{"id":37516,"date":"2020-05-23T11:13:39","date_gmt":"2020-05-23T09:13:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?p=37516"},"modified":"2020-05-24T22:47:06","modified_gmt":"2020-05-24T20:47:06","slug":"strage-di-capaci-la-lettera-di-matilde-montinaro-al-fratello-antonio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/strage-di-capaci-la-lettera-di-matilde-montinaro-al-fratello-antonio\/","title":{"rendered":"Strage di Capaci: la lettera di Matilde Montinaro al fratello Antonio"},"content":{"rendered":"<p><strong>Oggi ricorre il 28esimo anniversario della strage di Capaci.<\/strong> Il 23 maggio 1992, lungo l\u2019autostrada che collega l\u2019aeroporto di Punta Raisi alla citt\u00e0 di Palermo, cinquecento chili di esplosivo uccisero barbaramente i giudici <strong>Giovanni Falcone e Francesca Morvillo<\/strong>, insieme agli agenti scorta <strong>Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.<\/strong><\/p>\n<p>Nel solco della memoria di questo tragico evento, <strong>Matilde Montinaro,<\/strong> sorella del caposcorta del dottor Falcone, ha scritto questa lettera al fratello, che ha inviato anche ad Avviso Pubblico.<\/p>\n<p><em>Caro Antonio,<\/em><\/p>\n<p><em>questa sera sento il bisogno di dirti parole che vorrei fossero nuove, ma so per certo di non dirti nulla che tu non sappia gi\u00e0!<\/em><\/p>\n<p><em>Sar\u00e0 una sorpresa per te ascoltare queste mie righe, scritte in una fresca serata di silenzio di un periodo di emergenza sanitaria, inattesa e drammatica, che ha costretto tutti noi a fermarci, che ha ridotto il nostro spazio di movimento e di azione e ci ha obbligato a vivere uno stile di vita nuovo. Ho riaperto un cassetto, uno di quelli che si tiene chiusi per anni. Sai, ho sempre creduto che tra le cose pi\u00f9 belle della nostra vita ci siano i ricordi, credo siano persino pi\u00f9 belli dei sogni, perch\u00e9 nei ricordi resistono frammenti di realt\u00e0. Certo, i ricordi possono essere neri, tristi, ma senza di essi non siamo nulla e a volte possono diventare per noi un regalo da aprire quando desideriamo riempirci di gioia.\u00a0 \u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00c8 una sera senza luna questa, c\u2019\u00e8 una nuvola che disegna strane figure nel cielo scuro, ed io con in mano vecchi giornali e qualche foto riavvolgo il nastro della nostra vita. Il mio pensiero va a quando da bambini quei disegni ci portavano a immaginare di affrontare belve strane e sconosciute e tu t\u2019imponevi il coraggio di combattere battaglie per liberare il mondo. Quelle belve che da bambini immaginavamo, poi hanno preso corpo e tu hai dovuto affrontarle davvero un giorno di maggio.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cFiore di maggio \u201d cantava una delle tue canzoni preferite\u00a0 e a noi, da bambini, in un\u2019infanzia semplice,\u00a0 ma piena di vita, quel mese, forse per il risveglio completo della natura che vivevamo spensierati\u00a0 nel nostro giardino, ci trasmetteva forti emozioni&#8230; mai, e dico mai,\u00a0 avrei immaginato, che col tempo, questo mese avrebbe assunto un \u201ccolore\u201d diverso e che quelle emozioni avrebbero lasciato il posto alla tristezza, al dolore alla rabbia\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>Il 23 maggio del &#8217;92 caro, Antonio, ha cambiato la vita e, forse, anche la storia di questo Paese.<\/em><\/p>\n<p><em>La strage di Capaci &#8211; \u00e8 cos\u00ec, sai, che \u00e8 passata alla storia &#8211; ha fatto capire anche ai pi\u00f9 riottosi sostenitori della tesi avversa che la mafia esisteva, era pericolosamente attiva e viveva di collusioni, omicidi, stragi e di un rapporto con una politica corrotta che le aveva permesso di sopravvivere, anzi prosperare, in 50 anni di Repubblica.<\/em><\/p>\n<p><em>Quei 600kg di tritolo, esplosi sotto l\u2019autostrada che collega Punta Raisi a Palermo e che tu, Rocco, Vito, il dott. Falcone e la dott.ssa Morvillo, percorrevate, sono entrati violentemente in casa nostra e da allora niente, dico niente, \u00e8 stato pi\u00f9 come prima. Osservando nostra madre negli anni in cui \u00e8 sopravvissuta alla tua assenza, ho capito che il dolore straziante non ha data di scadenza: quel dolore ha continuato a scavarle dentro, diventando nel tempo suo compagno di vita. <\/em><\/p>\n<p><em>Quello che abbiamo vissuto \u00e8 stato un momento fortissimo, ma, nonostante ci\u00f2, abbiamo cercato ogni giorno di onorare il tuo coraggio provando\u00a0 anche a farlo nostro\u00a0 conservando\u00a0 la memoria di quella tragedia. E lo facciamo ogni giorno, prendendoci cura del tuo ricordo, cercando di essere la tua voce, riportando al cuore di tanti la tua storia, che racconta di violenza ma che ci restituisce anche la speranza, il bisogno di pace, di democrazia e di giustizia. La tua, Antonio, \u00e8 la storia di un giovane del sud della Puglia che ha vissuto i sogni, le speranze, le preoccupazioni e i dubbi della sua et\u00e0. \u00c8 la vita di un ragazzino con una inconsapevole \u201cprofondit\u00e0\u201d, ritrovata poi, in una professione che hai vissuto con autentica Etica, diventando \u201ceroe\u201d tuo malgrado.\u00a0 La tua una scelta che ti \u00e8 costata la vita ma che non ha tradito il tuo senso del dovere. Senso del dovere che non ha ceduto il passo nemmeno di fronte alla paura di morire, senso del dovere che trapela ancora oggi in una tua intervista che io considero il tuo testamento morale: &#8220;Chiunque fa questa attivit\u00e0,- dicevi- ha la capacita di scegliere tra la paura e la vigliaccheria\u2026la paura \u00e8 qualcosa che tutti abbiamo: chi ha paura sogna, chi ha paura ama, chi ha paura piange\u2026 \u00c8 la vigliaccheria che non si capisce e non deve rientrare nell\u2019ottica\u00a0 umana[&#8230;]&#8221;. <\/em><\/p>\n<p><em>Oggi avresti\u00a0 58 anni e, per i tanti ragazzi che ti hanno conosciuto attraverso i nostri racconti,\u00a0 sei come un pap\u00e0: pensa che molti di loro hanno cominciato a \u201ccamminare\u201d a partire da un\u2019emozione accesa in loro dalla tua storia. Il tuo sogno, quello di Antonio Montinaro, \u00e8 diventato per loro impegno, memoria operante per costruire una societ\u00e0 migliore. Quello che \u00e8 successo appartiene ormai alla storia di questo nostro Paese e, se mi soffermo un attimo a riflettere, mi rendo conto che sono passati 28 anni, ma la tua immagine per me \u00e8 ferma l\u00ec, a quell\u2019et\u00e0 in cui la tua vita \u00e8 stata spezzata\u2026 29 anni.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma io so, che, nonostante la tua breve esistenza, \u00e8 come se tu avessi vissuto tante vite. I tuoi anni sono valsi almeno il doppio o il triplo, e allora mi piace immaginarci, oggi \u201cdiversamente giovani\u201d, come direbbero i nostri figli, seduti qui a guardare, in una serata silenziosa senza luna, una nuvola che disegna strane figure nel cielo scuro.\u00a0 E tu a raccontare di te, con la tua ironia\u00a0 e la tua\u00a0 chiacchiera,\u00a0 e io a\u00a0 dirti come quando eravamo ragazzi: \u201cAntonio, statti zitto un pochino\u2026 riposati, fumati una sigaretta\u201d.\u00a0 E pensare, per\u00f2, in quello stesso istante, che essere tua sorella \u00e8 stata sempre una sfida difficile,\u00a0 ma anche un orgoglio e un onore che mi ha portato a fare del tuo esempio il mio impegno. Ciao Antonio<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Matilde Montinaro<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi ricorre il 28esimo anniversario della strage di Capaci. 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