Presentata la Relazione 2015 della Direzione Nazionale Antimafia: “Le mafie sparano meno perché corrompono di più”

Presentazione Relazione Dna 4Si è svolta il 2 marzo a Roma, nella Biblioteca del Senato intitolata a Giovanni Spadolini, la presentazione della Relazione Annuale sulle attività svolte dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, presieduta dal Procuratore Nazionale Antimafia, Franco Roberti.

Sono intervenuti: Franco Roberti, Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrosimo, Rosy Bindi, Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, e i giornalisti Giovanni Tizian (L’Espresso), Arcangelo Badolati (La Gazzetta del Sud) e Giorgio Zanchini (Rai Radio 1). Presente in sala il Vicepresidente di Avviso Pubblico, Paolo Masini.

Il legame mafia – terrorismo. Il Procuratore Franco Roberti ha definito “una scelta lungimirante” l’aver conferito la competenza sull’Antiterrorismo alla Direzione Nazionale Antimafia. “E’ stato più facile integrare la nuova struttura dal punto di vista organizzativo in un apparato già funzionante. L’Antimafia aveva già avuto conferma in passato dei legami tra mafie e terrorismo internazionale, in particolare fra cellule operanti in Europa e trafficanti di stupefacenti. Lo Stato Islamico per molti versi si muove come la criminalità organizzata, è un’associazione criminale che si è fatta Stato ma è anche uno Stato-mafia che agisce e fa affari in modo simile”.

Lo stato della criminalità organizzata in Italia. Rosy Bindi, che ha aperto la presentazione della Relazione, ha messo in evidenza come “la droga sia ancora la fonte principale di approvvigionamento delle mafie. L’Italia ottiene ottimi risultati dal punto di vista dei sequestri, ma siamo meno bravi a intercettare il fiume di denaro che gira attorno agli stupefacenti,  una quantità tale da influenzare l’economia legale in tutto il mondo”. Parliamo, secondo dati UNODC (United Nations Office on Drugs and Crime) citati dal Procuratore Roberti, di un giro d’affari pari a 560 miliardi di dollari nel mondo, di cui 35-40 miliardi di euro solo in Italia.

La ‘ndrangheta si conferma assoluta leader di questo traffico, che gestisce in una situazione di “quasi monopolio” spiega la Bindi. “La forza delle ‘ndrine era e resta la capacità di relazionarsi e stringere legami con le mafie internazionali”. Anche la camorra, pur colpita dall’arresto dei capi storici, resta  protagonista del mercato della droga mentre Cosa Nostra si trova al momento in “una fase di transizione” pur mantenendo la sua “persistente vitalità”.

Presentazione Relazione Dna 3Le proposte della DNA alla Commissione Antimafia. Prima della presentazione il Procuratore Roberti ha avuto modo di interloquire con la Commissione Parlamentare Antimafia, presentando alcune proposte che sono state accennate nella Biblioteca del Senato. La principale è l’introduzione dell’aggravante della corruzione per il reato di associazione mafiosa.Oggi le mafie sparano di meno perché corrompono di più – sottolinea il Procuratore – A livello normativo sarebbe importante fissare la corruzione come parte del sistema mafioso: una modifica dell’articolo 7 che introduca l’aggravante della corruzione”.

Per Roberti è necessario agire anche sul Codice Antimafia e sull’Agenzia dei Beni Confiscati, sollecitando l’approvazione della riforma passata alla Camera e attesa dal Senato. “L’Agenzia oggi  è una struttura esile, debole, che ha bisogno di nuove professionalità. La legge va approvata anche per seguire il percorso del bene confiscato una volta che è stato assegnato. Siamo sicuri che non torna in mani mafiose?”.

Presentazione Relazione DnaIl quadro che viene fuori dalla Relazione presentata oggi – commenta il vicepresidente di Avviso Pubblico, Paolo Masini – conferma ancora una volta come il contrasto alla corruzione e alla criminalità organizzata sia una battaglia che va condotta su più fronti. La pervasività delle mafie viene ribadita nei principali gangli della vita pubblica, dalla politica alle imprese, arrivando a coinvolgere gli ordini professionali. Avviso Pubblico continuerà a lavorare per promuovere, come da 20 anni a questa parte, la cultura della legalità e delle buone prassi amministrative, ribadendo l’impegno quotidiano della propria rete di amministratori, in prima fila sul territorio nell’opporsi ad ogni forma di infiltrazione”.

Sui contenuti della Relazione 2015 leggi le schede di sintesi su Cosa nostra, ‘Ndrangheta, Sacra corona unita, Camorra.

Per consultarla integralmente clicca qui: RELAZIONE DNA 2015

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