Raccontiamoci le mafie: il resoconto della giornata di apertura e gli eventi del 25 settembre

È stata inaugurata ieri a Gazoldo degli Ippoliti (MN) la terza edizione di “Raccontiamoci le mafie”, rassegna di eventi culturali gratuiti e aperti al pubblico sui temi della legalità e della prevenzione e contrasto a mafie e corruzione, organizzata dal Comune di Gazoldo in collaborazione con Avviso Pubblico.

Nel corso dell’inaugurazione della rassegna, domenica 24 settembre, il parco comunale di Gazoldo è stato intitolato al ‘21 marzo‘, Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti di tutte le mafie, alla presenza di Nicola Leoni, Sindaco di Gazoldo degli Ippoliti e Vicepresidente di Avviso Pubblico; don Luigi Ciotti, presidente e fondatore di Libera; Roberto Montà, Presidente di Avviso Pubblico; Manuela Fasolato, Procuratore della Repubblica di Mantova e Margherita Asta, figlia di Barbara Rizzo e sorella di Giuseppe e Salvatore, uccisi nella strage di Pizzolungo.

Oltre all’intitolazione del parco, è stato inaugurato un totem elettronico che trasmetterà, 24 ore al giorno, i nomi delle vittime che ogni anno vengono ricordate durante la giornata nazionale. Il Presidente del Senato Pietro Grasso, atteso per l’inaugurazione, non è potuto intervenire per un’urgenza personale, inviando un messaggio: “Il primo giorno di primavera è il giorno in cui ricordiamo tutte le vittime famose e quelle ignote, le storie che tutti conosciamo e quelle che dovremmo conoscere. Per non limitarci al ricordo, dobbiamo impegnarci, ciascuno secondo il proprio ruolo. Allora sì che potremo aspettare una vera primavera della legalità, anche all’ombra degli alberi del parco di Gazoldo”.

“Riscoprire le loro storie è uno degli obiettivi della nostra rassegna – ha commentato Nicola Leoni – Invito i ragazzi a scegliere di volta in volta un nome, soprattutto tra quelli meno conosciuti, per aiutarci a ricordare. Molti familiari di queste vittime innocenti attendono ancora verità e giustizia. Questo totem deve rammentarci che dobbiamo essere sempre al loro fianco, affinché possano ottenere quanto deve loro garantire un Paese che voglia definirsi civile e democratico”.

Dopo l’inaugurazione, i circa 500 presenti hanno assistito alla tavola rotonda “Quale antimafia per l’Italia del XXI secolo”, moderata dal giornalista del Corriere della Sera Gian Antonio Stella.

“Corruzione e mafia sono due facce della stessa medaglia – ha evidenziato don Luigi Ciotti – Oggi più che mai. Ci sono solo due luoghi dove si continua a sparare: il Napoletano ed il Foggiano. In tutti gli altri territori la nuova strategia della criminalità organizzata si basa sulla corruzione. I nuovi capi della camorra e della ‘ndrangheta sono uomini d’affari, che rappresentano una minaccia per la nostra democrazia. Educazione e cultura sono i pilastri fondamentali della lotta alla mafia. Le istituzioni e la politica sono chiamate ad investire nel futuro dei giovani, nelle politiche sociali e nel lavoro”.

“Abbiamo bisogno che chi si candida a rappresentare la cosa pubblica inizi a dimostrare qualcosa in più – ha rimarcato Roberto Montà – Che non si esplica solamente nel rispettare le leggi, ma nel prendere impegni seri con la cittadinanza rispetto a quello che è il proprio agire come candidato o amministratore. Una classe dirigente diversa è una classe dirigente che ad una buona legislazione, a normative ben fatte, unisce una visione in grado di mettere in campo delle buone politiche, come nel caso della riforma del Codice antimafia”.

“Il contributo che ciascuno di noi apporta alla società è determinante per il cambiamento di questo Paese – ha sottolineato Margherita Asta – E lo può fare esercitando la memoria, trasformandola in impegno quotidiano contro l’illegalità e la potenza mafiosa che, troppo spesso, va a braccetto con una certa politica”.

“Le infiltrazioni malavitose sono un’aggressione silenziosa al tessuto produttivo – ha aggiunto Manuela Fasolato – Gli imprenditori collusi diventano degli zombie, controllati dalla mafia. Nel Mantovano è importante tener alta la guardia perché questo territorio, essendo ricco di imprese, attira la criminalità organizzata”.

La seconda giornata di Raccontiamoci le mafie si è invece aperta questa mattina con i ragazzi dell’Istituto Agrario Alberghiero “San Giovanni Bosco”, che hanno discusso di regole, legalità e rispetto nel mondo dello sport con Damiano Tommasi, Presidente AIC – Associazione Italiana Calciatori, Massimiliano Saccani, arbitro di Serie A per oltre un decennio e Pierpaolo Romani, Coordinatore nazionale di Avviso Pubblico.

La Rassegna continuerà questa sera, a partire dalle ore 20,30, con due importanti incontri: l’inaugurazione della mostra fotografica di Tony Gentile dal titolo ‘La guerra, una storia siciliana‘ alla presenza dell’autore e a seguire la presentazione del dossier curato dall’Osservatorio Parlamentare di Avviso Pubblico, scaricabile nelle prossime ore sul sito, dal titolo ‘Prevenire e contrastare mafie e corruzione. Cosa ha fatto il Parlamento nella XVII legislatura? Cosa resta da fare?‘. Saranno presenti: Luigi Gaetti, Vice Presidente Commissione Parlamentare Antimafia; Davide Mattiello, parlamentare; Giulio Marotta, Responsabile dell’Osservatorio parlamentare di Avviso Pubblico; Massimo Mezzetti, Assessore alla cultura, politiche giovanili e politiche per la legalità della Regione Emilia Romagna e Vicepresidente di Avviso Pubblico. Modera: Duccio Facchini, capo redattore di Altreconomia.

Per maggiori informazioni: www.raccontiamocilemafie.it

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