Gio, 2010-09-23 11:25 (Ultimo agg.: Mar, 2010-09-28 07:50)

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In Memoria di Giancarlo Siani

Il giornalista Giancarlo Siani (foto: www.giancarlosiani.it)

Giancarlo Siani, 26 anni, era un giornalista pubblicista napoletano. Fu ucciso a Napoli, la sera del 23 settembre 1985, sotto casa, nel quartiere residenziale del vomero da Ciro Cappuccio e Armando Del Core, due killer della camorra. Appartenente ad una famiglia della borghesia medio-alta napoletana, Siani si era iscritto all'Università e, contemporaneamente, aveva iniziato a collaborare con alcuni periodici napoletani (Osservatorio sulla camorra, Il lavoro nel Sud), mostrando sempre spiccato interesse per le problematiche sociali del disagio e dell'emarginazione, individuando in quella fascia il principale serbatoio della manovalanza della camorra. Diventò corrispondente del quotidiano Il Mattino da Torre Annunziata presso la sede distaccata di Castellammare di Stabia. Siani scese molto in profondità nella realtà torrese senza tralasciare alcun aspetto, compreso e forse soprattutto quello criminale, che anzi approfondì con inchieste sul contrabbando di sigarette e sull'espansione dell'impero economico del boss locale, Valentino Gionta. Siani aveva capito che la camorra s'era infiltrata nella vita politica, della quale riusciva a regolare ritmi decisionali ed elezioni. La decisione di ammazzarlo fu presa all'indomani della pubblicazione di un suo articolo, su "Il Mattino" del 10 giugno 1985 relativo alle modalita' con le quali i carabinieri erano riusciti ad arrestare Valentino Gionta, boss di Torre Annunziata (attualmente in carcere condannato all'ergastolo) Siani spiegò che Gionta era diventato alleato del potente boss Lorenzo Nuvoletta (deceduto) , amico e referente in Campania della mafia vincente di Totò Riina.

Nuvoletta aveva un problema con un altro potente boss camorristico con il quale era giunto sul punto di far scoppiare una guerra senza quartiere. L'unico modo di uscirne era soddisfare la richiesta di costui e cioè eliminare Gionta. Nuvoletta che non voleva tradire l'onore di mafioso, facendo uccidere un alleato, lo fece arrestare, facendo arrivare da un suo affiliato una soffiata ai carabinieri. Siani venne a conoscenza di questo particolare da un suo amico capitano dei carabinieri e lo scrisse, provocando le ire dei camorristi di Torre Annunziata. Per non perdere la faccia con i suoi alleati di Torre Annunziata, Lorenzo Nuvoletta, con il beneplacito di Riina, decretò la morte di Siani. Le indagini che hanno portato alla scoperta e alla condanna degli assassini di Giancarlo Siani sono state condotte dal dottor Armando D'Alterio.

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