{"id":4599,"date":"2014-07-01T12:35:20","date_gmt":"2014-07-01T10:35:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?p=4599"},"modified":"2018-09-06T14:04:34","modified_gmt":"2018-09-06T12:04:34","slug":"gioco-dazzardo-evasione-fiscale-e-mafie-intervista-a-maurizio-fiasco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/gioco-dazzardo-evasione-fiscale-e-mafie-intervista-a-maurizio-fiasco\/","title":{"rendered":"Gioco d&#8217;azzardo, evasione fiscale e mafie. Intervista a Maurizio Fiasco"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Fiasco1.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4600\" src=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Fiasco1-540x405.jpg\" alt=\"Fiasco1\" width=\"540\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Fiasco1-540x405.jpg 540w, https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Fiasco1-200x150.jpg 200w, https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Fiasco1-320x240.jpg 320w, https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Fiasco1-239x179.jpg 239w, https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Fiasco1.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 540px) 100vw, 540px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nel 2013 il mercato dell\u2019azzardo ha movimentato ufficialmente circa 85 miliardi di euro. Una parte importante di risorse legate al comparto del gioco d\u2019azzardo sfugge al controllo dello Stato. Per sottrare denaro in \u201cnero\u201d, basta infatti manomettere le slot machine autorizzate, e cos\u00ec, alterando o addirittura cancellando i movimenti di soldi, non si versano le tasse allo stato e non si pagano le percentuali prefissate di \u201cpremi\u201d ai giocatori. La porzione non contabilizzata del gambling si aggiunge al sistema esplicitamente illegale di bische e allibratori \u201cparalleli\u201d delle scommesse. Dell\u2019incidenza della parte illegale del fenomeno ci parla il sociologo Maurizio Fiasco, autore della ricerca\u00a0<strong><a title=\"\u201cIl gioco d\u2019azzardo e le sue conseguenze sulla societ\u00e0 italiana. La presenza della criminalit\u00e0 nel mercato dell\u2019alea\u201d\" href=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Consulta_Nazionale_Antiusura.pdf\" target=\"_blank\">\u201cIl gioco d\u2019azzardo e le sue conseguenze sulla societ\u00e0 italiana. La presenza della criminalit\u00e0 nel mercato dell\u2019alea\u201d<\/a><\/strong>, presentata a Roma dalla <strong><a title=\"Consulta Nazionale Antiusura\" href=\"http:\/\/www.consultantiusura.it\/\" target=\"_blank\">Consulta Nazionale Antiusura<\/a><\/strong>, nel corso dell\u2019Assemblea Annuale delle Fondazioni associate.<\/p>\n<p><strong>Quali sono i principali risultati di questa sua ricerca?<\/strong><\/p>\n<p>Vi \u00e8 un risultato qualitativo ed uno quantitativo. Penso di esser riuscito a dimostrare l\u2019esistenza di un modello d\u2019illegalit\u00e0, che n\u00e9 il governo, n\u00e9 il parlamento e, a maggior ragione, nemmeno l\u2019amministrazione dei Monopoli hanno voluto prendere in considerazione. Ed \u00e8 che la criminalit\u00e0 ha occupato uno spazio largo della stessa offerta \u201cformalmente\u201d legale. Insomma, l\u2019inflazione del mercato \u201cpubblico\u201d dell\u2019azzardo ha incentivato la conquista di nuovi territori da parte della criminalit\u00e0. Dall\u2019odierno lavoro, con il conforto della parte quantitativa dell\u2019indagine, tutti possono disporre del paradigma di come avvenga l\u2019interazione tra legale e illegale.<\/p>\n<p>Il risultato \u201cnumerico\u201d, inoltre, permette di osservare la diffusione delle slot machine illegali nel dettaglio delle province italiane, e dunque di dedurre la correlazione inversa tra \u201cspesa registrata\u201d e incidenza della criminalit\u00e0 mafiosa nelle varie aree. Laddove i Monopoli contabilizzano meno \u201centrate\u201d dal gioco con slot machine, vi \u00e8 \u2013 all\u2019inverso \u2013 pi\u00f9 margine dell\u2019azzardo \u201cin nero\u201d, consumato con i medesimi apparecchi automatici.<\/p>\n<p><strong>Spesso si sostiene che la legalizzazione del gioco d\u2019azzardo contribuisce a contrastare quello illegale. Cosa emerge a questo proposito dalla sua ricerca?<\/strong><\/p>\n<p>Ho iniziato questa ricerca cercando tra le altre cose di analizzare quali sono le dimensioni del gioco sommerso per poi cumularlo con quello registrato dall\u2019Erario, visto che sino ad oggi si era sempre sostenuto che il gioco legalizzato aveva \u201cestirpato\u201d quello criminale. Il risultato \u00e8 stato invece sconcertante. L\u2019aspetto paradossale \u00e8 il dato oggettivo che all\u2019espansione del mercato del gioco d\u2019azzardo legale corrisponde, in modo proporzionale, quella del gioco d\u2019azzardo illegale. In altre parole, i due mercati non si separano e non entrano in concorrenza, ma si potenziano reciprocamente, provocando un consistente impatto sociale ed economico sul paese reale.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il ruolo della mafie nel campo del gioco d\u2019azzardo?<\/strong><\/p>\n<p>Il gioco legale non ha mai sostituito quello illegale anzi, gli ha solo fatto da apripista. Se da un lato la criminalit\u00e0 propone, in concorrenza con lo Stato, l\u2019offerta dei propri caratteristici sistemi (\u201ctotonero\u201d, bische clandestine, scommesse illegali eccetera), dall\u2019altro lato, proprio a fronte di quest\u2019aggressiva induzione criminale al gioco d\u2019azzardo clandestino, lo Stato rilancia promuovendo \u201cprodotti\u201d di gioco pubblico d\u2019azzardo pi\u00f9 semplici, pi\u00f9 diffusi capillarmente, pi\u00f9 rapidi nel pagamento. Ma di tale meccanismo gli unici soggetti che ne beneficiano realmente sono le mafie: sotto l\u2019ombrello di molte \u201crivendite\u201d autorizzate espandono il loro dominio in una zona grigia dove legale e illegale si mischiano pericolosamente.<\/p>\n<p><strong>Gli italiani erano conosciuti in Europa come grandi risparmiatori, ma oggi, come sottolineato nella sua ricerca, giocano d\u2019azzardo in misura imponente. A cosa \u00e8 legato questo cambiamento?<\/strong><\/p>\n<p>Il volume complessivo del risparmio e dei patrimoni familiari in Italia, tanto per fare un esempio, era sette\/otto volte superiore a quello delle famiglie inglesi. Ed \u00e8 stata proprio l\u2019esistenza di risparmi imponenti della nostra popolazione che ha fatto concentrare sull\u2019Italia delle fortissime operazioni di marketing volte a sponsorizzare il gioco. Non \u00e8 stato semplice, agli inizi, perch\u00e9 gli italiani erano un popolo a bassa propensione al gioco di fortuna. Poi per\u00f2 l\u2019espansione del gioco legale \u00e8 avvenuta, grazie alla formidabile spinta impressa dallo Stato. Invece di svolgere il suo ruolo di regolatore a tutela degli interessi dei cittadini italiani, il governo \u00e8 diventato la \u201cbanca dell\u2019azzardo\u201d promuovendo e finanziando il mercato dell\u2019alea e inducendo la societ\u00e0 a scommettere sempre di pi\u00f9. E\u2019 avvenuto cos\u00ec che gli italiani, da popolo di risparmiatori, sono divenuti un\u2019immensa plebe di consumatori d\u2019azzardo.<\/p>\n<p><strong>Chi ha voluto tutto questo?<\/strong><\/p>\n<p>Qui la responsabilit\u00e0, diretta, \u00e8 della classe politica. Scomparsi i vecchi, grandi partiti-istituzione si \u00e8 incrementato all\u2019inverosimile il peso del denaro nella politica, che ruota attorno a singoli esponenti o a piccoli gruppi in combine. Non pi\u00f9 azione comune e collettiva, la politica \u00e8 divenuta un investimento personale. Del resto, la politica comanda sempre meno sull\u2019economia, da quando sono state privatizzate le banche, le industrie e le altre aziende del vecchio \u201cstato interventista\u201d (IRI, EFIM ecc.). Per via \u201cpolitica\u201d si tenevano in piedi carrozzoni con bilanci ultradecennali \u201cin rosso\u201d. Restava, ed \u00e8 cos\u00ec ancora, il campo del gioco d\u2019azzardo. Qui senza lo snodo della decisione politica, un privato imprenditore non pu\u00f2 investire su un mercato che \u2013 ed \u00e8 un paradosso \u2013 riguarda un\u2019attivit\u00e0 tuttora formalmente vietata dal codice penale. Solo con atto \u201cpolitico\u201d (legge, decreto ecc.) si pu\u00f2 fare business con l\u2019azzardo. A ogni legge Finanziaria segue il lancio \u201clegale\u201d di un nuovo azzardo. In una rincorsa tra partiti impressionante. \u00c8 stato cos\u00ec che una vasta classe politica lo ha incrementato fino a livelli senza corrispettivi in Europa. E negli anni della crisi si \u00e8 imposto il consumo di alea di massa come una delle cause principali dell\u2019indebitamento di famiglie e imprese e della crescita del debito pubblico del nostro Paese.<\/p>\n<p><strong>Quanto incassa lo stato dal gioco d\u2019azzardo?<\/strong><\/p>\n<p>Oggi si calcola che in media, oltre un euro su dieci che le famiglie spendono normalmente \u00e8 drenato verso qualcuno dei modi di scommettere. La cosa pi\u00f9 assurda \u00e8 che lo Stato continua a pubblicizzare il gioco nonostante, in termini di risorse, il mercato dell\u2019alea bruci pi\u00f9 di quanto trasferisca effettivamente all\u2019erario. Lo Stato, infatti, nel gioco d\u2019azzardo, attraverso il prelievo erariale unico (PREU) che sostituisce e assorbe tutti gli altri incarichi indiretti (IVA, accise, eccettera), riesce a guadagnare al massimo il 12% sulla spesa iniziale.<\/p>\n<p><strong>E allora perch\u00e9 continua a fare una campagna di promozione cos\u00ec spinta?<\/strong><\/p>\n<p>Perch\u00e9 \u2013 si sostiene \u2013 la quota fiscale \u00e8 incassata in anticipo. Come ben sappiamo, lo Stato ha bisogno continuo di soldi freschi e subito. E allora cosa fa? Li chiede ai concessionari in cambio del gettito immediato. Questi ultimi, a loro volta, per organizzare l\u2019offerta del gioco hanno bisogno di anticipazione bancarie enormi. Le ricevono, ovviamente, ma con interessi piuttosto alti, che erodono il margine pur \u201cgarantito\u201d al loro business. Ne nasce un sistema che, se continuer\u00e0 a mantenersi cos\u00ec, rischia di trasformare l\u2019azzardo di Stato nella matrice di una bolla finanziaria.<\/p>\n<p><strong>Cosa possono fare i singoli Comuni per ridurre il fenomeno?<\/strong><\/p>\n<p>Con la ricerca che la Consulta Nazionale Antiusura ha pubblicato, possono oggi disporre di un dato pervicacemente loro negato: quello del numero preciso degli apparecchi automatici istallati nelle rispettive province e il correlato valore del \u201cnero\u201d. Attraverso questi dati sar\u00e0 per loro pi\u00f9 facile svolgere dei controlli capillari, frequenti e qualificati. Possono esercitare un ruolo importante se propugnano l\u2019idea che recuperare le risorse provenienti dal gioco d\u2019azzardo contribuisce alla ripresa del nostro Paese. Debbono, insomma, spingere lo Stato a far ridurre drasticamente e con urgenza l\u2019offerta di gambling. Secondo me, oggi i comuni posseggono l\u2019autorevolezza per passare da una rivendicazione \u201cdifensiva\u201d a una posizione attiva o \u201coffensiva\u201d. Ridurre l\u2019ampiezza del gioco d\u2019azzardo entro confini \u201ctollerabili\u201d sar\u00e0 un vero contributo a rilanciare l\u2019economia dei loro territori. Meno spesa per i giochi a soldi, pi\u00f9 domanda al mercato dei beni e dei servizi \u201cnormali\u201d.<\/p>\n<p><em>A cura di Giulia Migneco<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2013 il mercato dell\u2019azzardo ha movimentato ufficialmente circa 85 miliardi di euro. Una parte importante di risorse legate al comparto del gioco d\u2019azzardo sfugge al controllo dello Stato. 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