{"id":47019,"date":"2021-12-06T09:55:22","date_gmt":"2021-12-06T08:55:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?p=47019"},"modified":"2021-12-09T09:24:32","modified_gmt":"2021-12-09T08:24:32","slug":"mogliano-veneto-piantare-un-albero-come-simbolo-dellantimafia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/mogliano-veneto-piantare-un-albero-come-simbolo-dellantimafia\/","title":{"rendered":"MOGLIANO VENETO, PIANTARE UN ALBERO COME SIMBOLO DELL&#8217;ANTIMAFIA"},"content":{"rendered":"<p><em>Continua con la sua 20esima puntata la rubrica \u201c<a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/tag\/politica%20resiliente\">Politica resiliente<\/a>\u201d curata da Avviso Pubblico per il quotidiano Domani.<\/em><\/p>\n<p><strong>L\u2019ultimo chilometro Vito Zappal\u00e0, latitante legato ai clan etnei, l\u2019ha corso undici anni fa a Mogliano Veneto<\/strong>. L\u2019hanno preso i poliziotti della mobile di Catania insieme ai colleghi di Treviso mentre rientrava a casa. Ma l\u2019epilogo del racconto criminale di Zappal\u00e0 \u00e8 solo uno dei tanti che trapuntano la storia di quel pezzo di \u00abVeneto ricco e pacioso, il posto giusto per impiantare una organizzazione criminale\u00bb &#8211; come ha detto qualche anno fa Massimo Carlotto, l\u2019inventore del noir mediterraneo &#8211; dove <strong>la mala del Brenta (organizzazione mafiosa autoctona) ha ceduto il passo a nuove culture criminali<\/strong>.<\/p>\n<p>Un passaggio non indolore e non senza effetti collaterali, sperimentato anche in altri luoghi dello stivale. Ecco perch\u00e9 progetti come le <strong>\u201cRadici della legalit\u00e0\u201d, realizzato dal Comune di Mogliano Veneto il 21 novembre, con la piantumazione dell\u2019albero dedicato al giudice Giovanni Falcone<\/strong>, non hanno solo un valore simbolico, di solidariet\u00e0 con pezzi d\u2019Italia lontani. Piuttosto hanno dentro tutta l\u2019urgenza di pratiche di antimafia concreta.<\/p>\n<h2>L\u2019ESEMPIO<\/h2>\n<p>\u00abQuindici giorni fa sono stati da me i carabinieri forestali della provincia di Treviso \u2013 spiega <strong>Davide Bortolato, sindaco di Mogliano Veneto<\/strong> \u2013 proponendoci di festeggiare la Giornata Nazionale degli Alberi qui a Mogliano con la piantumazione dell\u2019albero Falcone. Quindi con il pretesto di promuovere le politiche di riduzione delle emissioni, la protezione del suolo e pi\u00f9 in generale il miglioramento della qualit\u00e0 dell&#8217;aria all&#8217;interno delle aree urbane, l\u2019albero dedicato al giudice assassinato da Cosa nostra ha come scopo anche quello di diffondere la <strong>cultura della legalit\u00e0 e la memoria delle vittime innocenti di mafia<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>A dire il vero gli alberi piantati sono sei, due faggi e quattro aceri campestri, che meglio si adattano al clima del luogo rispetto al ficus scelto per rappresentare il progetto <strong>\u201cUn albero per il futuro\u201d nell\u2019aula bunker dell\u2019Ucciardone a Palermo<\/strong>, dove Giovanni Falcone riusc\u00ec a far condannare 346 figure apicali di Cosa nostra per 2265 anni di carcere complessivi. Un\u2019impresa giudiziaria senza precedenti, ricordata come il maxi processo di Palermo.<\/p>\n<p>L\u2019albero Falcone a Mogliano Veneto sta crescendo nel <strong>\u201cParco della legalit\u00e0\u201d<\/strong>, aperto circa tre mesi fa all\u2019interno di una lottizzazione del quartiere Marocco, al confine sud del comune, dove inizia Venezia. \u00abNon \u00e8 un caso che la nuova area verde nasca proprio lungo via Falcone-Borsellino\u00bb, racconta ancora il primo cittadino, ricordando che dal 2015<strong> il Comune fa parte della rete dei comuni antimafia di Avviso Pubblico, nata per promuovere la cultura della legalit\u00e0 e della cittadinanza responsabile<\/strong>. \u00abSappiamo quanto gli alberi siano indispensabili \u2013 prosegue Bortolato \u2013 consentono di assorbire l\u2019anidride carbonica, rilasciare ossigeno, contribuiscono a prevenire il dissesto idrogeologico e a proteggere la biodiversita\u0300\u00bb.<\/p>\n<p>E ai moglianesi preme difendere il proprio patrimonio naturalistico: in pochi mesi le associazioni ambientaliste \u201cComitato a difesa delle ex cave di Marocco\u201d e \u201cSalviamo il paesaggio difendiamo i territori\u201d hanno raccolto <strong>oltre 5mila adesioni ad un appello per la salvaguardia delle ex cave di Marocco<\/strong>, un\u2019area di grande valore ambientale. <strong>Qui sta per sorgere un parco di biodiversita\u0300.<\/strong><\/p>\n<div class=\"gmp-container-ads\">\n<p>Anche qui come \u00e8 gi\u00e0 accaduto per l\u2019Oasi delle Cave di Gaggio, a nord di Mestre, l\u2019uomo ha aperto ferite profonde nel terreno, formando al contempo le basi per la creazione di un biotipo unico: zone umide di origine artificiale derivate da cave di argilla abbandonate. Sappiamo che <strong>difesa dell\u2019ambiente e lotta alla criminalit\u00e0 organizzata \u00e8 un binomio indissolubile<\/strong>, anche in quello spicchio di Veneto.<\/p>\n<p>Nel 2004 l\u2019azienda <strong>Nuova Esa<\/strong>, che sorge tra il comune di Marcon e quello di Mogliano Veneto, era stata posta sotto sequestro per <strong>smaltimento illecito di rifiuti e coinvolta in una inchiesta su scala nazionale sulle \u201cterre dei fuochi\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8 ormai chiaro da tempo che Nord-Est non \u00e8 solo sinonimo di impresa laboriosa, un fenomeno economico di imprenditorialit\u00e0 diffusa che ha segnato lo sviluppo del Triveneto tra il 1990 e il 2003, prima di andare in crisi col resto del paese, ma anche lo scenario di una fase di passaggio epocale per l\u2019economia criminale. Ed \u00e8 per questo che <strong>buone prassi come quelle del Comune di Mogliano Veneto diventano oggi pi\u00f9 che mai necessarie<\/strong>, per i segnali che lanciano oltre che per i semi che crescono.<\/p>\n<p>Lo testimoniano le numerose inchieste della magistratura e delle forze dell\u2019ordine che quotidianamente lanciano l&#8217;allarme sulla <strong>presenza ingombrante delle cosche di diversa provenienza e interessate ad ogni aspetto della vita economica del territorio<\/strong>.<\/p>\n<h2>IL GESTO SIMBOLICO<\/h2>\n<p><strong>In questo senso il lavoro degli amministratori locali \u00e8 fondamentale per creare un argine culturale all\u2019espansione delle mafie<\/strong>, costruendo consapevolezza e pratiche di legalit\u00e0, anche attraverso iniziative come la piantumazione di alberi in ricordo delle vittime di mafia. Il progetto \u201cradici della legalit\u00e0\u201d ha infatti coinvolto i bambini della classe quarta e quinta della scuola primaria Carlo Collodi.<\/p>\n<p>\u00ab<strong>I piu\u0300 piccoli sono stati testimoni dell\u2019importanza di piantare e proteggere le &#8220;radici buone&#8221;<\/strong> del nostro territorio, a salvaguardia di tutto il tessuto sociale e ambientale\u00bb, ricorda la consigliera comunale di Preganziol <strong>Stefania Carrer<\/strong>, che \u00e8 anche <strong>coordinatrice di Avviso Pubblico per la provincia di Treviso<\/strong>. \u00abLe scuole \u2013 chiude il sindaco Davide Bortolato \u2013 sono il luogo dove si formano le coscienze delle giovani generazioni\u00bb. E in questo caso il messaggio che arriva \u00e8 duplice: quello ambientale, che ricorda l&#8217;importanza degli alberi, e quello sull&#8217;educazione alla legalita\u0300.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Continua con la sua 20esima puntata la rubrica \u201cPolitica resiliente\u201d curata da Avviso Pubblico per il quotidiano Domani. 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