Raccontiamoci le mafie: il resoconto della giornata di chiusura della rassegna a Gazoldo degli Ippoliti (Mn)

Si è chiusa a Gazoldo degli Ippoliti (Mn) la rassegna culturale “Raccontiamoci le mafie” che il Comune di Gazoldo ha ospitato dal 24 settembre al 1° ottobre e ha organizzato in collaborazione con Avviso Pubblico.

La sala del Comune di Gazoldo è stata gremita da circa 250 presenti per l’ultimo incontro pubblico dal titolo “Quali mafie e quale antimafia a 25 anni dalle stragi di Capaci e via d’Amelio”. Sono intervenuti Giancarlo Caselli, magistrato già Procuratore di Palermo e Torino; Nando Dalla Chiesa, docente, giornalista e scrittore; Michele Albanese, giornalista e responsabile Legalità della Federazione Nazionale della Stampa Italiana; Giovanni Paparcuri, sopravvissuto alla strage del 29 luglio 1983 in cui perse la vita l’allora capo dell’Ufficio Istruzione di Palermo, Rocco Chinnici.

Di fronte agli studenti maggiorenni della città di Gazoldo degli Ippoliti, che al temine dell’incontro hanno ricevuto dalle mani del Prefetto di Mantova e del Comandante provinciale dei Carabinieri una copia della Costituzione della Repubblica Italiana, l’incontro è stato aperto dal saluto di Giovanni Paparcuri, che ha sottolineato la necessità di proseguire di battaglia in battaglia nell’azione di contrasto alle mafie, perché “la guerra è ancora molto lunga”.

“Le regioni di origine delle mafie hanno pagato un prezzo altissimo alla rimozione del problema. Il Nord non faccia lo stesso errore – ha ammonito Nando Dalla Chiesa – Il Paese non può accontentarsi di commemorare senza esercitare la memoria, di sganciarla dal ricordo, ma deve applicarla al quotidiano che vive sui territori. Non possiamo permetterci di dimenticare la lezione di 25 anni fa, la battaglia decisiva contro la criminalità organizzata va combattuta al Nord”

“Il Nord deve svegliarsi, perché i mafiosi sono qui, in questi territori – ha esortato Michele Albanese –  La ‘ndrangheta ha conquistato le regioni settentrionali come è stato in grado di fare con cinque continenti. L’informazione ha il dovere di scavare e interrogarsi su questo dato. Si deve chiedere quanto vale oggi la ‘ndrangheta, qual è il suo peso specifico nell’economia nazionale. Ragazzi, siate fieri della vostra Costituzione. Riscoprite l’impegno sociale e la testimonianza. Coltivate l’inquietudine della vita”.

“Quando toccarono l’intreccio mafia, finanza e politica, Falcone e Borsellino furono fatti fuori professionalmente – ha evidenziato Giancarlo Caselli – E’ un passaggio della nostra storia che non possiamo permetterci di dimenticare, perché ancora oggi rappresenta una questione centrale. Le mafie sono sopravvissute così a lungo grazie a osceni legami con il potere politico ed economico. Oggi più che mai è necessario avere il coraggio di combattere il concorso esterno”.

In serata evento di chiusura di Raccontiamoci le mafie all’auditorium “Pigozzi” di Gazoldo degli Ippoliti, dove l’attrice Tiziana Di Masi e il regista Maurizio Cardillo hanno messo in scena “Tutto ciò che sto per dirvi è falso“, spettacolo teatrale sul tema fondamentale ma poco dibattuto della contraffazione, una questione non solo economica, ma anche un pericolo per la salute.

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