Riforma 231: il disegno di legge del Governo che sarà all’esame del Parlamento

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 4 Agosto, ha approvato un disegno di legge di Revisione della disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.

Il testo del disegno di legge non è ancora stato pubblicato e sarà oggetto, in ogni caso, della ordinaria discussione e valutazione delle Camere. Dalle prime indicazioni emerse è possibile sintetizzare un primo quadro delle novità che il testo propone di introdurre.

Premessa: cos’è la responsabilità ex 231? È una responsabilità amministrativa da reato per le persone giuridiche (società, imprese, ecc) nel caso di reati commessi da propri dirigenti o dipendenti (D. Lgs. 231/2001). In particolare, si sanziona l’impresa, attraverso un articolato sistema di quote e altre misure, quando i reati sono stati realizzati nell’interesse o per avvantaggiare la società, rimproverando a essa l’assenza di adeguati modelli di organizzazione e gestione della società tali da evitare la commissione di reati. In questo quadro, l’adozione di modelli di organizzazione e gestione efficaci rappresenta un punto cruciale per andare esenti da responsabilità. Da qui è nato il cd. “modello 231” che comprende tutte le misure che le imprese devono adottare per prevenire i reati ed evitare eventuali sanzioni in caso di loro commissione.

Cosa prevede lo schema di riforma? La riforma proposta dal Governo interviene sui modelli di organizzazione e gestione, centrali nella struttura del Modello 231, per definirli in maniera più certa come veri e propri strumenti di adempimento, riducendo l’ambito di discrezionalità dell’Autorità Giudiziaria, e invertendo l’onere probatorio. In questa traiettoria, è stato anticipato che saranno previste misure di semplificazione, in particolare per le PMI, per ridurre gli oneri burocratici. Inoltre, all’impianto sanzionatorio verrebbe affiancato anche un sistema preventivo per articolare la risposta su entrambi i fronti.

Si ricorda che sul tema ha lavorato anche il Tavolo tecnico per la revisione della disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, coordinato da Giorgio Fidelbo (Presidente della Sesta Sezione della Corte di Cassazione). Qui il testo finale dei lavori del Tavolo tecnico.

Di seguito, i punti principali della riforma che sono stati finora presentati:

  • Colpa di organizzazione. La riforma prevede di intervenire sulla colpa di organizzazione, che diventerebbe un elemento costitutivo dell’illecito della persona giuridica. In questo senso, si prospetta una riduzione dello spazio di discrezionalità dell’Autorità Giudiziaria, con l’obiettivo di fornire alle imprese parametri più certi di adempimento. Ciò sarà concretamente attuato dando maggiore centralità alle Linee guida delle associazioni di categoria, a cui le imprese potranno conformarsi e che godranno di una presunzione di idoneità (rilevante in sede giudiziaria).
  • Inversione dell’onere probatorio. Sul piano processuale, la riforma prevede di invertire l’onere probatorio. Nell’assetto attuale (quando il fatto è posto in essere da soggetti apicali della società) è la persona giuridica a dover dimostrare, dopo la contestazione della commissione di un reato a vantaggio/nell’interesse dell’Ente, di aver adottato ed efficacemente attuato, prima del fatto, un modello di organizzazione idoneo a prevenire il reato contestato (insieme ad altre prescrizioni). Con la riforma, invece, cadrebbe la distinzione tra soggetti apicali e non apicali e, soprattutto, la prova della colpa di organizzazione dovrebbe essere interamente dimostrata dalla pubblica accusa.
  • Ravvedimento operoso. La riforma prevede che la società che ha adottato un Modello 231 che si è rivelato, nel caso di specie, insufficiente (perché è stato commesso un reato) possa disporre di un termine per modificare il Modello stesso, adeguandolo alle richieste del giudice e con condotte riparatorie. Ciò porterebbe ad un azzeramento o rimodulazione della sanzione.
  • Micro-imprese. Quando la persona giuridica coincide con la persona fisica autore del fatto, e sia stata applicata già una sanzione a quest’ultimo, è possibile rendere esente o diminuire la sanzione per la società.
  • Elenco dei reati presupposto. La riforma prevede una delega al Governo per intervenire, con Decreto legislativo, sull’elenco dei reati presupposto.