EDUCARE A COMBATTERE MAFIE E CORRUZIONE: IL FILOSOFO VITTORIO ALBERTI SU #CONTAGIAMOCIDICULTURA

Stavolta #CONTAGIAMOCIDICULTURA prova a capire quanto la cultura può fare per combattere le mafie. Lo fa con una nuova puntata della rubrica di Avviso Pubblico nata per conoscere, analizzare e approfondire come prevenire e contrastare le infiltrazioni mafiose e i fenomeni corruttivi, al fine di provare ad impedire che mafiosi e corrotti possano ancora continuare a danneggiarci.

Un nuovo appuntamento insieme a “Pane sporco – Combattere la corruzione e la mafia con la cultura” (Rizzoli, 2018) di Vittorio Alberti, con un saggio introduttivo dell’ex Procuratore di Roma Giuseppe Pignatone e la postfazione di don Luigi Ciotti.
Alberti è filosofo e storico, officiale del Dicastero per lo Sviluppo umano integrale presso la Santa Sede per i temi politici; dirige la rivista online “Sintesi Dialettica” ed autore di numerosi saggi tra cui “Non è un paese per laici” (Bollati Boringhieri, 2020).

Al di là di slogan e retorica, Alberti  prova a capire cosa significhi usare la cultura per combattere la logica della corruzione e la mentalità mafiosa. «La cultura – spiega l’autore – è composta da istruzione ed educazione». Ed proprio questo secondo elemento a fare la differenza nella formazione della personalità e del talento individuale, per trarre gli elementi che servono a orientarsi nel mare del degrado culturale che lascia corrompere i fattori costitutivi delle relazioni sociali e politiche. «E perché in Italia – si chiede ancora Alberti – la Storia ha portato in Italia la formazione di queste particolari organizzazioni criminali, che sono le mafie e che oggi sono un problema mondiale?». Questo libro prova a dare delle risposte concrete ad una questione enorme che condiziona la nostra vita quotidianamente.

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