{"id":14470,"date":"2016-09-02T16:17:32","date_gmt":"2016-09-02T14:17:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?p=14470"},"modified":"2018-09-06T15:13:28","modified_gmt":"2018-09-06T13:13:28","slug":"ecomafie-ed-enti-locali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/ecomafie-ed-enti-locali\/","title":{"rendered":"Ecomafie ed Enti Locali"},"content":{"rendered":"<p>In occasione della presentazione del <strong>Rapporto Ecomafia 2016<\/strong>, che si \u00e8 tenuta in Senato lo scorso 5 luglio, Avviso Pubblico ha intervistato <strong>Antonio Pergolizzi<\/strong>, Coordinatore dell\u2019Osservatorio ambiente e legalit\u00e0 di Legambiente. Il Rapporto, redatto da Legambiente dal 1994, analizza e studia l\u2019operare della criminalit\u00e0 organizzata nel grande business legato al traffico e smaltimento illecito di rifiuti, all\u2019abusivismo edilizio, al saccheggio dei beni archeologici e al commercio illegale di specie protette.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>I reati ambientali gestiti per mano della criminalit\u00e0, in particolare di quella organizzata, sono molto radicati. Quali sono i dati che emergono dal Rapporto di Legambiente?<br \/>\n<\/strong>Quello che emerge dall\u2019ultimo Rapporto, che fa riferimento ai fatti accaduti nel 2015, \u00e8 senza dubbio una crescita dell\u2019incidenza dei reati ambientali nelle regioni a tradizionale insediamento mafioso, dove si sono registrate pi\u00f9 del 48% delle infrazioni. La regione con il maggior numero di illeciti ambientali nel 2015 \u00e8 stata la Campania con 4.277 reati, pi\u00f9 del 15% sul dato complessivo nazionale, seguita da Sicilia (4.001), Calabria (2.673), Puglia (2.437) e Lazio (2.431).<\/p>\n<p><strong>Secondo le vostre stime, a quanto ammonta il fatturato delle cosiddette \u201cecomafie\u201d?<br \/>\n<\/strong>Il business stimato nel 2015 \u00e8 di 19,1 miliardi, in leggera flessione rispetto all\u2019anno precedente, quando aveva sfiorato i 22 miliardi. Un calo probabilmente dovuto alla netta contrazione degli investimenti a rischio nelle quattro regioni sopra citate, che hanno visto nell\u2019ultimo anno una riduzione della spesa per opere pubbliche e per la gestione dei rifiuti urbani sotto la soglia dei 7 miliardi.<\/p>\n<p><strong>Dal Rapporto emerge che sia il ciclo illegale del cemento sia quello dei rifiuti hanno registrato una contrazione del numero di illeciti. Sono invece aumentati i reati contro gli animali e gli incendi. Come vi spiegate questo scenario?<br \/>\n<\/strong>Con ogni probabilit\u00e0 stiamo assistendo a una rimodulazione della pressione ecocriminale, anche a seguito dell\u2019introduzione nel codice penale dei nuovi delitti ambientali, con i quali gli inquinatori, oggi, devono fare fronte. Il ciclo illegale del cemento e quello dei rifiuti hanno registrato, infatti, una contrazione del numero di illeciti, rispettivamente del 16,7% e del 29,4%. Sono cresciuti, invece, i reati contro gli animali (+6%) e gli incendi, addirittura con un\u2019impennata che sfiora il 49%. Rispetto a quest\u2019ultimo dato colpiscono soprattutto gli ettari di superficie andati in fumo, pi\u00f9 di 37.000, e la loro collocazione geografica: pi\u00f9 del 56% si \u00e8 concentrato nelle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso, a riprova che le decisioni sulla vita e sulla morte delle nostre montagne in questi territori troppe volte dipendono dalla presenza delle famiglie di mafia.<\/p>\n<p><strong>Dal Rapporto <a href=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/progetti\/progetti-in-corso\/amministratori-sotto-tiro\/\"><em>\u201cAmministratori sotto tiro\u201d<\/em><\/a>\u00a0redatto annualmente da Avviso Pubblico emerge che una parte consistente delle minacce subite dagli amministratori locali \u00e8 collegata proprio a battaglie contro le problematiche di carattere ambientale, in particolar modo il contrasto alle infiltrazioni mafiose nella gestione dei rifiuti e dell\u2019edilizia. Quali dati emergono dal vostro Rapporto?<br \/>\n<\/strong>Le amministrazioni locali sono i custodi principali dei beni comuni e delle risorse ambientali. E\u2019 logico, quindi, che siano in prima linea contro ecomafia ed ecocriminalit\u00e0. Le amministrazioni locali sovrintendono ai processi di pianificazione urbanistica ed economica, elaborano le politiche sulla gestione e tutela del territorio e di alcuni servizi pubblici essenziali, come i rifiuti. Essi, inoltre, fissano le regole in materia urbanistica e di rischio sismico e idrogeologico e collaborano nell\u2019attuazione delle politiche ambientali nazionali e regionali. Rappresentando il livello di governo pi\u00f9 vicino ai cittadini, svolgono quindi un ruolo fondamentale nel sensibilizzare, mobilitare e rispondere alla cittadinanza per promuovere lo sviluppo sostenibile e in armonia con il tessuto sociale di riferimento. Sullo stesso terreno operano le organizzazioni criminali e mafiose che mirano a controllare i territori e di conseguenza l\u2019ambiente nel suo complesso.\u00a0Per questo motivo gli amministratori pubblici sono in prima linea ogni qual volta vogliono provare a gestire il proprio territorio nell\u2019interesse collettivo, rispettando l\u2019ambiente e l\u2019economia sana.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 una storia che ha suscitato la vostra particolare attenzione?<br \/>\n<\/strong>Riportare la legalit\u00e0 in molti contesti continua a essere un gesto davvero rivoluzionario, capace di scatenare reazioni estreme, anche rispetto a provvedimenti del tutto \u201cnormali\u201d, laddove \u00e8 ancora possibile usare questo termine. A Licata, in provincia di Agrigento, il Sindaco Angelo Cambiano \u00e8 stato oggetto di minacce di ogni tipo \u2013 giunte fino all\u2019incendio della casa del padre \u2013 semplicemente per aver dato seguito a sentenze irrevocabili di abbattimento di case totalmente abusive, tirate su entro i 150 metri dalla battigia, cio\u00e8 in zone di inedificabilit\u00e0 assoluta. Per la scelta di voler liberare il lungomare di Licata dallo sfregio di una trentina di immobili abusivi il Sindaco oggi \u00e8 sotto scorta e oggetto di pesanti invettive. La vicenda di Licata diventa cos\u00ec paradigmatica di un fenomeno, l\u2019abusivismo edilizio, che continua a essere una vera piaga per il Paese.<\/p>\n<p><strong>Nel suo Rapporto, Avviso Pubblico ha censito anche i casi in cui sono stati minacciati i presidenti di parchi \u2026<br \/>\n<\/strong>Un recente esempio \u00e8 quello dell\u2019attentato all\u2019attuale Presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci. \u00c8 stato sufficiente chiedere trasparenza e un ritorno alla normalit\u00e0 nel sistema dell\u2019assegnazione delle terre pubbliche, assegnate in passato senza bando alle famiglie del posto, perch\u00e9 i clan mettessero mano alle pistole, con una furia spaventosa. La scelta di Antoci, riportare la legalit\u00e0 nel sistema di assegnazione delle terre pubbliche, ha significato far perdere alle famiglie mafiose qualcosa come 5 miliardi di euro nell\u2019arco di 20 anni. Minacce in stile mafioso sono giunte in questi mesi anche al presidente del parco nazionale dell\u2019Aspromonte Giuseppe Bombino, che ha trovato una testa di capretto mozzata sul cofano della sua auto. Qualche anno fa attenzioni del genere erano giunte anche al presidente del parco del Pollino Domenico Pappaterra, tramite la solita lettera intimidatoria con tanto di proiettile. \u00c8 fin troppo evidente che i parchi e in genere le aree protette sono di interesse strategico per le mafie, le quali coltivano il loro consenso sociale e radicano il loro potere economico e politico.<\/p>\n<p><strong>Leggendo il Rapporto Ecomafia si evince come la corruzione diffonda il malaffare anche in campo ambientale&#8230;<br \/>\n<\/strong>La corruzione facilita ed esaspera il malaffare in campo ambientale, aprendo varchi nella pubblica amministrazione e tra gli enti di controllo, trasformando gli interessi collettivi in miserabili interessi privati, dando cos\u00ec la stura al sistematico saccheggio dei beni comuni. Censendo solo le inchieste pi\u00f9 significative, in cui la corruzione \u00e8 stata usata come testa d\u2019ariete per commettere reati ambientali, in un arco temporale che corre dal 1\u00b0 gennaio 2010 al 31 maggio 2016, ne abbiamo contate 302, con 2.666 persone arrestate e 2.776 denunciate. \u00c8 la Lombardia la regione con il numero pi\u00f9 alto di indagini (40), seguita dalla Campania (39), dal Lazio (38), dalla Sicilia (32) e dalla Calabria (27). A prescindere dalla dislocazione geografica, la corruzione appare ovunque come il principale ostacolo per la gestione virtuosa e responsabile degli ecosistemi, soprattutto nei settori dei rifiuti e dell\u2019edilizia.<\/p>\n<p><strong>Lo scorso anno sono stati introdotti nel nostro codice penale, attraverso la legge <a href=\"mailto:http:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/2015\/05\/28\/15G00082\/sg\">68\/2015<\/a>, specifiche fattispecie di reato contro l\u2019ambiente. Ad un anno di distanza quali sono i primi risultati?<br \/>\n<\/strong>\u00c8 troppo presto poter esprimere valutazioni puntuali, ma uno degli effetti prodotti \u00e8 stato l\u2019aumento degli arresti: nel 2015 sono stati quasi il 18% in pi\u00f9 sul 2014, precisamente 188. Quello che noi ci auguriamo, e che crediamo possa essere una delle conseguenze del nuovo sistema sanzionatorio sul versante preventivo, \u00e8 che porti una riduzione dell\u2019illegalit\u00e0 \u201cdiffusa\u201d. Sul versante repressivo ci sar\u00e0 invece una maggiore efficacia delle attivit\u00e0 di contrasto, misurabile anche con il numero di ordinanze di custodia cautelare emesse.<\/p>\n<p><strong>Ma \u00e8 anche necessario che la cittadinanza si responsabilizzi&#8230;<br \/>\n<\/strong>Assolutamente s\u00ec. L\u2019investimento di energie sull\u2019educazione ambientale \u00e8 una delle possibili vie che si possono intraprendere per comprendere la complessit\u00e0 del reale e prendere coscienza della necessit\u00e0 di modificare la relazione uomo-natura, passando da una visione del mondo che vede l\u2019uomo dominante sulla natura a una visione che vede il futuro dell\u2019uomo come parte inseparabile del futuro della natura. Sono riflessioni che delineano nuove finalit\u00e0 formative, che favoriscano la percezione, l\u2019analisi e la comprensione dei cambiamenti, al fine di diventare cittadini consapevoli e responsabili nei confronti di s\u00e9, dell\u2019ambiente e della comunit\u00e0 intesa non solo come societ\u00e0 di appartenenza, ma anche come pianeta. Senza il supporto di ognuno di noi le cose non cambieranno mai.<\/p>\n<hr \/>\n<p>Per saperne di pi\u00f9 sul Rapporto Ecomafia cliccare <strong><a href=\"http:\/\/www.legambiente.it\/contenuti\/comunicati\/legambiente-presenta-ecomafia-2016-le-storie-e-i-numeri-della-criminalita-ambie\">qui<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In occasione della presentazione del Rapporto Ecomafia 2016, che si \u00e8 tenuta in Senato lo scorso 5 luglio, Avviso Pubblico ha intervistato Antonio Pergolizzi, Coordinatore&nbsp;<span class=\"hellipsis\">[&hellip;]<\/span><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/ecomafie-ed-enti-locali\/\">Leggi tutto <span class=\"screen-reader-text\">Ecomafie ed Enti Locali<\/span> <span class=\"meta-nav\" aria-hidden=\"true\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":14471,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_exactmetrics_skip_tracking":false,"wp_social_preview_title":"","wp_social_preview_description":"","wp_social_preview_image":0,"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[559,177,24,584],"tags":[],"class_list":["post-14470","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-amministratori-sotto-tiro","category-app","category-lopinione","category-rifiuti"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14470","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14470"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14470\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14471"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14470"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14470"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14470"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}