La logistica veronese e la presenza delle mafie: oggi a Verona un focus sul tema

Quasi 9 milioni di metri quadrati distribuiti su 4 aree produttive scaligere – Zai Uno, Zai Due, Marangona e Quadrante Europa – per oltre 42mila lavoratori impiegati nel settore agro industriale, in quello tecnologico e nella logistica. Ed è quest’ultima a farla da padrona con quasi 35mila addetti alle localizzazioni e un volume globale della produzione del consorzio Zai pari a 13,8 milioni di euro. Sono solo alcuni dei dati elaborati dal “Gruppo Logistica” della Consulta della legalità della Camera di Commercio di Verona. Una torta su cui le organizzazioni mafiose provano a mettere le mani.

È questo il focus del convegno “Prevenire l’infiltrazione mafiosa nel settore della logistica – Quali politiche e strumenti?”, organizzato dalla Consulta della legalità della Camera di Commercio di Verona, in collaborazione con Avviso Pubblico, le istituzioni del territorio veronese e il mondo produttivo che si è tenuto oggi.

All’iniziativa hanno partecipato tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine, istituzioni e categorie economiche a cominciare dal Prefetto, Demetrio Martino: “Questi incontri sono importanti per tirare le fila di una situazione che presenta dei segni di gravità in questa provincia. È chiaro che i grandi gruppi criminali dispongono di risorse enormi provenienti da fonti illecite che però necessitano di essere impiegate in attività pseudo lecite per cui c’è una grande attività di riciclaggio che è chiaramente prodromico all’inquinamento del tessuto imprenditoriale”.

“È importante fare una verifica di monitoraggio e apprestare strumenti che possano bloccare sul nascere questi tentativi – spiega ancora il Prefetto -. È essenziale non solo per la legalità ma anche per la tutela dell’imprenditoria. Gli strumenti legislativi esistono, ma possono essere affinati, calibrati meglio secondo il contesto territoriale attraverso degli accordi di natura volontaria che coinvolgano gli imprenditori stessi in modo da attivare poi tutte le procedure per bloccare queste dinamiche”.

Secondo Michele Bertucco, assessore al Bilancio e al Lavoro del Comune di Verona, “la criminalità organizzata è da tempo presente sul nostro territorio. Sono molte le indagini che hanno toccato la provincia di Verona. Gli eventi come quello di oggi, in questo caso legato al settore della logistica, sono importanti perché Verona è la capitale italiana della logistica e il settore dei trasporti è uno di quelli che da sempre, insieme al movimento terra, dove questa presenza diventa particolarmente forte e pesante”.

“Dotarsi di strumenti che possono vigilare con attenzione rispetto a questo fenomeno – aggiunge l’assessore Bertucco -, può garantire e impedire che queste infiltrazioni possano avvenire anche nell’ambito di questo settore. Quindi bene il convegno di oggi in Camera di Commercio: sono attività che devono proseguire, in particolare anche assieme ad Avviso Pubblico, l’associazione degli Enti Locali contro le mafie, e che da sempre ha rappresentato non solo uno strumento utile alle Amministrazioni pubbliche, ma anche a tutte le attività economiche per fare in modo di bloccare l’infiltrazione mafiosa anche nell’ambito dell’economia veneta e veronese”.

Il padrone di casa, Giuseppe Riello, Presidente della Camera di Commercio di Verona, ha sottolineato in apertura di convegno “come il radicamento del sistema mafioso sul territorio ha avuto una forte accelerazione. Attraverso la creazione di quattro tavoli di lavori tematici per agricoltura, logistica, edilizia e turismo stiamo sensibilizzando gli imprenditori e studiando nuove strategie per combattere una piaga che è reale e concreta. Abbiamo anche realizzato un vademecum su come si può reagire a queste situazioni anomale e speriamo che questo venga preso da esempio da tante altre città d’Italia e tante altre Camere di Commercio”.

Il Comandante dei carabinieri, Francesco Novi, ha affermato che “La penetrazione della criminalità organizzata anche nell’economia veronese è un problema, è un fenomeno di cui è necessario anzitutto prendere consapevolezza ed eventi come questi in cui forze dell’ordine, rappresentanti dello Stato, rappresentanti del mondo del commercio, dell’imprenditoria, dell’industria si uniscono per cercare di cogliere quelli che possono essere i segnali e provare ad arginare questo tipo di fenomeno che è purtroppo dilagante all’interno della nostra economia”.

Pierpaolo Romani, coordinatore nazionale di Avviso Pubblico e Andrea Prando, presidente di Casartigiani Veneto evidenziano come “la logistica sia un settore delicato dove operano un variegato numero di soggetti e di tipologie. A Verona, il Quadrante Europa movimenta 11.000 tir al giorno per 13.000 occupati tra diretti e indiretti. L’andamento del traffico merci nel 2021, è stato di 8,5 milioni di tonnellate su ferrovia e 22 milioni di tonnellate su gomma”.

Lorenzo Gianluca di Filippo, segretario Fit-Cisl della provincia di Verona, sezione Federazione Italiana Trasporti ha evidenziato “quali sono i campanelli d’allarme che ci devono allertare: sono rappresentati da esternalizzazioni dell’attività, a subappalti, appalti al massimo ribasso e questo significa la presenza di soggetti che riescono a prendersi gli appalti e generare così una presenza sleale sul territorio. Possiamo osservare che non è soltanto il massimo ribasso un campanello di allarme perché ultimamente anche aziende floride e con possibilità economiche importanti possono presentarsi con una regolarità di apparenza che possono essere un rischio per il settore.

Il Presidente di Verona Mercato, Marco Dallamano, ha affermato che “Questo rischio ci sia davvero anche nel settore logistico. Una problematica importante che riguarda anche il Quadrante Europa che Verona Mercato già a fine dicembre ha affrontato sottoscrivendo un protocollo d’intesa con la Prefettura e il Comune di Verona”.

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