#CONTAGIAMOCIDICULTURA: IL GIORNALISTA ANTONIO TALIA PRESENTA IL SUO ULTIMO LIBRO “MILANO SOTTO MILANO”

Stavolta #CONTAGIAMOCIDICULTURA prova a illuminare la parte oscura di Milano. Ecco la nuova puntata della rubrica di Avviso Pubblico nata per conoscere, analizzare e approfondire come prevenire e contrastare le infiltrazioni mafiose e i fenomeni corruttivi, al fine di provare ad impedire che mafiosi e corrotti possano ancora continuare a danneggiarci.

In questa nuova puntata presentiamo “Milano sotto Milano, viaggio nell’economia sommersa di una metropoli” (Minimum fax, 2021) di Antonio Talia, giornalista, 44 anni, reggino, autore anche del reportage Statale 106. Viaggio sulle strade segrete della ’ndrangheta (Minimum fax, 2019). Talia è stato corrispondente da Pechino, si è occupato di riciclaggio di denaro sporco tra Italia e Cina, gang di strada in Svezia, jihadismo in Indonesia e operazioni finanziarie illecite a Hong Kong. È coautore di Io sono il cattivo e Nessun luogo è lontano, trasmissioni di affari esteri in onda su Radio24.

«La Milano degli anni Dieci è una città di incastri pianificati e di corrispondenze inaspettate», esordisce Talia: in quell’epoca, infatti, la città ha enfatizzato la sua vocazione mercantile. Tra il  2014-2019 il Pil milanese è schizzato in alto del 9,7%, rispetto al 4,6% nazionale, e la città, iscritta in pianta stabile nella hit delle global cities è riuscita a calamitare più di un terzo di tutti gli investimenti diretti dall’estero verso l’Italia.

Ma la città più ricca dello Stivale è anche la città dove il denaro circola più velocemente, una corrente sotterranea della quale spesso sembra impossibile rintracciare l’origine. È una città di fiumi interrati e pozzi neri, corsi d’acqua sepolti sotto strade e palazzi, e adesso che il Coronavirus si è abbattuto su Milano come l’anomalia definitiva, i flussi di denaro sepolti rischiano di esondare, rivelando collegamenti inediti, affiliazioni sospette e, spesso se non sempre, una contiguità preoccupante tra economia e crimine. Quella che ci racconta è una Milano inedita nella quale convergono e agiscono vecchie bande locali e ’ndrine, artisti del riciclaggio e immobiliaristi senza scrupoli, piccoli trafficanti e sopravvissuti di Tangentopoli. Tutti accomunati da un unico Dio: il denaro, e il riconoscimento sociale che porta con sé.

Per informazioni sul progetto scrivi a stampa@avvisopubblico.it

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