Commissione contraffazione: audizioni dei rappresentanti di aziende ed artigiani

La Commissione sulla contraffazione sta svolgendo una serie di audizioni con rappresentanti delle associazioni e delle aziende: Confartigianato (seduta del 17 settembre 2014), Confindustria (sedute del 25 settembre 2014 e del 18 giugno 2015), CNA (seduta del 9 ottobre 2014) , Coldiretti (seduta del 23 ottobre 2014), Agrinsieme (seduta del  13 novembre 2014),  Confcommercio (seduta del 4 dicembre 2014), Assocalzaturifici (seduta dell’11 marzo 2015), Camera di commercio di Prato (seduta del 18 giugno 2015), Stefano Ricci spa (seduta del 18 giugno 2015), Conad (seduta del 24 giugno 2015), Univendita (seduta del 25 giugno 2015), nel corso delle quali sono stati forniti dati preoccupanti sulle dimensioni del fenomeno nei diversi settori produttivi e sul ruolo svolto dalle organizzazioni criminali. Qui di seguito sono evidenziate le proposte più significative emerse nel corso delle audizioni per contrastare la contraffazione.

Confartigianato auspica un maggiore coordinamento fra soggetti che a livello internazionale si occupano di repressione e contrasto, puntando forte sulla certificazione d’origine, cioè sulla tracciabilità del prodotto stesso; evidenzia, in più, una best practice di livello mondiale che vede protagonista l’Italia e che riguarda i canali di distribuzione extra web dei farmaci, con un sistema di tracciabilità tale da rendere praticamente impermeabile il sistema della distribuzione.

Si evidenzia, inoltre, in riferimento all’approvazione della proposta di regolamento sulla sicurezza dei prodotti di consumo in ambito comunitario (cd. made in), la necessità di accompagnarlo con un sistema forte di tracciabilità del prodotto per evitare che il marchio in parola sia poi soggetto a contraffazione.

Confindustria propone di rafforzare la cooperazione amministrativa tra gli Stati europei con l’istituzione di un unico centro di coordinamento, evitando una ripartizione delle competenze tra le direzioni generali dogane, commercio, impresa, consumatore e mercato interno che fanno capo a diversi commissari; in tal modo le autorità nazionali potrebbero operare all’unisono.

Altro aspetto cruciale riguarda il rafforzamento dei controlli portuali: in alcuni paesi che non hanno una legislazione strutturata, infatti, vengono introdotte merci contraffatte di provenienza extra europea, che poi possono circolare liberamente nei territori degli Stati membri, a scapito di paesi come l’Italia che, invece, predispongono controlli molto stringenti.

Un’altra proposta riguarda la creazione di piattaforme di distribuzione di merci italiane nel mondo, con particolare riferimento a prodotti con un livello qualitativo di eccellenza (si pensi, per fare un esempio concernente il comparto alimentare, al cappero di Pantelleria); questo costituirebbe un veicolo importante per la promozione di prodotti soprattutto delle piccole e medie imprese che, per evidenti ragioni connesse alla esiguità del loro fatturato, non hanno i mezzi per commercializzare in tutto il mondo.

Un aspetto specifico riguarda la tracciabilità dei prodotti nel comparto tessile, al fine di contrastare l’importazione di semilavorati privi di controllo alle dogane e di etichettature e che spesso risultano anche dannosi per la salute.

Il CNA pone l’accento sull’importanza dell’azione di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e degli operatori, anche attraverso le associazioni dei consumatori, tanto vero che dal 2007 organizza periodicamente degli incontri con giovani e studenti, principalmente del settore moda, al fine di spiegare loro il fenomeno della contraffazione e tutte le implicazioni che esso comporta. A ciò si deve aggiungere l’introduzione di sistemi di tracciabilità e l’aumento dei controlli sulla filiera di produzione e distribuzione.

Coldiretti, oltre all’auspicio circa l’inasprimento delle sanzioni per chi pone in essere condotte illecite (ad esempio si potrebbe prevedere la sospensione o la chiusura dell’attività), avanza una proposta che riguarda i magistrati titolari delle indagini in materia, proponendo un percorso formativo ad hoc affinché acquisiscano conoscenze tecniche e di scenario che consentano loro di rendere l’iter investigativo il più efficiente possibile.

Agrinsieme pensa alle Prefetture come centri territoriali che si occupino di coordinare tutti i soggetti che hanno il compito di rilevazione di fenomeni contraffattivi, rafforzando il sistema sanzionatorio e la specializzazione degli operatori. Si dovrebbe costituire anche  un portale che il consumatore possa consultare per capire come i prodotti possono essere contraffatti.

Sull’etichettatura, invece, viene suggerito il ricorso a una comunicazione essenziale, diretta, che fornisca messaggi importanti che possano essere immediatamente colti dal consumatore, evitando una massa di informazioni disordinate e difficilmente comprensibili.

Assocalzaturifici sottolinea la rilevanza del fenomeno della contraffazione nel settore calzaturiero,  in particolare attraverso internet, che va perciò contrastato con un’azione organica sia a livello internazionale che interno; tra le proposte avanzate, quelle relative all’istituzione di un’Autorithy che operi nel campo della contraffazione, un rinnovato impulso all’azione di sensibilizzazione del consumatore ed una più efficace lotta alla vendita per strada di prodotti contraffatti.

Confcommercio auspica una riscrittura complessiva della normativa in materia per rendere più efficace l’attività di contrasto e sequestro dei beni: in tale contesto vanno rese operative le sanzioni a carico dei consumatori che acquistano prodotti contraffatti previste dal decreto legge n. 35 del 2005 (art. 1). Molto importante è anche l’adozione di misure efficaci per colpire la vendite di beni contraffatti via internet.

(ultimo aggiornamento 17 agosto 2015)