Gioco d’azzardo, le tendenze delle Amministrazioni regionali e locali e della magistratura amministrativa

Il tema del contrasto del gioco d’azzardo patologico è ancora al centro dell’azione di molte Amministrazioni regionali e locali, che hanno via via adottato una serie articolata di misure (dall’applicazione del c.d. “distanziometro”, alla limitazione degli orari di apertura, ai requisiti delle sale da gioco fino agli incentivi per gli “esercizi no slot”  e alle campagne di sensibilizzazione e prevenzione).

Sono ormai 16 le Regioni che hanno disciplinato la materia, ultima in ordine di tempo il Molise, ed anche l’iter delle leggi regionali delle Marche e della Sardegna è in via avanzata. In Calabria e Sicilia le proposta di legge sono all’esame delle competenti commissioni.

Anche a livello locale sono ormai moltissime le Amministrazioni locali che hanno disciplinato la materia, sia ricorrendo a regolamenti organici che ad ordinanze del sindaco (in particolare per la riduzione degli orari): nella sezione dedicata al Gioco d’azzardo del sito di Avviso Pubblico sono riportati numerosi esempi dei provvedimenti fin qui adottati.

Il quadro normativo risulta nettamente migliore rispetto a quello di alcuni anni fa, grazie anche al consolidarsi di un orientamento giurisprudenziale che, sulla base delle sentenze della Corte Costituzionale, ritiene di norma perfettamente legittimi gli interventi in materia di Regioni e comuni.

Tra le più recenti pronunce dei giudici amministrativi si possono ricordare la sentenza del TAR di Parma sul piano urbanistico di Reggio Emilia, i ricorsi respinti nei confronti del regolamento sui giochi del comune di Napoli, le sentenze del TAR di Bolzano che hanno convalidato i provvedimenti di chiusura di locali non in regola con le prescrizioni della legge provinciale, le numerose sentenze che hanno respinto i ricorsi nei confronti dei provvedimenti di limitazione degli orari o la decisione del Consiglio di Stato che ha equiparato il trattamento delle sale scommesse a quello delle sale da gioco etc (anche se non mancano casi in cui una disciplina troppo drastica è stata annullata dai giudici amministrativi) (Per una panoramica della giurisprudenza in materia clicca qui).

Per quanto riguarda Regioni ed Amministrazioni locali si tratta ora di estendere ancora di più le buone prassi già positivamente sperimentate ed affinare ulteriormente tali interventi con riferimento, ad esempio, all’adozione di discipline analoghe sugli orari di apertura da parte delle Unioni dei comuni oppure alla predisposizione di misure di incentivo realmente efficaci per gli esercizi no slot.

Appare evidente, peraltro, che l’adozione a livello nazionale di misure in contrasto con gli orientamenti maturati a livello locale, come quelle contenute nel documento predisposto dal Governo per le decisioni della Conferenza unificata Stato autonomie locali ridimensionerebbe notevolmente i poteri di Regioni e comuni: per questa ragione è estremamente importante che le nuove Linee guida salvaguardino al massimo le competenze regionali e locali in materia.

Analogamente, è essenziale che il Parlamento completi in tempi breve l’esame dei provvedimenti di sua competenza, a partire dalle proposte di legge sul divieto assoluto di pubblicità del gioco d’azzardo (indispensabile per contenere la domanda di gioco) o al recepimento delle indicazioni contenute nella relazione della Commissione Antimafia per contrastare la presenza dei gruppi criminali in questo settore.

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