Raccontiamoci le mafie: la buona prassi del Comune di Gazoldo degli Ippoliti per prevenire e contrastare il radicamento delle mafie nel Nord Italia. L’intervista al Sindaco Nicola Leoni

Raccontiamoci le Mafie è una rassegna di autori, libri e arti su mafie, legalità, giustizia e impegno civile, ideata dal Comune di Gazoldo degli Ippoliti, in collaborazione con Avviso Pubblico. Giunta lo scorso anno alla quarta edizione è nata per raccontare attraverso diverse forme espressive ed artistiche, esperienze di lotta e di contrasto alle mafie e del loro radicamento al Nord e per approfondire temi utili ad acquisire una maggiore consapevolezza del fenomeno mafioso e delle sue diramazioni in tutti gli ambiti socio-economici.
La rassegna in questi anni è stata realizzata senza nessuna spesa per il Comune, grazie agli sponsor e alle donazioni di privati. Abbiamo intervistato il primo cittadino Nicola Leoni, Vicepresidente di Avviso Pubblico, per saperne di più.

Quando e come nasce l’idea di Raccontiamoci le mafie?
L’idea nasce nel 2015 dalla frequentazione di Avviso Pubblico. La possibilità di partecipare ad eventi in giro per l’Italia, potendo ascoltare magistrati, professori universitari, scrittori e giornalisti, ha fatto nascere in noi il desiderio di portare testimonianze di lotta alle mafie nel nostro territorio, dove respiravamo una scarsa attenzione ai temi legati alla criminalità organizzata. Nel 2017, poco prima della terza edizione della rassegna, è uscita la sentenza del processo Pesci, che ha certificato anche a livello giudiziario la presenza nella nostra provincia della criminalità organizzata: da quel momento in poi l’attenzione generale si è alzata ed è rimasta poi tale. La rassegna per noi è stata inizialmente una scommessa, perché abbiamo sempre creduto che dovesse rappresentare un momento importante di formazione civile, non solo rivolta agli amministratori locali ma allargata a tutti i cittadini. L’idea è stata di dare modo a tutti di ragionare su questi temi durante una settimana di incontri e presentazioni con un linguaggio semplice e chiaro, ma che esprimesse ugualmente contenuti molto concreti e di alto livello qualitativo.

Con quali risultati?
Questa rassegna rappresenta per noi un modo per fare qualcosa di utile e portare il nostro contributo alla causa su questi temi, spesso complessi, pur essendo il nostro territorio una piccola realtà: questa nostra sensibilità ha ovviamente trovato in Avviso Pubblico, grazie alla nostra adesione all’Associazione nel 2012, un partner fondamentale. Abbiamo fortemente creduto nella rassegna perché uno dei mezzi per contrastare questi fenomeni è parlarne, è diffonderne la conoscenza, e noi abbiamo cercato di farlo in modo competente portando importanti relatori ed esperti da tutta Italia.

Ci sono state difficoltà incontrate durante la realizzazione?
Le principali difficoltà, diminuite nel corso delle varie edizioni, sono state poche e riguardanti principalmente la costruzione del programma, tenendo conto degli impegni dei diversi ospiti. Determinante per noi è stato l’aiuto e il supporto dello staff di Avviso Pubblico.

Quali sono gli obiettivi che vi eravate posti?
L’obiettivo principale è stato quello di parlare di questi temi per portare consapevolezza e creare attenzione per consolidare le necessarie basi culturali, senza allarmismi, ma in modo propositivo e costruttivo. Perché è fondamentale prima capire cosa sono le mafie per poi poterle riconoscere e quindi contrastare efficacemente, anche in ottica preventiva, non solo per gli amministratori ma soprattutto per i cittadini. Ogni cittadino, infatti, deve essere consapevole di quello che può succedere o sta succedendo nel proprio territorio, a qualsiasi latitudine e longitudine, perché nessuno può chiamarsi fuori su questi temi che attentano alla nostra libertà e dignità.

Come si è evoluto l’evento nelle diverse edizioni?
La prima edizione è stata una tre giorni, nel weekend, di eventi concentrati, che ci ha poi suggerito nelle edizioni successive di “diluire” i contenuti della rassegna all’interno di una intera settimana, cercando di consolidare la formula giornaliera di un evento al mattino, coinvolgendo il mondo della scuola, e un evento alla sera aperto a tutti. All’inizio siamo partiti come rassegna di libri e ci siamo poi evoluti come una rassegna culturale a 360 gradi, utilizzando tutte le forme artistiche disponibili per trattare i temi che ogni anno individuiamo come principali nell’ambito della rassegna: teatro, musica, fumetti, fotografia e poesia. Tutto nell’ottica di promuovere una sana cultura della legalità, della giustizia e della libertà.

Qual è stata la partecipazione da parte della cittadinanza? Che riscontri avete avuto in seguito?
Negli anni la partecipazione è cresciuta costantemente. Quest’anno, ad esempio, grazie all’introduzione della diretta streaming abbiamo dato la possibilità anche a chi fisicamente non poteva esserci di partecipare e ascoltare gli incontri serali, raggiungendo più gente possibile. Nelle prossime edizioni vorremmo migliorare l’archivio di quelli che sono gli atti di ogni edizione, perché possano restare a disposizione per chi studia e scrive di questi argomenti.

Qual’è il ruolo di Avviso Pubblico all’interno del progetto?
Il ruolo di Avviso Pubblico è fondamentale perché senza il supporto dell’Associazione tutto questo non sarebbe stato possibile. È il valore aggiunto da tanti punti di vista: per la rete di relazioni e contatti che mette a disposizione, per l’elevata professionalità e capacità del suo staff, che ti fa fare una splendida figura in questo tipo di eventi perché è costituito da persone che sanno come muoversi e sanno come gestire le diverse situazioni, anche grazie alla collaborazione forte con il Comune, che permette di preparare e valorizzare al meglio la settimana. Avviso Pubblico è un’Associazione che ti aiuta a rendere strutturali questo tipo di iniziative e a farle sopravvivere nel tempo. La rassegna può essere un modello replicabile: deve però mantenere alcune caratteristiche peculiari per non rischiare di finire in qualcosa di già visto e inflazionato.

 Per maggiori informazioni sul sito di Avviso Pubblico nella sezione dedicata alle Buone prassi, sottosezione Legalità è possibile scaricare la scheda del progetto.

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