Audizioni della Commissione antimafia sulle possibili infiltrazioni nel comune di Quarto

Premessa. Il 19 gennaio 2016 la commissione di inchiesta antimafia ha ascoltato il sindaco di Quarto (Na), Rosa Capuozzo (poco prima delle sue dimissioni), accompagnata dall’assessore agli affari legali e generali Donatella Alessi. L’audizione ha avuto come oggetto le vicende legate ai rischi di condizionamento e di infiltrazione della criminalità organizzata nel Comune di Quarto, con riferimento all’indagine condotta dalla Procura di Napoli nei confronti del consigliere comunale Giovanni De Robbio. L’amministrazione comunale di Quarto era stata sciolta (per la seconda volta) nel 2013 e affidata alla gestione della commissione straordinaria con decreto del Presidente della Repubblica del 9 aprile 2013. I cittadini sono stati richiamati alle urne nel maggio del 2015, consultazione in cui, ricorda il presidente della Commissione Rosy Bindi, numerose liste elettorali erano state escluse per irregolarità formali. Nella seduta del 3 febbraio 2016 è stato ascoltato l’on. Roberto Fico.

Qui di seguito sono sintetizzati gli aspetti più rilevanti della discussione, in Commissione, finalizzata ad individuare, proprio partendo dall’esperienza concreta di alcune situazioni come quella di Quarto, nuove modalità di selezione della classe dirigente e degli amministratori locali attraverso le quali i partiti possano respingere i tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nelle istituzioni.

Le scelte effettuate dall’Amministrazione comunale. Il Sindaco si sofferma innanzitutto sulla questione relativa alla gestione dello stadio, che la nuova Amministrazione ha rimesso nuovamente nelle mani del Comune, dopo che le due precedenti gestioni erano finite prima in mano alla criminalità organizzata e successivamente ad una società – collegata ad una associazione antiracket (la Quarto Calcio per la Legalità) – che però continuava a non pagare canoni e utenze e a fare l’ordinaria manutenzione, nonostante i ripetuti solleciti ricevuti. Il Sindaco ribadisce più volte la bontà di tale scelta volta a garantire l’utilizzo della struttura da parte di tutte le associazioni sportive presenti sul territorio (alcune delle quali sarebbero però in rapporti con esponenti di clan camorristici).

Il Sindaco approfondisce inoltre la vicenda dell’appalto della manutenzione idrico-fognaria: In base ad una convenzione stipulata dall’amministrazione comunale, gli appalti superiori a 250mila euro vengono gestiti direttamente dalla Prefettura, tramite il Provveditorato alle Opere Pubbliche, in qualità di stazione unica appaltante. Nel febbraio 2015 l’appalto se lo aggiudica un’ATI (Associazione Temporanea di Imprese) composta dalla cooperativa Fradel Costruzioni., capogruppo della società Costrame e di Acqua Quarto, che aveva anche il compito di recuperare i canoni idrici, la cui evasione comportava per il Comune un buco di milioni di euro. La Fradel aveva ricevuto un’interdittiva antimafia nel gennaio 2014, sospesa dal TAR ma ripristinata dal Consiglio di Stato: il ripristino viene comunicato al Comune il 19 novembre 2015. La Fradel comunica al comune di Quarto che è uscita dall’ATI. A questo punto il Comune chiede alla Prefettura se ci fossero i presupposti per ricorrere al commissariamento o consentire il subingresso di una nuova società. Viene convocata la Conferenza dei servizi e la Prefettura delibera il commissariamento per un anno, in attesa di indire una nuova gara.

Il dibattito in Commissione. In occasione della audizione del sindaco di Quarto, la discussione in Commissione antimafia si è incentrata soprattutto sui rapporti all’interno della maggioranza e sulle pressioni subite dal sondaco, in particolare da parte di Giovanni De Robbio, consigliere comunale attualmente indagato per voto di scambio ed estorsione, con riferimento specifico alla vicenda dello stadio: il De Robbio le chiese inizialmente di incontrare alcuni imprenditori interessati alla gestione dello stadio, ma il sindaco oppose un rifiuto ad appuntamenti al di fuori dalle sedi istituzionali. A settembre De Robbio le mostrò una fotografia aerea tratta da Google che dimostrerebbe i presunti abusi edilizi compiuti nella costruzione della sua abitazione, oggetto di condono. Successivamente lo stesso De Robbio le avrebbe proposto, anche se in termini poco chiari, un non meglio specificato “falso” per agevolare la chiusura della pratica. La Capuozzo sostiene di non aver considerato tali avvertimenti nei termini della minaccia, ritenendo non ci fosse possibilità di denunciarlo, pur specificando di aver richiesto verbalmente al suo partito, e in più di un’occasione, l’espulsione del consigliere. A novembre, quando viene presentato un esposto sul presunto abuso edilizio, il sindaco presenta a sua volta denuncia ai Carabinieri, evidenziando tra l’altro che alcuni atti presenti nel dossier-esposto fossero stati trafugati dall’ufficio tecnico del Comune.

A precisa domanda sulla presenza della camorra a Quarto la Capuozzo la ritiene ovvia per via dei due precedenti scioglimenti (proprio per contrastare possibili infiltrazioni aveva deciso di ricorrere a persone non legate con il territorio per la direzione degli assessorati più rilevanti, di richiedere il supporto da parte della prefettura e di avviare un processo di rotazione del personale), ma ribadisce che durante la sua amministrazione non era a conoscenza dell’esistenza di Alfonso Cesarano, l’imprenditore che nelle intercettazioni dava indicazioni per votare il Movimento Cinque Stelle.

L ‘audizione dell’on. le Fico.  Sulla nomina non concretizzata di De Robbio quale Presidente del consiglio comunale, l’Onorevole Fico precisa di essere intervenuto a luglio solo per ricordare al MeetUp di Quarto la necessità di un rapporto di fiducia tra Sindaco e Presidente, lasciando loro l’ultima parola sulla decisione definitiva.  L’Onorevole specifica che non vi fu allora richiesta ufficiale di espulsione del Consigliere e che comunque non c’erano le condizioni per procedere in tal senso. Spiega inoltre di essere stato informato dai mezzi di informazione del caso legato al presunto abuso edilizio nella casa del Sindaco e di aver incontrato nuovamente la Capuozzo solo nel mese di dicembre. In nessun caso gli è mai stato riferito che il Sindaco si trovasse sotto minaccia o ricatto di De Robbio o altri.

Il Sindaco lo informò solo il 1° dicembre di essere stata ascoltata dalla Procura circa una settimana prima, per rispondere a domande su De Robbio, e che a quel punto ha informato della vicenda gli altri membri del Direttorio per valutare la posizione del consigliere di Quarto. Il 12 o 13 dicembre parla con il Sindaco e le chiede di inviare “una e-mail di procedura ufficiale di espulsione per lasciare tutto agli atti”. Il 14 il Consigliere viene espulso con la semplice motivazione di “contrasti politici” poiché il De Robbio, a cui non era arrivato alcun avviso di garanzia, non doveva essere informato di essere sotto indagine della magistratura.  Sollecitato sui motivi dell’espulsione della Capuozzo dal Movimento Cinque Stelle, l’Onorevole risponde che non è stata dettata dal dubbio che il Sindaco potesse essere in qualche modo collusa, ma dalla mancata certezza che tutti i voti ricevuti dal Movimento fossero non inquinati. Il rifiuto opposto dal Sindaco alla richiesta di dimissioni dettata da questa mancata certezza ne ha causato l’espulsione.

(ultimo aggiornamento 8 febbraio 2016)

                                                               (In collaborazione con Claudio Forleo, giornalista professionista)