{"id":43850,"date":"2021-06-03T11:21:44","date_gmt":"2021-06-03T09:21:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?p=43850"},"modified":"2021-06-07T08:46:07","modified_gmt":"2021-06-07T06:46:07","slug":"la-legge-sul-gioco-dazzardo-che-rischia-di-sparire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/la-legge-sul-gioco-dazzardo-che-rischia-di-sparire\/","title":{"rendered":"LA BUONA LEGGE SUL GIOCO D&#8217;AZZARDO CHE RISCHIA DI SPARIRE"},"content":{"rendered":"<p><em>Continua con la sua quattordicesima puntata la rubrica \u201c<a href=\"http:\/\/www.editorialedomani.it\/tag\/politica%20resiliente\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Politica resiliente<\/a>\u201d curata da Avviso Pubblico sul quotidiano &#8220;Domani&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><strong>In tema di contrasto alla piaga che risponde al nome di dipendenza da gioco d\u2019azzardo, regioni ed enti locali svolgono da circa un decennio un ruolo di supplenza nel tutelare la salute pubblica<\/strong>, poich\u00e9 lo stato continua a guardare pi\u00f9 il dito \u2013 le entrate tributarie garantite dalle giocate dei cittadini\/consumatori \u2013 che la luna (le enormi ricadute, sociali, sanitarie e criminali, di una spropositata offerta di azzardo che non ha eguali in Europa).<\/p>\n<p>Regioni ed enti locali legiferano in senso restrittivo \u2013 non proibizionista \u2013 allo scopo di tutelare la salute pubblica, secondo le prerogative che vengono loro riconosciute dalla Costituzione. Lo fanno organizzando <strong>momenti formativi e di sensibilizzazione<\/strong>, studiando e monitorando il fenomeno sui territori, <strong>limitando gli orari di apertura delle sale da gioco<\/strong> e dotandosi di uno strumento che \u00e8 conosciuto come \u201c<strong>distanziometro<\/strong>\u201d, ovvero il divieto di apertura di sale da gioco e\/o esercizi commerciali che ospitano slot machine entro una distanza (in genere circa 500 metri) da luoghi definiti sensibili, quali scuole, luoghi di culto, ospedali, centri ricreativi e sportivi. Luoghi frequentati soprattutto dai soggetti pi\u00f9 a rischio, in primo luogo giovani e anziani.<\/p>\n<div class=\"ad-container dsk-article-ad-container\">\n<div id=\"gmp-leaderboard-intext-second-fallback\" class=\"gmp\" data-ad-unit=\"\/22141773216,22316842203\/editorialedomani.it_intext_dsk\" data-gam-sizes=\"[[728,90]]\" data-pb-sizes=\"[[728,90]]\" data-is-fallback=\"1\" data-bidders-returned=\"[&quot;prebid&quot;]\" data-google-query-id=\"CIet2tuN-_ACFamX3god3PsNHA\">\n<p>Nonostante gli annunci, da anni lo stato ritarda nell\u2019emanare una legge di riordino, in grado di fare tesoro di queste esperienze locali e di metterle a sistema, rendendo le regole omogenee su tutto il territorio nazionale. Esperienze che, come vedremo, ottengono ottimi risultati.<\/p>\n<h2>LA GENESI DEL DISTANZIOMETRO<\/h2>\n<p>Correva il lontano 2012 quando il governo Monti eman\u00f2 il cosiddetto\u00a0\u201c<strong>Decreto Balduzzi<\/strong>\u201d, dal nome dell\u2019allora ministro della Salute, un primo tentativo del governo centrale di mettere mano al comparto del gioco d\u2019azzardo, cresciuto nei 15 anni precedenti in maniera tanto ampia quanto incontrollata. Tra i provvedimenti previsti infatti quel decreto comprendeva anche la \u00abprogressiva ricollocazione\u00bb degli esercizi in cui si pratica il gioco d\u2019azzardo, tenendo conto della presenza nel territorio di quelli che oggi vengono chiamati luoghi sensibili. Ma poich\u00e9 la storia delle leggi sul gioco d\u2019azzardo in Italia \u00e8 spesso contrassegnata da <strong>rinvii mai motivati<\/strong>, anche nel caso di quello che oggi \u00e8 per tutti il \u201cdistanziometro\u201d, non \u00e8 mai giunto un decreto ministeriale di attuazione.<\/p>\n<p>Dieci anni dopo, tutte le regioni e le province autonome si sono dotate di un proprio impianto normativo, ognuna seguendo una propria sensibilit\u00e0. La maggior parte delle regioni, infatti, applica il distanziometro sia per le sale giochi che per le sale scommesse. <strong>La Lombardia, una delle prime a legiferare in materia<\/strong>, ha dispensato le seconde a meno che non ospitino apparecchi da intrattenimento come le slot machine.<\/p>\n<p>Altre regioni come il <strong>Piemonte o l\u2019Emilia-Romagna<\/strong> applicano progressivamente le distanze minime dai luoghi sensibili anche per le vecchie licenze, garantendo ai titolari e agli esercenti che non rispettano le distanze un periodo di tempo per adeguarsi alle nuove disposizioni: <strong>eliminare le slot o delocalizzare l\u2019attivit\u00e0<\/strong>. Altre ancora invece si rivolgono solo alle cosiddette nuove aperture, successive all\u2019entrata in vigore dei provvedimenti.<\/p>\n<p>Questi strumenti in mano a regioni ed enti locali subiscono attacchi quotidiani. Non solo sul fronte dei <strong>ricorsi ai giudici amministrativi<\/strong>, ma sulla loro teorizzata inefficacia o, peggio ancora, dannosit\u00e0. Cos\u00ec mentre in Italia si dibatte sul tornare indietro, eliminando o ridimensionando l\u2019applicazione del distanziometro, una capitale europea come Berlino lo ha adottato nell\u2019estate del 2020, con l\u2019obiettivo dichiarato di proteggere i pi\u00f9 giovani dalle pericolose <strong>ricadute dell\u2019abuso da azzardo<\/strong>.<\/p>\n<h2>IL CASO PIEMONTE<\/h2>\n<p>Il tema delle leggi regionali e dell\u2019applicazione del distanziometro sono tornati fortemente al centro del dibattito in queste settimane, in cui il settore azzardo chiede di poter ripartire a pieno regime dopo le <strong>chiusure imposte dalla pandemia<\/strong>. Alcune regioni come il Lazio, che all\u2019inizio del 2020 aveva approvato delle modifiche alla propria normativa regionale allo scopo di renderla pi\u00f9 stringente, applicando il distanziometro anche alle licenze gi\u00e0 in essere e dando tempo agli esercenti<strong> 18 mesi per adeguarsi<\/strong> (entro il mese di agosto del 2021), lo scorso 19 maggio ha deciso di prorogare di un anno l\u2019entrata in vigore di questi obblighi.<\/p>\n<p><strong>Ma il terreno di scontro pi\u00f9 acceso era e resta il Piemonte<\/strong>. Perch\u00e9 prima di altri territori ha applicato, con la legge regionale 9 del 2016, regole pi\u00f9 stringenti anche alle licenze in essere. Ottenendo risultati tangibili.<\/p>\n<p>Infatti, dal 2016 al 2019, ultimo anno prima della pandemia, la <strong>Raccolta su rete fisica in Piemonte<\/strong>, ovvero <strong>le giocate registrate su tutte le tipologie di gioco<\/strong>, escluso quello online, <strong>\u00e8 diminuita di 574 milioni di euro, passando da 5.127 a 4.553 milioni<\/strong>. In percentuale si \u00e8 registrato un significativo calo di 11,2 punti percentuali.<\/p>\n<p>Bench\u00e9 i numeri parlino piuttosto chiaramente, nel corso degli anni <strong>la legge ha subito diversi attacchi e proposte di modifica<\/strong>, questo perch\u00e9 avrebbe innescato, secondo gli oppositori, diversi effetti collaterali. In primo luogo un presunto \u201ceffetto sostituzione\u201d, ovvero il non giocato su rete fisica si sarebbe riversato online. I numeri smentiscono per\u00f2 questa ipotesi. Premesso che i dati del comparto telematico sono in aumento da anni, il periodo 2016-2019 ha fatto registrare un aumento del 70,6 per cento su scala nazionale e del 72,9 per cento in Piemonte. Il gioco telematico, dunque, aumenta ovunque sul territorio nazionale, proprio perch\u00e9 non pu\u00f2 essere oggetto ad alcun tipo di restrizione, essendo disponibile h24.<\/p>\n<p>Per quanto concerne il tema particolarmente delicato del <strong>calo occupazionale del comparto azzardo<\/strong>, altra critica mossa da chi contrasta la legge 9\/2016, si riportano dati e considerazioni contenute nella Relazione sulla legge regionale, presentata lo scorso gennaio proprio dalla Giunta piemontese: \u00ab<strong>I dati dell\u2019Osservatorio regionale sul mercato del lavoro mostrano l\u2019andamento delle assunzioni e delle cessazioni relative all\u2019occupazione dipendente nei settori di riferimento<\/strong>. Sul lato delle tabaccherie il dato \u00e8 abbastanza stabile e nel quadriennio il saldo complessivo \u00e8 addirittura positivo. Sul lato delle lotterie, sale scommesse e sale da gioco nei tre anni si registra un modesto saldo negativo, ma in linea con l\u2019andamento complessivo del mercato del lavoro\u2026 Per l\u2019insieme delle imprese ricomprese in questi settori, quelle con unit\u00e0 attive nel 2\u00b0 semestre 2020 risultavano 630. La loro consistenza mostra una lieve crescita negli ultimi anni e non pare subire oscillazioni in corrispondenza dell\u2019applicazione della legge regionale\u00bb.<\/p>\n<p>Terzo aspetto che viene tirato in ballo:<strong> la diminuzione dell\u2019offerta legale avrebbe innescato un aumento considerevole del mercato illegale<\/strong>. Terreno scivoloso, perch\u00e9 non \u00e8 possibile quantificare a quanto ammonti il gioco clandestino, ma va ricordato in tal senso che l\u2019ampliamento del settore legale dei primi anni Duemila non aveva affatto cancellato gli interessi criminali nel settore, cos\u00ec come il gioco lecito \u00e8 stato oggetto in questi anni di <strong>diffusissime infiltrazioni a scopo di riciclaggio.<\/strong> La locale Direzione distrettuale antimafia, la Guardia di finanza e i corpi della polizia municipale effettuavano sequestri e facevano emergere sale non autorizzate e apparecchi illegali in Piemonte, come nel resto d\u2019Italia, gi\u00e0 molto prima del 2016, bench\u00e9 alcuni se ne siano accorti con colpevole e interessato ritardo. Evidenziato questo aspetto, va ribadito che non vi sono al momento dati provenienti da fonti ufficiali che siano in grado di dimostrare che una diminuzione dell\u2019offerta legale come quella che si \u00e8 verificata in Piemonte, abbia innescato un contestuale e proporzionale aumento di gioco illegale.<\/p>\n<p>Nonostante questi dati suggeriscano di muoversi diversamente, la legge regionale n\u00b0 9\/2016 potrebbe essere cancellata a breve. La Giunta regionale \u00e8, infatti, da mesi al lavoro per una nuova normativa che tra poche settimane approder\u00e0 in Consiglio.<strong> Il nuovo articolato prevede un salto indietro nel tempo: non solo viene eliminata l\u2019applicazione progressiva alle vecchie licenze, ma chi ha dismesso le slot machine per effetto dell\u2019attuale normativa potr\u00e0 richiedere di reinstallarle nuovamente<\/strong>. Come se nulla fosse accaduto. Questo si applicher\u00e0 per i tabacchini, le sale scommesse e le sale gioco ma non per i bar. Inoltre la distanza minima da rispettare nei confronti dei luoghi sensibili, ridotti in maniera significativa, viene diminuita da 500 a 400 metri.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 davvero questo l\u2019unico modo per aiutare il settore economico dell\u2019azzardo colpito dalla pandemia, facendo dei passi indietro sulla tutela della salute?<\/strong> Non la pensano cos\u00ec\u00a0<a href=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/gioco-dazzardo-piemonte-avviso-pubblico-in-piazza-in-difesa-della-legge-regionale-di-contrasto-al-gap\/?hilite=%27torino%27\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">numerosi sindaci della rete di Avviso Pubblico<\/a>\u00a0che gi\u00e0 ad aprile avevano manifestato la propria contrariet\u00e0 allo stravolgimento della norma regionale, chiedendo un confronto con la maggioranza. Confronto che ci si augura possa essere portato avanti quando il succitato disegno di legge approder\u00e0 in Consiglio regionale.<\/p>\n<h2>\u201cLA PANDEMIA DA AZZARDO\u201d: IL NUOVO LIBRO DI AVVISO PUBBLICO<\/h2>\n<p>Questo ed altri temi vengono analizzati e approfonditi nella pubblicazione\u00a0<a href=\"https:\/\/www.produzionidalbasso.com\/project\/la-pandemia-da-azzardo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201cLa pandemia da azzardo. Il gioco ai tempi del Covid: rischi, pericoli e proposte di riforma\u201d<\/a>\u00a0edito da Altreconomia. <strong>Un saggio realizzato da Claudio Forleo e Giulia Migneco dell\u2019associazione Avviso Pubblico<\/strong>, con il quale si intende aprire un dialogo su un tema delicato e spinoso come quello del gioco d\u2019azzardo, che provi da un lato a stimolare il dibattito pubblico sulla tanto citata e mai approvata legge nazionale di riordino del settore e dall\u2019altro a sensibilizzare e a far emergere la reale portata del dramma sociale rappresentato dalla dipendenza. Il libro ospita alcuni contributi esterni tra cui quello di <strong>Giovanni Tizian<\/strong>, <strong>cronista di Domani<\/strong>, che ha analizzato gli effetti della pandemia sugli interessi criminali nel settore.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Continua con la sua quattordicesima puntata la rubrica \u201cPolitica resiliente\u201d curata da Avviso Pubblico sul quotidiano &#8220;Domani&#8221;. 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