Audizione in Commissione Antimafia sulla situazione della criminalità organizzata in Campania

Premessa. La Commissione Antimafia ha nuovamente ascoltato, l’8 febbraio 2017, il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Napoli, Giovanni Colangelo, per un aggiornamento sull’evoluzione dei gruppi criminali in Campania. Qui di seguito sono sintetizzati gli aspetti più rilevanti dell’audizione, in parte segretata.

Il quadro generale. La Campania è caratterizzata da un elevato livello di illegalità, che riguarda diversi settori, dai delitti contro la pubblica amministrazione ai reati di criminalità organizzata, alla contraffazione, agli illeciti ambientali; tutto ciò che rende estremamente impegnativo il lavoro della Procura, anche in relazione alle note carenze di organico: ad esempio, un numero elevato di sentenze non viene materialmente eseguito, a causa della mancanza di personale dell’ufficio esecuzione, lasciando in libertà soggetti già condannati e vanificando così i risultati conseguiti in sede di indagine e, più in generale, l’efficacia stessa dell’azione penale repressiva.

Le “giovani leve”.  Le inchieste giudiziarie hanno consentito di infliggere duri colpi ai vecchi clan camorristici, grazie anche all’arresto di numerosi latitanti: si assiste però ad un fenomeno di continua riaggregazione di bande criminali, talora in lotta tra loro, di cui spesso assumono la guida i figli degli esponenti in carcere. Ed estremamente preoccupante è il coinvolgimento dei minorenni (talvolta addirittura sotto i 14 anni) che vengono utilizzati per il trasporto della droga (ad esempio per la consegna a domicilio) oppure delle armi o per l’organizzazione di raid punitivi. Proprio a tal fine sono state raggiunte intese con il tribunale dei minorenni e con le istituzioni scolastiche per una serie di iniziative volte a cercare di preservare i più giovani dall’influenza negativa delle loro famiglie di origine. Ma si pone anche il problema di studiare un percorso specifico di rieducazione, soprattutto per la fascia dai 16 ai 18 anni.

Scommesse e gioco d’azzardo. Le inchieste hanno evidenziato l’esistenza di forti infiltrazioni di tipo mafioso nel calcio professionistico di serie B, con un giro di scommesse molto significativo (si parla di 80 miliardi di scommesse). Si registra il grande interesse dei gruppi criminali per il settore del gioco lecito e di quello illecito, con particolare riguardo al gioco on line. Purtroppo si tratta di fenomeni difficili da contrastare per la diffusione capillare sul territorio delle sale da gioco e scommesse e la collocazione all’estero di molte società che operano in questo settore; per questo appare necessario un radicale cambiamento delle politiche pubbliche riguardanti il gioco d’azzardo, anche attraverso la previsione di pene adeguate  non solo per i gestori dei siti ma anche per coloro che  detengono materialmente il punto scommesse.

Le infiltrazioni nelle istituzioni e nell’economia. Nell’audizione è stata posta particolare attenzione alle infiltrazioni della camorra nelle istituzioni territoriali – comuni e aziende sanitarie – e nell’economia, grazie all’apporto garantito da dipendenti pubblici corrotti (andrebbero individuate misure più incisive al riguardo, non essendo sufficiente il solo scioglimento dell’organo politico) e da un ceto di professionisti che opera su un piano quasi autonomo alle organizzazioni criminali.