{"id":47567,"date":"2022-01-26T11:20:29","date_gmt":"2022-01-26T10:20:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?p=47567"},"modified":"2022-02-03T16:24:11","modified_gmt":"2022-02-03T15:24:11","slug":"urbanismo-tattico-per-contrastare-illegalita-ed-emarginazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/urbanismo-tattico-per-contrastare-illegalita-ed-emarginazione\/","title":{"rendered":"URBANISMO TATTICO PER CONTRASTARE ILLEGALITA&#8217; ED EMARGINAZIONE"},"content":{"rendered":"<p><em>Continua con la sua 24esima puntata la rubrica \u201c<a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/tag\/politica%20resiliente\">Politica resiliente<\/a>\u201d curata da Avviso Pubblico per il quotidiano Domani.<\/em><\/p>\n<p><strong>Urbanismo tattico: interventi rapidi e localizzati, mezzi leggeri e un ridotto processo burocratico<\/strong>, <strong>forte impatto visivo per innescare un miglioramento della vivibilit\u00e0 urbana<\/strong> dalla combinazione dei saperi dei <em>city user<\/em> e dei <em>city maker<\/em>. <strong>Urbanistica partecipata<\/strong>, insomma.\u00a0Tattica, se si pensa a territori\u00a0borderline, se non proprio infiltrati dalla criminalit\u00e0, fa quasi pensare a una guerra.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 <strong>un conflitto quasi gentile, che spiazza, perch\u00e9 coinvolge il contesto, fa parlare gli abitanti<\/strong> ed \u00e8 un catalizzatore di cambiamento che alla fine dovr\u00e0 essere reso permanente. Tutto questo ce lo raccontano <strong>Antonella Varesano, assessora alla Qualit\u00e0 urbana e Corrado Nicola De Benedittis, sindaco di Corato<\/strong>, paesino di 48mila abitanti alle pendici delle Murge, nella Citt\u00e0 Metropolitana di Bari, a una quarantina di km dal capoluogo pugliese.<\/p>\n<h3>GLI ESEMPI SUL TERRITORIO<\/h3>\n<p><strong>Quando sono stati eletti si sono resi conto che in tutta la citt\u00e0 non c\u2019era nemmeno un\u2019altalena in uno spazio pubblico<\/strong> e che luoghi problematici si trovano in ciascuno dei tessuti urbani dal centro storico fino in periferia, in quelle strade anonime \u00abdi cui si sente parlare solo nelle promesse elettorali dei candidati\u00bb, dice l\u2019assessora Varesano, architetto di professione.<\/p>\n<p>Una di queste \u00e8 <strong>via Nicola Salvi<\/strong>, palazzoni popolari costruiti all\u2019inizio degli anni \u201980. Lo chiamano il Cep (Centro edilizia popolare). Ora, assieme al centralissimo <strong>Largo Abbazia<\/strong> e a <strong>Piazza Caduti di Via Fani<\/strong>, nella citt\u00e0 consolidata extramuraria, Via Salvi \u00e8 teatro di un progetto di <strong>urbanismo tattico dal suggestivo titolo di \u201cSciucu\u00e0\u201d che, nel dialetto locale, significa \u201cgiocare\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>In pratica si tratta di <strong>interventi di animazione sociale<\/strong> svolti da cooperative rivolti ai bambini e alle loro famiglie in luoghi \u00abcomunque marginali, problematici dal punto di vista sociale e della qualit\u00e0 urbana pur appartenendo a tessuti diversi e con <em>stakeholders<\/em> differenti per ciascuno dei luoghi\u00bb dice ancora Varesano.<\/p>\n<p>Nella prima fase si \u00e8 svolta un\u2019attivit\u00e0 di animazione e un monitoraggio per capire come rispondevano i residenti. La seconda fase, <strong>\u201cSciucu\u00e0 Lab\u201d<\/strong>, ha visto l\u2019intervento di professionisti facilitatori della partecipazione che, assieme a soggetti eterogenei, hanno progettato la valorizzazione dei luoghi: urbanismo tattico, light design, appunto.<\/p>\n<p>\u00ab<strong>Un insieme di attivit\u00e0 che non si configurano come opere pubbliche ma forniscono nell\u2019immediato risultati di funzionalit\u00e0 dei luoghi e condivisione<\/strong>, piccole azioni che possono cambiare volto al contesto. La terza fase \u00e8 in corso adesso, con la realizzazione degli interventi: la priorit\u00e0 \u00e8 rispondere alle esigenze dei pi\u00f9 fragili, bambini, anziani, fasce sociali pi\u00f9 svantaggiate\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abIn due di queste piazze siamo in presenza di fasce borderline rispetto al <strong>rischio di cadere vittime di gruppi criminali<\/strong> \u2013 <strong>aggiunge il sindaco di questa citt\u00e0 che recentemente ha aderito ad<\/strong> <strong>Avviso Pubblico<\/strong>, la rete degli enti locali antimafia \u2013 per cui Largo Abbazia, dopo i due\u00a0<em>lockdown<\/em>, era finita nelle mani dei gruppi che gestiscono lo spaccio, con il reclutamento di persone fragili in frange che possono essere attratte da derive illegali, che innesca circoli viziosi.<\/p>\n<h3>IL CAMBIO DI PASSO<\/h3>\n<p><strong>Dopo questi due laboratori la situazione \u00e8 decisamente migliorata<\/strong>. Largo Abbazia era diventato non praticabile per via di scippi e aggressioni che avevano lo scopo di interdire uso e passaggio in questa piazza del centro storico\u00bb.<\/p>\n<p>Una modalit\u00e0 tipica da parte delle cosche per segnare il territorio ed espugnarlo. Il largo \u00e8 nato dopo uno sventramento, non \u00e8 una piazza di passaggio; e pur essendo centralissimo \u00e8 marginale, attraversato dalle fasce pi\u00f9 fragili e borderline, per questo \u00e8 ancora difficile portare le famiglie in questi luoghi, <strong>ora per\u00f2 ci sono molti b&amp;b<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00abLa prima risposta \u2013 prosegue De Benedittis \u2013 \u00e8 stata l\u2019<strong>organizzazione in estate di concerti ed eventi<\/strong> che hanno innescato una reazione di questi gruppi, ma i laboratori hanno creato quel <strong>circuito virtuoso che ha sfrattato lo spaccio<\/strong> e, da terra di nessuno, la piazza \u00e8 tornata ad essere un luogo abitato dai cittadini. <strong>\u00c8 urbanistica partecipata che diventa pubblica<\/strong>, <strong>si democratizza<\/strong>, i cittadini hanno contezza di processi decisionali e si creano processi di rigenerazione sociale e funzionale al ripristino di una legalit\u00e0 piena\u00bb.<\/p>\n<p>Un progetto che coinvolge discipline e ambiti differenti: non solo urbanistica, ma anche <strong>le politiche sociali sotto la guida di Felice Addario<\/strong>, <strong>conferma Antonella Varesano<\/strong>, che parla di \u00ab<strong>attivazioni di sinapsi urbane<\/strong>, nel senso che anche scuole, associazioni, enti hanno preso in considerazione questi luoghi.<\/p>\n<p>Su Via Salvi, ad esempio, si sono accesi i riflettori. Arca Puglia (l\u2019Agenzia Regionale per la Casa e l&#8217;Abitare) ha deciso di candidare via Salvi in un bando per riqualificare locali al piano terra da destinare ad associazioni che si occupano di promozione della legalit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Quando andr\u00e0 in porto diventer\u00e0 il primo distretto associativo culturale della Puglia, diventer\u00e0 una nuova polarit\u00e0<\/strong>\u00bb. Intanto nel periodo natalizio sono molte le scuole che hanno scelto di fare l\u00ec le loro iniziative creando legami con pi\u00f9 soggetti della societ\u00e0 civile, e bene accolti dai residenti.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 stato chi ha donato alberi, chi arredi urbani o proposto nuove attivit\u00e0 in un <strong>processo che si \u00e8 innescato dal basso<\/strong>. \u00abLe forme pi\u00f9 efficaci della partecipazione sono quelle in cui agiscono dei facilitatori\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abQuando ci siamo insediati Corato non aveva un gioco dei bambini \u2013 ricorda l\u2019assessora \u2013 la prima operazione, dove possibile, \u00e8 stata di montare giochi che per\u00f2 sono stati subito vandalizzati, ma subito risistemati. Si tratta di processi gi\u00e0 testati in periferie molto critiche. Ecco perch\u00e9 <strong>abbiamo coinvolto proprio i residenti<\/strong>,<strong> a partire dai ragazzi che cos\u00ec sono diventati i custodi di quegli spazi<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<h3>IL DIALOGO TRA UBRANISTICA E POLITICHE SOCIALI<\/h3>\n<p>I due amministratori sottolineano una questione di metodo \u00abperch\u00e9 le problematiche non sono settoriali\u00bb. <strong>Infatti questi interventi sono stati realizzati assieme all\u2019assessore alle Politiche sociali, Felice Addario<\/strong>. Anche il Pnrr avr\u00e0 un riverbero su Via Salvi grazie ad un progetto di Arca Puglia e Puglia Promozione per un\u2019operazione di arte pubblica all\u2019aperto che coinvolger\u00e0 street artist.<\/p>\n<p>\u00ab<strong>\u00c8 la visione di una citt\u00e0 policentrica<\/strong>, di una diversa cultura del progetto \u2013 spiega Varesano \u2013. Perch\u00e9 quando i comuni si limitano a essere dei \u201cbandifici\u201d e non coinvolgono le comunit\u00e0, gli interventi lasciano il tempo che trovano, senza creare narrazione e il conseguente riconoscersi nel progetto\u00bb.<\/p>\n<p>\u00ab<strong>\u00c8 l\u2019avvio di un percorso segnato anche da una forte innovazione di metodo del governo della citt\u00e0<\/strong> che promuove la partecipazione dal basso, rende trasparenti i processi decisionali e parte da una visione di citt\u00e0 in cui periferia e centro usufruiscono di pari opportunit\u00e0 \u2013 conclude il sindaco \u2013 perch\u00e9 ogni quartiere ha sue identit\u00e0, storia e vocazione. E una citt\u00e0 si riappropria dei suoi spazi pubblici superando le criticit\u00e0 nella qualit\u00e0 dell\u2019abitare: <strong>\u00e8 una forma di contrasto alle forme di criminalit\u00e0 e illegalit\u00e0 diffuse<\/strong> che prosperano quando non c\u2019\u00e8 una visione. Qui a Corato, urbanistica e politiche sociali finalmente dialogano\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Continua con la sua 24esima puntata la rubrica \u201cPolitica resiliente\u201d curata da Avviso Pubblico per il quotidiano Domani. 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