{"id":72916,"date":"2024-11-11T13:01:02","date_gmt":"2024-11-11T12:01:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/?page_id=72916"},"modified":"2024-11-11T13:01:02","modified_gmt":"2024-11-11T12:01:02","slug":"audizione-del-procuratore-di-torino-giovanni-bombardieri-presso-la-commissione-dinchiesta-sulle-mafie-xix-legislatura-6-novembre-2024","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.avvisopubblico.it\/home\/home\/cosa-facciamo\/informare\/osservatorio-parlamentare\/attivita-dinchiesta\/le-commissioni-di-inchiesta-nella-xix-legislatura\/commissione-antimafia-quadro-generale-dellattivita-xix-legislatura\/audizione-del-procuratore-di-torino-giovanni-bombardieri-presso-la-commissione-dinchiesta-sulle-mafie-xix-legislatura-6-novembre-2024\/","title":{"rendered":"Audizione del Procuratore di Torino, Giovanni Bombardieri, presso la Commissione d\u2019inchiesta sulle mafie &#8211; XIX Legislatura (6 novembre 2024)"},"content":{"rendered":"<hr \/>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b>PREMESSA.<\/b> La Commissione Antimafia, <b>il 6 novembre 2024<\/b>, ha svolto l\u2019audizione <strong>del Procuratore della Repubblica di Torino, Giovanni Bombardieri<\/strong> (<a href=\"https:\/\/webtv.camera.it\/evento\/26570\"><strong>il video dell&#8217;audizione<\/strong><\/a>). <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span style=\"font-size: 1rem;\">Di seguito si d\u00e0 sinteticamente conto dei principali temi affrontati.<\/span><\/p>\n<p>La prima parte dell\u2019audizione del Procuratore Bombardieri \u00e8 dedicata a una <strong>ricostruzione storica della presenza mafiosa in Piemonte<\/strong>, in particolare per quanto riguarda la \u2018ndrangheta calabrese. L&#8217;infiltrazione mafiosa viene definita da subito con parole quali \u201cpenetrazione\u201d e \u201cinquinamento\u201d del territorio piemontese. Si tratta di un processo che ha inizio intorno agli anni Sessanta con il provvedimento giudiziario del confino in alcune localit\u00e0 del Piemonte. Il Procuratore ricorda che nel <strong>1973<\/strong> la <strong>Commissione parlamentare antimafia invi\u00f2 una delegazione a Bardonecchia<\/strong> (Torino) in seguito all\u2019emersione e l\u2019infiltrazione di soggetti\u00a0 che avevano portato in Piemonte modus operandi tipici della mafia calabrese, come intimidazioni, danneggiamenti ed estorsioni. Nello specifico, si tratta di infiltrazioni nel mondo dell\u2019edilizia, nel contesto dei lavori per la costruzione del traforo del Frejus.<\/p>\n<p>In questa prima fase di ricostruzione storica, il Procuratore Bombardieri menziona l\u2019<strong>omicidio del Procuratore di Torino Bruno Caccia<\/strong>, avvenuto nel giugno 1983 per mano della \u2018ndrangheta. In particolare, i processi hanno individuato il mandante nella persona di Domenico Belfiore e uno degli esecutori materiali, Rocco Schirripa. Nel 1995 ritorna ancora il <strong>Comune di Bardonecchia<\/strong>, in quanto \u00e8 stato il primo ente locale del Piemonte e di tutto il Nord Italia ad aver subito uno <strong>scioglimento per infiltrazioni mafiose<\/strong>. Sempre nello stesso anno, il Procuratore sottolinea il maxi sequestro di oltre cinque tonnellate di cocaina nel torinese, nell\u2019ambito del Processo Cartagine che ha indagato la presenza criminale all\u2019interno del settore dell\u2019edilizia e nel traffico degli stupefacenti.<\/p>\n<p>Quindi, il Procuratore passa a una fase storica pi\u00f9 recente con le <strong>Operazioni Minotauro del 2011<\/strong> e Crimine e Infinito del 2010. Da queste operazioni emerge un\u2019infiltrazione sistematica di gruppi criminali in gran parte del territorio della provincia di Torino. In particolare, l\u2019Operazione Minotauro svela la <strong>presenza di nove locali di \u2018ndrangheta <\/strong>tra Volpiano, San Giusto Canavese, Moncalieri, Cuorgn\u00e8, Chivasso, Torino, Nichelino e Rivoli. Si evidenzia la struttura unitaria della criminalit\u00e0 organizzata, attraverso una confederazione delle cosche piemontesi che si rapportano sistematicamente con i propri referenti delle \u201ccase madre\u201d di provenienza, come Siderno e Natile di Careri per le due locali di Torino e il legame tra la locale di Volpiano e Plat\u00ec. Il Procuratore sottolinea come si tratta, da un lato, di una dipendenza sotto il piano organizzativo, con una limitata autonomia organizzativa delle locali piemontesi, e dall\u2019altro di autonomia operativa, in quanto viene lasciata libert\u00e0 alle ramificazioni territoriali relativamente alla definizione delle attivit\u00e0 e delle strategie criminali.<\/p>\n<p>In seguito all\u2019Operazione Minotauro, si riporta una grande attivit\u00e0 delle procure piemontesi con\u00a0 oltre venti operazioni antimafia negli anni successivi. Da queste emergono ulteriori locali di \u2018ndrangheta (Basso Piemonte, Carmagnola, Brandizzo e Giaveno), la prosecuzione delle attivit\u00e0 delittuose di alcune locali gi\u00e0 riscontrate con l\u2019Operazione Minotauro e vari reati fine che spaziano dal campo edilizio all\u2019estorsione, fino all\u2019usura aggravata dal metodo mafioso ex art. 416bis cp.<\/p>\n<p>Nella seconda parte dell\u2019audizione, il Procuratore ha affrontato alcuni dei temi maggiormente ricorrenti nelle ultime operazioni svolte dalla Procura di Torino, ovvero l\u2019<strong>infiltrazione della criminalit\u00e0 organizzata nel tessuto imprenditoriale ed economico<\/strong> piemontese. In prima analisi, si \u00e8 approfondito l\u2019interessamento da parte delle organizzazioni mafiose per i <strong>reati di natura tributaria e fiscale<\/strong>, come la realizzazione di crediti di imposta inesistenti e di fatture per operazioni inesistenti, aggravate dalla presenza di commercialisti e professionisti senza scrupolo. Si riporta a titolo di esempio una recente indagine del Tribunale di Asti, che ha condannato due imprenditori di origine calabrese e un commercialista per reati fiscali e tributari legati all\u2019art. 416 bis cp.<\/p>\n<p>Successivamente il Procuratore ha evidenziato come l\u2019<strong>attivit\u00e0 d\u2019impresa<\/strong> non pu\u00f2 essere considerata solo come vittima di estorsioni e attivit\u00e0 criminali, ma purtroppo in alcuni casi \u00e8 la stessa attivit\u00e0 imprenditoriale che si avvale del sistema criminale per la realizzazione di interessi propri, come il <strong>recupero crediti<\/strong>, e l\u2019esternalizzazione di servizi. In particolare, risulta di grande importanza porre attenzione al momento dell\u2019individuazione delle ditte esterne per l\u2019<strong>esternalizzazione di servizi delle imprese<\/strong> medio-grandi, come la logistica, la pulizia, la distribuzione e lo smaltimento dei rifiuti, perch\u00e9 in questi settori \u00e8 pi\u00f9 complicato riuscire a individuare gli elementi che identifichino la presenza di soggetti criminali.<\/p>\n<p>Il Procuratore ha voluto, inoltre, sottolineare che un\u2019economia in mano alla criminalit\u00e0 organizzata \u00e8 un\u2019economia di breve periodo, basata sul riciclaggio di denaro e senza un futuro di sviluppo. Bisogna invece premiare l\u2019economia sana, che si basa su una corretta concorrenza e su investimenti a medio-lungo termine. Al termine di questa seconda parte, si riportano alcune recenti indagini che hanno coinvolto alcune cooperative, come la Coop. Liberamensa che si occupava della gestione di un bar all\u2019interno del Palazzo di Giustizia, e in alcuni casi anche il mondo del sindacato.<\/p>\n<p>Nella terza parte dell\u2019audizione sono state sottoposte al Procuratore Bombardieri d<strong>omande da parte dei Commissari. Rispetto al rischio di infiltrazione criminale nel mondo imprenditoriale, il Procuratore ha rimarcato l\u2019importanza dei <\/strong><strong>c<\/strong><strong>orpi intermedi e<\/strong> <strong>delle associazioni di categoria<\/strong>, in quanto per primi possono accorgersi del malessere di un loro associato e accompagnarlo in un percorso che porti alla denuncia e a un processo di \u201clegalizzazione\u201d dell\u2019impresa coinvolta. Infatti, le associazioni di categoria possono essere le antenne del malessere e delle difficolt\u00e0 dei propri iscritti.<\/p>\n<p>In seguito, si \u00e8 trattato il rischio di condizionamento e di infiltrazione negli <strong>appalti pubblici<\/strong>. \u00c8 un problema che va analizzato e affrontato nei subappalti e nell\u2019esternalizzazione del lavoro e che, secondo il Procuratore, dev\u2019essere accertato a valle, e non a monte, controllando chi effettivamente va a lavorare nei cantieri. Infatti, l\u2019accesso ai cantieri d\u00e0 la possibilit\u00e0 di capire se c\u2019\u00e8 effettiva presenza di soggetti criminali nella realizzazione dell\u2019opera. Si evidenzia, quindi, l\u2019importanza di <strong>controlli effettivi<\/strong>, ma anche la difficolt\u00e0 concrete legate alla carenza di personale ispettivo. Inoltre, il Procuratore auspica una maggiore sensibilit\u00e0 delle stazioni appaltanti nel porre dei limiti alla concessione di subappalti.<\/p>\n<p>Infine, il Procuratore si \u00e8 soffermato sullo strumento dello <strong>scioglimento dei comuni<\/strong>. Si tratta di una decisione drammatica e spesso non risolutoria perch\u00e9 nei piccoli comuni l\u2019attenzione mafiosa si pone maggiormente su dinamiche amministrative e meno su questioni di tipo politico. Si evidenziano alcuni problemi pratici, come l\u2019impiego di commissari prefettizi presenti nel comune interessato dallo scioglimento per pochi giorni alla settimana e che a volte seguono pi\u00f9 comuni contemporaneamente. Ne deriva, quindi, una scarsa efficacia del periodo di risanamento e la situazione frequente di comuni che vengono sciolti ripetutamente nell\u2019arco di pochi anni. Si auspicano cos\u00ec, da un lato, poteri pi\u00f9 ampi per i commissari affinch\u00e9 l\u2019attivit\u00e0 di risanamento possa intervenire sia sul profilo politico, sia su quello amministrativo, e dall\u2019altro una maggiore durata del commissariamento per ristabilire la legalit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: right;\"><span class=\"s1\"><i>(a cura di <strong>Andrea Gaudino<\/strong><\/i><i>)<\/i><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PREMESSA. La Commissione Antimafia, il 6 novembre 2024, ha svolto l\u2019audizione del Procuratore della Repubblica di Torino, Giovanni Bombardieri (il video dell&#8217;audizione). 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