{"id":43057,"date":"2021-05-20T17:50:52","date_gmt":"2021-05-20T15:50:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?p=43057"},"modified":"2021-05-24T13:49:57","modified_gmt":"2021-05-24T11:49:57","slug":"sul-domani-la-storia-di-cinquefrondi-citta-dei-diritti-dellaccoglienza-e-della-cultura-antimafia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/sul-domani-la-storia-di-cinquefrondi-citta-dei-diritti-dellaccoglienza-e-della-cultura-antimafia\/","title":{"rendered":"SUL DOMANI LA STORIA DI CINQUEFRONDI: CITTA&#8217; DEI DIRITTI, DELL&#8217;ACCOGLIENZA E DELLA CULTURA ANTIMAFIA"},"content":{"rendered":"<p><em>Continua con la sua <strong>tredicesima puntata<\/strong> la rubrica \u201c<a href=\"http:\/\/www.editorialedomani.it\/tag\/politica%20resiliente\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Politica resiliente<\/a>\u201d curata da <strong>Avviso Pubblico <\/strong>per il quotidiano <a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/?gclid=Cj0KCQjwkZiFBhD9ARIsAGxFX8BDNzKBKgC4tvA1-o2YDx2LC6x31hVwjyvqwfIQpKVBkmOkavHrjPMaAuveEALw_wcB\"><strong>Domani<\/strong><\/a>.<\/em><\/p>\n<p>Da qualunque strada arriverai a <strong>Cinquefrondi<\/strong>, un cartello ti avviser\u00e0 che sei arrivato al \u201c<strong>Comune dei diritti<\/strong>\u201d. \u00ab\u00c8 stata una <strong>scelta precisa<\/strong>, il messaggio che abbiamo voluto spedire \u00e8 che in questo territorio <strong>i diritti delle persone devono essere tutelati. Sempre<\/strong>\u00bb, spiega <strong>Michele Conia<\/strong>, sindaco del comune di meno di 7mila abitanti\u00a0che sorge quasi a met\u00e0 tra Reggio Calabria e Catanzaro, sulle alture che dominano la Piana di Gioia Tauro.<\/p>\n<p>\u00abQuesto poi richiede una serie di applicazioni concrete\u00bb, precisa il primo cittadino di <strong>Cinquefrondi<\/strong>, <strong>ente socio di Avviso Pubblico <\/strong>da oltre vent\u2019anni. \u00abAbbiamo dato la <strong>cittadinanza onoraria ad Annamaria Scarf\u00f2<\/strong>, la ragazza stuprata nel \u201899 da un branco di 16 mafiosi di un paese vicino\u00bb, racconta il sindaco che accompagnava Annamaria in tribunale anche prima di presentarsi alle elezioni, quando era semplicemente militante di un collettivo giovanile. \u00ab<strong>E ci prendevamo gli sputi dei familiari degli accusati<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lei lo colp\u00ec con una confidenza amara<\/strong>: \u00abMi disse: \u201cAnche <strong>la mia comunit\u00e0 mi ha lasciata sola<\/strong>\u201d, allora ho voluto fare quel gesto della cittadinanza onoraria per riconoscerle il <strong>coraggio di aver denunciato i suoi aguzzini nonostante fossero conosciuti come figli di mafiosi<\/strong>. Quel giorno abbiamo preso due decisioni importanti: abbiamo anche modificato lo statuto del Comune nel senso di rendere <strong>obbligatoria la costituzione di parte civile del municipio in tutti i reati di criminalit\u00e0 organizzata<\/strong> e abbiamo aggiunto anche qualunque tipo di <strong>procedimento per violenza nei confronti delle donne<\/strong>. Cinquefrondi, per Statuto, si costituisce parte civile ogni volta che sul nostro territorio si verifica un episodio di questa natura\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abAppartenere a un mondo ben preciso \u2013 dice <strong>Fausto Cordiano<\/strong>, consigliere comunale, <strong>membro del direttivo di Avviso Pubblico<\/strong> &#8211; significa fare scelte inequivocabili come quella di scrivere che l\u2019amministrazione \u201cdeve\u201d, non \u201cpu\u00f2\u201d, costituirsi parte civile cos\u00ec come aver dato la cittadinanza a una ragazzina offesa, insultata, vilipesa dallo Stato (sono serviti dieci anni a trovare quelle persone) e dai mafiosi, cartina di tornasole che rivela chi c\u2019\u00e8 e chi non c\u2019\u00e8. <strong>Questo sta modificando la coscienza della gente che ora sta iniziando a pensare alla \u201ccompossibilit\u00e0\u201d<\/strong>, una parola forse terribile ma che uso per indicare la <strong>possibilit\u00e0 di rendere diritti ed economia compatibili e non di adattare i primi a una economia fatiscente<\/strong>. La battaglia \u00e8 dura per\u00f2 siamo qui. Ogni giorno qualcuno, nei giornali o nelle universit\u00e0, scopre che qui \u00e8 possibile amministrare diversamente e che facendolo si cambiano anche le coscienze\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E nel tempo del Covid l\u2019economia della zona ha restituito tutta la sua fragilit\u00e0<\/strong>, \u00abqui ci sono banche di raccolta e non di investimento \u2013 spiega Fausto Cordiano &#8211; non le abbiamo mai viste agire qui sul territorio in maniera adeguata, <strong>non abbiamo mai visto offrire possibilit\u00e0 di crescita a imprese<\/strong>. Sono banche che raccolgono denaro per investire altrove. <strong>E questo, se \u00e8 legalit\u00e0, non \u00e8 giustizia<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>A preoccupare il primo cittadino \u00e8 anche la situazione della <strong>sanit\u00e0 calabrese<\/strong>, su cui <strong>accanto alle &#8216;ndrine hanno messo le mani anche \u00abimprenditori borderline.<\/strong> C\u2019\u00e8 una struttura sanitaria che tende sempre pi\u00f9 all\u2019accreditamento a strutture private \u2013 spiega ancora Conia &#8211; che rende sempre pi\u00f9 tragica l\u2019azione di gestione. Il modello milanese qui diventer\u00e0 una cosa esplosiva. <strong>La battaglia sulla sanit\u00e0, prima di tutto, \u00e8 una battaglia contro le mafie che la gestiscono<\/strong>. Ecco perch\u00e9 \u00e8 importante fare rete con i nodi di Avviso Pubblico\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Conia \u00e8 uno dei 500 sindaci ribelli al dirottamento di 60 miliardi del Pnrr verso il Nord<\/strong>: \u00abUn piano che deliberatamente taglia fuori clamorosamente il Sud da qualsivoglia finanziamento, lasciando <strong>briciole agli amministratori meridionali<\/strong> che gi\u00e0 con le briciole mandano avanti i territori cercando di tenere il passo e garantire servizi come nel resto d\u2019Italia\u00bb. Ora, a Cinquefrondi ci si aspetta che quei fondi vengano utilizzati \u00abper questioni che abbiano una vera finalit\u00e0 sociale. <strong>Qui non abbiamo una mobilit\u00e0 pubblica<\/strong>. C\u2019era il vecchio sistema delle linee taurensi che potrebbero essere riconvertite in metropolitana leggera, una scelta strategica che potrebbe rivelarsi intelligente per mettere in connessione i comuni. Mi piace di meno l\u2019idea del Ponte sullo Stretto, chi c\u2019\u00e8 dietro la progettazione di un\u2019opera che non si far\u00e0 mai?\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il piano simbolico non pu\u00f2 essere sostitutivo di politiche concrete, entrambi i livelli servono alla crescita di una comunit\u00e0 nel contrasto, anche sul piano culturale, della criminalit\u00e0 organizzata<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00abNessuno ha la bacchetta magica ma<strong> la comunit\u00e0, lentamente, sta diventando mentalmente pi\u00f9 libera<\/strong>\u00bb. Su una scalinata del centro storico un graffito ha riportato una frase di <strong>Peppino Impastato<\/strong>: \u00ab<strong>Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un&#8217;arma contro la rassegnazione, la paura e l&#8217;omert\u00e0!<\/strong>\u00bb. A Impastato due anni fa \u00e8 stato dedicato un parco strappato al degrado. \u00ab\u00c8 stata una festa con <strong>Giovanni Impastato<\/strong> e <strong>Cisco dei Modena City Rambles<\/strong> che ci ha fatto ballare tutti mentre cantavano \u201c<strong>I Cento passi<\/strong>\u201d\u00bb, ricorda Conia. E ancora le parole di Impastato, nel 2018, Conia le ha fatte risuonare al S. Carlo di Napoli, durante un evento in memoria di <strong>Angelo Vassallo<\/strong>, il \u201c<strong>sindaco pescatore<\/strong>\u201d <strong>ucciso dalla camorra<\/strong>: \u00abQuando abbiamo sentito il nostro sindaco gridare che \u201cla mafia \u00e8 una montagna di merda\u201d abbiamo capito che stavamo cominciando a risorgere su nuovi presupposti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>I diritti a Cinquefrondi vanno di pari passo con la cultura dell&#8217;accoglienza<\/strong>, ecco perch\u00e9 l&#8217;amministrazione ha deciso di attivare il <strong>sistema Sprar da sei anni<\/strong>, uno dei primi atti della Giunta dopo l\u2019elezione al primo mandato. Flussi di nigeriani, pakistani e kurdi. La <strong>cooperativa Sankara<\/strong>, prima, e <strong>ReCoSol<\/strong>, poi, <strong>la Rete dei comuni solidali<\/strong> lo gestiscono e, ad esempio con le borse lavoro, <strong>provano a sottrarre i richiedenti asilo al mercato nero delle braccia<\/strong>.<\/p>\n<p>La scelta di gestire piccoli numeri consente di avere rapporti personali con gli ospiti sottratti alle condizioni vergognose delle vicine tendopoli di San Ferdinando e Rosarno, \u00abdove <strong>lo sfruttamento \u00e8 spesso anche in mano alla criminalit\u00e0 organizzata perch\u00e9 mancano strumenti di sostegno e di prevenzione<\/strong>. Qui non abbiamo avuto, grazie a una gestione a misura d\u2019uomo, episodi di contestazione da parte del paese nonostante qualche tentativo di speculazione politica all\u2019inizio\u00bb.<\/p>\n<p><strong>In questo comune la pi\u00f9 grande comunit\u00e0 straniera, il 55 per cento del totale, \u00e8 quella bulgara che ha ripopolato il centro storico<\/strong>. \u00abSono a tutti gli effetti nostri concittadini \u2013 spiega il sindaco \u2013 lavorano, escono con noi, i bambini frequentano le attivit\u00e0 scolastiche. Tutto questo ha comportato una serie di altre questioni, per esempio qui \u00e8 stato aperto Thabarwa nature centre, un grosso centro buddista, dicono sia il pi\u00f9 grande del Sud, dopo Napoli. Tutto ci\u00f2 \u00e8 strettamente legato ad una serie di scelte che abbiamo fatto\u00bb. <strong>La settimana scorsa Cinquefrondi ha dato la cittadinanza onoraria a Zaki<\/strong>, <strong>il ricercatore egiziano<\/strong>, prima ancora <strong>una sua assessora \u00e8 partita da Salonicco per una carovana di solidariet\u00e0 con le donne di Kobane<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il futuro di Cinquefrondi \u00e8 legato alle buone prassi<\/strong>. <strong>Le case a un euro e due progetti grossi per il centro storico<\/strong> \u00ab<strong>con regole certe da cui non si deroga<\/strong>, questa \u00e8 stata la novit\u00e0\u00bb, ripetono i nostri due interlocutori. \u00abIl bando delle case a un euro risale a quasi quattro anni fa ma \u00e8 stato senza risposte fino all\u2019anno scorso \u2013 ricorda il sindaco \u2013 finch\u00e9 non \u00e8 arrivata una giornalista della Cnn che ha fatto un servizio e dopo due ore dalla messa in onda ci siamo ritrovati mail e telefoni intasati e quasi 30mila domande. Ma ci sono regole precise per evitare speculazioni: <strong>le prime case verranno assegnate prestissimo, mancano solo i tempi burocratici degli atti notarili<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Da tutto ci\u00f2 sorger\u00e0 il Borgo della multiculturalit\u00e0<\/strong>: \u00abCi siamo immaginati un anfiteatro, un albergo diffuso, residenze artistiche nelle case oggi abbandonate e percorsi che partono da una casa confiscata e arrivano alla Casa della cultura, che prima non c\u2019era, passando per la mediateca. <strong>La cultura al posto delle manette<\/strong>,<strong> facendo societ\u00e0 e creando economia per sconfiggere la criminalit\u00e0<\/strong> \u2013 continua Conia \u2013. Non ho mai visto, tranne rarissime eccezioni, qualcuno entrare in carcere anche per sciocchezze, e uscirne meno pericoloso. Un anfiteatro \u00e8 un\u2019idea pi\u00f9 incisiva della costruzione di un carcere. C\u2019\u00e8 una costante collaborazione con la caserma dei carabinieri ma un atteggiamento repressivo non mi appartiene culturalmente, credo che le iniziative sociali e culturali, con le associazioni, nelle scuole, con i pi\u00f9 giovani, funzionino pi\u00f9 di una retata o di una passerella di politici. Per questo, il 21 marzo scorso, <strong>abbiamo deciso di far leggere i nomi delle oltre mille\u00a0vittime innocenti di tutte le mafie agli alunni delle scuole proprio per renderli partecipi<\/strong>. Ancora oggi uno striscione con quei nomi campeggia sul portone delle elementari\u00bb.<\/p>\n<p>\u00ab<strong>Tutte le scelte, fin dall\u2019inizio, sono sembrate utopistiche<\/strong> a chi voleva criticare la nuova amministrazione ma noi abbiamo applicato il metodo della<strong> democrazia partecipata<\/strong> per cui <strong>qualunque scelta passa per le assemblee dei cittadini<\/strong> e viene comunicata con tutti i mezzi disponibili, abbiamo un filo diretto\u00bb. Un metodo che, a settembre 2020, ha permesso la rielezione di Conia con il maggior consenso, il 75 per cento\u00a0dei voti, nella storia di un comune che, da quando esiste l\u2019elezione diretta del sindaco, non aveva mai assistito a una riconferma del sindaco uscente. \u00abQuindi i cittadini hanno compreso sia le scelte simboliche sia i fatti concreti\u00bb, dice ancora.<\/p>\n<p><strong>Alcune di queste scelte hanno valso al sindaco minacce di morte<\/strong>, scritte lugubri sui muri e danni all\u2019automobile, \u00abper esempio quando ha emesso l\u2019<strong>ordinanza per limitare gli orari di apertura per le slot machine<\/strong>, o gi\u00e0 dopo pochi mesi dall\u2019insediamento quando qualcuno ha anche tagliato i tubi dell\u2019acqua alla casa di campagna dei suoi genitori. L\u2019ultima intimidazione 48 ore prima di questa intervista contro l\u2019autovettura di un assessore. Ma la reazione dei cittadini, fin dal primo episodio, ha sempre raggiunto il Palazzo del Comune.<\/p>\n<p>\u00abDietro tutto questo \u2013 riprende Cordiano &#8211; c\u2019\u00e8 una mole di lavoro e di difficolt\u00e0. Se da un lato devi proteggere, dall\u2019altro devi includere gli \u201cindigeni\u201d, che all\u2019inizio continuavano a dire no a un progetto di questo tipo e anche tra noi stessi c\u2019\u00e8 stato qualche momento di frizione\u00bb.<\/p>\n<p>\u00ab<strong>La strategia vincente<\/strong> \u2013 <strong>conclude Conia<\/strong> \u2013 <strong>\u00e8 stata quella di essersi ripresi il territorio<\/strong>, aver liberato una serie di spazi che erano abbandonati e averli restituiti alla cittadinanza grazie ai <strong>bandi<\/strong> e alla creazione di <strong>spazi sociali<\/strong>. Sono convinto che <strong>la criminalit\u00e0 la sconfiggi quando la fai indietreggiare<\/strong>. Si sente pi\u00f9 forte quanto pi\u00f9 \u00e8 pervasiva e noi on abbiamo mai arretrato di un millimetro\u00bb. Dopo le minacce di morte Conia \u00e8 uscito con un post: \u201cNon mi avete fatto niente\u201d, \u00abdevi dimostrare di essere forte e di essere unito ai cittadini\u00bb, dice congedandosi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Continua con la sua tredicesima puntata la rubrica \u201cPolitica resiliente\u201d curata da Avviso Pubblico per il quotidiano Domani. 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