resiliente<\/a>\u201d curata da Avviso Pubblico per il quotidiano Domani.<\/em><\/p>\n<p>Da dietro una porta senza insegne \u00e8 partita la <strong>nuova offensiva della regione Lazio contro le organizzazioni criminali<\/strong>. In quella stanza \u00e8, infatti, riunita una\u00a0<em>task force<\/em>\u00a0anonima e addestrata a intercettare soprattutto le imprese \u201cfantasma\u201d, perlopi\u00f9 teste di legno dei clan, che puntano ad accaparrarsi parte delle decine di miliardi di euro che stanno per piovere dall&#8217;Europa attraverso il\u00a0<a href=\"http:\/\/www.editorialedomani.it\/tag\/Pnrr\">Pnrr<\/a>.<\/p>\n<div class=\"gmp-container-ads\">\n<div id=\"gmp-intext-ad-1-292\" class=\"gmp-dynamic\" data-ad-unit=\"\/22141773216,22316842203\/editorialedomani.it_intext_dsk\" data-gam-sizes=\"[[300,250],[336,280]]\" data-pb-sizes=\"[[300,250],[336,280]]\" data-aps-sizes=\"[[300,250],[336,280]]\" data-bidders-returned=\"[&quot;prebid&quot;]\" data-google-query-id=\"CPyBm7CLgvYCFYjWdwodpf8O7Q\">Per la precisione <strong>15 miliardi di euro destinati ai progetti regionali del Lazio<\/strong>, che comprendono anche i fondi strutturali europei, su cui le cosche contano di mettere le mani. Sul rischio <strong>infiltrazioni mafiose nel Next Generation Eu<\/strong> \u2013 191,5 miliardi di euro \u2013 \u00e8 scattato da subito l&#8217;allarme delle maggiori autorit\u00e0 investigative europee e italiane. Gli inquirenti sanno, infatti, che la gestione dei grandi fondi pubblici europei \u00e8 un asse portante delle strategie economiche dei gruppi criminali.<\/div>\n<div data-ad-unit=\"\/22141773216,22316842203\/editorialedomani.it_intext_dsk\" data-gam-sizes=\"[[300,250],[336,280]]\" data-pb-sizes=\"[[300,250],[336,280]]\" data-aps-sizes=\"[[300,250],[336,280]]\" data-bidders-returned=\"[&quot;prebid&quot;]\" data-google-query-id=\"CPyBm7CLgvYCFYjWdwodpf8O7Q\"><\/div>\n<div data-ad-unit=\"\/22141773216,22316842203\/editorialedomani.it_intext_dsk\" data-gam-sizes=\"[[300,250],[336,280]]\" data-pb-sizes=\"[[300,250],[336,280]]\" data-aps-sizes=\"[[300,250],[336,280]]\" data-bidders-returned=\"[&quot;prebid&quot;]\" data-google-query-id=\"CPyBm7CLgvYCFYjWdwodpf8O7Q\">\n<h2>LA NUOVA TASK FORCE ANTICRIMINE<\/h2>\n<p>E per prevenire l\u2019assalto alla diligenza in arrivo,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.editorialedomani.it\/tag\/Zingaretti\">la giunta Zingaretti<\/a>\u00a0ha deciso di formare dei moderni \u201cRambo\u201d: pi\u00f9 simili a\u00a0<em>cyber<\/em>\u00a0smanettoni capaci e rapidi, dotati di <strong>innovative tecnologie informatiche<\/strong>, <strong>banche dati<\/strong> e una buona dose di <strong>conoscenze nei settori amministrativi e finanziari<\/strong>.<\/p>\n<p>Il loro compito per i prossimi tre anni sar\u00e0 quello di <strong>raccogliere informazioni<\/strong> su tutte le aziende che chiedono di partecipare alle gare d&#8217;appalto, alle autorizzazioni e alle concessioni promosse dalla regione. Ma non solo.<\/p>\n<p><strong>La nuova\u00a0<em>task force\u00a0<\/em>regionale, seguir\u00e0 i soldi<\/strong>, segnalando tutte le operazioni finanziarie sospette direttamente in collegamento con l&#8217;<strong>Unit\u00e0 di Informazione Finanziaria (Uif)<\/strong> di Bankitalia. Il team lavorer\u00e0 sotto la Direzione generale e con la Centrale unica degli acquisti della Regione Lazio in funzione da tempo per gli acquisti delle Asl territoriali.<\/p>\n<p><strong>I dati raccolti saranno trasferiti in tempo reale agli investigatori <\/strong>della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo e a quelli della Direzione investigativa antimafia. \u00c8 quanto prevede in sintesi il <strong>protocollo d&#8217;intesa<\/strong> della durata di tre anni, <strong>siglato il 23 dicembre<\/strong> dal presidente della Regione Lazio, <strong>Nicola Zingaretti<\/strong>, dal Procuratore nazionale antimafia, <strong>Federico Cafiero de Raho<\/strong>, e dal Direttore della Dia, <strong>Maurizio Vallone<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo dichiarato \u00e8 rafforzare le attivit\u00e0 di prevenzione e contrasto alla criminalit\u00e0 organizzata per assicurare il successo nell\u2019attuazione delle procedure di appalto relative al Pnrr e dei Programmi operativi 2014-2020 di Fesr, Fse, Feasr e del Piano Sviluppo e Coesione (Psc).<\/p>\n<p>\u00abLa regione Lazio fa da apripista con un progetto innovativo, che per la prima volta in Italia prevede di <strong>passare ai raggi x\u00a0della Dna\u00a0e della Dia tutti i soggetti economici<\/strong> che vogliano partecipare alle procedure di gara, autorizzazioni, concessioni di benefici economici dell&#8217;Ente, indipendentemente dall&#8217;esito delle procedure\u00bb, spiega <strong>Gianpiero Cioffredi<\/strong>, <strong>Presidente dell\u2019Osservatorio per la Sicurezza e la Legalit\u00e0 della Regione Lazio<\/strong>, che ha lavorato fin dall&#8217;inizio alla definizione del protocollo spinto dalla Dna.<\/p>\n<p>\u00abQuesto meccanismo sar\u00e0 gi\u00e0 in partenza un deterrente per le <strong>aziende legate o riconducibili ai clan<\/strong>. Infatti ora tutte le imprese sanno che per il solo fatto di accedere a una nostra gara, dovranno passare attraverso il body-scanner degli investigatori\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abViste le risorse finanziarie messe a disposizione dallo Stato in questa situazione di difficolt\u00e0 economica, <strong>tutte le informazioni finiscono in una piattaforma informativa che la Regione Lazio condivide con la Dna e la DIA<\/strong>\u00bb, spiega <strong>Federico Cafiero de Raho<\/strong> durante la firma del protocollo: Ecco in sintesi cosa accadr\u00e0: \u00abLa condivisione di queste informazioni far\u00e0 s\u00ec che la Dna, con la propria Banca dati, proceda ad un confronto di elementi che consentir\u00e0 di rilevare eventuali soggetti legati direttamente o meno alle organizzazioni mafiose. Da l\u00ec si partir\u00e0 per dare gli atti di impulso alle varie Direzioni Distrettuali Antimafia per aprire indagini nei confronti di questi soggetti e dar luogo alle misure di prevenzione\u00bb, continua il Procuratore nazionale antimafia.<\/p>\n<p>\u00abPer prevenire \u2013 conclude de Raho \u2013 <strong>\u00e8 necessario mettere insieme i dati e soprattutto lavorare insieme<\/strong>. I riflettori vanno accesi non solo parlandone, ma operando, condividendo gli elementi di conoscenza per un&#8217;analisi di approfondimento del quadro di chi parteciper\u00e0 agli appalti pubblici e agli altri benefici che il Paese mette a disposizione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Sviluppo economico e legalit\u00e0 convivono in un binomio indivisibile<\/strong>: una necessit\u00e0, dunque, se si vuole difendere l&#8217;economia sana, le imprese che giocano secondo le regole e i diritti di chi lavora. Un piano in controtendenza rispetto a un certo mantra che vede nell&#8217;aumento dei controlli un rallentamento delle procedure di gara e di assegnazione degli appalti.<\/p>\n<p>\u00abDobbiamo distruggere questo sillogismo \u2013 dice il <strong>presidente della regione Nicola Zingaretti<\/strong> \u2013. <strong>Grazie a questa collaborazione contiamo di evitare o tagliare i tempi morti o ritardi<\/strong>\u00bb. Per la prima volta i controlli avvengono di pari passo alle fasi di gara, senza aspettare l&#8217;aggiudicazione.<\/p>\n<p>Un\u2019azienda in odore di mafia viene esclusa prima della conclusione della gara, che nel frattempo va avanti senza subire ritardi. \u00abAssistiamo a un bell&#8217;esempio di <strong>collaborazione tra livelli diversi dello Stato a difesa di un obbiettivo comune<\/strong>: portare avanti la concretizzazione delle sfide date dalle risorse europee con la tutela e il rafforzamento dell&#8217;economia legale\u00bb, conclude <strong>Zingaretti<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;auspicio \u00e8 che l&#8217;esempio del Lazio sia replicabile anche in altre regioni italiane<\/strong>. Si pu\u00f2 fare, spiega il <strong>Procuratore De Raho,<\/strong> che \u00e8 pronto a siglare altri accordi come questo. Le organizzazioni mafiose vedono nell&#8217;occasione offerta dai fondi del Pnrr un modo non solo di riciclare soldi sporchi, reinvestendoli in attivit\u00e0 legali, \u00abma un\u2019ulteriore fonte di guadagni con il conseguente indebolimento del sistema delle aziende sane e dell\u2019alterazione della libera concorrenza. Si tratta \u2013 <strong>spiega ancora Gianpiero Cioffredi<\/strong> \u2013 di <strong>recidere quel circolo vizioso che alimenta le organizzazioni criminali<\/strong> per riciclare i capitali illecitamente accumulati proprio con l\u2019aggiudicazione o l\u2019affidamento di commesse pubbliche\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Continua con la sua 25esima puntata la rubrica \u201cPolitica resiliente\u201d curata da Avviso Pubblico per il quotidiano Domani. 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