Premessa. Il Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’Accordo di Schengen ha ascoltato il 18 gennaio 2017 il Vice Direttore di Europol, Wil van Gemert, al fine di avere un quadro aggiornato sull’azione svolta da tale organismo.

Ruolo e struttura dell’Europol. Spetta all’Europol fornire assistenza alle indagini condotte a livello nazionale nella lotta alla criminalità transfrontaliera; attualmente si articola in tre centri diversi (Centro europeo per la lotta alla criminalità informatica, Centro europeo antiterrorismo, Centro europeo per la lotta contro le forme gravi di criminalità organizzata, del quale fa parte anche il Centro europeo per la lotta ai trafficanti di migranti). Questa struttura ha elevato la qualità dell’assistenza e dello scambio di informazioni, che si concretizza anche nella messa a disposizione di staff dell’Europol direttamente sul campo, a partire dagli hot spot, per aiutare le autorità locali nei cosiddetti “controlli di sicurezza secondari”. Una parte del lavoro si concentra sul monitoraggio dei social media, al fine di individuare contenuti inappropriati su Internet.

Le tendenze in atto. Si registra un fortissimo interesse da parte della criminalità organizzata, anche italiana, nell’offerta di servizi per i migranti (fornitura di mezzi di trasporto, passaporti e strumenti per il trasferimento di denaro), talora attraverso la costituzione di vere e proprie agenzie di viaggio. C’è anche il forte sospetto che i flussi siano usati dall’Isis come fonte per il finanziamento di attività terroristiche oltre che per reclutare nuovi adepti. I migranti sono poi sfruttati nel settore della manodopera illegale, della prostituzione e della distribuzione di droga: una particolare attenzione deve essere data, sotto questo profilo, alla condizione dei minori non accompagnati.

Lo scambio delle informazioni. Obiettivo fondamentale è salvaguardare al massimo la libertà di circolazione all’interno dell’area Schengen; a tal fine di rende necessario un controllo attento delle frontiere in funzione antiterrorismo, grazie anche alla tracciabilità degli spostamenti all’interno dell’area europea; a tale scopo risponde lo Schengen Information System, che consente agli Stati membri di verificare informazioni che in passato non erano a disposizione, anche se devono essere fatti sforzi ulteriori per garantire la massima interconnessione tra tutti i sistemi informativi esistenti.