Gio, 2009-10-08 11:40
Niscemi: più di 2.000 persone per dire no alla mafia
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Più di 2.000 persone, tra cui tanti giovani, hanno partecipato martedì 6 ottobre alla manifestazione intitolata Il sale non diventi scipito, per ribadire il rifiuto ai fenomeni mafiosi e il sostegno alle famiglie dei collaboratori di giustizia. “Niscemi si indigna e si ribella alla mafia”, è stato lo striscione che il Sindaco di Niscemi Giovanni Di Martino, l’assessore alla legalità Nunzio Pardo e circa 30 amministratori provenienti da diverse parti d’Italia, tra cui Follonica (Gr), Cascina (Pi), Polistena (Rc), Campobello di Mazara (Tp), Corleone (Pa), hanno tenuto nelle mani e portato per le vie della città. Al corteo ha partecipato anche una delegazione di Avviso Pubblico, capeggiata dal Vice Presidente nazionale Gabriele Santoni e dal Coordinatore nazionale Pierpaolo Romani.
“Questa manifestazione – ha affermato Giovanni Di Martino Sindaco di Niscemi, nonché vice presidente nazionale di Avviso Pubblico – è prima di tutto per dire che Niscemi ha rotto il silenzio, per sostenere i familiari dei collaboratori di giustizia, per ribadire il no corale ai fenomeni mafiosi nella nostra città. La nostra realtà si indigna e si ribella alle mafie, al racket, ai fenomeni estorsivi, alla cultura mafiosa che condanna il rispetto alle istituzioni a ruolo di secondo piano. Siamo partecipi di un momento di cambiamento importante che ci vuole tutti, amministratori e cittadini, protagonisti della stessa pulsione che porta a cambiare lo stato di cose malate, imbrigliate nella tela dei pochi che vorrebbero governare sui molti cittadini onesti. La mia amministrazione si fa promotrice e partecipe al tempo stesso di questo cambiamento. Ci costituiremo parte civile in tutti i processi di mafia; sosterremo la denuncia degli imprenditori onesti attraverso, e non solo, l’esenzione dal pagamento dei tributi locali; daremo tutto il supporto logistico e politico per la nascita di un’associazione antiracket; promuoviamo, insieme ad altre 50 associazioni e sindacati, la costituzione di un Osservatorio Permanente Antimafia che elabori progetti esecutivi da avviare insieme alla collettività e insieme un percorso culturale. Con un unico abbraccio vorrei fare sentire ai familiari dei collaboratori di giustizia; alla signora Burgio (madre di Pierantonio Sandri, i cui resti sono stati trovati nei giorni scorsi nelle campagne di Niscemi); ai familiari di Patrizia Scifo (scomparsa da ventisei anni) che per loro sia un momento di nascita di un nuovo corso per la nostra città”.
L’amministrazione comunale di Niscemi, come illustrato da Francesco Alesci, presidente del consiglio comunale, ha deliberato di dare vita ad un Consultorio giovanile, l’apertura di due corsi scolastici per sanare la dispersione scolastica, la costituzione del baby consiglio comunale.
L’antimafia è valore e prassi comune, che unisce il nord al sud. “Non siete soli: i circa 170 comuni di Avviso Pubblico sono con voi qui a Niscemi - ha detto Gabriele Santoni vice presidente di Avviso Pubblico – La mafia non distingue tra nord e sud: basti pensare che al nord è presente il 15% dei beni confiscati e una azienda confiscata su 3 è sempre al nord; il 50% del totale della droga sequestrata nel 2008 è avvenuto nelle regioni del settentrione, in particolare in Lombardia.
I collaboratori di giustizia segnano il passaggio dal silenzio all’indignazione e alla denuncia – ha detto Francesco Paolo Giordano Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Caltagirone – mentre Giovanni Crescente, Direttore Confindustria Caltanissetta, ha ribadito l’importanza della legalità che per le imprese passa attraverso la denuncia e l’espulsione di coloro che risultano conniventi e che pagano il pizzo.
Le conclusioni sono state affidate a don Luigi Ciotti presidente Libera il quale ha affermato che la mafia teme più la scuola che la giustizia. Per Niscemi – ha continuato don Ciotti – i tre collaboratori di giustizia e questa manifestazioni sono le luci di un percorso nuovo, che testimoniano come la rassegnazione non può appartenere al nostro orizzonte umano e sia possibile cambiare.
Sono intervenuti all’incontro, inoltre, monsignor Pennisi vescovo della diocesi di piazza Armerina, l’On. Laura Garavini, capogruppo del PD in Commissione parlamentare antimafia, Lirio Conti, Gip del Tribunale di Caltanissetta e il dott. Leone presidente del Tribunale di Gela.
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