Relazione DIA: sul sito di Avviso Pubblico la sintesi della Relazione sul 1° Semestre del 2017

La Direzione Investigativa Antimafia ha inviato al Parlamento l’ultima Relazione sulle attività svolte e sui risultati conseguiti nel primo semestre del 2017 (periodo di riferimento gennaio-giugno). Avviso Pubblico ha realizzato una scheda di sintesi sui passaggi più significativi della Relazione, disponibile sull’Osservatorio Parlamentare di Avviso Pubblico.

Su Cosa nostra la DIA sottolinea come si prospetti “la formale apertura di una nuova epoca – quella della mafia 2.0. – al passo con i tempi, che definitivamente omologherà la strategia della sommersione” voluta e condotta da Bernardo Provenzano. La morte di Salvatore Riina non dovrebbe secondo gli investigatori aprire scenari di guerra tra le cosche siciliane per la creazione di una nuova “cabina di regia”. Al contempo viene evidenziata una progressiva “minore pervasività” della leadership di Matteo Messina Denaro, latitante dal 1993.

Relativamente alla ‘Ndrangheta la DIA descrive il suo “progressivo sbilanciamento verso le regioni del centro-nord e la capacità di riciclare e reimpiegare i capitali illeciti”, affiancando ai tipici canali illeciti di accumulazione di denaro, numerose forme di infiltrazione nell’economia legale, dalle commesse pubbliche agli interessi nel settore del gioco d’azzardo legale, passando per le forniture di energia, anche rinnovabile. La DIA sottolinea la capacità delle ‘ndrine di condizionare l’operato delle Pubbliche amministrazioni, anche nel Nord-Italia.

In merito alle Camorre, declinate al plurale perché i clan di origine campana non presentano aspetti di struttura unitaria, più tipiche di Cosa nostra e ‘Ndrangheta, si registrano “profonde instabilità causate da scontri, anche di natura violenta, per il controllo delle strutture di comando” nella zona di Napoli, in cui aggregazioni di giovanissimi, sottoposti a criminali altrettanto giovani, sono animati da ambizioni di potere. Più articolate e meno propense alla violenza, quanto al metodo collusivo-corruttivo, le organizzazioni che operano nella provincia di Napoli e in quella di Caserta.

In Puglia la DIA continua a registrare aspetti “molto fluidi, rappresentati dall’esistenza di una pluralità di gruppi diversi, spesso organizzati su base familiare”. Fa eccezione il Foggiano, zona che desta il maggiore allarme sociale e in cui “andranno fatti più investimenti in termini di personale da impiegare nel dispositivo di contrasto”. La provincia si segnala per “l’abbondanza di giovani leve, la massiccia presenza di armi e il radicato vincolo dei sodalizi con il territorio, che favoriscono un contesto ambientale omertoso e violento, dove continuano a registrarsi efferati omicidi”.

Sulle mafie straniere viene sottolineata una “crescente collaborazionecon le mafie nostrane. Le mafie straniere operano dal traffico di stupefacenti a quello di armi, rifiuti e merci contraffatte, fino alla tratta di persone da avviare al lavoro nero e alla prostituzione. In tema di traffico di droga, la DIA sottolinea come nelle aree urbane del Centro-Nord, le mafie straniere si siano appropriate di quote di mercato, arrivando a gestire l’intera filiera, dall’importazione, allo stoccaggio ed alla commercializzazione.

Nella Relazione la DIA dedica due approfondimenti al tema degli appalti pubblici e del riciclaggio. Sugli appalti pubblici l’esperienza investigativa “ha dimostrato come una delle modalità utilizzate dall’impresa mafiosa per aggiudicarsi gli appalti, superando l’ostacolo dei requisiti fissati dal bando per la partecipazione alla gara, si basi sullo sfruttamento della tecnica di appoggiarsi su aziende più grandi, in grado di far fronte, per capacità organizzativa e tecnico-realizzativa, anche ai lavori più complessi, dai quali risulterebbe altrimenti esclusa”. In tema di riciclaggio sono elencati i dati relativi alle attività di segnalazione di operazioni sospette, circa 50mila nel periodo in considerazione (per leggere la sintesi completa clicca qui)

Sull’Osservatorio Parlamentare di Avviso Pubblico sono altresì disponibile le sintesi delle relazioni alle Camere sulle misure di contrasto della criminalità organizzata presentate negli ultimi anni dal Ministero dell’interno e dalla Direzione Investigativa Antimafia, nonché le sintesi delle annuali relazioni presentate dalla Direzione Nazionale Antimafia.

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