Roberto Montà, Presidente di Avviso Pubblico

Pesante intimidazione al Presidente di Avviso Pubblico, Roberto Montà, Sindaco di Grugliasco (TO). Il comunicato dell’Associazione

Questa mattina, sui tergicristalli della macchina personale del Sindaco di Grugliasco, Roberto Montà, che è anche Presidente di Avviso Pubblico, sono stati ritrovati cinque bossoli di arma da fuoco.

Il gesto non è stato rivendicato e gli autori sono al momento sconosciuti. Sappiamo solo che questi vigliacchi sapevano benissimo dove abitava Roberto e che potevano, come hanno fatto, intimidirlo con una certa facilità.

Probabilmente quanto accaduto non ha a che vedere con l’impegno che Roberto profonde ormai da quasi vent’anni nella nostra Associazione ma, probabilmente, è collegato a vicende locali dove, tuttavia, non manca l’esercizio della violenza e dell’intimidazione.

Molti si stanno spingendo in là nei giudizi, immaginando colpevoli e dinamiche su quanto accaduto.

A noi tutto questo sembra inopportuno. Le autorità competenti, in cui riponiamo la massima fiducia, sapranno certamente fare luce sull’accaduto in tempi rapidi.

In questo momento ci preme esprimere la massima vicinanza e solidarietà a Roberto e sottolineare, se mai ve ne fosse bisogno, come questo grave episodio testimoni ancora una volta come sia sempre più difficile, faticoso e pericoloso fare l’amministratore pubblico nel nostro Paese. Il rapporto “Amministratori sotto tiro” di Avviso Pubblico lo documenta da alcuni anni.

Minacce, intimidazioni, paura, incertezza, solitudine sono entrati nel vocabolario e nella quotidianità anche di chi amministra enti locali non particolarmente grandi o conosciuti. Sempre più il limite fra ciò che si fa e ciò che si è, sembra essere messo in discussione. Una rabbia sociale montante verso chi fa politica, generata non solo dal difficile periodo che stiamo vivendo ma anche, per certi aspetti, alimentata in modo specifico, ha esacerbato gli animi, facendo credere, in modo errato e pericoloso, che i “politici sono tutti uguali, incapaci e disonesti”. Idea sbagliata e da contrastare culturalmente in tutti i modi.

Sempre più si colpiscono i simboli di una comunità, dimenticando che dietro ai simboli ci sono le persone, con le loro vite, in questo caso con una moglie e una bambina piccola.

Ringraziamo le tante persone del mondo delle istituzioni, degli enti locali – a partire da ANCI – delle associazioni, della politica, del giornalismo, dell’università e singoli cittadini che in queste ore si sono fatte sentire ed hanno espresso la loro solidarietà.

Lasciamo che siano le parole di Roberto a chiudere il comunicato:

“Ritengo che l’episodio verificatosi sia da collegare ad una vicenda locale sulla quale già nei giorni scorsi avevo registrato delle tensioni pubbliche in consiglio comunale. Quanto accaduto un po’ me lo aspettavo. Lo avevo messo in conto assumendomi la scelta di fare il Sindaco in un tempo in cui ci i problemi dei cittadini sono sempre più grandi, urgenti, e le armi a nostra disposizione sempre più spuntate. Nell’opinione pubblica siamo sempre più rappresentati come chi nulla fa pur essendo potente e privilegiato, alimentando distanze, diffidenze ed un clima di scontro permanente che, com’è accaduto oggi, può degenerare facilmente. Nonostante ciò, o forse proprio per questo, io sento che fare l’amministratore ed assumersene le responsabilità, sia oggi più che mai importante. Su questa strada, che è la stessa di tanti altri amministratori poco conosciuti nel nostro Paese, come documentiamo da tempo anche con Avviso Pubblico, io continuerò a lavorare. Se qualcuno pensa di farmi cambiare opinione minacciandomi, si sbaglia. Io credo fermamente nel dialogo e nel confronto, anche aspri, ma diretti e trasparenti”.

 

 

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