La sottosegretaria alla Giustizia ha risposto il 10 novembre 2017 alla Camera all’interpellanza urgente 2-01998, con la quale si chiedevano chiarimenti sugli oggettivi rischi per la sicurezza delle sezioni di carcere duro (oltre che di creazione di situazioni di supremazia fra i detenuti) e in ordine all’applicazione dell’istituto del 41 bis a seguito di alcune scelte operate di recente dal Governo quali: il progressivo depotenziamento del Gruppo Operativo Mobile (GOM) alla luce anche della nuova circolare del 2 ottobre 2017 del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e all’attribuzione di nuovi gravosi compiti da leggere in combinazione con la cancellazione dell’autonomia amministrativa-contabile del Gruppo e la concessione di maggior potere di colloquio al Garante Nazionale dei detenuti nei confronti dei soggetti al 41 bis. Le preoccupazioni dell’interpellante hanno riguardato, inoltre, le nuove modalità di colloquio e di scambio di informazioni dei detenuti con i loro avvocati, oltre che i rischi derivanti dalla non vincolatività del parere della Direzione distrettuale antimafia, peraltro – come si fa notare – non coinvolta durante il periodo dei lavori della circolare in questione.

Il rappresentante del Governo ha innanzitutto illustrato come negli ultimi anni ci si sia impegnati in un progetto di revisione del modello detentivo, compreso quello relativo al regime del 41 bis, confermandone però la sua irrinunciabilità. Per prima cosa ha chiarito che la circolare del 2 ottobre assicura la non esistenza, alla luce della nuova disciplina, di rischi di scambio di messaggi attraverso libri o altri supporto. Ha poi precisato i seguenti punti: il parere della Direzione distrettuale antimafia nella gestione delle somme di denaro, dei giornali e delle conversazioni telefoniche viene richiesto per garantire un’istruttoria più approfondita e più attenta, tuttavia non è vincolante; lo scambio di materiale giuridico tra difensore e detenuto, in formato cartaceo o elettronico (e comunque  sottoposto a controllo) avviene con le modalità previste dal codice di procedura penale; il colloquio visivo senza vetro divisorio (in attuazione di una sentenza della Corte) è sottoposto a videoregistrazione e ascolto. Il Garante nazionale dei diritti dei detenuti, inoltre, in quanto indipendente, è autorizzato ad accedere alle sezioni del 41 bis per previsione di legge di ratifica di una Convenzione internazionale. Per quanto riguarda, poi, il GOM è noto come proprio la relativa competenza e preparazione specifiche abbiano giustificato l’attribuzione dei nuovi compiti. A fronte di tale ampliamento la Sottosegretaria ha, infine, chiarito che sono stati programmati interventi di rafforzamento strutturale, con iniziative peraltro già in corso. Quanto alle problematiche relative alla cessazione delle attribuzioni di funzionario delegato, all’esito della discussione di un gruppo di lavoro, è stato dato incarico al direttore generale del personale e delle risorse di elaborare una proposta definitiva.

(a cura di Antonia Albanese – studentessa del Master in Parlamento e politiche pubbliche della Luiss Guido Carli)