Operazioni antimafia in Calabria e in Puglia. Il comunicato di Avviso Pubblico

Avviso Pubblico esprime vivo apprezzamento per la maxi retata di questa notte avvenuta nella zona jonica della provincia di Reggio Calabria, che ha portato all’arresto di 116 persone e colpito l’ala operativa e militare di 23 clan, e all’operazione diretta dalla polizia di Stato della provincia di Taranto, che ha eseguito 27 ordinanze di misura cautelare nei confronti di presunti componenti di un clan e di attuali ed ex politici ed amministratori.

Lo Stato non è e non può essere rappresentato dalla ‘ndrangheta – così come emerge dall’intercettazione a Rocco Morabito, figlio del boss di Africo Peppe Morabito ed inserita nel provvedimento “Mandamento jonico” – ma a rappresentarlo devono essere le Istituzioni e tutti i cittadini che hanno a cuore la democrazia di questo paese.

“Il tentativo da parte delle organizzazioni criminali e mafiose di avvicinarsi agli Enti locali e agli amministratori, che al posto di contrastare le mafie fanno con loro affari e accordi, desta per Avviso Pubblico forte preoccupazione e dimostra quanto sia ancora importante mantenere alta l’attenzione e quanto sia altrettanto necessario mettersi in rete e stare al fianco degli amministratori locali, fornendo loro strumenti e percorsi formativi che aumentino la capacità di prevenire l’inserimento delle mafie negli apparati pubblici”, ha dichiarato la Vicepresidente Maria Antonietta Sacco, Coordinatrice regionale di Avviso Pubblico e consigliera comunale di Carlopoli.

“Da quello che emerge da queste due maxi operazioni crediamo che sia necessario affiancare ad una fase di repressione, portata avanti dalle forze dell’ordine e dalla magistratura, una fase di prevenzione, che miri a prestare sempre più attenzione alla selezione della classe dirigente da parte dei partiti ma anche da parte dei cittadini, nel momento in cui sono chiamati ad esprimere il proprio voto”, ha aggiunto il Vicepresidente Michele Abbaticchio, Sindaco di Bitonto.

“Le 27 ordinanze di misura cautelare di cui siamo venuti a conoscenza quest’oggi destano viva preoccupazione e indignazione, fermo restando che attenderemo i tre gradi di giudizio per aver chiara la situazione di quanto effettivamente accaduto – ha concluso l’assessore all’urbanistica del Comune di Statte (TA) Armando Grassi, componente dei probiviri di Avviso Pubblico -. Non è più accettabile che ancora oggi vi siano amministratori pubblici che dall’interno delle istituzioni sottraggono ingenti risorse alla collettività, facendo affari con personaggi mafiosi e corrotti. La politica è, e deve ritornare ad essere vissuta e percepita, come un servizio per il bene comune e per la collettività, non come gestione di affari e di potere”.

 

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