Disposizioni per la protezione dei testimoni di giustizia (AS 2740). Scheda di sintesi

Premessa. La Camera ha approvato il 9 marzo 2017 il provvedimento, che ora è all’esame della Commissione Giustizia del Senato.

Finalità del provvedimento. La proposta di legge iniziale (AC 3500) è volta ad adeguare la disciplina (in particolare il decreto legge n. 8 del 1991 e la legge n. 45 del 2001) in materia, al fine di distinguere meglio la posizione dei testimoni di giustizia (di norma semplici cittadini – ad esempio imprenditori oggetto di racket o di usurai – che danno uno specifico apporto alle indagini della magistratura e che per questo possono essere perseguitati da gruppi criminali: in base ai dati forniti dal Governo nel corso dell’iter, essi attualmente sono 78, e 255 i loro familiari) da quella dei collaboratori di giustizia (che fanno invece parte di organizzazioni criminali e che proprio per questo sono in grado di fornire informazioni utili per lo svolgimento delle indagini, ottenendo in cambio benefici di varia natura: attualmente sono 1.277, con 4.915 familiari).

Contenuti della proposta di legge. La proposta di legge, nel testo licenziato dalla Camera, nel definire in modo stringente il testimone di giustizia, prevede in particolare specifiche misure di vigilanza, tutela fisica e sostegno economico nella località di origine (da privilegiare rispetto al programma di protezione in località protetta) e di reinserimento sociale e lavorativo. Si introduce anche la figura del referente del testimone di giustizia, volto ad assisterlo nei suoi rapporti con le istituzioni.

Notizie dell’iter alla Camera. La Commissione Giustizia della Camera ha avviato il 7 settembre 2016 l’esame della proposta di legge, che recepisce gran parte delle indicazioni contenute nella relazione della Commissione antimafia per garantire una più efficace tutela dei testimoni di giustizia attraverso la definizione di una specifica disciplina: la relazione è stata discussa dall’Assemblea di Camera e Senato, con l’approvazione di atti di indirizzo.

Al fine di approfondire ulteriormente gli aspetti problematici del provvedimento, la Commissione Giustizia ha effettuato un breve ciclo di audizioni (seduta del 13 settembre 2016). In particolare, il 25 ottobre 2016 ed il 26 ottobre 2016 sono stati ascoltati i Procuratori della Repubblica presso i tribunali di Reggio Calabria, Napoli, Milano, Palermo, Roma e Torino, nonché il Presidente della Commissione centrale per la definizione e applicazione delle speciali misure di protezione ed il Procuratore nazionale antimafia ed antiterrorismo (per una sintesi di tali interventi leggi questa scheda).

L’esame degli emendamenti si è svolto nelle sedute del 16 novembre 2016, 23 novembre 2016, 11 gennaio 2017, 1° febbraio 2017 e 23 febbraio 2017. La discussione in Aula è iniziata il 27 febbraio 2017, con gli interventi, tra gli altri, del relatore, On. Mattiello, e del Vice Ministro dell’Interno. A causa del mancato parere espresso dalla Commissione Bilancio, che ha chiesto una relazione tecnica sugli oneri derivanti dal provvedimento (clicca qui e qui), la discussione è stata rinviata al 7 marzo 2017. L’8 marzo 2017 la Commissione Bilancio ha espresso un parere favorevole con osservazioni.

Il 9 marzo 2017 l’Assemblea di Montecitorio ha approvato il testo con alcune modifiche (clicca qui).

L’iter al Senato. La Commissione Giustizia del Senato ha avviato la discussione del provvedimento (e di altre due proposte di legge in materia, AS 809 e AS 2176) il 4 luglio 2017  18 luglio 2017 e 25 luglio 2017: l’esame degli emendamenti è ripreso nella seduta del 19 settembre 2017La Commissione Giustizia ha ultimato l’esame del provvedimento il 24 ottobre 2017 apportando una modifica all’articolo 1. È stato approvato anche un ordine del giorno di indirizzo al Governo volto a modificare la disciplina dei verbali illustrativi dei contenuti della collaborazione e della loro utilizzabilità entro determinati termini temporali.Il provvedimento passa ora all’esame dell’Assemblea. Si segnala che l’attuale programma dei lavori fino a dicembre non include però il provvedimento.

Per maggiori informazioni vedi il dossier del Servizio Studi del Senato.

(ultimo aggiornamento 25 ottobre 2017)